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  1. Giovannino60

    Giovannino60 Membro Ordinario

    Certificatore energetico
    In una famiglia muore il padre senza lasciare il testamento di un appartamento, alla moglie spetta 1/3 dell'immbile e alle figlie n. 5, 2/3?
    Quindi 1/3 alla mamma e 2/15 per ogni figlia?

    Grazie
     
  2. Bagudi

    Bagudi Moderatore Membro dello Staff

    Agente Immobiliare
    Il padre era l'unico proprietario dell'immobile ?
     
  3. maxzax2000

    maxzax2000 Membro Attivo

    Privato Cittadino
    Ciao,
    aggiungo a quello che giustamente ha chiesto Bagudi, che il discorso del 1/3 alla moglie e 2/3 alle 5 figlie, vale solo se la proprietà era esclusiva del padre e non c'era comunione dei beni con la moglie, altrimenti vale solo sul 50% del padre (nel caso di comunione dei beni) oppure sulla sua parte (in cao di più proprietari)
     
  4. Giovannino60

    Giovannino60 Membro Ordinario

    Certificatore energetico
    1) L'atto di acquisto area fabbricabile risale al 1950 c'era già in quegli anni la questione comunione dei beni?
    2) E' giusto il mio calcolo i 2/3 alle figlie corrisponde a 2/15 per ogni figlia?
    Grazie
     
  5. maxzax2000

    maxzax2000 Membro Attivo

    Privato Cittadino
    Per la prima domanda non lo so, per la seconda la risposta è sì, ma solo sulla parte del padre
     
  6. ingelman

    ingelman Membro Storico

    Agente Immobiliare
    se il terreno era intestato al papà no
    la riforma del diritto di famiglia risale al 19 maggio del 1975 da quella data è stato inserito il concetto della comunione dei beni ... salvo ovviamente diverse convenzioni e accordi tra coniugi
     
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  7. Giovannino60

    Giovannino60 Membro Ordinario

    Certificatore energetico
    Non ho capito cosa intendi solo per la parte del padre, cioè quello che ho scritto 1/3 e 2/3 va bene solo in questo caso. Cioè solo nel caso che l'intera proprieta' era solo del marito?
     
  8. Bastimento

    Bastimento Membro Storico

    Privato Cittadino
    Le quote sono corrette: vuole dire che si applicano alla quota di proprietà del defunto.

    Se ad esempio il padre fosse stato titolare di 1/2 dell'immobile, la moglie erediterebbe 1/3 della metà: cioè 1/6. Se poi la madre era già proprietaria di 1/2 immobile: possiederà a seguito dell'eredità 4/6 dell'immobile.

    La domanda sulla comunione dei beni, mi fa supporre che si voglia sapere se questo fabbricato del padre, sia caduto in comunione con la moglie: per altro si accenna solo all'acquisto di una area fabbricabile da parte del padre e non al momento della costruzione dell'immobile.
    Credo che la risposta di ingelman significhi che se il bene è stato acquisito prima della riforma del diritto di famiglia, anche se successivamente si è optato per la comunione dei beni, gli acquisti precedenti rimarrebbero beni personali. Meglio se @ingelman conferma
     
  9. Giovannino60

    Giovannino60 Membro Ordinario

    Certificatore energetico
    - 1/6 intendi del 50% dell'intero immobile?
    - Sull'intermo immobile la moglie in tal caso quanto avrebbe come frazione?
    - Invece le quote del 50% delle 5 figlie in tal caso, ammonterebbero a 2/6?
    - E invece sull'intero immobile la quota delle figlie?
     
  10. Bastimento

    Bastimento Membro Storico

    Privato Cittadino
    Non saremo stati chiarissimi, ma tu non aggiungere confusione....;)

    Ipotesi 1) Immobile totalmente intestato al padre defunto:
    - moglie: eredita 1/3
    - 5 figli: 2/3*1/5 = 2/15 ciascuno

    Ipotesi 2: padre proprietario di 1/2 immobile; madre titolare dell'altra 1/2
    - moglie eredita 1/2*1/3=1/6 che si aggiunge ai 3/6 già di sua proprietà.
    - 5 figli: ereditano 1/2*2/3*1/5= 2/30 = 1/15
     
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  11. ingelman

    ingelman Membro Storico

    Agente Immobiliare
    Si è quello che volevo intendere ....
    anche se trattasi di un area edificabile acquistata nel 1950, mi vien da immaginare che la costruzione sia risalente al periodo successivo ma sempre antecedente all' entrata in vigore della riforma del diritto di famiglia .. e comunque la giurisprudenza afferma che l'immobile costruito su un terreno bene personale in questo caso del papà rimane di proprietà esclusiva del coniuge intestatario del terreno stesso. (ci potrebbero - credo il condizionale è d'obbligo - essere dei casi particolari del tipo un immobile costruito sul terreno bene personale di uno dei due coniugi, ma la costruzione viene eseguita quando i coniugi hanno optato per il regime di comunione ... bisognerebbe analizzare le provenienze dei fondi , materiali, il costo della realizzazione etc ).

    tornando al quesito iniziale
    il bene era di proprietà esclusiva del papà defunto
    le quote di proprietà mi sembrano giuste e molto ben spiegate a mio avviso da Bastimento
     
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  12. smoker

    smoker Membro Senior

    Privato Cittadino
    bisognerebbe anche chiedere all' O.P. se l' immobile fosse stato adibito a casa coniugale..... nel caso ex 540 cc la moglie (coniuge superstite) avrebbe il diritto di abitazione, quindi alle figliole andrebbe solo, pro quota, la nuda proprietà....

    Smoker
     
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  13. Bastimento

    Bastimento Membro Storico

    Privato Cittadino
    Potresti aver ragione e non ci avevo pensato.

    ma mi chiedo se il diritto di abitazione, nella pratica quasi equivalente all'usufrutto, comporti automaticamente la eredità della sola nuda proprietà.

    Non voglio dire che il mio precedente sia stato corretto: ma quando è deceduto mio padre, la successione è stata fatta come avevo riportato: il diritto di abitazione è stato ovviamente rispettato. Ma credo che noi figli da quel momento ci siamo fatti carico della quota ICI e della denuncia IRPEF pro-quota.
    La successione era stata impostata da un notaio che in pratica ha affidato la pratica ad un tecnico catastale in pensione. Il tema è piuttosto interessante: mi sto accingendo proprio a presentare la denuncia di successione di mia moglie.

    Stessa prassi è stata seguita con la successione di mio suocero.

    Vorrebbe dire che per l'abitazione, oltre che godere dei benefici prima casa, al figlio in fase di voltura dovrebbe andare solo la nuda proprietà della quota?
     
  14. Bagudi

    Bagudi Moderatore Membro dello Staff

    Agente Immobiliare
    Quando mia madre è morta, mio padre, oltre ad avere il 50% della proprietà, aveva il diritto di abitazione come coniuge superstite vita natural durante e, finchè è vissuto, la casa l'ha denunciata lui e ha pagato lui l'ICI e tutto il resto...

    Nè io nè mio fratello l'abbiamo inserita nella denuncia dei redditi...
     
  15. Bastimento

    Bastimento Membro Storico

    Privato Cittadino
    ... e come è stata impostata la dichiarazione di successione, e soprattutto la voltura?

    Grazie: forse in merito ad ICI ed IRPEF non ricordo bene come ci siamo regolati coi miei genitori.
    Mi interessa invece il tecnicismo relativo alla successione e voltura.
     
  16. Bagudi

    Bagudi Moderatore Membro dello Staff

    Agente Immobiliare
    Non lo so, francamente, ha fatto tutto il commercialista di mio padre...
     
  17. Bastimento

    Bastimento Membro Storico

    Privato Cittadino
    Grazie comunque.
     
  18. Giovannino60

    Giovannino60 Membro Ordinario

    Certificatore energetico
    Se la coppia aveva acquistato un'area e poi hanno costruito su questa una casa, la casa non ha un atto quindi in questo caso vale l'atto di acquisto dell'area per avvalorare la proprieta' dell'abitazione?
     
  19. ingelman

    ingelman Membro Storico

    Agente Immobiliare
    Provo a risponderti in base a quelle che sono le mie poche conoscenze in materia (materia complessa e di difficile comprenzione anche per gli addetti ai lavori ...) sapessi quanti errori mi è capitato di trovare nel corso degli anni...

    Come ha giustamente evidenziato smoker
    se trattasi di non una seconda casa ma l'abitazione coniugale, al coniuge superstite (che solitamente sono le donne :D) spetta il diritto d'abitazione ..

    trattandosi di un diritto che spetta per legge in questo caso alla moglie di fatto esso non è soggetto ad alcuna particolare imposta, in quanto (proprio perché devoluto al coniuge), è gravato solo dall'imposta che colpisce il valore globale netto dell'asse ereditario.

    Questa particolarità ha come conseguenza che, normalmente, il diritto d’abitazione non venga indicato nella denuncia di successione.

    Quindi sembrerebbe superfluo indicarlo in quanto è la legge che lo prevede ...

    Diciamo che a mio avviso c’è una contraddizione di base che è la seguente:

    il titolare del diritto di abitazione è soggetto passivo sia IRPEF che ICI IMU tares tacci ucci loro etc e domani chissà come si chiamerà ….
    Pertanto è necessario, allo scopo di aggiornare correttamente le risultanze catastali, che il diritto di abitazione sia evidenziato nella domanda di voltura dipendente della denuncia di successione. (quindi andrebbe a mio avviso riportato)

    E per completezza ti dico, sarebbe opportuno anche ai fini della continuità delle trascrizioni riferita ai registri immobiliari, che venga fatta "l'accettazione tacita d'eredità" con un atto pubblico o scrittura privata autenticata e poi trascritta ...
    cosa che in pochi fanno anche perchè ignari se non costretti quando si troveranno a vendere ... quando il notaio gli chiederà circa 400 eurini tra diritti e compensi.
     
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  20. Bastimento

    Bastimento Membro Storico

    Privato Cittadino
    Grazie anche a te. nel frattempo ho avuto una conversazione con un altro cortesissimo forumista, e ne ho ricavato qualche ulteriore informazione.

    Circa il tuo intervento, per correttezza verso chi ci legge, credo occorra quanche puntualizzazione:

    La frase non mi pare di facile comprensione e nasconde qualche inesattezza: la casa di abitazione sconta l'imposta ipotecaria e catastale in misura fissa (168€ cadauna, almeno fino al 2013...), mentre il valore catastale grava sulla somma eventualmente imponibile per l'imposta di successione (se l'ammontare supera la franchigia)

    Qui è vera la seconda affermazione: la prima è invece inficiata dall'errore precedente)


    Qui concordo: soprattutto è sulla domanda di voltura che occorre specificare bene: ma sembra emergere una cosa curiosa. (mi riferisco a quanto mi ha postato il forumista cortese...): a valle della voltura, fatta tenendo conto del diritto di abitazione, sulla visura appare per il coniuge la frazione totale di proprietà piena più il 100% di diritto di abitazione.
    Ma ai figli viene attribuita la proprietà (senza nozione di nuda) per la rispettiva frazione: domani avrò credo l'occasione di parlarne ad un geometra. Spero di avere qualche ulteriore informazione su come catastalmente è bene trattare questo diritto del coniuge, e come specificare la natura della quota del figlio.

    Su questo punto ho letto spesso qui sul forum, e ti ringrazio per avermelo ricordato: mi stai dicendo che posso facilmente evitare anche qui il notaio e "far da me?"

    p.s.: Per la cronaca mi sto approcciando a far da me successione e voltura, visto che sono in ballo con una recentissima parcella per analogo servizio dove ai tuoi 400 eurini hanno pensato di aggiungere .... uno zero.

    (E' corretto remunerare le prestazioni professionali, ma ci dovrebbe essere un limite: il valore della prestazione potrà essere riconosciuto con un adeguato costo orario, ma il costo finale dovrebbe essere in relazione con il tempo-impegno dedicato)
    Invece i nostri bravi "parassiti della burocrazia" si sono inventati la formula della proporzione diretta al valore della pratica: la parcella sembra legata alla dimensione del tributo, o della negoziazione, il che non ha giustificazione alcuna.
    (per la cronaca non mi riferisco alle vostre provvigioni, dove invece vedrei il legame ..)
     
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