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  1. radopal

    radopal Nuovo Iscritto

    Altro Professionista
    Una mia cliente sta trattando l'affitto di un negozio che si sta liberando per fine attività di abbigliamento. Il proprietario dell'immobile suggerisce una cessione d'azienda che mi lascia due dubbi:
    1) in questo modo il contratto d'affitto resta l'attuale (nato 13 anni orsono + la sola maggiorazione ISTAT)
    favorendo la mia cliente, ma simmetricamente penalizza il proprietario; strano quindi sia quest'ultimo a proporre il contratto di cessione.
    2) la mia cliente vi svolgerà attività di commercio mobili e oggetti d'arredo: perché dovrebbe pagare un avviamento in aggiunta alle poche attrezzature che sono riutilizzabili visto che la clientela dovrebbe essere diversa?
    Oso arguire che in caso di formale cessione l'Erario voglia comunque il 3% sull'avviamento (pari circa ai tre ultimi redditi) ma che c'azzecca in caso di esercizio di attività diversa che ripartirebbe da zero?
    Non si potrebbe configurare al massimo una (modesta) buonuscita soggetta solo ad IVA (permesso di fare, permettere)?
    Grazie in anticipo

    dott. commercialista
     

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