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  1. patriziaa

    patriziaa Membro Junior

    Privato Cittadino
    Ho acquistato una stufa Tulikivi certificata, resa 87%, a lento rilascio di calore, alimentata a legna e/o pellets, energia accumulata 39/34 kwh, (costo 7.500 euro). E' detraibile al 65%?
     
    Ultima modifica di un moderatore: 23 Dicembre 2013
  2. Bagudi

    Bagudi Moderatore Membro dello Staff

    Agente Immobiliare
    Patriziaa, non scrivere in maiuscolo, equivale ad urlare...
     
  3. topcasa

    topcasa Membro Storico

    Agente Immobiliare
    Si è detraibile sul sito dell'AdE trovi le istruzioni.
     
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  4. adimecasa

    adimecasa Membro Senior

    Agente Immobiliare
    forse vuole urlare perchè la pagata troppo cara?
     
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  5. patriziaa

    patriziaa Membro Junior

    Privato Cittadino
    no, quando la ho acquistata sapevo cosa dovevo spendere, solo che il venditore mi ha detto che la posso detrarre al 65% e il geometra al 50%
     
  6. ludovica83

    ludovica83 Membro Vintage

    Privato Cittadino
    Per la detrazione al 65% di una stufa a biomassa è necessario che un tecnico verifichi per l'asseverazione:
    • valori limite riportati tabella all’allegato A di cui al D.M. 11.03.2008, successivamente modificato con il D.M. 26.01.2010.
    • rendimento
    • biomasse combustibili
    • se gli edifici si trovano in determinate zone chiusure e aperture
    Solo un tecnico potrà quindi indicare se è possibile effettuare la detrazione.
    Trovi sul sito dell'agenzia delle entrate la guida e i riferimenti normativi.

    http://www.agenziaentrate.gov.it/wp.../Guida+risparmio.energetico.agg.sett.2013.pdf
     
    A Bagudi e panetto piace questo messaggio.
  7. energyexpert

    energyexpert Nuovo Iscritto

    Certificatore energetico
    Posso suggerire inoltre la possibilità di accedere agli incentivi del conto energia termico. Se mi indica il comune ove è installata le dico quanto può ottenere.
     
  8. patriziaa

    patriziaa Membro Junior

    Privato Cittadino
    abito nel comune di Azzano Decimo in provincia di Pordenone
     
  9. ludovica83

    ludovica83 Membro Vintage

    Privato Cittadino
    Ma non è ottenibile solo con una sostituzione totale o parziale dell'impianto preesistente indicando anche lo smaltimento del preesistente fornendo anche le foto del prima e dopo intervento?
    Es: se 2 anni fa è stato fatto un'intervento con una sostituzione della caldaia a gas con una a condensazione (è stata spostata dalla cucina alla cantina sottostante) e di tutti i caloriferi(dai vecchi fan-coil anni 80 a radiatori)... se si installa una stufa a pellet in soggiorno si ha sempre la possibilità di accedere agli incentivi?
    La stufa la vorrebbe installare assieme ad un'impianto di ventilazione forzata.
     
  10. ludovica83

    ludovica83 Membro Vintage

    Privato Cittadino
    Riporto il decreto... forse mi sono persa qualche reinterpretazione utile...
    Si può detrarre senza serra, azienda agricola o edificio rurale?

    ------------------------------------
    MINISTERO
    DELLO SVILUPPO ECONOMICO
    DECRETO 28 dicembre 2012 .
    Incentivazione della produzione di energia termica da fonti rinnovabili ed interventi di efficienza energetica di piccole dimensioni.

    http://www.gse.it/it/Conto Termico/GSE_Documenti/_DM_28_DICEMBRE_2012_CONTO_TERMICO.PDF

    pag. 4
    sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti o di riscaldamento delle serre esistenti e dei fabbricati rurali esistenti con impianti di climatizzazione invernale dotati di generatore di calore alimentato da biomassa.


    PAG 5
    Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale o di riscaldamento delle serre esistenti e dei fabbricati rurali esistenti con generatori di calore alimentati da biomassa con potenza termica nominale al focolare inferiore o uguale
    a 35 kW

    Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale o di riscaldamento delle serre esistenti e dei fabbricati rurali esistenti con generatori di calore alimentati da biomassa con potenza termica nominale al focolare maggiore di 35
    kW e inferiore o uguale a 1000 kW

    PAG 6
    Per le sole aziende agricole.... (non credo ci riguardi)

    PAG 18
    1.2 Generatori di calore alimentati da biomassa
    Di seguito si riportano i requisiti di soglia per l’accesso agli incentivi relativi agli interventi di cui all’articolo 4, comma 2, lettera b):

    sono ammessi esclusivamente i generatori di calore di cui alle successive lettere da a) a e) installati in sostituzione di generatori di calore per la climatizzazione invernale, di generatori di calore per il riscaldamento delle serre esistenti o per il riscaldamento dei fabbricati rurali esistenti, a biomassa, a carbone, a olio combustibile o a gasolio.

    Per gli interventi di cui all’articolo 4, comma 2, lettera b) effettuati nelle aree non metanizzate esclusivamente dalle aziende agricole che effettuino attività agroforestale, è ammessa agli incentivi di cui al presente decreto la sostituzione di generatori di calore alimentati a GPL con generatori di calore alimentati a biomassa che abbiano requisiti tali da ottenere, ai sensi del
    presente decreto, un coefficiente premiante riferito alle emissioni di polveri pari a 1,5. Resta ferma la possibilità delle Regioni di limitare l’applicazione della predetta fattispecie nel rispetto dell’articolo 3 quinquies del decreto legislativo 152/2006.
    Sono esclusi dall’incentivo gli impianti che utilizzano per la generazione la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani.

    E’ richiesta, per tutti gli impianti a biomassa che accedono agli incentivi, almeno una manutenzione biennale obbligatoria per tutta la durata dell’incentivo, svolta da parte di soggetti che presentino i requisiti professionali previsti dall’articolo 15 del decreto legislativo
    28/2011. La manutenzione dovrà essere effettuata sul generatore di calore e sulla canna fumaria. Il soggetto che presenta richiesta di incentivo deve conservare, per tutta la durata dell’incentivo stesso, gli originali dei certificati di manutenzione. Tali certificati possono altresì essere inseriti nei Catasti informatizzati costituiti presso le Regioni.
    Sono installate valvole termostatiche a bassa inerzia termica (o altra regolazione di tipo modulante agente sulla portata) su tutti i corpi scaldanti a esclusione dei locali in cui è installata una centralina di termoregolazione che agisce sull’intero impianto o su parte di esso e degli impianti di climatizzazione invernale progettati e realizzati con temperature medie del
    fluido termovettore inferiori a 45°C. Questo elemento non è richiesto nel caso di installazione
    di termocamini e stufe a pellet.
    Ai fini dell’accesso agli incentivi sono richiesti il rispetto dei criteri e dei requisiti tecnici stabiliti dal provvedimento di cui all'articolo 290, comma 4, del decreto legislativo del 3 aprile 2006, n. 152, ed il rispetto dei requisiti di cui alle successive lettere da a) a e) oppure i più restrittivi limiti fissati da norme regionali, se presenti. Il rispetto dei requisiti energetici ed emissivi stabiliti dal provvedimento di cui all’articolo 290, comma 4, del decreto legislativo
    del 3 aprile 2006, n. 152, deve essere certificato mediante l’acquisizione, da parte del produttore, della classificazione prevista dal provvedimento stesso. Nelle more della applicazione dell’articolo 290, comma 4, del decreto legislativo del 3 aprile 2006, n. 152, e per i generatori di calore che non rientrano nel campo di applicazione del citato provvedimento, si richiede comunque il rispetto dei requisiti di cui alle successive lettere da a)
    a e) oppure i più restrittivi limiti fissati da norme regionali, se presenti.
    -----------------------------
    PAG.19
    b) Per le caldaie a biomassa di potenza termica nominale superiore a 500 kWt e inferiore o uguale a 1000 kWt:
    i. rendimento termico utile non inferiore all'89% (se ho letto bene @patriziaa ha l'87% quindi è già fuori?) attestato da una dichiarazione del produttore del generatore nella quale deve essere indicato il tipo di combustibile utilizzato;
    ii. emissioni in atmosfera non superiori a quanto riportato nella tabella 11, come certificate da un laboratorio accreditato secondo la norma EN ISO/IEC 17025 misurate in sede di impianto;
    iii. il pellet utilizzato deve essere certificato da un organismo accreditato che ne attesti la conformità alla norma UNI EN 14961 - 2 classe A1 oppure A2;
    iv. possono altresì essere utilizzate altre biomasse combustibili purché previste tra quelle indicate dal D.Lgs 152/2006 e succ. mod. Parte quinta, Allegato X parte II, Sezione 4, solo nel caso in cui la condizione di cui al punto i e ii risulta certificata anche per tali combustibili.
     
  11. Pennylove

    Pennylove Membro Assiduo

    Privato Cittadino
    Condivido la tua interpretazione.:stretta_di_mano: La detrazione del 65% - a mente dell’art. 14 del DLn° 63/20139 - si applica per gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale (vedi la guida dell’Agenzia delle Entrate “Le agevolazioni fiscali per il risparmio energetico”, pag. 12) nell’ipotesi di:

    - impianti dotati di caldaia a condensazione e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione;

    - impianti dotati di pompe di calore ad alta efficienza o con impianti geotermici a bassa entalpia e contestuale messa a punto ed equilibratura del sistema di distribuzione.

    Ne consegue, quindi, che non risulta possibile fruirne per la semplice installazione di una stufa a legna integrativa dell’impianto esistente, come probabilmente avviene nel caso di specie.

    Tuttavia, l’installazione della stufa a legna in questione – come suggerito dal geometra di patriziaa – può conseguire un risparmio energetico, e come tale può fruire della detrazione del 50% (art. 16-bis, lettera h) del TUIR n°917/86 e art. 16 del DL n°63/2013 convertito in legge n°90/2013: vedi la guida dell’Agenzia delle Entrate “Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali”, pag. 8). Il 50%, infatti, si rende applicabile anche agli interventi di risparmio energetico, con particolare riguardo all’installazione di impianti basati sull’impiego di fonte rinnovabili di energia e anche in assenza di opere edilizie propriamente dette, purché il rendimento, misurato con metodo diretto, non sia inferiore al 70% (attestato dal produttore).

    Pertanto, le spese per l’acquisto e l’installazione della stufa in discorso (rendimento termico = 87%) può godere di questo beneficio che non prevede:

    a) la sostituzione dell’impianto;

    b) gli standard energetici del 65%;

    c) l’obbligo di comunicazione all’Enea.

    Il conto termico, invece, non offre uno sconto sulle tasse (a differenza degli ecobonus con cui non è cumulabile), ma un contributo diretto, in due rate annuali, ma anche, in questo caso, si parla sempre di sostituzione di impianto di riscaldamento con altri dotati di generatori a biomassa che devono rispondere a precisi requisiti.
     
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  12. energyexpert

    energyexpert Nuovo Iscritto

    Certificatore energetico
    Confermo quanto detto nella dettagliata risposta di patriziaa precisando che la norma è interpretata (non da me ma dal GSE attraverso le regole applicative) nel seguente modo:
    " L’intervento consiste nella sostituzione di impianti di climatizzazione invernale in edifici esistenti, parti di edifici esistenti o unità immobiliari esistenti, o di riscaldamento di serre esistenti e fabbricati rurali esistenti, alimentati a biomassa, a carbone, a olio combustibile o a gasolio, con i seguenti generatori di calore25:
    a) caldaie a biomassa di potenza termica nominale inferiore o uguale a 500 kWt;
    b) caldaie a biomassa di potenza termica nominale superiore a 500 kWt e inferiore o uguale a 1000 kWt;
    c) stufe e termocamini a pellet;
    d) termocamini a legna;
    e) stufe a legna.
    Per le sole aziende agricole è incentivata oltre la sostituzione, l’installazione di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore tra quelli sopra elencati. In tali casi è consentita l’installazione anche come integrazione di un impianto esistente previa presentazione di un’asseverazione redatta da tecnico abilitato che, tenuto conto del fabbisogno energetico, ne giustifichi l’intervento."


    Pertanto leggendo il testo in rosso si evince che l'interpretazione data dal GSE (colei che eroga i contributi) non è restrittiva ovvero comprende sia la climatizzazione invernale di edifici (o u.i.) esistenti -senza specificare la sua natura rurale o meno - che il riscaldamento di serre e edifici rurali.

    Naturalmente vale la limitazione " l’installazione deve sostituire parzialmente o integralmente l’impianto di climatizzazione invernale già presente nell’edificio. La sostituzione parziale è ammessa solo nel caso di un impianto pre-esistente dotato di più generatori di calore;"

    Noi abbiamo presentato domande e al momento non ci risultano problemi di conformità che riguardino la questione rurale o non rurale.
     
  13. energyexpert

    energyexpert Nuovo Iscritto

    Certificatore energetico
    Per caldaia 34KW in zona climatica "E" puoi ricevere i seguenti contributi variabili per via della applicazione di un diverso "coefficente premiante polveri" :
    con coefficente 1

    - 903,72 euro /anno x 2 anni (1800 euro circa)
    con coefficente 1.2
    - 1084,46 euro/anno x 2 anni (2170 euro circa)
    con coefficente 1.5
    - 1355,58 euro/anno x 2 anni (2710 circa)

    Per rispondere alla precisa affermazione di Ludovica83 in merito ai rendimenti faccio osservare che I requisiti delle stufe a legna sono i seguenti (regole applicative GSE):
    "e) Stufe a legna:
    i. certificazione di un organismo accreditato che attesti la conformità alla norma UNI EN 13240;
    ii. rendimento termico utile maggiore dell’85%;
    iii. emissioni in atmosfera non superiori a quanto riportato nella Tabella 28, come certificate da un organismo accreditato e calcolate secondo i metodi di misura riportati nelle norme indicate in Tabella 27;
    iv. possono altresì essere utilizzate altre biomasse combustibili purché previste tra quelle indicate dal D.Lgs. 152/06 e s.m.i., Parte quinta, Allegato X, parte II, Sezione 4, solo nel caso in cui siano ugualmente rispettati i succitati limiti di emissione in atmosfera della Tabella 28."

    Pertanto il rendimento 87% della tua stufa a legna va bene.
    Saluti


    ps. se qualcuno è interessato è possibile scaricare una app per smartphone android che consenta il calcolo degli incentivi del conto termico (tutti, non solo biomassa) E' stata da noi sviluppata ed è completamente gratuita.
     
  14. ludovica83

    ludovica83 Membro Vintage

    Privato Cittadino
    Ti do un caso specifico e dimmi se è cmq possibile:
    2 anni fa è stato fatto un'intervento con una sostituzione della caldaia a gas con una a condensazione (è stata spostata dalla cucina alla cantina sottostante) e di tutti i caloriferi(dai vecchi fan-coil anni 80 a radiatori)... se si installa una stufa a pellet in soggiorno si ha sempre la possibilità di accedere agli incentivi?
    La stufa la vorrebbe installare assieme ad un'impianto di ventilazione forzata.

    Installa la stufa per integrare il suo impianto... anche se probabilmente dovrebbe valutare prima la sostituzione degli infissi... non credo che mettendo anche la stufa risolverebbe il problema dello spiffero costante...
    Ma essendo in condizione di monoreddito, non può mettere nel piatto troppe spese nel medesimo anno... quindi deve fare una scelta... cosa scegliere?

    I COSTI:
    a) Se è possibile (visti i costi...), quale stufa a Pellet angolare acquistare?
    b) I lavori di installazione li farebbe lui (fa l'idraulico quindi presumo si faccia quanto possibile da solo), comporta qualche problema questo?
    c) Costo pratica del tecnico (circa)?
    d) Lombardia - Como

    PS: il testo che ho riportato è quello della normativa e sono le corrispondenze che riguardano Biomassa (ho indicato anche le pagine). Linki la fonte di quello che stai riportando? Lo trovo qua?
     
    Ultima modifica: 8 Gennaio 2014
  15. Mil

    Mil Membro Senior

    Altro Professionista
    Discussione interessante. Per come ci stiamo avvicinando a grandi passi alla situazione greca io da tempo sostengo che le predisposizioni tradizionali debbano essere in realtà il nuovo "futuro" dell'edilizia di ultima generazione, anche nei condomini...
     
  16. ludovica83

    ludovica83 Membro Vintage

    Privato Cittadino
    Bisogna sempre aver presente il soggetto di riferimento. La persona di cui sto parlando è un giovane che ha la sua indipendenza, quindi è chiaro che se non vuole dipendere dal sostentamento dei genitori, deve tener sotto controllo le spese.
    Ha acquistato un'appartamento e annualmente investe nel suo miglioramento, privandosi naturalmente di quello che il giovani d'oggi spendono in divertimenti e richiedono ai genitori.
    E' chiaro che con un monoreddito non può fare salti mortali...
    se ha questo aggiungi ha subito anche un trapianto anni fa... quindi le variabili da tener presente sono parecchie. Ed è un caso certamente che non fa regola con tutti... ma credo che non so quanti avrebbero affrontato... se non a parole...

    Se @energyexpert mi da informazioni chiare ed utili per avere delle agevolazioni son bencontenta di riportargliele e dargli dei dati su cui uno chiaramente rispetto al suo bilancio possa farsi due conti e vedere cosa oggi e cosa rimandare all'anno successivo.
    L'importante è che poi non ci si trova con qualche erogazione di fondi di cui ne viene richiesta successivamente la restituzione con interessi... perché non si rispettano i requisiti.

    Essendo incentivi cmq non cumulabili... io personalmente andrei sull'agevolazione del 50% dove basta la certificazione del produttore... è anche vero che non deve perdere il lavoro (o meglio serve un reddito che supporti questi detrazioni) per i prossimi 10 anni per usufruire del beneficio completo... dato che lo sconta dalle tasse.
     
    Ultima modifica: 8 Gennaio 2014
  17. od1n0

    od1n0 Membro Senior

    Privato Cittadino
    Se vai a leggere il dm mise 28 dicembre 2012 trovi questa differenziazione.

    Articolo 4) comma 2 lettera b) parla esplicitamente di fabbricati rurali e serre per quel che concerne gli impianti alimentati a biomassa riducendo l'ambito applicativo

    Alla lettera a) stesso comma invece vengono citati gli impianti gas elettrici invernali e pompe di calore che non sono associati specificatamente a serre e fabbricati rurali.



    "2.
    Sono incentivabili, alle condizioni e secondo le mo
    dalità di cui all’Allegato II, ivi comprese le
    spese ammissibili di cui all’articolo 5, i seguenti
    interventi di piccole dimensioni di
    produzione di energia termica da fonti rinnovabili
    e di sistemi ad alta efficienza:
    a)
    sostituzione di impianti di climatizzazione inverna
    le esistenti con impianti di
    climatizzazione invernale dotati di pompe di calore
    , elettriche o a gas, utilizzanti
    energia aerotermica, geotermica o idrotermica;
    b)
    sostituzione di impianti di climatizzazione invernale o di riscaldamento delle serreesistenti e dei fabbricati rurali esistenti con imp
    ianti di climatizzazione invernale dotati
    di generatore di calore alimentato da biomassa;
    c)
    installazione di collettori solari termici, anche abbinati a sistemi di solar cooling;
    d)
    sostituzione di scaldacqua elettrici con scaldacqua a pompa di calore"
     
    Ultima modifica: 8 Gennaio 2014

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