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  1. chiedoinformazioni

    chiedoinformazioni Membro Ordinario

    Privato Cittadino
    Salve, scrivo per un mio amico.
    Suo padre gli ha donato 3 anni fa una casa.
    Ora il padre, che è proprietario di una casa con ipoteca di primo grado per un mutuo con la banca che paga regolarmente, è indebitato per somme molto alte con altre finanziarie. Le somme tuttavia potrebbero essere soddisfatte con la casa stessa.
    Il mio amico teme che i creditori possano esperire azione di revocazione e quindi chiedere la revoca della donazione fatta in suo favore dato che la casa di suo padre è già ipoteca.
    Io ritengo di no, in quanto per l'azione di revocazione occorre che il debitore si sia spogliato del suo patrimonio per frodare i creditori, ma a parte che non c'è frode, il debitore ossia il padre del mio amico ha ancora attivo nel suo patrimonio quindi perchè andare ad intaccare una donazione fatta al figlio che tra l'altro non ha null'altro e in questa casa ci risiede?
     
  2. chiedoinformazioni

    chiedoinformazioni Membro Ordinario

    Privato Cittadino
    scusate volevo dire REVOCATORIA e non REVOCAZIONE che sono 2 cose diverse!
     
  3. marcellogall

    marcellogall Membro Assiduo

    Agente Immobiliare
    Credo che il pericolo sia veramente aleatorio.
    La revoca è possibile solo quando la donazione o la vendita di un bene appartenente al debitore sia susseguente al pignoramento.
    In caso di donazione antecedente la parte creditrice dovrà provare che l'alienazione del bene sia stata fatta per eludere la soddisfazione del debito.
    Il fatto poi che ci sia un patrimonio in capo al padre che potrebbe soddisfare
    le richieste dei creditori dovrebbe dare la massima tranquillità
     
  4. chiedoinformazioni

    chiedoinformazioni Membro Ordinario

    Privato Cittadino
    Gentile Marcello,
    purtroppo facendo una ricerca ho letto che risulta sufficiente che il debitore abbia diminuito il suo patrimonio senza necessariamente comprometterlo. Dunque anche se c'è un'altra casa potrebbero rivalersi su quella donata in quanto sulla prima c'è comunque un'ipoteca di primo grado e dunque per il secondo creditore sarebbe rischioso procedere con un'asta in quanto potrebbe soddisfarsi solo in via secondaria.
    Tuttavia, a rigor di logica mi domando... un giudice che accerta che il donatario ha quest'unica casa nella quale vive e per la quale ha speso soldi di manutenzione ordinaria e straordinaria, potrebbe mai accettare una revocatoria e sbattere fuori un ragazzo di 30 anni quando c'è comunque un altro immobile che sebbene ipotecato potrebbe soddisfare il debito?
     
  5. marcellogall

    marcellogall Membro Assiduo

    Agente Immobiliare
    Abbiamo avuto recentemente alcune sentenze della Cassazione che hanno contraddetto quelle di primo e secondo grado e quindi non vi possono mai essere certezze. Col buon senso si dovrebbe essere certi che, in questo caso, non vi è possibilità di aggredire la donazione e la stessa legge lo chiarisce.
    Alla tua ultima domanda dovrei rispondere che, a rigor di logica, nessun giudice dovrebbe accettare una revocatoria nel caso in questione ma nessuno te ne potrà mai dare la certezza assoluta.
    Credo comunque che il tuo amico dovrebbe stare abbastanza tranquillo.
     
  6. topcasa

    topcasa Membro Storico

    Agente Immobiliare
    Ciao Marcello concordo con te sempre che l'amico abbia chiarito tutto e non ci siano scheletri nell'armadio
     
  7. chiedoinformazioni

    chiedoinformazioni Membro Ordinario

    Privato Cittadino
    Non penso ci sia altro da sapere, anzi ne sono sicuro. La situazione è questa.
    Quindi ricapitolando... potrebbe succedere tuttavia un giudice di buon senso andrebbe a valutare anche altre cose non espressamente richieste dalla legge ossia il fatto che revocandola il ragazzo rimarrebbe senza la sua unica casa e al debitore che ha creato i casini rimarrebbe invece la sua di casa.
    confermate?
     
  8. marcellogall

    marcellogall Membro Assiduo

    Agente Immobiliare
  9. topcasa

    topcasa Membro Storico

    Agente Immobiliare
    Spero per te che sia così, di sicuro dipende dal Giudice, anche se questi spesso sono strani.
     
  10. MELISSA75

    MELISSA75 Membro Attivo

    Altro Professionista
    credo che l'azione revocatoria debba essere esercitata entro un determinato periodo ma non ricordo i termini appena ho tempo cerco e posto...
    saluti a tutti
     
  11. topcasa

    topcasa Membro Storico

    Agente Immobiliare
    Azione revocatoria


    nozione
    (art. 2901 c.c.)

    è l'azione che permette al creditore di far dichiarare inefficaci gli atti di disposizione che il debitore
    abbia compiuto in pregiudizio delle sue ragioni

    L'azione revocatoria è quindi un mezzo per conservare la garanzia patrimoniale del debitore contro gli atti disposizione che quest'ultimo ha compiuto
    .

    L'effetto dell'azione revocatoria non consiste nella dichiarazione di nullità degli atti di alienazione compiuti dal debitore, ma nella dichiarazione di inefficacia, inefficacia non assoluta, ma relativa nel senso che l'atto di alienazione non può essere opposto al solo creditore che ha agito, mentre nei riguardi del terzo acquirente e degli altri soggetti è perfettamente valido ed efficace.
    Fatta questa indispensabile precisazione vediamo gli elementi essenziali dell'azione revocatoria.
    presupposti
    1. consilium fraudis: vi deve essere stata frode del debitore; questa frode consiste nella conoscenza del pregiudizio che l'atto di disposizione può arrecare alle ragioni del creditore. Se l'atto è stato compiuto prima che sorgesse il diritto di credito è necessario che l'atto di disposizione fosse dolosamente preordinato al fine di danneggiare il futuro creditore
    2. eventus damni: l'atto di disposizione posto in essere dal debitore deve essere di natura tale da poter danneggiare gli interessi del creditore. Di conseguenza se il patrimonio del debitore è composto di molti cespiti di rilevante valore, la vendita di alcuni di essi non potrà danneggiare gli interessi del creditore poiché quest'ultimo, in caso di inadempimento, potrà sempre rivalersi sugli altri beni del patrimonio del debitore
    presupposti necessari in relazione
    al tipo di atto

    1. se l'atto è a titolo oneroso per agire in revocatoria, oltre la frode e il danno, è anche necessario che il terzo fosse consapevole del pregiudizio che arrecava alle ragioni del creditore (e cioè fosse malafede); trattandosi di atto di disposizione compiuto prima della nascita dell'obbligazione, è necessario che il terzo abbia partecipato alla dolosa preordinazione con il debitore per pregiudicare gli interessi del creditore
    2. se l'atto è a titolo gratuito per agire in revocatoria sarà sufficiente dimostrare l'esistenza della frode e il prodursi del danno, mentre sarà irrilevante l'eventuale buona fede del terzo che abbia acquisito il diritto
    prova della malafede in caso di atto di disposizione a titolo oneroso la prova della malafede potrà essere fornita con qualunque mezzo. Normalmente il giudice potrà convincersi dell'esistenza della mala fede in base a basso prezzo che il terzo acquirente avrà sborsato per ottenere il bene
    effetti dell'azione revocatoria l'esperimento dell'azione revocatoria non produce la nullità dell'atto compiuto al debitore, ma la sua inefficacia nei confronti del creditore procedente. Si tratta, quindi, di inefficacia relativa e l'atto compiuto conserva la sua validità, dopo il soddisfacimento delle ragioni del creditore nei confronti delle parti e erga omnes, ma se vi sarà stato un'ulteriore atto di disposizione del bene che il creditore intende aggredire con la revocatoria, il terzo sub acquirente vedrà fatte salve le sue ragioni se era in buona fede al momento dell'acquisto
    prescrizione dell'azione l'azione revocatoria si prescrive nel termine di cinque anni dal compimento dell'atto pregiudizievole
    Chiudiamo l'argomento relativo all'azione revocatoria con un importante precisazione.
    Abbiamo già parlato di una situazione simile a quella che porta all'esperimento dell'azione revocatoria;
    ci riferiamo alla simulazione.
    Con il contratto simulato le parti fingono di alienare un bene, mentre in realtà tale alienazione non avviene o avviene un diverso negozio giuridico.
    Diversamente accade per gli atti compiuti prima che sia esperita l'azione revocatoria, perché in questo caso gli atti disposizione sono reali e non fittizi.
    Di conseguenza un creditore che vorrà agire contro una finta alienazione compiuta dal suo debitore al fine di danneggiarlo, non dovrà esercitare l'azione revocatoria ma dovrà esercitare l'azione volta a dichiarare l'esistenza della simulazione.
     
  12. topcasa

    topcasa Membro Storico

    Agente Immobiliare
    La revocatoria si prescrive in cinque anni dal perfezionamento dell'atto dispositivo, a prescindere dalla conoscenza che ne abbia il creditore. Si prescrive il diritto sostanziale del creditore esercitato tramite l'azione: trattandosi di diritto potestativo, la prescrizione non s’interrompe con la costituzione in mora ma serve la proposizione dell'azione. Vista la diversità fra revocatoria e azione di simulazione, non possono essere proposte assieme ma solo in via subordinata
     
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