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  1. StefaniaGT

    StefaniaGT Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    Buongiorno a tutti, sono nuova del forum.
    Ho acquistato un immobile e a 15 giorni dal rogito il mio notaio si è accorto che nelle schede catastali è presente anche il Comune con diritto di enfiteusi o livello.
    Ho fatto qualche ricerca e ho scoperto che gli attuali proprietari hanno effettivamente acquistato all'epoca l'immobile come piena proprietà, con tanto di registrazione al catasto.
    Solo che anche quando hanno acquistato loro esisteva sull'immobile questo diritto di livello, infatti il catasto 2 anni fa si è accorto dell'errore e ha modificato con un voltura le schede catastali senza comunicarlo ai proprietari (il mio notaio mi ha confermato che solitamente il catasto non comunica queste cose poichè attribuisce ad un errore di trascrizione).
    Ora, è chiaro che l'errore è stato del notaio dell'epoca. Ma essendoci delle ripercussioni sul nostro atto ed essendoci da pagare dei soldini al Comune, è possibile richiedere al notaio (quello che ha sbagliato) di:
    a) pagare al comune quanto dovrebbero i proprietari di casa
    b) fare l'atto tra il Comune e i proprietari gratuitamente
    c) siccome il nostro atto viene posticipato, ma noi dobbiamo lasciare la nostra attuale casa poichè vincolati da contratto preliminare possiamo chiedergli i danni? :soldi:

    Insomma, rispetto ad un errore così clamoroso di un notaio, quali sono i nostri diritti come acquirenti e i diritti dei proprietari attuali??

    Spero di essermi spiegata sufficientemente bene.
    Vi ringrazio tutti per l'aiuto.
     
  2. mlabriola

    mlabriola Ospite

    trovare nell'intestazione catastale la dicitura "comune concedente" e possessore "enfiteuta" o "livellario" è sintomo di demanialità, e possono nascondersi almeno 4 casistiche diverse (si veda il link Coordinamento Regionale per la Basilicata della Consulta Nazionale della Proprietà Collettiva: Livello)

    a tal proposito esiste lo studio n. 777 del 21/05/1994 della commissione studi del consiglio nazionale del notariato che tratta appunto la commerciabilità dei terreni soggetti ad uso civico.

    va fatta un'indagine per verificare che tipo di vincolo insiste su tale terreno.

    Se trattasi di terreno civico arbitrariamente occupato, la giurisprudenza della Cassazione sembra prevalentemente orientata a ritenere che l'atto in violazione delle norme della legge del 1927 sugli usi civici sia nullo per impossibilità dell'oggetto, ciò per l'incommerciabilità del terreno soggetto ad uso civico ed afferma che un atto del genere sia nullo insanabilmente in tutti i casi, senza possibilità di sanatoria.

    Se trattasi di terreni ex civici con imposizione di un canone (demaniale) di natura enfiteutica, e se l'affrancazione (cancellazione del canone) non si è ancora verificata (come nel caso in questione) "
    il bene, pur trasferibile, deve ancora ritenersi assoggettato ad uso civico e sarebbe opportuno, sul piano del più lineare esercizio della professione notarile, che il notaio indicasse l'esistenza degli usi civici in atto, per informarne adeguatamente soprattutto la parte acquirente", questo recita lo studio 777/1994 del notariato.

    E' evidente che, se il notaio non ha seguito tale consiglio, ha arrecato un danno agli acquirenti.Per ogni ulteriore info, è disponibile il servizio gratuito QUESITI USI CIVICI
     

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