Meno piacevolmente vedo la scarsa condivisione di difficolta concrete del lavoro dell'AI lato comunicazione, ma ci sta, me lo aspettavo.

Comunuque se qualche agente più "nerd" nascosto volesse sperimentare o darmi qualche spunto aggiuntivo suggerisco di scrivermi in DM
Diciamo che il tuo modo di comunicare è decisamente comprensibilissimo, proprio quello che ci serve e da replicare per avere un rapporto umano con il cliente che magari è ultra cinquan/sessant/enne.

Comunque per educazione bisogna rispondere sempre anche se l'impostazione comunicativa non piace

Le mie domande per voi:
  1. Quanti messaggi ricevete al giorno? Vi pesa gestirli?
  2. Vi fidereste di un AI per generare bozze di risposta?
  3. Cosa vi preoccupa di più di una soluzione del genere?

Sono qui per capire se è un problema reale o solo una mia fissazione. Feedback brutalmente onesti sono i benvenuti.
Provo a risponderti in modo diretto, (non uso asterischi :) ) riprendendo le tue domande, perché forse qui c’è un piccolo equivoco di fondo legato alla percezione del nostro lavoro. (Secondo me hai un idea sommaria di euello che la nostra figura rappresenti, ma fose mi sbaglio)

1) Quanti messaggi riceviamo e se pesa gestirli
Sì, i messaggi sono tanti, ma nella maggior parte dei casi non sono un peso. Anzi.......
WhatsApp è spesso il canale più utile e “caldo”, perché apre un rapporto diretto col cliente. Il problema non è il numero dei messaggi, ma la qualità della relazione che da lì si costruisce.


2) Affidarci a un’AI per generare bozze di risposta
Personalmente no.
Anche la risposta più semplice (“sì” ..... “ci sentiamo domani”....... “verifico”) fa parte del rapporto umano e non è solo informazione generica e delegare questo passaggio rischia di far passare un messaggio freddo o impersonale, anche se tecnicamente corretto.


3) Cosa preoccupa di più di una soluzione del genere
Non tanto la tecnologia in sé ma il messaggio implicito che la comunicazione col cliente sia un task a basso valore.

Nel nostro lavoro è spesso l’esatto contrario. Le sfumature, le sensazioni, la fiducia costruita nel tempo sono ciò che fa la differenza, e da fuori non sempre è facile coglierlo.


Detto questo, ben vengano strumenti che aiutano sul back-office o su attività lontane dal cliente finale.
Ma sulla relazione diretta, più che automatizzare, molti di noi preferiscono esserci.
 
grazie @ingelman per i chiarimenti che completano un quadro inizialmente, e per mie mancanze, vuoto sulla figura dell'AI.
Avrò modo di approfondire con qualche contatto della zona ma sommariamente mi è abbastanza chiaro che il rapporto con il cliente è un attività cruciale dell'AI e che difficilmente verrà delegata nonostante la mole e la conversione.
Penso che discorso simile si possa fare anche su altri settori di vendita.

Detto questo non farei di tutta l'erba un fascio e penso che qualche agente meno tradizionalista possa adottare qualche soluzione a gestione ibrida e supervisionata quanto prima. ;)
 

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