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  1. sanmon

    sanmon Membro Attivo

    Privato Cittadino
    Buongiorno ,un mio stretto parente ha locato un locale commerciale senza il consenso di qualsiasi tipo da parti degli altri famigliari proprietari per la quota maggiore (più del 80% ) nonostante sappia che c'è la urgente necessità della vendita .Tengo a precisare che ne ha il possesso con il consenso (sempre verbale ) di mio padre morto parecchi anni fa .Vorrei sapere quali strade posso seguire. con l'avvocato
     
  2. CheCasa!

    CheCasa! Membro Senior

    Agente Immobiliare
    Scrive Maurizio De Tilla in "La Locazione Abitativa"
    Tra i partecipanti a una proprietà in comunione esiste un reciproco rapporto di rappresentanza, in virtù del quale ciascuno di loro può procedere alla locazione della cosa comune ed agire per la cessazione o la risoluzione del contratto e la consegna del bene locato, anche nell'interesse degli altri partecipanti alla comunione, trattandosi di atti di utile gestione che rientrano nell'ambito dell'ordinaria amministrazione della cosa comune, per i quali è da presumere, salvo prova contraria, che il singolo comproprietario abbia agito anche col consenso degli altri."
     
    A ab.qualcosa piace questo elemento.
  3. sanmon

    sanmon Membro Attivo

    Privato Cittadino
    La ringrazio per il suo parere ma volevo sapere se eventualmente posso chiedere con l'aiuto del giudice di annullare l'eventuale contratto di affitto stipulato contro il mio consenso e sopratutto a mia insaputa.
     
  4. dormiente

    dormiente Membro Assiduo

    Agente Immobiliare
    Il caso è diverso, perché non ha agito con il consenso degli altri, mi soffermerei sul possesso acquisito o ereditato di quest'ultimo.
     
  5. Bastimento

    Bastimento Membro Storico

    Privato Cittadino
    A CheCasa! e sanmon piace questo messaggio.
  6. sanmon

    sanmon Membro Attivo

    Privato Cittadino
    La ringrazio del suggerimento.
     
  7. CheCasa!

    CheCasa! Membro Senior

    Agente Immobiliare
    Il fatto che il consenso quando uno dei comproprietari concluda una locazione sia "presunto" e che debba essere dimostrato il contrario (ovvero che sia stato palesato esplicito dissenso da parte degli altri comproprietari) ci permette di ritenere legittimo il contratto sottoscritto con un conduttore terzo in buona fede, esclusa naturalmente la possibilità del risarcimento del danno nei confronti del comproprietario che abbia agito in spregio dell'altrui volontà.
    Il danno, in questo caso, deriverebbe dal fatto che la locazione di un bene commerciale ne comprometterebbe la vendita in tempi brevi. Ma questa considerazione non è così semplice da dimostrare ed anzi, se la locazione fosse stata conclusa a prezzo di mercato, troverebbe nella pratica estimativa, valutazioni nettamente opposte che ritengono più semplice e remunerativa la vendita di un immobile commerciale se già messo a reddito...
     

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