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  1. gff

    gff Membro Ordinario

    Privato Cittadino
    Vorrei sapere se posso riporre in discussione la mia richiesta del 15 corrente mese rimasta senza risposte. Grazie
     
  2. Bagudi

    Bagudi Moderatore Membro dello Staff

    Agente Immobiliare
    Riproponila, per piacere. Grazie Silvana
     
  3. gff

    gff Membro Ordinario

    Privato Cittadino
    Dovendo ristrutturare un rustico che mia suocera aveva donato ai mie 2 figli (e di cui mia moglie ha l'usufrutto) avevo richiesto alla mia banca un mutuo di 130000 euro:La banca non ha potuto erogare il mutuo con ipoteca sul rustico da ristrutturare in quanto, al momento, il valore non era sufficente a garantire il prestito, ma lo ha concesso, a me e a mia moglie, con ipoteca su un'altra nostra casa. Ho provveduto quindi alla ristrutturazione di tale rustico e vi ho portato la mia residenza, quella di mia moglie e di un mio figlio (convivente e a carico come studente) diventando pertanto la prima casa del nucleo familiare. Non ho mai detrattogli interessi passivi del mutuo, ora però mi viene il dubbio che forse lo potevo fare.Vi chiedo pertanto un vostro parere.Grazie
     
  4. studiopci

    studiopci Membro Storico

    Agente Immobiliare
    Salve penso, ma un commercialista potrà essere più chiaro, che :
    1-se il mutuo che hai richiesto è per ristrutturazione del rustico, se lo avete richiesto tu e tua moglie ( siete cioè gli intestatari del mutuo ) potrà scaricare gli interessi passivi del mutuo tua moglie in quanto usufruttuaria dell'immobile al 50 % di quota parte degli interessi passivi ( oddio spero di essermi spiegato )

    Poi penso che la banca non ti ha dato ipotecato il rustico perchè primo perviene per donazione, e le banche non mutuano gli immobili pervenuti per donazione, secondo Tua moglie ne è l'usufruttuaria ( cioè gode di un diritto reale ma non della proprietà )

    Spero di essere stato utile, ma ti prego di controllare con un commercialista per maggiore sicurezza.
     
  5. Livingston69

    Livingston69 Membro Ordinario

    Mediatore Creditizio
    In vie generali quoto quel che dice "studiopci".
    Ma, bisogna anche vedere con quale motivazione la banca ha erogato il mutuo ( liquidità, o ristrutturazione) , in quanto se per caso ha erogato il mutuo per liquidità, non hai diritto all'esenzione. invece se il mutuo è stato erogato per ristrutturazione puoi dettrarre gli interessi in misura del 19%.
    Ma un consulo con un fiscalista sarebbe ideale .
    qui sotto puoi trovare qualcosa a riguardo:


    GLI INTERESSI PASSIVI SU MUTUI



    A) INTERESSI SU MUTUI IPOTECARI PER L’ACQUISTO DELL’ABITAZIONE PRINCIPALE
    La normativa relativa è diversa a seconda del periodo in cui sono stati stipulati i mutui.



    Nel caso in cui il mutuo sia stato stipulato prima del 1993, la detrazione spetta su un importo massimo di € 3.615,20 (4.000 dal 2008) per ciascun intestatario del mutuo, ed a condizione che l’immobile sia stato adibito ad abitazione principale (propria o di un familiare) alla data dell’ 8/12/93 e, nella rimanente parte dell’anno e negli anni successivi, il contribuente non abbia variato l’abitazione principale per motivi diversi da quelli di lavoro o di ricovero permanente in istituti di ricovero o sanitari.

    Se l’immobile è intestato ad uno solo dei due coniugi, la detrazione spetta solo a quest’ultimo in proporzione alla sua quota di mutuo.

    Nel caso in cui il mutuo sia stato stipulato dopo l’ 1/1/93, la detrazione spetta su un importo massimo di € 3.615,20 (4.000 dal 2008) complessivo per tutti gli intestatari del mutuo, ed a condizione che l’immobile sia stato adibito ad abitazione principale (propria o di un familiare) entro sei mesi dall’acquisto (entro l’ 8/6/94 per i mutui stipulati nel corso del 1993) ovvero entro un anno a partire dai mutui stipulati dal 2001. Il diritto viene mantenuto se il contribuente ha variato l’abitazione principale per motivi di lavoro verificatisi dopo l’acquisto.

    Al riguardo, si precisa che “adibire” la casa ad abitazione principale, non significa necessariamente trasferirvi la residenza anagrafica, in quanto è sufficiente che in essa vi sia la “dimora abituale” del contribuente, che può essere attestata anche da un’apposita autocertificazione resa dal contribuente interessato, diversa da quella risultante dai registri anagrafici.

    L’acquisto deve avvenire nell’anno precedente o successivo alla stipula del mutuo.

    Il coniuge che ha fiscalmente a carico l’altro può detrarre entrambe le quote, fermo ovviamente il limite complessivo di € 3.615,20 (4.000 dal 2008).

    Il diritto alla detrazione spetta solo a condizione che ciascuno dei coniugi sia al tempo stesso acquirente e intestatario. Da ciò consegue che:

    1) se entrambi sono intestatari del mutuo, ma solo uno è acquirente, solo questi potrà usufruire della detrazione limitatamente alla propria quota (anche nell’ipotesi di coniuge a carico);

    2) se entrambi sono acquirenti, ma solo uno è intestatario del mutuo, la detrazione spetterà solo a quest’ultimo.

    Inoltre, occorre tenere presente altre precisazioni:

    - è il nudo proprietario che detrae gli interessi, non l’usufruttuario;

    - la detrazione non spetta per l’acquisto di una casa da parte di un familiare, come ad esempio nel caso in cui il genitore si intesti il mutuo per l’acquisto della casa del figlio.
     
    A sfede piace questo elemento.

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