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  1. StLegaleDeValeriRoma

    StLegaleDeValeriRoma Membro Attivo

    Altro Professionista
    Non di rado capita di trovare in aree pubbliche ma anche accedendo a locali aperti al pubblico come bar o sale giochi, e talvolta gli uffici delle agenzie immobiliari, l'avviso WI-FI gratuito.
    Che succede se l'utente ne approfitta per scaricare illegalmente file coperti dal diritto d'autore ?
    Un soggetto, persona fisica o giuridica, che in un albergo o altro esercizio commerciale gestisce una rete wi-fi con accesso ad Internet che offre al cliente anche gratuitamente, fornisce un “servizio della società dell’informazione” ai sensi della direttiva 2000/31/CE e pertanto è responsabile delle violazioni del diritto d’autore realizzate da utenti terzi, i quali scarichino illegalmente file musicali o altri prodotti coperti dal diritto d'autore.
    La Corte di Giustizia dell'Unione Europea con la sentenza del 15 settembre 2016 C-484/14 Mc Fadden ha specificato che, seppure il gestore del negozio non sia responsabile delle violazioni dei diritti d’autore commesse da un utente, tuttavia è tenuto a proteggere la propria rete mediante una password allo scopo di prevenire le violazioni del diritto d'autore.
    Attenzione pertanto a mettere in atto questa decisiva cautela.
     
    A Bagudi e Umberto Granducato piace questo messaggio.
  2. StLegaleDeValeriRoma

    StLegaleDeValeriRoma Membro Attivo

    Altro Professionista
    Con la sentenza De Fadden la Corte ha precisato:

    L’articolo 12, paragrafo 1, della direttiva 2000/31 deve essere interpretato nel senso che esso osta a che un soggetto leso dalla violazione dei suoi diritti su un’opera possa chiedere a un fornitore accesso a una rete di comunicazione un risarcimento per il motivo che uno di tali accessi è stato utilizzato da terzi allo scopo di violare i suoi diritti, nonché il rimborso delle spese di diffida o delle spese legali sostenute ai fini della sua domanda di risarcimento.
    Per contro, tale disposizione deve essere interpretata nel senso che essa non osta a che tale persona chieda che sia inibita la prosecuzione di tale violazione nonché il pagamento delle spese di diffida e delle spese legali nei confronti di un fornitore di accesso ad una rete di comunicazione i cui servizi siano stati utilizzati al fine di commettere la violazione stessa, nel caso in cui tali domande siano volte oppure siano conseguenti all’adozione da parte di un’autorità o di un organo giurisdizionale nazionale di un’ingiunzione che vieti a detto fornitore di permettere la prosecuzione di siffatta violazione.

    L’articolo 12, paragrafo 1, della direttiva 2000/31, in combinato disposto con l’articolo 12, paragrafo 3, della medesima direttiva, deve essere interpretato, tenuto conto delle esigenze connesse alla tutela dei diritti fondamentali nonché delle regole previste dalle direttive 2001/29 e 2004/48, nel senso che esso non osta, in via di principio, all’adozione di un’ingiunzione che, come quella in causa nel procedimento principale, imponga a un fornitore di accesso a una rete di comunicazione che consente al pubblico di connettersi a Internet, pena il versamento di una penalità, di impedire a terzi di rendere disponibile al pubblico, attraverso tale connessione a Internet, su una piattaforma Internet di condivisione (peer-to-peer), una specifica opera protetta dal diritto d’autore o parti di essa, qualora il fornitore abbia la possibilità di scegliere le misure tecniche da adottare per conformarsi a detta ingiunzione, anche se tale scelta si riduca alla sola misura consistente nel proteggere la connessione a Internet mediante una PASSWORD, nei limiti in cui gli utenti di detta rete siano obbligati a rivelare la loro identità al fine di ottenere la password richiesta e non possano quindi agire anonimamente, circostanza che spetta al giudice del rinvio verificare.


    Errata corrige (.....diritto d'autore ?)

    "Un soggetto, persona fisica o giuridica, che in un albergo o altro esercizio commerciale gestisce una rete wi-fi con accesso ad Internet che offre al cliente anche gratuitamente, fornisce un “servizio della società dell’informazione” ai sensi della direttiva 2000/31/CE e pertanto è responsabile delle violazioni del diritto d’autore realizzate da utenti terzi, i quali scarichino illegalmente file musicali o altri prodotti coperti dal diritto d'autore ?"
     
    Ultima modifica di un moderatore: 3 Ottobre 2016

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