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  1. KID

    KID Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    Articolo proposta x forum.jpg Salve,
    nell'Aprile del 2014, insieme all'agenzia di intermediazione appartenente sempre al Costruttore, formulo una proposta di acquisto per UN APPARTAMENTO(finito e accatastato) ad un PREZZO "A" insieme alla possibilità di acquistare UN GARACE(quasi finito, cn numero sulla serranda ma nn ancora accatastato) ad un PREZZO "B".

    Specifico meglio:
    su mia richiesta, accanto, nella stessa pagina, nel margine sinistro della proposta per l'appartamento scriviamo che la presente proposta(x l'appartamento) È SUBORDINATA alla possibilità di acquistare un garage, tra quelli di una certa misura, al prezzo B e firmo la nuova nota-pilastro

    Oggi mi vergogno ancora e mi crea un dolore fortissimo pensare su come mi sono fatto convincere a lasciare dall'agenzia del costruttore sia la copia originale che quella destinata a me: "se non mi può dare la prima caparra con gli assegni -mi disse l'Agente- mi deve lasciare la proposta che le riconsegnerò quando incasserò anche l'eventuale caparra confirmatoria".


    Qualche giorno dopo e 10 giorni prima della loro accettazione( senza sapere nulla di quello che sarebbe poi successo) invio una raccomandata A/R precisando ancora una volta che nell'acquisto dell'appartamento il garage è per me fondamentale, visto che erano tutti liberi da prenotazioni, specifico che sono interessato ad un garage in particolare e dico ancora che sono disposto ad attendere anche 30mesi dalla data del rogito dell'appartamento.


    Dieci giorni dopo la mia raccomandata e proprio nell'ultimo giorno di validità della proposta, mi arriva il loro laconico telegramma di accettazione.

    Vado così a ritirare la copia della proposta: tutta la copia è fortemente sbiadita(trasparente) e la condizione-pilastro(da me firmata) che riguardava il garage e a cui l'intera proposta era subordinata era stata Depennata con un tratto di penna di colore diverso e soprattutto da una "mano ignota"..( se fosse stata una controproposta quello scarabocchio avrebbe una firma)

    Nel frattempo scadono abbondantemente (più di due mesi) i termini entro cui si sarebbe dovuto concludere l'acquisto senza che alcuna delle due parti dica nulla all'altra.

    Il 10 marzo rompo io gli indugi e, dopo aver riassunto dettagliatamente tutti i passaggi, INTIMO (non diffido) la società di costruzioni a vendermi CONGIUNTAMENTE CASA E BOX AUTO tramite la formulazione di uno "schema di
    preliminare di compravendita" di cui parla un articolo della Proposta.

    Mi spiego meglio: da quanto ho capito lo
    "schema di
    preliminare di compravendita" di cui parla uno degli articoli della proposta rappresenta lo scheletro con le varie condizioni che troverò nel ROGITO definitivo, tra cui anche una molto vessatoria che riguarda una adesione obbligatoria ad un inimmaginabile consorzio che insiste su palazzine divise DA STRADE PUBBLICHE(ti compri la casa, paghi le tasse al comune ma se si rompe la strada aperta al pubblico la manutenzione la fai tu); questo "schema" avrebbe e può ancora essere oggetto di accordo proprio come d'accordo col loro rappresentante.



    DOMANDE:
    1)Visto che, di fatto, non ho mai firmato quell'insieme di vessazioni che troverò al Rogito, posso, senza passare per inadempiente, rappresentare al Notaio che lo scheletro di clausole-condizioni che troverò nel Rogito sono a me sconosciute e sapere quando avrei mai accettato questo insieme di condizioni-vessazioni??

    2)Posso far presente nel verbale che il Rogito non tiene in alcun modo in conto del garage e che fino a quel momento non mi è stata fatto alcuna promessa scritta ( tramite un DIRITTO DI OPZIONE) che mi verrà riservato un garage, anche se in un tempo superiore a 30 mesi?


    3)Quante speranze ho di far scrivere nel verbale che comunque sono disposto ad acquistare l'appartamento ma alle sole condizioni di cui ho preso atto con firma(nessuna e nessun consorzio oneroso) e non perdere la caparra?


    4)Posso chiedere al Notaio di acquisire l'originale della mia proposta firmata e da loro accettata per riservarmi di chiedere un eventuale adempimento in forma specifica di fronte al giudice? ( o risoluzione del contratto)


    Se non vi è chiaro qualcosa, chiedetemi.

    Ho paura, non sto più dormendo, vorrei fare un esposto cautelativo (...) vi supplico aiutatemi al più presto


    Saluti a tutti
     
  2. marcellogall

    marcellogall Membro Assiduo

    Agente Immobiliare
    Visto l'atteggiamento della controparte ti consiglio vivamente di contattare un avvocato esperto in diritto immobiliare e mostrare i muscoli a chi non rispetta quanto scritto nella proposta. Vedrai che di fronte ad un atteggiamento non remissivo verranno a miti consigli.
     
    A Silvio Luise piace questo elemento.
  3. Rosa1968

    Rosa1968 Membro Storico

    Agente Immobiliare
    Dovresti chiedere con raccomandata la copia della convenzione fatta tra il comune e l'impresa. Raccomandata perché hai una data certa dell'avvenuta conoscenza di detta convenzione che é dopo la proposta. Questo sarà importante e servirà all'avvocato. Comunque leggi bene la convenzione.
     
  4. CheCasa!

    CheCasa! Membro Senior

    Agente Immobiliare
    Ciao @KID ,
    modificare unilateralmente il contenuto di una proposta, come hai certamente notato tu stesso, non è un comportamento in grado di tranquillizzare l'acquirente.
    Il problema che ti trovi ad affrontare in questo momento è sostanzialmente uno: non hai un soggetto competente nella materia che sappia fare "anche" i tuoi interessi.
    La soluzione quindi è una sola:
    prenditi qualcuno che possa fare i tuoi interessi competente in materia.

    Un avvocato? I rapporti tutto sommato non sono allo stato attuale tanto incrinati da rendere necessaria la sua consulenza.

    Il notaio? E' un esperto nella formulazione di contratti ma non può seguire gli aspetti "commerciali" della questione.

    In questa situazione avresti proprio bisogno di un buon "commerciale", come potrebbe esserlo un "agente immobiliare", in grado di smussare gli angoli e ricondurre la trattativa nei giusti binari.
     

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