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  1. andrea boschini

    andrea boschini Moderatore Membro dello Staff

    Agente Immobiliare
    Vendita bene pignorato: il debitore può agire in prima persona

    Il decreto del Fare inverte una prassi ormai da tempo consolidata in tema di vendita del bene pignorato dando al debitore la possibilità di agire in prima persona con il consenso di Equitalia. Il prezzo però non potrà essere inferiore a quello fissato fino a 5 giorni prima della data stabilita per il primo incanto.

    Dilazione rate debiti Equitalia, le novità

    Altri emendamenti sono stati introdotti in tema di rateizzazione dei debiti con Equitalia oltre al già previsto incremento del numero di rate fino a 120 nel caso di “comprovata e grave difficoltà legata alla congiuntura economica” , all’innalzamento da 20.000 a 120.000 euro dell’importo minimo di debito per poter procedere all’espropriazione di un immobile o alla pignorabilità dei beni strumentali fissata a non oltre un quinto del loro valore.
    La richiesta di dilazione può essere presentata in qualsiasi momento, anche a misure cautelari o esecutive avviate. Fonte: InvestireOggi
    Leggi articolo integrale
     
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  2. panetto

    panetto Membro Assiduo

    Agente Immobiliare
    Oltre a quanto citato dall'esperto Andrea Boschini segnalo
    altre novita per Equitalia dalla conversione in legge del Decreto del Fare di ieri lunedi 12 ago 2013:
    La conversione in legge del decreto del Fare ha confermato:
    - il blocco degli espropri degli immobili non di lusso se il debito contestato non supera i 120 mila euro;
    - l`aumento a 8 (prima era 2) del numero di rate che si potranno "saltare" in caso di difficolta`, senza perdere il beneficio della rateizzazione;
    - l`aumento a 120 (prima era 72) del numero massimo di rate mensili.
    Il contribuente potra` anche impedire il blocco dei veicoli strumentali di proprieta` che risultano essere fondamentali per l`attivita` d`impresa o professionale. I concessionari della riscossione non potranno ricorrere immediatamente al fermo amministrativo e il contribuente avra` 30 giorni di tempo per dimostrare sei beni individuati siano necessari per poter proseguire la propria attivita` lavorativa.
    Saranno esclusi da pignoramenti anche altri "beni essenziali":a tal fine, le Camere hanno delegato l`individuazione delle paniere di beni interessato dalla nuova misura al ministero dell`Economia, che dovra` lavorare insieme all`Istituto Nazionale di Statistica Istat e all`Agenzia delle Entrate per stilare l`elenco dei "beni essenziali".​
     
  3. topcasa

    topcasa Membro Storico

    Agente Immobiliare
    Bene...un poco di respiro per i debitori. Mi sembra che ci sia anche l'impedimento del pignoramento dei beni strumentali tipo macchinari. Potraano ezsere pignorati nel limite di 1/5.
     
  4. ludovica83

    ludovica83 Membro Vintage

    Privato Cittadino
    ATTENZIONE

    FONTE:
    http://www.lamiapartitaiva.it/fisco/equitalia-non-molla-e-si-accanisce-sulle-auto-delle-partite-IVA/

    Con una specifica misura contenuta all’interno del “decreto del fare”, emanato qualche settimana fa dal governo Letta, si sono stabilite alcune forme di tutela specifiche in caso di pignoramento fiscale dei beni strumentali, ossia di quelle attrezzature che un’impresa o anche un professionista utilizza per la propria attività. In particolare, la nuova norma stabilisce che “gli strumenti, gli oggetti e i libri indispensabili per l’esercizio della professione, dell’arte o del mestiere del debitore possono essere pignorati nei limiti di un quinto, quando il presumibile valore di realizzo degli altri beni rinvenuti dall’ufficiale giudiziario o indicati dal debitore non appare sufficiente per la soddisfazione del credito”. In parole povere, il pignoramento sui beni strumentali può arrivare al massimo a un quinto del loro valore, in modo che l’imprenditore o il professionista in questione possa continuare a lavorare, e quindi a produrre quei redditi che gli permetteranno anche di pagare i debiti arretrati con il Fisco. Tutto bene dunque direte voi. Invece no, perché il legislatore si è dimenticato di apportare una modifica fondamentale che come vedremo è a tutto discapito proprio di molte partite IVA.

    Fermo dell’auto, una dimenticanza scandalosa

    Per tutelare davvero tutti quelli che lavorano, il Parlamento avrebbe dovuto introdurre una modifica anche all’art. 86 del DPR 602/73. La norma in questione è quella secondo cui Equitalia, a prescindere dall’entità del debito, decorsi 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento o 90 giorni dalla notifica dell’accertamento esecutivo, può procedere con il fermo dei beni mobili registrati. Tra questi, ovviamente, figura anche l’automobile che è il primo bene mobile per il quale scattano le ganasce e quindi il blocco. Il paradosso è che tecnicamente il fermo dell’auto è un atto amministrativo non così grave, che ha un valore spesso puramente deterrente. Con esso si cerca in pratica di mettere paura al contribuente spingendolo a pagare prima possibile. Niente a che vedere con il pignoramento che è una procedura più pesante e che, in casi estremi, può portare addirittura all’esproprio del bene e quindi alla sua vendita all’asta. Ora, grazie alle nuove norme, chi subisce un pignoramento è tutelato, e può se non altro continuare a lavorare. Chi invece è vittima di un fermo amministrativo e utilizza l’automobile per lavoro, subisce una pesante discriminazione, perché non potrà più svolgere la sua attività.

    Partite IVA dimenticate

    Come si può facilmente intuire, i più colpiti da questa incredibile dimenticanza del legislatore sono le tante partite IVA che ogni giorno utilizzano un veicolo per esercitare la propria attività. Pensiamo per esempio all’agente di commercio per il quale l’automobile è essenziale. In questo senso dunque, è evidente che l’automobile rappresenta per tanti lavoratori autonomi un bene strumentale, che andava tutelato dall’aggressività di Equitalia, così come previsto per professionisti e imprese. Tra l’altro ricordiamo che un veicolo soggetto a fermo amministrativo non può circolare e, in caso di inosservanza della legge, si rischia una multa fino a 3mila euro. Ancora una volta, dunque, la politica si è dimenticata delle partite IVA, facendo procurando un danno a milioni di lavoratori autonomi alle prese non solo con la crisi ma anche le pretese di un Fisco a cui non si riesce in nessun modo a mettere un argine. Neanche quando si potrebbe farlo.
     
  5. topcasa

    topcasa Membro Storico

    Agente Immobiliare
    La vera novità che in Equitalia troverai gente che cercherà di aiutare il debitire a pagare mentre prima si faceva di tutto per incastrare.
     
  6. ludovica83

    ludovica83 Membro Vintage

    Privato Cittadino
    Questo non lo so, dovrei chiamare il precedente affittuario e chiedergli se si sente + buono oppure come sempre... (temo di sapere la risposta...)
     
  7. topcasa

    topcasa Membro Storico

    Agente Immobiliare
    Si era creato un mostro Equitalia....vedremo se questa immagine si mitiga.
     
  8. ludovica83

    ludovica83 Membro Vintage

    Privato Cittadino
    :innocente: Beh intanto... se ha imparato anche lui a pagare le tasse che sono a capo del locatario è già un passo avanti...
    Non può certo dire che non ha sperimentato anche il lato pratico! :^^:
     

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