Thrawn

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Privato Cittadino
Salve a tutti, ho acquistato con asta giudiziaria un immobile C1, che è stato oggetto di superbonus 110 nel 2021 pratica SCIA (non CILAS) nonostante presenti abusi edilizi (che avrebbero dovuto impedire l'ottenimento del superbonus)

Il locale è accatastato come C1 ma al comune risulta essere deposito (quindi dovrò fare cambio d'uso), inoltre nello specifico risultano queste difformità: 2 finestre da circa 60x60, parete messa come chiusura di 2-3m al centro una parete divisoria interna (in progetto originale era aperta per 2-3m al centro) e la realizzazione di bagno e antibagno (nei quali ci sono le 2 finestre menzionate) situati al lato della parete divisoria al centro del locale.

Teoricamente con tali abusi edilizi non era possibile procedere con la richiesta di superbonus 110 presentando solo SCIA (e non CILAS) rendendo di fatto i lavori di superbonus ed il cappotto termico potenzialmente abusivi (cosa che non era stata prospettata in perizia), per questo attualmente il mio timore è che tra 1-2 anni in seguito ad eventuali controlli (o in seguito alla mia pratica di sanatoria che invierò entro 120gg usufruendo delle agevolazioni legge 47/85 tuttora offerte a chi compra in asta) la presenza di tali difformità possano far saltare la pratica di superbonus, e di conseguenza che lo stato possa chiedere indietro i soldi dei lavori all'azienda che ha fornito lo sconto in fattura (e di conseguenza l'azienda chieda il pagamento di tali spese a me in virtù di proprietario, o al condominio)

Per evitare tale eventualità, c'è qualcosa che posso fare per sanare oggi le difformità (con valenza retroattiva) e al contempo tutelarmi al 100% dal rischio che in futuro il superbonus possa saltare a causa di tali difformità precedenti non causate da me?
 
Ti rispondo solamente ad una imprecisione che leggo; per il resto, non saprei cosa dirti.
o in seguito alla mia pratica di sanatoria che invierò entro 120gg usufruendo delle agevolazioni legge 47/85 tuttora offerte a chi compra in asta
Ciò è permesso solamente se le ragioni del credito sono antecedente al condono edilizio stesso, quindi parliamo del 1985/1986, il che, per immobili che si aggiudicato in questi anni, è molto raro.

Stesso discorso vale per i 2 condoni successivi.

Per dirla in termini spicci: se il debito (per cui l'immobile è finito all'asta) risale al 1985 (capisci che è raro), allora è possibile riaprire i termini del condono edilizio, altrimenti no.

Dal momento però che trattasi di difformità non eclatanti (non aumento di cubatura), penso tu possa sanare in altri modi, sempre attuabili (tipo SCIA in sanatoria; parlane con un tecnico).
 

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