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  1. Giovannino60

    Giovannino60 Membro Ordinario

    Certificatore energetico
    Una mamma ha avuto in quota di successione una quota della proprietà dell'abitazione del marito defunto ma la figlia occupa parte dell'abitazione, di cui ha una quota della proprietà, senza pagare l'affitto e inoltre, la mamma, non può vendere l'appartamento poichè l'abitazione è occupata dalla figlia che iniziative può intraprendere la madre, a cui servono dei soldi per il suo sostentamento che potrebbero derivare dalla vendita?

    Grazie
     
  2. alessandro66

    alessandro66 Membro Senior

    Privato Cittadino
    Intanto, se la figlia è co-proprietaria non vedo che affitto debba pagare, al massimo dovrebbe contribuire alle spese...se la vendita è necessaria al sostentamento della madre, immagino che valga anche per la figlia che, se sta li, non ha evidentemente la possibilità di andare da un'altra parte...
    La figlia è maggiorenne?
    La figlia lavora ed è auto sufficiente?
    Una madre che caccia la figlia per i propri interessi non è mai una bella cosa...la figlia come si comporta?
     
  3. Giovannino60

    Giovannino60 Membro Ordinario

    Certificatore energetico
    1) la figlia è maggiorenne;
    2) la figlia comproprietaria ma di una quota e non del 50%;
     
  4. ludovica83

    ludovica83 Membro Vintage

    Privato Cittadino
    Chiede la divisione della comunione, prima tramite mediazione e poi se non va a buon fine davanti al giudice... Mediazione circa 4 mesi... causa 4-5 anni...
     
  5. ludovica83

    ludovica83 Membro Vintage

    Privato Cittadino
    Il giudice può su richiesta della madre richiedere il pagamento alla figlia dell'indennità di occupazione.
    In sintesi si stabilisce la quota di affitto mensile... non so 1000€ per tutta la casa ... la figlia ha il 25% di proprietà... ed occupa invece il 50% della casa... gli verrà chiesto di pagare il 25% mancante...

    Inoltre se il coniuge con un diritto di abitazione al 100% ed ha necessità di avere la casa libera, può chiedere al giudice un procedimento d'urgenza e in 3-6 mesi liberano la casa... Ma anche qui entrano in gioco altri fattori... la figlia lavora? E' mai uscita da quella casa? ci sono minori?

    La situazione è complessa da analizzare... e le sfaccettature tante...
     
  6. alessandro66

    alessandro66 Membro Senior

    Privato Cittadino
    Infatti avevo chiesto la situazione della figlia...che poi debba contribuire...direi che sia sacrosanto....avendone la possibilità...ma se non ce l'ha....probabilmente la vendita è utile ad entrambe...
     
  7. ludovica83

    ludovica83 Membro Vintage

    Privato Cittadino
    Se non ne ha e non vuole vendere... la casa non è divisibile... il giudice manda all'asta il tutto...

    Se la madre e figlia hanno redditi bassissimi possono richiedere il gratuito patrocinio... viceversa... non sono cause adatte a chi fa già fatica... perché i costi non sono certamente indifferenti... il buonsenso, concordo con te, direbbe che la figlia se può da una mano... contribuendo visto che abita in quella casa...
     
    Ultima modifica: 3 Luglio 2014
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  8. studiopci

    studiopci Membro Storico

    Agente Immobiliare
    Aldilà degli aspetti umani o altro ed aldilà della figlia che occupa o meno l'immobile, c'è un aspetto fondamentale della faccenda... la mamma( immobile libero o meno ) non può vendere l'immobile perchè non ne è l'esclusiva proprietaria.
    Per quanto riguarda l'occupazione dell'immobile da parte della figlia, mi chiedo alcune cose:
    1) come mai la mamma non occupava già l'immobile del defunto marito ??? erano separati ???
    2) come mai la figlia occupa l'immobile del padre ??? vi abitava già ???
    3) se la figlia ha occupato l'immobile dopo la morte del padre ed ha un sostentamento economico, la madre può richiedere alla figlia un contributo per l'uso esclusivo dell'immobile, senza dover ricorrere subito al tribunale può farlo mediante la conciliazione.
     
  9. ludovica83

    ludovica83 Membro Vintage

    Privato Cittadino
    None, l'ho scritto nei primi post... la mediazione è nuovamente obbligatoria (non esiste il può)...
    quindi prima si passa da quella e poi si passa dal giudice...
    Il quale giudice prima di iniziare solitamente chiede nuovamente di accordarsi...
     
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  10. studiopci

    studiopci Membro Storico

    Agente Immobiliare
  11. mwmb2

    mwmb2 Membro Junior

    Altro Professionista
    esattamente.
    Si deve chiudere tutto in 3 mesi per legge, l'accordo depositato in tribunale equivale a sentenza di primo grado ed essendo firmata dagli avvocati che ora sono tenuti a presenziare è titolo esecutivo nel caso una delle due parti non dovesse rispettare l'accordo.
    Tutto veloce e supereconomico. In bocca al lupo
     
  12. ludovica83

    ludovica83 Membro Vintage

    Privato Cittadino
    In 3 mesi? Tutto lo dicono ma... con i rinvii si riesce ad arrivare anche ad 1 anno...

    Super economico... è cmq proporzionale al monte ereditario che si contende... e poi ci sono le parcelle degli avvocati, periti etc etc...

    Quindi l'unica cosa di economica è l'accordo tra le parti dietro un tavolo a casa propria... Li si guadagna in tutto: tempo > soldi > salute
     
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  13. mwmb2

    mwmb2 Membro Junior

    Altro Professionista
    Si quello certamente...non litigare è il miglior risparmio!!! O comunque risolvere tutto tra le mura di casa, zero soldi e maggior serenità. Hai ragione.
    Trovo comunque la mediazione un buon metodo per risolvere una controversia.
    Sui tempi e i periti etc...dipende sempre dalla bravura e dalle conoscenze del mediatore, dalla professionalità dell'organismo e da tanti aspetti.
    Se il mediatore nominato è anche un tecnico o viene nominato in co-mediazione con un altro mediatore dalle competenze giuridiche si evitano alle parti costi in più per un perito tecnico neutrale perchè tutto il lavoro vien fatto dai mediatori e pagato con l'indennità...e non c'è paragone rispetto ad una causa anche se va a scaglioni. Es. per una controversia di 250mila euro l'indennità dovuta (faccio l'esempio dell'organismo con cui io collaboro) è 600 euro e fino a 500 euro si genera un credito di imposta quindi si scarica dalle tasse, cosa non fattibile con una causa.
    Riconosco che non tutti gli organismi però lavorano in questo modo e segnalo per esperienza che per andare in mediazione bisogna farsi assistere da avvocati che abbiano fatto il corso che credono nel istituto e che onestamente chiedono una parcella commisurata al tempo che hanno dedicato al cliente (spesso un incontro o due) e non commisurata alla "mancata causa" che sarebbe durata dai 4 ai 5 anni.
     
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