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  1. giorgio28

    giorgio28 Membro Ordinario

    Altro Professionista
    Salve a tutti la mia domanda è si può lavorare in un appartamento accatastato come tale anche solo facendo grafica pubblicitaria o usandolo come recapito per ditta con partita IVA ? grazie
     
  2. Bastimento

    Bastimento Membro Storico

    Privato Cittadino
    Sul tema ho letto sul forum domande e risposte affini al tuo caso.

    Certamente nulla vieta di lavorare in un appartamento, ma potrebbero essere necesari degli adempimenti.

    Ad esempio pare che se sei in affitto, non potresti scalarne le spese se l'accatastamento non è corrispondente all'attività.

    Ma mi pare altrettanto interessante la risposta sulla rivista ufficiale fiscooggi:

    Comunicazione della destinazione d'uso dell'appartamento
     
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  3. Limpida

    Limpida Membro Senior

    Agente Immobiliare
    Alcune attività possono essere esercitate nella propria abitazione e puoi fissare anche la sede della tua ditta. Diverso é il discorso se per tale attività hai bisogno di un cambio d'uso.
    Il tuo Commercialista saprà consigliarti se é consentito per la tua attività.
     
  4. costaelena11

    costaelena11 Nuovo Iscritto

    Agente Immobiliare
    Essendo grafico pubblicitario penso che avrai aperto la partita IVA come lavoratore autonomo. Se così fosse l'indirizzo della tua abitazione è anche il tuo "domicilio fiscale"; se oltre al domicilio fiscale avessi un ufficio dove operi allora quest ultimo diventerebbe "sede operativa". I lavoratori autonomi ed alcune categorie di professionisti possono utilizzare l'abitazioni anche come sede di lavoro; per gli agenti di commercio invece si presuppone che l'attività sia fatta prevalentemente fuori dall'abitazione (rappresentanti, etc). Quella categoria, infatti, utilizza l'indirizzo di abitazione come sede di lavoro, ma il canone non può essere detratto come costo. Se chiedi al tuo commercialista, in base ai tuoi parametri personali, ti indicherà la via giusta.
     
  5. Paca

    Paca Ospite

    Se destini una stanza ad uso ufficio dovresti poter detrarre in % le spese di gestione.
    Io potrei farlo ( come srl) anche se poi lavorando sempre fuori e avendo la sede in casa dei suoceri non l'ho fatto.
     
  6. Antonello

    Antonello Membro dello Staff Membro dello Staff

    Agente Immobiliare
    Che alla fine dice:

    "Se il cambio d'uso è fatto senza opere, non c'è obbligo di denuncia al catasto, per il quale l'unità immobiliare continua ad essere censita come abitazione."

    Secondo me dopo l'autorizzazione comunale l'obbligo di denuncia al catasto esiste, eccome.
    Chi è Antonina Giordano?
     
  7. m.barelli

    m.barelli Membro Attivo

    Altro Professionista
    Per il servizio di raccolta rifiuti la tariffa dovrebbe essere diversa a seconda della destinazione d'uso. Probabilmente per una quota di superficie dovrai pagare la tariffa per abitazione e per la restante quella per Ufficio

    Un saluto
     
  8. Bastimento

    Bastimento Membro Storico

    Privato Cittadino
    Grazie per il tuo intervento.
    Mi sono posto anchi'io la domanda, non tanto per sapere chi sia la Antonina, (di fronte ad un nome femminile ... sei sempre il solito, ... :risata:) quanto per dare un peso alla risposta.
    Bene, se vai navigando nel sito delle faq alla rivista, ho trovato una risposta, vado amemoria, che recita circa così.

    1) Le domande non sostituiscono la prassi ufficiale degli interpelli e delle circolari, uniche a far fede.
    2) le risposte date si basano sulle norme e prassi ufficiali (circolari ecc)
    3) Le domande senza riscontro sulla normativa o sulle circolari varie, non vengono trattate

    Messa in questi termini la precisazione assumerebbe un valore non indifferente, e mi ha fortemente incuriosito, ricordando le vs solite argomentate risposte. Magari siamo al solito di fronte al caso dove è prescritto il diritto, ma ammesso anche il rovescio: non sarebbe forse la prima volta. :rabbia:

    Prova a ricercare anche tu i miei riferimenti , e facci saper le tue valutazioni.
     
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  9. peopeo

    peopeo Membro Attivo

    Privato Cittadino
    Dalla Circolare dell'Agenzia del Territorio 2/2010 del 9/7/2010, pag . 9: ...l'obbligo della dichiarazione di variazione in catasto sussiste nei casi in cui la variazione incide sullo stato, la consistenza, l'attribuzione della categoria e della classe, a seguito di interventi edilizi di ristrutturazione...oppure per effetto di annessioni...cambio di destinazione d'uso, etc...
     

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  10. peopeo

    peopeo Membro Attivo

    Privato Cittadino
    Antonina Giordano avrà letto la Circolare dell'Agenzia del Territorio 2/2010 del 9/7/2010?
     
  11. peopeo

    peopeo Membro Attivo

    Privato Cittadino
    Dalla Circolare dell'Agenzia del Territorio 2/2010 del 9/7/2010, pag. 10: ...l'obbligo della dichiarazione di variazione in catasto sussiste nei casi in cui la variazione incide sullo stato, la consistenza, l'attribuzione della categoria e della classe, a seguito di interventi edilizi di ristrutturazione...oppure per effetto di annessioni...cambio di destinazione d'uso, etc...
     
  12. Bastimento

    Bastimento Membro Storico

    Privato Cittadino
    E' quindi piuttosto grave che una pubblicazione della ADE contraddica se stessa (dovrei meglio dire la AdT) ..... :disappunto:
    Io faccio il pignolo quando sul forum si fanno affermazioni non documentate: come si sente il direttore di FiscoOggi? Bah!
     
  13. peopeo

    peopeo Membro Attivo

    Privato Cittadino
    se qualcuno la conosce, gli trasmetta la circolare dell'ADT!
     
  14. Antonello

    Antonello Membro dello Staff Membro dello Staff

    Agente Immobiliare
    Presumo di no.
     
  15. Bastimento

    Bastimento Membro Storico

    Privato Cittadino
    Per l'esattezza la circ. 2/2010 credo sia stata emessa in relazione alla legge sull'allineamento delle piantine allo stato di fatto, ed aveva come scopo primario la precisazione della AdT che riproponeva la norma originaria, specificante che dove le variazioni planimetriche non mutassero la consistenza noni si faceva luogo all'obbligo di aggiornamento della planimetria stessa.
    Salvo accettare una certa ridondanza di comunicazioni superflue, giusto per non contraddire il legislatore troppo zelante.

    Sarebbe interessante invece risalire al vero DL che stabiliva gli obblighi di variazione catastale e ne includeva la variazione della destinazione d'uso: sono citati sulla circolare e sono del 1939. credo si arrivi comunque alla tua conclusione, ma non si sa mai; magari salta fuori anche li, qualche postilla, che fa riferimento a qualche papiro o tabula dell'epoca di Cesare Augusto.
     
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  16. peopeo

    peopeo Membro Attivo

    Privato Cittadino
    per la precisione:
    CIRCOLARE N. 2/2010 pag. 4-5:
    ...Per quanto riguarda, invece, la presentazione della dichiarazione di variazione nello stato dei beni, la norma di riferimento è rappresentata dall’art. 17 del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 1142 del 1949, che dispone quanto segue: “Il nuovo catasto edilizio urbano è conservato e tenuto al corrente, in modo continuo ed anche con verificazioni periodiche, allo scopo di tenere in evidenza per ciascun Comune o porzione di Comune, le mutazioni che avvengono:
    a) rispetto alla persona del proprietario o del possessore dei beni nonché rispetto alla persona che gode di diritti reali sui beni stessi;
    b) nello stato dei beni, per quanto riguarda la consistenza e l'attribuzione della categoria e della classe.”.

    Alla luce della disposizione appena richiamata, quindi, con specifico riferimento alle unità immobiliari a destinazione “ordinaria”, l’obbligo della relativa dichiarazione si configura nell’ipotesi in cui le variazioni influiscono ed incidono sulla consistenza, la categoria e la classe dell’unità immobiliare, in sostanza sulla determinazione della rendita catastale...
     
  17. Antonello

    Antonello Membro dello Staff Membro dello Staff

    Agente Immobiliare
    Con certezza la categoria cambia, quindi corre l'obbligo.
     
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  18. Bastimento

    Bastimento Membro Storico

    Privato Cittadino
    E' chiaro che faccio dei sofismi, e che in pratica ciò che dite è ciò che normalmente succede.

    Ma è anche vero che una cosa è un ufficio non attrezzato per essere usato come abitazione. Un'altra è una abitazione con bagno, cucina regolamentari e dimensioni delle stanze abitabili, che ad un certo punto è usato parzialmente o totalmente come ufficio.
    Se il criterio fosse la sua caratteristica intrinseca, il primo sarà solo sempre un uffcio, il secondo potrà sempre essere una abitazione.

    Stando quindi solo al testo, ed applicando semplicemente un criterio logico, non è scontato che sia lecito applicare la proprietà commutativa (quella che dice : se A=B, anche B=A)

    Se cioè è vero che un ufficio, nato esclusivamente come ufficio, viene classificato A10, mentre una abitazione è classificata An es. A3 , non si può automaticamente dedurre il contrario: poniamo un A3, in cui non cambi la consistenza e la tipologia dei servizi, potrebbe non comportare un cambio di categoria/classe, se non è espressamente previsto il cambio di categoria SOLO in funzione dell'uso.

    L'oggetto del contendere sta proprio in questo: basta un uso diverso, od occorre una qualche caratteristica anche fisica? Certamente i nostri professionisti potrebbero darci una sorta di statistica sui comportamenti nei vari catasti.

    Giusto per esprimere una opinione, credo che in effetti il punto di discrimine tra abitazione ed uffici sia oggetto di diverse valutazioni tra gli stessi estensori delle regole catastali: difatti nelle bozze di proposta per il nuovo catasto (... se ne parla da 20 anni) sembra verrà fatta una diversa aggregazione.

    Un gruppo per le unità a scopo abitativo
    Un gruppo per unità a scopo commerciale, e tra queste gli uffici.

    Per certi versi sembrerebbe rimarcare l'aspetto della destinazione d'uso, ma per altri sembrerebbe far prevalere la originaria struttura e destinazione urbanistica: ad esempio per evitare il trucco di rivendere cubature uso ufficio cercando di passarle per abitazione, dopo interventi interni.
     

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