Blocscorr

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Salve,
ho trovato un appartamento che per dimensioni e prezzo soddisfa le mie esigenze. L'agente immobiliare mi ha mandato la visura da cui risulta che l'attuale proprietario ha ricevuto l'appartamento mediante una donazione da parte della moglie. C'è quindi il rischio che gli eredi possano in qualche modo impugnarla. Vorrei però capire qual è il rischio reale a cui vado incontro.
Ecco la ricostruzione dei vari passaggi.
- Da visura storica risulta che Moglie e Marito, in separazione di beni, acquistano l'immobile nel 2008. Sulla visura risulta che la Moglie prende la nuda proprietà per 1/1 e il Marito prende l'abitazione (immagino sia l'usufrutto) per 1/1
- Successivamente c'è un'altra trascrizione con cui Moglie cede a Marito anche la nuda proprietà. Io quindi acquisterei la casa dal Marito
- Moglie e Marito hanno 2 figli.

Ora, dalle ricerche che ho fatto online, mi pare di aver capito che io rischierei di dover risarcire i due figli se si verificassero le seguenti condizioni:
- Moglie morisse entro i prossimi 15 anni. Infatti tra 15 saranno passati 20 anni dalla donazione quindi non potrebbe essere più impugnata.
- Contestualmente, la Moglie defunta dovrebbe lasciare in eredità ai figli un patrimonio di valore inferiore al valore dell'immobile che acquisto. Infatti i figli possono chiedere un risarcimento solo sulla quota leggitima che è pari a 1/2 del patrimonio del genitore.
- Anche se si verificassero le due condizioni di cui sopra, i due figli dovrebbero in prima istanza cercare di rivalersi sul padre (Marito) che è il donatario che aveva ricevuto in donazione l'immobile e poi l'aveva rivenduto a me. Solo se il patrimonio del padre non fosse sufficiente a coprire la quota leggitima degli eredi, quest'ultimi potrebbero rivalersi su di me.

Chiedo se è giusta l'analisi che go fatto.. Se è così direi che il rischio è presente ma piuttosto remoto, perché, a parte il fatto che Moglie ha 50 anni e quindi si presume ragionevolmente che possa vivere per altri 15 anni, dovrebbe accadere che alla sua morte nè lei nè suo Marito abbiano un patrimonio sufficiente a soddisfare le pretese dei figli. Ritengo che tra i leggittimi eredi, il Marito non potrebbe vantare alcunché, visto che è stato lui il beneficiario della donazione, quindi al più verrebbero lesi i diritti dei due figli. Aggiungerei che l'immobile è molto piccolo (ha un valore di 80.000 euro), quindi basterebbe che la madre lasciasse ai figli un patrimonio di altri 80.000 euro (il 50% spettante ai figli) per annullare qualsiasi pretesa degli stessi. Considerando che i due coniugi hanno altre proprietà di valore ben più elevato, ipotizzo che l'eventualità di un'azione nei miei confronti sia piuttosto remota.
Chiedo agli esperti se la mia analisi è giusta e quindi se mi conviene procedere al rogito. Chiedo inoltre se esiste qualche strumento per essere ulteriormente tutelato (ho letto di possibili fideiussioni per tutelare l'acquirente ma pare che una sentenza ne abbia messo in discussione la validità).
MI scuso per la lunghezza del post e ringrazio chi vorrà rispondermi.

BLoc
 

H&F

Membro Assiduo
Professionista
In pochi anni hanno fatto molti cambiamneti di proprietà sullo stesso immobile.
Non è frequente.
Questa mia cosiderazione non vuol dire nulla. Potrebbero essere solo degli irrequieti volubili.
Supponiamo la tua analisi valida ( non hai letto l'atto di donazione ), ma in 15 anno possono succedere tante cose.
Quale attività hanno queste persone, apparentemente molto ricche?
Il tuo notaio come la vede ?
Le fidjussioni non c'entrano niente anche perchè non vedo il motivo per cui dovrebbero dartele.
Chi ti ha raccontato questa storia del patrimonio consistente dei coniugi ?
Hai verificato che sia vero ?

Mi suona come una bella favoletta. Le banche non credono alle favole e non danno i mutui in questi casi.
 

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