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  1. Antonio Troise

    Antonio Troise Membro Storico

    Agente Immobiliare
    Oggi la stagnazione è a tutti i livelli, dal residenziale al commerciale. Questa è la parola che bolla la situazione di un mercato immobiliare italiano ormai asfittico...Fiaip prevede un 2012 di stagnazione per il mattone residenziale
     
  2. Antonello

    Antonello Membro dello Staff Membro dello Staff

    Agente Immobiliare
    Un grazie di cuore alle acute menti pensanti dell'osservatorio nazionale della fiaip che ci informano sulla stagnazione del mercato immobiliare.
    Un doppio grazie perchè non ci si era accorti del fenomeno negativo.
     
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  3. Bagudi

    Bagudi Moderatore Membro dello Staff

    Agente Immobiliare
  4. Graf

    Graf Nominato ad Honorem Membro dello Staff

    Privato Cittadino
    Fiap e lo stagno.
    Qualche affinità elettiva?
    :domanda:;)
     
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  5. linuxdamiano

    linuxdamiano Membro Attivo

    Agente Immobiliare
    Fortunatamente per me parla solo del "mattone residenziale" ...

    infatti quello turistico, va a rilento ma va. .. !
     
  6. pensoperme

    pensoperme Membro Storico

    Privato Cittadino
    La cosa che mi sento di criticargli è l'indicazione della ripresa nel 2013, che è folle. Più che di ripresa io avrei parlato di possibile fine della stasi, che non è la stessa cosa. La ripresa fa pensare a rialzo di prezzi, cosa IMPOSSIBILE, la fine della stasi fa pensare che se l'economia riparte il mercato può finalmente tornare a girare. Così come è scritto qualche attendista potrebbe pensare di resistere ancora di più con il suo prezzo "fuori" :)
     
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  7. frvanel

    frvanel Membro Attivo

    Altro Professionista
    mi sono fatto il grafico(su carta millimetrata) del numero di compravendite residenziali, dal 1975 ad oggi, ed anche dell'indice dei valori immobiliari residenziali, sempre dal 1975 ad oggi

    ho notato subito una cosa interessante=

    nei 5/6 cicli economici del mercato residenziale, dal 1975 ad oggi, i prezzi hanno sempre toccano il fondo quando il numero di compravendite ha cominciato a risalire, dopo qualche anno di continua discesa

    e i prezzi sono arrivati al top sempre quando il numero di compravendite ha cominciato a scendere, dopo qualche anno di continua risalita

    perciò, ora sono in grado di prevedere il futuro= i prezzi toccheranno il fondo nell'anno in cui il numero di compravendite risalirà(per continuare a risalire per qualche anno)

    se nel 2012 comincerà una risalita del numero di compravendite, questo sarà l'anno in cui i prezzi sono scesi al massimo..stesso discorso per il 2013 e così via
     
  8. pensoperme

    pensoperme Membro Storico

    Privato Cittadino
    ehm... è una conseguenza non la ragione. I prezzi scendono quando il mercato cala e aumentano quando aumenta :) e subisce sempre l'inerzia ;) poi ci sono i dead cat's bounce, le v le U i nidi d'ape... ;). Dai un occhi al mercato giapponese e vedrai che le curve non sono così correlate sempre e comunque...
     
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  9. Graf

    Graf Nominato ad Honorem Membro dello Staff

    Privato Cittadino
    Ma la situazione economica attuale del mercato delle case é simile a quelle che l'hanno precedute oppure ci troviamo in una fase nuova, assolutamente rivoluzionaria?
    E se avesse ragione Impittaro a dire che, questa volta, se pure calassero i prezzi le case non si venderebbero lo stesso?

    :domanda:
     
  10. pensoperme

    pensoperme Membro Storico

    Privato Cittadino
    Mi pareva di averlo detto io ;) I prezzi devono calare, non ci piove. Ma calare i prezzi NON significa affatto vendere, ma solo riallinearsi al mercato che è asfittico per motivi che vanno oltre il prezzo, ma che implicano sentiment ... la casa NON è un acquisto razionale.
     
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  11. andrea boschini

    andrea boschini Moderatore Membro dello Staff

    Agente Immobiliare
    Dai Antonello..se ne sono accorti anche loro..in fondo sono solo due anni..mica una vita:^^::^^:
     
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  12. Mil

    Mil Membro Senior

    Altro Professionista
    I prezzi devono calare e su questo siamo d'accordo. Io però credo che ci siano delle distinzioni ben precise da fare: ci sono zone dove i prezzi sono veramente troppo alti al di là di ogni ragionevole appetibilità e valore intrinseco degli immobili. E' il caso delle grandi città. Da Milano, a Roma a Napoli abbiamo tutti capito che la situazione è completamente fuori controllo e non c'è alcun nesso tra Paese reale e immobili compravenduti (tralasciando sempre il solito mercato di immobili di prestigio/centro/lusso).
    In altre zone d'Italia i prezzi sono già bassi e secondo me non è realistico che scendano: non esistono nel nosto Paese zone completamente prive di appetibilità, tanto da giustificare un tracollo ulteriore.
    A mio parere quindi ci sarà un rientro nei ranghi dei prezzi al mq nei grossi capoluoghi di provincia e un sostanziale valore invariato nei centri minori. Ciò perchè come vado ripetendo da tempo è nei fatti che il salario medio non è esponenzialmente differente e le problematiche disoccupazionali interessano sotanzialmente TUTTO il Paese, dal Nord Est alla Sardegna. Con delle differenze certo, ma non così sostanziali dal giustificare un gap folle di prezzo. E infatti il bubbone sta scoppiando proprio per questa ragione.
    Detto questo e fatte le opportune autocritiche sui prezzi da ritoccare il problema che comincia ad essere veramente serio adesso sono le banche. Le banche sostanzialmente spadroneggiano: non solo non concedono più mutui, ma quando lo fanno i loro tassi sono da usura, ormai rasentano il 7%.
    Quindi il settore immobiliare può ridimensionarsi quanto vuole, ma se la stretta creditizia (che finora per certi versi è stata positiva) continua ad attanagliare il Paese questo comporterà molto presto il blocco totale.
    Cioè sappiamo tutti che certi appartamenti solo due tre anni fa costavano troppo, ma adesso che il prezzo potrebbe essere equo davvero se alla gente viene praticamente negata del tutto la possibilità di acquistare allora siamo veramente nei guai.
    Le banche prendono il denaro dalla bce all'1%, però lo prestano a chi vogliono, alle loro condizioni e al tasos che decidono loro. Dopo aver drogato il sistema per anni concedendo mutui a cani e porci e consentendo così la creazione di una bolla immobiliare da far spavento adesso chiudono i rubinetti pressochè con tutti.
    Così si penalizzano indistintamente tutti, i venditori che mettono sul mercato roba buona a prezzo buono e gli acquirenti con tanto di posto fisso che però a certi tassi non possono obbiettivamente ripagare il debito.
    Questa situazione sta andando avanti da un po' troppo tempo. Ho l'impressione che qui o ci si fa sentire su questo punto oppure saranno guai.
     
  13. Bagudi

    Bagudi Moderatore Membro dello Staff

    Agente Immobiliare
    Si, facciamoci sentire.

    Ma come ????
     
  14. andrea boschini

    andrea boschini Moderatore Membro dello Staff

    Agente Immobiliare
    ...
    :shock:
     
  15. Graf

    Graf Nominato ad Honorem Membro dello Staff

    Privato Cittadino
    Si é fatto risentire persino il Governatore della Banca d'Italia!

    Ma quali saranno i risultati?

    Ma le banche possono fare impunemente le orecchie da mercanti?
    :domanda:
     
  16. immpittaro

    immpittaro Ospite

    eh....pensoperme sono nel forum da prima di te e la mia teoria del prezzo insufficente a muovere il mercato, collegato al calo demografico-economico non la puoi far tua..;):D poi aggiungiamo i bassi redditi, il precariato , la decrescente cultura della famiglia..etcetc tutto questo solo facendo leva sulla mia esperinza personale e senza l'aiuto di nessun grafico :sorrisone:
     
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  17. pensoperme

    pensoperme Membro Storico

    Privato Cittadino
    Ah, beh, sicuramente o avrai detto tu per primo ua dentro, ma io mi riferivo alla specifica discussione alla quale si riferiva ;)
     
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  18. skywalker

    skywalker Membro Assiduo

    Agente Immobiliare
    Guarda che stai parlando delle banche...mica di Robin Hood...
     
  19. skywalker

    skywalker Membro Assiduo

    Agente Immobiliare
    Leggendovi illustrissimi colleghi si potrebbe avere la sensazione che la ricetta per servire sulla tavola del progresso la fine della crisi possa essere cucinata alla domenica mattina... in casa... dalla nonna.
    Ognuno poi suggerisce l'aggiunta degli ingredienti che più gli aggradano...il calo dei prezzi, la riapertura dei rubinetti del credito da parte delle banche, il posto fisso, la diminuzione delle tasse...
    Temo però che questa volta senza l'aggiunta di qualche componente dal sapore un tantino più esotico, il pranzo potrebbe risultarvi indigesto.
    ...guarda un po'...la globalizzazione ha colpito pure in cucina...
    ...non è rimasto più rispetto per nulla...ma sopratutto non ne è rimasto per le nostre tradizioni, per la nostra cultura così come non ne rimane per la nostra autonomia fiscale e potestà decisionale.
    e allora, visto che ci viene richiesto, vediamo dove nascono quegli ingredienti che dovremo, gioco forza, imparare a digerire...
    Settimana scorsa sono andato a sciare e con l'occasione ho frequentato un'amico che difficilmente riesco a vedere quando non siamo in montagna.
    lui lavora per un grosso gruppo industriale italo tedesco e anche lui si reca, per lavoro, spesso in Cina.
    Importa nel nostro paese uno dei prodotti di maggior diffusione dopo l'immobile
    Ci siamo sentiti telefonicamente prima di Natale e mi diceva che i cinesi erano comunque restii a produrre prodotti (più costosi per loro in quanto soggetti a delle rigide regole per essere venduti in occidente) visto che il loro mercato interno tirava fortemente (bella forza, sono un migliardo...)
    Ora però anche i cinesi iniziano ad avere la sensazione che l'abbassamento di qualche punto del pil potrebbe essere compensato aprendo il loro mercato alle esportazioni anche di quei prodotti che, sinora, avevano mantenuto interni.
    La Cina di oggi comunque stà diventando sempre più un paese a due velocità dove la contrapposizione tra le città moderne ed evolute e la campagna, arretrata a livelli da "servi della gleba" inizia prepotentemente a farsi sentire.
    I politici cinesi (e qui stà la differenza che potrebbe giocare una partita decisiva) sono un tantino più lungimiranti dei nostri e stanno già creando i presupposti per tessere un tessuto sociale, non per la generazione attuale o la prossima ventura, ma per quella ancora successiva (non a caso in africa stanno acquistando vaste porzioni di terreno da adibire all'agricoltura) ma tutta questa lungimiranza rischia di essere vanificata dall'attuale crisi globale.
    Se il loro pil dovesse diminuire con la conseguenza di riflettere le terribili conseguenze sulla fascia di popolazione più debole e concentrata prevalentemente nelle campagne. gli strappi che potrebbero venirsi a creare potrebbero essere tali e profondi al punto di minare pesantemente l'intera economia del paese e la struttura sociopolitica del paese stesso.
    ...e a noi cosa cambia?
    ...bhè...nell'immediato nulla...ma vi ricordate cosa è avvenuto in occidente a seguito del crollo del muro di berlino?
    ...con la differenza che loro non erano un migliardo...
     
  20. immpittaro

    immpittaro Ospite

    a me sta bene anche punto cruciale come traduzione....mi rievoca cmq un momento di cambiamento ed opportunità....in ogni caso non ho pretese lessicali cinesi ;):risata:


    ma il migliardo cos'è? un miliardo di miglia ???.....caxata per caxata :^^::sorrisone:
     

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