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  1. GAMIRA

    GAMIRA Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    Buonasera,
    intanto voglio ringraziare anticipatamente per l'attenzione che vorrete dedicarmi.

    In pratica la problematica è la seguente:
    Mio suocero ha ereditato un appartamento sito nel centro storico della mia città (Savona) , all'interno di un palazzo che dal 1934 è sottoposto al vicolo delle Belle Arti.
    Tale appartamento, in origine unico locale , è stato interessato da un'importante ristrutturazione nel 1961, che ha determinato l'attuale stato di fatto, perfettamente corrispondente alle planimetrie accatastate nel 1962 (è praticamente diventato un appartamento su due livelli).
    Siccome siamo intenzionati a ristrutturare l'immobile rifacendo gli impianti esistenti e creando quelli mancanti (riscaldamento), abbiamo incaricato un tecnico affinché avviasse le procedure per la presentazione del progetto alla Soprintendenza e, successivamente la DIA all'ufficio comunale.
    L'attuale legge regionale, prevederebbe da quello che mi ha detto un amico geometra, che per questo genere di ristrutturazioni sia sufficiente a certificare la conformità urbanistica la corrispondenza della planimetria depositata in catasto con lo stato di fatto.
    Il tecnico da me incaricato per l'avvio delle pratiche , si sta invece attivando per cercare di reperire l'atto autorizzato dei lavori svolti nel 1961, forse per timore che alla Soprintendenza possa non risultare lo stato di fatto attuale e, conseguentemente, incorrere in problematica ben più serie.
    Sta di fatto che, per il momento, le ricerche effettuate presso gli archivi di Stato e del Comune non anno prodotto i risultati sperati , anche in considerazione che non si comprende come tale pratica possa essere stata eventualmente archiviata e tenuto conto del disordinata archiviazione dei documenti del tempo.
    L'architetto mi dice che in assenza di tale atto autorizzativo , non potrà purtroppo essere possibile avviare la ristrutturazione soprattutto perché se alle Belle Arti dovesse risultare impropria la ristrutturazione all'epoca eseguita, ci sarebbe addirittura pericolo di un procedimento penale e di una richiesta di demolire a nostre spese quanto fatto nel 1961 per riportare l'immobile allo stato originario.
    Nel frattempo, omettendo la vera motivazione, ho fatto fare a mio suocero una richiesta di accesso agli atti ai sensi della L.241 presentata alla Soprintendenza con la causale "non più in possesso degli atti amministrativi richiesti" .

    Nel frattempo viviamo con questa spada di Damocle perché, pur avendoci pagato per oltre 50 regolarmente le tasse ICI IMU TARSU ecc, in assenza della documentazione autorizzativa risalente al 1961, potrebbe paradossalmente non essere nemmeno vendibile.

    Siete per caso mai incappati in una situazione del genere ? Dalle varie nozioni apprese in rete sembrerebbe che anche una denuncia che trasformi un vizio occulto in vizio di fatto, non possa escludere un procedimento penale anche se, secondo alcuni, cadrebbe comunque in prescrizione per via delle tempistiche bibliche del nostro sistema giudiziario.

    avete dei suggerimenti su come eventualmente raggirare l'ostacolo nella peggiore delle ipotesi ?
    Grazie infinite
     
  2. ingelman

    ingelman Membro Storico

    Agente Immobiliare
    Ciao GAMIRA
    Ti rispondo io visto che il tuo Post di ieri non ha ottenuto altre risposte dagli addetti ai lavori (tecnici)

    Se pur vero che l'Italia è una ma ogni Comune ragiona in maniera a se stante è pur vero che la Legge Urbanistica è univoca.

    Quello che ti ha detto il tuo amico geometra sarebbe stato giusto se l'immobile fosse stato fuori dal centro storico o meglio fuori le mura del centro urbano, volendo prendere per buono quello che dispone la Legge n. 765/1967

    Il tuo è un immobile sito in un centro storico e per di più vincolato vien da se che la forte ristrutturazione avvenuta nel 1961 che addirittura ha trasformato completamente quello che risultava al vecchio impianto catastale del 1934 facendo diventare un monolocale un immobile su due livelli, avrebbe necessitato di un titolo autorizzativo per essere realizzata.

    La strada presa dall'architetto sembra quella più logica (verificare la leggittimità urbanistica) anche perchè è lui che dovrà predisporre la relazione tecnica ed asseverarla.

    Questo non lascia ben sperare anche in considerazione del fatto che se pur vero che 50 anni non sono pochi ma nemmeno un era così remota da non trovare documenti in un archivio di una Città non così estesa come Savona e soprattutto nel Centro Storico.

    Non essendo un tecnico ma un Agente Immobiliare non entro in merito su eventuali consigli ..... "chissà forse arriveranno da qualche altro utente che già ha affrontato situazioni analoghe"

    (solitamente i consigli utili li danno i funzionari dell'ufficio tecnico quasi sempre geometri ma nel tuo caso entra in gioco non solo l'ufficio urbanistica ma anche altro ufficio "Belle Arti" che a sua volta illo tempore avrebbe dovuto dare il suo assenso)

    spero vivamente per te che la richiesta d'accesso agli atti presentata alla Soprintendenza ti dia il risultato sperato.
     
    A ab.qualcosa piace questo elemento.
  3. GAMIRA

    GAMIRA Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    Grazie mille del l'interessamento !
    Spero alla fine di trovare in qualche modo una soluzione
     
    A ingelman piace questo elemento.

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