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  1. Manlio

    Manlio Nuovo Iscritto

    Agente Immobiliare
    «Non è possibile che l’amministrazione abbia diversi stabili non utilizzati,è uno spreco inammissibile». L’ultimo caso riguarda la scuola dismessa di via Abruzzi (la Alagon), che ha tre piani e quaranta aule, eppure «l’amministrazione non si decide a stabilire un chiaro utilizzo futuro della struttura».ll problema è legato soprattutto al fatto che vi sono molti immobili dismessi e inutilizzati,oltre alla scuola di via Abruzzi, dove si potrebbero realizzare dei mini appartamenti per anziani e per i giovani («nei piani superiori») e dei locali per la circoscrizione di Sant’Avendrace («al piano terreno»), vi sono tanti altri locali da impiegare. Tra questi, «presso via Gian Turco vi sono le strutture dove, prima, c’era il canile,poi c’è l’ex mattatoio di via Po (adibito a canile e deposito dell’economato), i locali del mercato all’ingrosso dell’ortofrutta di viale Monastir (che ormai è stato chiuso), i ruderi di via Tuveri (che sarebbero dovuti andare alla società di ginnastica Eleonora d’Arbore, ma dove è tutto fermo), l’ex casa delle madri, in via Bacaredda (oggi vuota) e l’ex mercato di La Palma (dove c’era un progetto di cui, però, non se ne parla più)» .Sarebbe necessaria la predisposizione di un piano complessivo di utilizzo degli immobili comunali non utilizzati o concessi in via provvisoria.
     
  2. Manlio

    Manlio Nuovo Iscritto

    Agente Immobiliare
    Re: Gli sprechi immobiliari a Cagliari.«Comune molto ricco ma sprecone».

    FONTE:La Nuova Sardegna.
    CAGLIARI. Il Comune cerca alloggio. Ma come, l’amministrazione di Cagliari è considerata una delle città d’Italia con il maggiore patrimonio immobiliare pro capite?, si domanda in una interrogazione il gruppo Pd del consiglio comunale. Il peso economico delle proprietà del Municipio, continua, è di «oltre 500 milioni a valore di inventario». Nonostante questo, però, l’amministrazione «spende annualmente - si legge nell’interrogazione - per gli immobili presi in locazione per l’attività degli uffici circa 500mila euro annui». L’accusa è di non saper gestire il proprio patrimonio. Inoltre sono «numerosi gli stabili presi in affitto dal Comune e in scadenza contrattuale (vedi i locali di Via Logudoro di proprietà della curia arcivescovile con contratti non più rinnovabili)». Nello stesso tempo, denunciano i consiglieri del Pd, abbondano «le locazioni di stabili di proprietà comunale affidate in regime extra-contrattuale», il cui «uso è stato concesso provvisoriamente e gratuitamente a soggetti vari con criteri assolutamente arbitrari talvolta senza alcuna convenzione scritta». Tra questi c’è la scuola dismessa di via Piovella, dove, informa Ninni Depau, capo gruppo del Pd in consiglio comunale, risultano esserci alcune associazioni senza scopo di lucro. Queste informazioni, precisa Depau, le abbiamo avute non dagli uffici comunali, che non rispondono alle richieste, ma «da una ricerca su internet», mentre la trasparenza dovrebbe essere al primo posto. E così il Pd ha scoperto che i gruppi Ambulanza Noe, Associazione solidarietà e Associazione donne al traguardo «soggiornano nella scuola dismessa di via Piovella». Nel contempo, ed è questo il problema, «sono numerosi i locali presi in affitto dall’amministrazione». Tra questi anche l’istituto Sacro Cuore «che costa all’amministrazione circa sessantamila euro l’anno per due anni - a causa della ristrutturazione della scuola Riva e del conseguente spostamento delle classi delle scuole elementari». In questi giorni, come accennato, l’amministrazione ha effettuato un «invito a manifestare interesse» per affittare allo stesso Comune degli immobili «ad uso uffici» per complessivi 4.180 metri quadri. Ma «sino ad ora è risultato impossibile - lamenta il Pd nell’interrogazione - avere un quadro preciso delle concessioni degli spazi e dei locali comunali non avendo avuto risposta alle numerose richieste avanzate in diverse occasioni». Mentre l’ufficio contratti del Municipio «comunica di avere in custodia un solo contratto, per affidamento di locali ad associazioni ed organizzazioni varie, stipulato in data 8 ottobre 2002 e avente valenza triennale, quindi scaduto, relativo alla gestione dell’Exma». Per tutti questi motivi il Pd chiede al sindaco e all’assessore competente al Patrimonio, «se non ritengano necessario e urgente proporre al consiglio comunale un organico piano di gestione degli immobili cui affiancare un regolamento che consenta la massima trasparenza gestionale evitando discrezionalità e arbitri nella gestione». Inoltre il Partito democratico domanda anche di sapere quali indirizzi di «tipo organizzativo e gestionale intendano assumere per garantire adeguate modalità di monitoraggio e di controllo della gestione degli immobili comunali». Sino ad ora l’amministrazione ha realizzato un censimento per sapere queli sono le proprietà del Municipio (prima non si sapevano), ma adesso occorre intervenire sulla gestione. Infine viene chiesto «quali iniziative intendano assumere perché cessi la tendenza a concedere in affitto (o vendere) immobili comunali a prezzi politici e prendere in affitto (o acquistare) a prezzi di mercato». (r.p.)
    Leggendo questi articoli mi rendo conto dello spreco di denaro pubblico e della scarsa sensibilità delle Istituzioni locali nei riguardi dei ceti deboli.Gli immobili Comunali o Regionali,inutilizzati o mal gestiti(e sono veramente tanti),potrebbero essere utili a migliaia di nuclei familiari con sfratti esecutivi in corso ma anche a giovani coppie che non possono permettersi canoni di locazione onerosi o l'acquisto della casa(rinunciando al matrimonio).Perchè non dare la possibilità a queste persone di avere un contratto di locazione con patto d'acquisto?Forse non occorrerebbe ricorrere all'edilizia popolare o almenno in misura ridimensionata a favore di aree destinate a forestazione nei centri cittadini(es. Monte Urpino a Cagliari).
    Speriamo che le coscienze dei nostri politici e governanti si sensibilizzino alle necessità dei cittadini e dell'ambiente.

    Un saluto solidale dalla Community Immobilio.
     

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