Jacopo123

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Privato Cittadino
Salve, vorrei porre una questione sulla quale ho ricevuto molte risposte discordanti, anche da commercialisti. Mi chiamo Jacopo e sono di Brescia, ho un laboratorio che ho dato in locazione ad un artigiano del luogo. Nel contratto, regolarmente registrato, é espresso in chiaro che il canone subirá un incremento annuale pari al 2%. Il commercialista del mio inquilino sostiene che é illegale, il mio che é legale perché é stato firmato ed accettato... Qualcuno mi sa dire qualcosa in merito?
 

studiopci

Membro Storico
A quanto mi risulta non è consentito l'incremento annuale del canone ( come stabilito dall’ art. 32 della L. 392 del 1978, come modificato dalla L. 118 del 1985 ) se non nella misura dell'aumento ISTAT come previsto nei contratti. Credo che così impostato il contratto possa essere impugnabile per quanto riguarda la clausola dell'aumento percentuale. Fabrizio
 

Tobia

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Agente Immobiliare
Credo che così impostato il contratto possa essere impugnabile per quanto riguarda la clausola dell'aumento percentuale. Fabrizio
concordo:
le parti hanno sottoscritto in un contratto una cosa espressamente vietata dalla legge e l'accettazione dello stesso contratto non inficia il rispetto delle leggi che sono al di sopra di tutto.

Nel contratto il proprietario avrebbe dovuto menzionare il canone "a pieno regime" salvo dichiarare che per un determinato periodo esso sarebbe stato scontato del 2%.
 

Jacopo123

Nuovo Iscritto
Privato Cittadino
Non credo sia inopportuno aumentare di 15 o 20 euro il canone , alla luce del fatto che a me hanno aumentato l' ICI , la raccolta rifiuti e le tasse comunali di circa il 300 per cento, pagavo 3400 euro di ICI ed era già pesante la questione , poi sono andati a 8600,00 euro e quest' anno , non appagati mi han mandato una vaglia di 10.368, euro.
Non so che dire... Questi ultimi governi vogliono impoverire tutti, e ci stanno riuscendo alla grande, se ...per quel che mi riguarda, considero le spese di registrazione e rinnovo contratto, le tasse sugli immobili, il reddito sugli affitti e anche l' eventualitá frequentissima ormai che qualcuno non paga associata alle manutenzioni che devi fare per forza...quanto resta alla fine a chi ha qualcosa in beni immobili?
 

studiopci

Membro Storico
Non è un discorso di opportunità o meno, è semplicemente rispettare la legge e ciò che indica, nessuno ti vieta di aumentare o meno il canone, per questo c'è l'aumento ISTAT, solo che se vuoi farlo in corsa e/o secondo le tue esigenze, non ti è consentito... potrai farlo... ma secondo precise disposizioni. Comprendo le tue affermazioni in merito alla politica adottata sull'investimento immobiliare ma mettere a reddito un immobile è un investimento che comporta ricavi, costi e rischi, che non devono ricadere in toto su chi affitta, pena il fermo dell'immobile, ( è la legge di mercato) ... come altre forme di investimento comportano costi, ricavi e rischi, che non ricadono sull'investimento. L'acquisto di un immobile per uso investimento è soggetto alla valutazione di una serie di parametri... costo iniziale dell'acquisto, imposte e spese da raffrontare con il canone di locazione plausibile ( laddove per plausibile vediamo quello reale che il mercato accetta e recepisce ) se la percentuale che viene fuori rientra in un determinato range, allora l'investimento è fattibile... altrimenti come diceva Totò .... desisti. Fabrizio
 

Jacopo123

Nuovo Iscritto
Privato Cittadino
Mah...secondo me questi ultimi tre governi han creato molta povertà, abbiam pagato tantissimo tutti e il debito ê aumentato lo stesso, quindi la vedo grigia per chi ha qualcosa nel mattone, la questione é che non puoi nemmeno vendere perché ora vale tutto la metà, anzi la vedo nera, c'é la caccia all 'evasore ma io vedo solo aziende che chiudono solo ed esclusivamente per pagare le tasse
 

CheCasa!

Moderatore
Membro dello Staff
Agente Immobiliare
"in relazione al principio della libera determinazione convenzionale del canone locativo per gli immobili destinati ad uso non abitativo, la clausola convenzionale che prevede la determinazione del canone in misura differenziata e crescente per frazioni successive di tempo nell'arco del rapporto, ovvero prevede variazioni in aumento in relazione ad eventi oggettivi predeterminati nel contratto (e del
tutto diversi ed indipendenti rispetto alle variazioni annue del potere di acquisto della moneta) deve ritenersi in linea generale legittima (ex artt. 32 e 79 della legge su ll'equo canone); solo nell'ipotesi in cui costituisca un espediente diretto neutralizzare gli effetti della svalutazione monetaria è invece illegittima e quindi nulla".

Così si esprime la cassazione con la sentenza 4210 del 23 febbraio 2007, allinendosi alla prevalente giurisprudenza.
Quindi, a mio parere, se è certa l'impossibilità di richiedere un aumento istat del 150% perchè indubbimente l'incremento sarebbe legato a neutralizzare gli effetti della svalutazione monetaria.
Non è così scontato che l'incremento del canone del 2% annuo debba considerarsi illegittimo, se però relazioneato ad eventi oggettivi predeterminati nel contratto ed indipendenti alle variazioni annue del potere di acquisto.
Per comprendere pienamente la legittimità dell'incremento richiesto sarà quindi necessario analizzare attentamente il testo contrattuale e valutare la presenza o meno di detti elementi.
 

Tobia

Membro Senior
Agente Immobiliare
Per comprendere pienamente la legittimità dell'incremento richiesto sarà quindi necessario analizzare attentamente il testo contrattuale e valutare la presenza o meno di detti elementi.
di certo vorrei sapere l'ammontare della cifra per rapportarla alle spese necessarie per affrontare un terzo grado di giudizio necessario per la legittimità di quel contratto.
 

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