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Errore nel condono del 1985:si puo integrare la planimetria allegata?

Discussione in 'Catasto Edilizia Urbana Impianti e Certificazioni' iniziata da ROSADONAZIONE, 3 Gen 2012.

  1. ROSADONAZIONE Nuovo Iscritto

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    Privato Cittadino
    :wall:Dovevamo stipulare un atto di donazione per un appartamento che è parte di uno stabile parzialmente condonato con legge del 1985 e il notaio ci ha richiesto la concessione in sanatoria e contemporaneamente la planimetria risultante attualmente in catasto. Dal confronto delle planimetrie ci siamo accorti che nella planimetria del condono manca una tettoia (preesistente e da non condonare) che invece ricompare nel nuovo accatastamento del 2009 compresa nella stessa particella dell'appartamento. Il notaio non ha potuto stipulare l'atto in quanto ritiene che questa difformità lo renderebbe nullo.Il geometra a cui ci siamo rivolti minimizza ritenendoci troppo pignoli ci consiglia di stiupulare l'atto in questa situazione ed eventualmente agire successivamente con calma presagendo tempi biblici per l'espletamento delle pratiche comunali. Le mie domande sono:1) l'atto sarebbe effettivamento nullo o c'è un modo per aggirare l'ostacolo considerando che non si tratta di una vera e propra stanza? 2) Esiste una procedura per chiedere al comune la rettifica della planimetria del condono premesso che la tettoia risale agli anni 40 e che non era una parte da condonare?


  2. SALVES Membro Attivo

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    Altro Professionista
    Ciao rosadonazione
    Tutto dipende dalla rappresentazione grafica presentata con il condono.
    Mi spiego la prassi giusta era di rappresentare esattamente l'intero stato di fatto dell'immobile sia la parte preesistente che quella abusiva, evidenziando la parte abusiva ai soli fini del calcolo oblazione e oneri. Così facendo sia la planimetia condonata che quella catastale risultavano identiche, non so se mi sono saputo spiegare.
    Una soluzione al problema potrebbe essere di fare certificare al tecnico ai sensi della L.122/10 che le discordanze tra planimetria comunale e planimetria catastale non hanno rilevanza in quanto le opere che verranno evidenziate erano esistenti sin dall'anno xxxx parlane con il notaio e vedi cosa ti dice.
    Facci sapere.
    Ciao salves

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  3. ROSADONAZIONE Nuovo Iscritto

    Qualifica:
    Privato Cittadino
    In realtà il notaio sostiene, secondo me correttamente, che la mancata indicazione della tettoia nelle planimetrie allegate alla concessione in sanatoria comporterebbe la sua abusività. In altri termini è come se tale manufatto fosse stato abbattuto prima della presentazione del condono. E comunque, in ogni caso, sancirebbe in un atto pubblico la presenza di un abuso edilizio. Come è possibile dichiarare in atto che il manufatto era preesistente se nella planimetria della concesssione in sanatoria esso è inesistente? Esiste una procedura per rettificare le planimetrie allegate alla concessione in sanatoria? E' questa la procedura corretta?
    Grazie per la cortesia e la disponibilità.

  4. RoCa Membro Junior

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    Altro Professionista
    In molti Comuni è consentito chiedere la rettifica degli elaborati grafici allegati alla concessione in sanatoria. Ovviamente sta a te provare in maniera inoppugnabile che la tettoia era preesistente e regolare dal punto di vista edilizio-urbanistico. La cosa migliore, oltre a una dichiarazione sostitutiva di atto di noterietà, sarebbe che nella documentazione fotografica allegata a suo tempo al condono fosse ben visibile la tettoia in questione. Inoltre il tecnico che ha fatto il condono dovrebbe fare una relazione asseverata con la quale dichiara di avere erroneamente omesso la rappresentazione della tettoia.
    Saluti.

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  5. SALVES Membro Attivo

    Qualifica:
    Altro Professionista
    Confermo quanto scritto da RoCa è il solo caso con il quale si può correggere una planimetria gia condonata, ti confermo pure ciò che sostiene il notaio, quindi se non ti è possibile correggere la planimetria cdel condono per come suggerito da RoCa non devi far altro che procedere se il regolamento edilizio lo permette alla sanatoria della tettoia ai sensi dell'art. 37 comma 4 del d.p.r. 380/01, oppure lo smontaggio della stessa, e successivo aggiornamento della planimetria catastale, valuta con un tecnico la convenienza economica delle soluzioni prospettate.

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