maremare

Nuovo Iscritto
Salve, sono nuovo del forum avrei una questione da porre al parere di un esperto.
Sono in possesso di una quota(minoritaria) di un immobile,villa di due piani del quale non usufruisco, la casa è in vendita da una decina d'anni.
Il problema è che l'altra persona usufruisce in quanto risiede nell'immobile e non ha necessità di vendere, quindi è 10 anni che accampa cifre assurde, su immobile valutato 300.000 o meno ha chiesto prima 500.000 poi 400.000 ecc...
Visto il rapporto di parentela io mi sono sempre limitato a rimostranze verbali , ma putroppo per me continuare con questa situazione è diventata veramente insostenibile, sia economicamente sia per altri motivi personali avrei necessità di investire nel mio lavoro quindi sono nella necessità di vendere spero entro sei mesi un anno.
Soluzioni:
Premetto che la divisione giudiziale è fattibile, ma essendo la casa in aperta campagna, temo che l'intero immobile perderà fortemente di valore chi volete che compri una casa in campagna avendo un vicino sullo stesso piano e anche sopra neanche fosse in condominio?
Il mio parente non vuole usare i suoi risparmi per comperare la mia quota neanche se io ribassassi il prezzo (perchè dovrebbe farlo se già usa l'immobile praticamente in via esclusiva?)
Sono arrivato ad un bivio, mi occorre un consiglio, o risolvo mettendomi in mano alle banche chiedendo un prestito sulla mia parte di quota e lascio le cose così come stanno.
Oppure non è possibile che io metta autonomamente in vendita l'immobile ad un prezzo ragionevole e poi su una offerta ufficiale di acquisto ingiunga di pagare la mia quota o ricorra a una sorta di vendita coattiva?
Mi rendo conto che da privato cittadino non è facile gestire una cosa del genere ...o forse esistono altre soluzioni?
 

Alessandro Frisoli

Fondatore
Agente Immobiliare
Innanzi tutto cerca di escludere la divisione giudiziale, perchè il valore della casa se la mangeranno gli avvocati con le loro parcelle. Sono cause lunghe e costose.
Certo che puoi sempre minacciarlo di adire a vie legali. I costi li sosterrebbe anche lui.
Ti paga qualcosa perchè utilizza l'immobile?
Cerca di trovare l'accordo, perchè non esistono alternative
 

maremare

Nuovo Iscritto
Innanzi tutto cerca di escludere la divisione giudiziale, perchè il valore della casa se la mangeranno gli avvocati con le loro parcelle. Sono cause lunghe e costose.
Certo che puoi sempre minacciarlo di adire a vie legali. I costi li sosterrebbe anche lui.
Ti paga qualcosa perchè utilizza l'immobile?
Cerca di trovare l'accordo, perchè non esistono alternative

Ti ringrazio per la celere risposta, no , non mi paga niente ovviamente ma giustamente sotiene lui i costi di mantenimento e spese varie (visto che ci abita)
Scusami non ho ben compreso, ma passando alle vie legali posso ottenere qualcosa di diverso dalla divisione giudiziale?
E scusa, in che senso non esistono alternative? Se io trovassi un compratore per l'intero immobile alle mie condizioni non potrei costringerlo a vendere o a comprare lui la quota?
 

Bastimento

Membro Storico
Privato Cittadino
Solo il giudice può imporre la vendita: e questo dopo aver fatto ufficialmente tentativi di accordo. Se non si accordano, può porre un limite temporale alla vendita alle condizioni accettabili per i venditori, fino ad un massimo di 5 anni (e e non so se considererebbe i 10 trascorsi). Trascorsi inutilmente anche questi 5 anni, mette all'asta la casa. Credo il prezzo d'asta sia stabilito dal tribunale.

La % della tua quota non è un fatto trascurabile: forse una azione con una lettera di un legale tanto per cominciare, potrebbe ridurre a miti consigli il cugino.

Una cosa invece consiglierei di regolamentare in modo più esplicito; è la contabilizzazione delle spese e il canone di usufrutto che intendi avere. Al momento di una lite lui può sempre vantare le spese sostenute: tu hai qualche documento dove avanzavi richieste? A che titolo lui occupa i locali? Ha ereditato il diritto di abitazione?
 

Alessandro Montemagno

Nuovo Iscritto
Professionista
da quello che descrivi, scusa, non mi sembra molto chiara la questione. La cosa migliore è trovare un accordo amichevole con il tuo parente, se non riesci procedi con la "mediazione civile" che dal 20 marzo c.a. è obbligatoria e non ha costi esagerati (non ti mangiano la casa) e si può advenire ad un accordo entro 4 mesi.
 

Alessandro Montemagno

Nuovo Iscritto
Professionista
Interessante, si può procedere con la mediazione civile?

si, si può procedere con la mediazione.
Anzi per essere precisi in questo caso è obbligatoriia nel senso che prima di procedere giudizialmente deve essere tentata la mediazione civile.
Se ciò non è stato fatto il giudice, prima di procedere, obbliga le parti a tentare una soluzione tramite la mediazione.

ciao
 

Alessandro Montemagno

Nuovo Iscritto
Professionista
In cosa consiste la mediazione civile? Coincide col cosiddetto giudice di pace?



no è un'altra cosa.
Praticamente tutte le controversie inerenti i diritti reali, divisione di immobili, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivanti da veicoli e natanti , responsabilità medica , diffamazione , contratti assicurativi bancari e finanziari devono esperire il procedimento di mediazione.
Brevemente le parti in contrasto fanno degli incontri davanti ad un Mediatore (facilitatore di comunicazione) per cercare di trovare una soluzione extragiudiziale entro max 4 mesi e con tariffe prefissate ed economiche
 

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