Umberto Granducato

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Agente Immobiliare
La riforma del Catasto è ancora lontana, il passaggio per il calcolo delle imposte da numero di vani ai metri quadrati richiede tempo, ma da oggi le visure catastali dell’Agenzia delle Entrate riportano i metri quadrati dell’immobile.

Non una rivoluzione epocale, ma un passaggio fondamentale che consente di valutare l’unico dato che in Italia non è mai calcolato in modo univoco. Da oggi questo numero esiste ed è ottenuto grazie all’incrocio dei dati delle visure catastali eseguite dai professionisti tramite internet attraverso il portale Sister, e dai proprietari tramite Fisconline, oltre che direttamente negli uffici provinciali del Territorio e negli sportelli catastali decentrati dei Comuni.

La novità riguarda le unità immobiliari urbane a destinazione ordinaria corredate da planimetria e iscritte nei gruppi A (abitazioni e uffici), B (uffici pubblici, ospedali, scuole e così via) e C (box auto, cantine, laboratori, magazzini e negozi). Il sistema online indicherà, per ognuna di queste unità, la superficie catastale, calcolata al lordo degli spazi accessori, nonché i metri quadrati ai fini dell’applicazione della Tari, la tassa sui rifiuti. Per le abitazioni, la metratura non comprende balconi, terrazzi e aree scoperte pertinenziali e accessorie.

I dati non hanno effetto ai fini fiscali dell’IMU e della Tasi, le quali verranno determinate ancora attraverso il vecchio sistema del numero dei vani per le case e gli uffici: il numero dei vani continua, quindi, a determinare la rendita catastale da cui discendono appunto le suddette due imposte sulla casa, l’imposta di registro sulle compravendite e il reddito fondiario degli immobili non locati.

La superficie catastale è comunque un’informazione utile ai fini della Tari: è ora possibile un riscontro per verificare la correttezza della base imponibile dell’imposta sui rifiuti. A condizione che la planimetria non sia difforme rispetto alla situazione di fatto del fabbricato. Se invece la planimetria è assente o superata, è necessario ricorrere a un Docfa, da presentare all’Agenzia delle Entrate da un altro tecnico abilitato.

I dati sulla superficie catastale degli appartamenti faranno emergere quella che è la principale iniquità del catasto: il calcolo, cioè, dell’imposizione fiscale sui vani e non sui metri quadri.
Per esempio, a parità di superficie e di tutte le altre variabili, un alloggio in un palazzo costruito negli anni Trenta può avere cinque vani, mentre la casa del vicino che abita in un condominio realizzato negli anni Settanta può arrivare anche a sette od otto vani, con un aumento del valore catastale del 50-60%.

fonte: monitorimmobiliare.it
 

Graf

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Il post del benemerito Umberto Granducato e quello dell'ottimo Sylvestro potrebbero diventare uno solo...
 

Graf

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Ma questa "conquista" dei metri quadro visibili nelle visure catastali è realmente un'operazione di trasparenza? :domanda:
Non potrebbe diventare un marchingegno per farci pagare più tasse sulla casa? :confuso:
 

Bastimento

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Non mi risulta.
Posso confermarti che i mq in visura ci sono davvero perchè ho fatto una visura stamattina. Sai con i tempi della ns pubblica amministrazione poteva essere tutto...
Che funzioni l'ho appena verificato anch'io: una volta tanto hanno annunciato una prestazione.... dopo averla messa a disposizione.

Mi riferivo invece alla tua indicazione, che anche la categoria C, già trattata catastalmente a mq, avrebbe riportato una nuova misura catastale.
p.s.: CONFERMO: adesso nella categoria C6 compaiono due indicazioni:

La Consistenza catastale,
La Superficie catastale
.... e differiscono :^^:
Ma questa "conquista" dei metri quadro visibili nelle visure catastali è realmente un'operazione di trasparenza? :domanda:
Non potrebbe diventare un marchingegno per farci pagare più tasse sulla casa? :confuso:
Di questo possiamo star sicuri
 

Graf

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In vista una torchiatura colossale
con la nuova visura catastale?
Gli italiani saranno di molto danneggiati
dal valzer certificato dei metri quadrati...
Una lacrima al momento io piango;
prevedo: guazzeremo sempre più nel fango.
Ai proprietari di casa nessun rango;
lo Stato promette: quelli li stango!
:occhi_al_cielo:
 
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Graf

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Privato Cittadino
Mi dispiace, Silvana Bagudi,
tale speranza meglio è che racchiudi.
Applicarmi io alla rima?
Macché!
Del poetar non sono una cima.
 
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azelio

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Privato Cittadino
La riforma del Catasto è ancora lontana, il passaggio per il calcolo delle imposte da numero di vani ai metri quadrati richiede tempo, ma da oggi le visure catastali dell’Agenzia delle Entrate riportano i metri quadrati dell’immobile.

Non una rivoluzione epocale, ma un passaggio fondamentale che consente di valutare l’unico dato che in Italia non è mai calcolato in modo univoco. Da oggi questo numero esiste ed è ottenuto grazie all’incrocio dei dati delle visure catastali eseguite dai professionisti tramite internet attraverso il portale Sister, e dai proprietari tramite Fisconline, oltre che direttamente negli uffici provinciali del Territorio e negli sportelli catastali decentrati dei Comuni.

La novità riguarda le unità immobiliari urbane a destinazione ordinaria corredate da planimetria e iscritte nei gruppi A (abitazioni e uffici), B (uffici pubblici, ospedali, scuole e così via) e C (box auto, cantine, laboratori, magazzini e negozi). Il sistema online indicherà, per ognuna di queste unità, la superficie catastale, calcolata al lordo degli spazi accessori, nonché i metri quadrati ai fini dell’applicazione della Tari, la tassa sui rifiuti. Per le abitazioni, la metratura non comprende balconi, terrazzi e aree scoperte pertinenziali e accessorie.

I dati non hanno effetto ai fini fiscali dell’IMU e della Tasi, le quali verranno determinate ancora attraverso il vecchio sistema del numero dei vani per le case e gli uffici: il numero dei vani continua, quindi, a determinare la rendita catastale da cui discendono appunto le suddette due imposte sulla casa, l’imposta di registro sulle compravendite e il reddito fondiario degli immobili non locati.

La superficie catastale è comunque un’informazione utile ai fini della Tari: è ora possibile un riscontro per verificare la correttezza della base imponibile dell’imposta sui rifiuti. A condizione che la planimetria non sia difforme rispetto alla situazione di fatto del fabbricato. Se invece la planimetria è assente o superata, è necessario ricorrere a un Docfa, da presentare all’Agenzia delle Entrate da un altro tecnico abilitato.

I dati sulla superficie catastale degli appartamenti faranno emergere quella che è la principale iniquità del catasto: il calcolo, cioè, dell’imposizione fiscale sui vani e non sui metri quadri.
Per esempio, a parità di superficie e di tutte le altre variabili, un alloggio in un palazzo costruito negli anni Trenta può avere cinque vani, mentre la casa del vicino che abita in un condominio realizzato negli anni Settanta può arrivare anche a sette od otto vani, con un aumento del valore catastale del 50-60%.

fonte: monitorimmobiliare.it
 

azelio

Membro Attivo
Privato Cittadino
Ho fatto la visura del mio piccolo appartamento, acquistato nel 2011, ed ho rilevato, rispetto ad un mese fa, la mera ripetizione dell'informazione della superficie catastale, con la precisazione dell'esclusione di superfici scoperte, balconi etc.. Mi sembra un errore palese se tale informazione venisse usata per il calcolo della TARI, perché la superficie catastale è comprensiva della superficie occupata, anche dalle pareti; se non vado errato la TARI si paga sulla superficie calpestabile, quindi ci sarà una montagna di aumenti indebiti e conseguentemente di ricorsi. Potete verificare anche voi e darmi una risposta in merito? Grazie
Nunziati M.
 

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