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Roxy_mood

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Privato Cittadino
Buon pomeriggio a tutti,
sono sposata in regime di comunione dei beni, durante il matrimonio 20 anni fa ho ereditato per successione la quota di una casa ed ora ho intenzione di acquistare le quote dei miei 3 fratelli. Al momento del rogito è necessaria la presenza di mio marito? Avendo ereditato una quota per successione, quindi non rientrava nella comunione dei beni, e adesso con l’acquisto come funziona? L’intero immobile acquistato rientra in maniera implicita all’interno della comunione oppure resta mio bene esclusivo? In entrambi i casi è necessaria la presenza del mio coniuge al momento dell’atto? Grazie
 

francesca63

Membro Senior
Privato Cittadino
L’acquisto delle quote dei fratelli rientrerà nella comunione dei beni, a meno che tu possa dimostrare che i soldi necessari all’acquisto siano tuoi personali, perché derivati
da eredità, da vendita di beni ereditati o ricevuti in donazione, o perché erano tuoi prima del matrimonio.
Se ricorre una di queste circostanze , tuo marito dovrà partecipare all’atto dichiarando che rinuncia alla sua parte di comproprietà del bene.
Viceversa le quote che acquisterai ricadranno nella comunione.
Naturalmente resta comunque tua personale la quota acquisita per eredità.
 

Roxy_mood

Nuovo Iscritto
Privato Cittadino
I soldi necessari all’acquisto usciranno da un conto cointestato a me e mio marito, quindi la presenza di mio marito in questo caso, non è necessaria giusto?
Oppure è necessaria solo se decidiamo di cointestarla a me e lui?
Avendo già una quota intestata a me, e acquistando quindi anche le quote dei miei fratelli, l’immobile rientra per intero nella comunione dei beni anche se me la intesto solo io, ho capito bene? Grazie mille per il riscontro Francesca
 

francesca63

Membro Senior
Privato Cittadino
Se acquisti con soldi di entrambi, l’acquisto delle quote dei fratelli rientrerà nella comunione.
Non sarà necessaria la presenza di tuo marito al rogito.
Il 25% per cento ereditato resterà solo tuo; il 75% che comprerai ( credo siano queste le quote, se siete quattro fratelli), sarà in comunione.
 

plutarco

Membro Junior
Privato Cittadino
Buon pomeriggio a tutti,
sono sposata in regime di comunione dei beni, durante il matrimonio 20 anni fa ho ereditato per successione la quota di una casa ed ora ho intenzione di acquistare le quote dei miei 3 fratelli. Al momento del rogito è necessaria la presenza di mio marito? Avendo ereditato una quota per successione, quindi non rientrava nella comunione dei beni, e adesso con l’acquisto come funziona? L’intero immobile acquistato rientra in maniera implicita all’interno della comunione oppure resta mio bene esclusivo? In entrambi i casi è necessaria la presenza del mio coniuge al momento dell’atto? Grazie
Tuo marito può partecipare al rogito per far trascrivere la sua rinuncia.
 

brina82

Membro Senior
Professionista
L’acquisto delle quote dei fratelli rientrerà nella comunione dei beni, a meno che tu possa dimostrare che i soldi necessari all’acquisto siano tuoi personali, perché derivati
da eredità, da vendita di beni ereditati o ricevuti in donazione, o perché erano tuoi prima del matrimonio.
Se ricorre una di queste circostanze , tuo marito dovrà partecipare all’atto dichiarando che rinuncia alla sua parte di comproprietà del bene.
Viceversa le quote che acquisterai ricadranno nella comunione.
Naturalmente resta comunque tua personale la quota acquisita per eredità.
Non basta dichiarare al rogito che si acquista come bene personale e che il marito, presente al rogito, rinuncia? Non credo che il Notaio controlli la provenienza dell'assegno circolare...
 

brina82

Membro Senior
Professionista
Non è solo il notaio che controlla, è anche l’acquirente che deve dichiarare che acquista con soldi “suoi” , derivati da eredità o altro...
Ma sarebbe falso.
Ho un atto per le mani, ove la moglie dichiara solamente di acquistare in termini di bene personale, punto. Ma è un atto vecchio, magari oggi ti fanno anche dichiarare quest'altra cosa (ovvero la provenienza dei soldi); questo non lo so.
 

Roxy_mood

Nuovo Iscritto
Privato Cittadino
Buongiorno, ho un’altra domanda, il notaio mi ha detto che dobbiamo fare l’accettazione tacita dell’ereditá. La successione di mia mamma è stata aperta nel 1988, bisogna fare l’accettazione anche dopo 31 anni?
 

Roxy_mood

Nuovo Iscritto
Privato Cittadino
Ho sentito più di un notaio ed insistono che l’accettazione tacita sia necessaria anche superati i 30 anni, non so più da chi andare a chiedere
 

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buonasera se l'acquirente di un immobile stipula il compromesso con caparra e poi si accorge che l'immobile presenta delle difformità tra la planimetria e lo stato di fatto, può pretendere la restituzione della caparra, anche se l'immobile è sanato prima del rogito?
Grazie
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