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  1. peppe2377

    peppe2377 Membro Ordinario

    Altro Professionista
    Buonasera, ho una situazione un pò intricata e spero di avere consigli utili, ma soprattutto spero di riuscire ad essere chiaro!
    Allora,
    nel 2011 eravamo alla ricerca di un locale commerciale di 400 e più metri quadri per svolgere una attività. Trovammo su internet un annuncio e ci mettemmo in contatto con l'agenzia immobiliare che seguiva il locale. Esso era 426 mq e C1. Ci andava bene. Abbiamo firmato e depositato il contratto e successivamente, alla nostra richiesta di autorizzazione alle autorità locali, abbiamo scoperto che il locale era registrato al comune come magazzino! Abbiamo comunicato la cosa al proprietario che si è affrettato a chiedere la sanatoria. Lui, furbamente, ha chiesto (pagando) la sanatoria per soli 250mq lasciando il resto come magazzino. La sua richiesta si accompagna ad un progetto dove i 250 mq sono separati dal resto da un muro.
    Tutt'ora le cose stanno così e quindi il locale non ha l'agibilità fin quando non avrà fatto le opere come da progetto oppure cambiano progetto.
    Noi nel frattempo siamo partiti con la nostra attività grazie anche ai funzionari locali che hanno atteso la risoluzione del problema.
    Per di più, il locale è diventato (secondo il progetto di cui sopra) 396 mq!
    La situazione attuale è che noi non stiamo pagando più l'affitto da 4 mesi ormai perchè secondo noi abbiamo subito una truffa. Se avessimo saputo la verità, molto probabilmente non avremmo preso il locale, ma soprattutto il prezzo di affitto pattuito non è corretto visto che lo abbiamo trattato per un C1 quando in realtà non lo era.
    Per ultimo, sul contratto c'è scritto chiaramente e controfirmato altrettanto chiaramente che il locale è 426 mq C1, come da foglio catastale ed inoltre che la proprietà dichiara di avere tutte le autorizzazioni necessarie per lo svolgimento dell'attività.
    Cosa ne pensate?
     
  2. marcellogall

    marcellogall Membro Assiduo

    Agente Immobiliare
    Le affermazioni della proprietà sulle caratteristiche del locale sono, con tutta evidenza, non rispondenti al vero.
    Il comportamento dell'AI, che non ha accertato con una semplice visura catastale
    l'appartenenza del locale alla categoria necessaria alla vostra attività, è assolutamente da condannare.
    Potete provare a chiedere una riduzione del canone facendo un nuovo contratto,
    in caso di rifiuto non restano che le vie legali.
     
    A tukasa immobiliare, Bagudi e Antonello piace questo elemento.
  3. peppe2377

    peppe2377 Membro Ordinario

    Altro Professionista
    Grazie per la risposta! In via verbale, ho chiesto una riduzione dell'affitto ma i proprietari hanno rifiutato dicendomi che devo pagare quello che c'è scritto nel contratto e, rifacendo il contratto, abbasseremo il canone. A me sembra una trappola e, a parte il fatto che il locale ha molti difetti che si vivono solo standoci dentro, abbiamo deciso di trasferirci. Cosa che si farà abbastanza presto. Siamo giunti quasi alle vie legali ma la cosa che mi stupisce è la loro caparbietà a volere tutto e senza ammettere errori! Noi ci sentiamo truffati e comunque rischiamo ogni giorno che un controllo delle autorità possa farci chiudere visto che non abbiamo l'agibilità; agibilità che si può avere solo se si fanno i lavori come da progetto. Ma il locale come da progetto non ci è affatto utile!
     
  4. peppe2377

    peppe2377 Membro Ordinario

    Altro Professionista
    Che cosa rischia l'AI se facessi causa anche a lei per evidente danno? Inoltre, se il locale è diverso da quello che mi hanno dichiarato ufficialmente e quindi dimostrato, in base a cosa dovrei dare alla proprietà dei soldi e soprattutto la cifra scritta su un contratto fasullo (finora ho versato loro più di 18.000 euro!)? Vorrei, infine, farvi notare che i proprietari, dopo aver firmato il contratto di affitto 6+6, si sono sanati il locale, quindi a mie spese... o meglio, sanati una parte del locale, i famosi 250mq per pagarci meno tasse trattandosi di attività di vicinato! Come conclusione posso trarre che loro si fanno i propri interessi in maniera così avida da far vomitare, mentre noi contiamo solamente come macchina che versa soldi indipendentemente da tutto il resto. Per la proprietà l'unica clausola che conta del contratto è il punto in cui si parla dei soldi da corrispondere per il canone d'affitto!
     
  5. peppe2377

    peppe2377 Membro Ordinario

    Altro Professionista
    Sul contratto c'è una clausola che recita: "il conduttore non potrà in nessun modo ritardare i pagamenti (omissis) e non potrà far rivalere alcuna azione o eccezione se non dopo aver saldato eventuali canoni scaduti."
    A parte il fatto che è una clausola un pò ambigua perchè non specifica verso chi non posso fare azioni, ma ammesso che è verso la proprietà, secondo voi se loro mi fanno un'azione legale io posso difendermi? La mia difesa è un'azione?
     

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