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  1. allberto

    allberto Nuovo Iscritto

    Agente Immobiliare
    Ciao a tutti, vorrei capire cosa determina la condizione.

    Faccio un esempio perché non è facile capire ciò che intendo:
    se il contratto fosse sottoposto a condizione risolutiva per l'accettazione del mutuo, è valida la formula oppure le condizioni hanno delle categorie tacite alle quali devono appartenere e quindi in automatico la condizione diventa sospensiva?
     
  2. LucaPontellini

    LucaPontellini Membro Attivo

    Agente Immobiliare
    Il nome stesso definisce la sostanza.

    Una clausola sospensiva mantiene nel limbo un contratto, che non viene perfezionato se non al suo verificarsi, col quale diviene a tutti gli effetti concluso.

    Una clausola risolutiva serve invece per sciogliere, al suo verificarsi, un contratto che è di per sè già attivo.
     
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  3. bruno80

    bruno80 Membro Attivo

    Altro Professionista
    Ci provo: la condizione, apposta ad un contratto, può essere sospensiva o risolutiva.
    Sospensiva: Il preliminare di compravendita diverrà efficace quando la Banca avrà deliberato il mutuo.
    Risolutiva: Il preliminare di compravendita sarà efficace fin quando la banca avrà deliberato il mutuo.
    ...non so se era quello che volevi sapere...:confuso:
     
  4. allberto

    allberto Nuovo Iscritto

    Agente Immobiliare
    Non è bella questa cosa, un mediatore scaltro potrebbe fare un preliminare in carta libera indicando l'accettazione del mutuo come clausola risolutiva e quindi l'ignaro acquirente non capirebbe che dovrà dare la mediazione anche in caso di non accettazione del mutuo.

    Mi sembra strano che si possa fare ciò...

    Aggiunto dopo 3 minuti :



    non è esattamente quello che cercavo, a me piace cercare nei vuoti legislativi e quindi cercavo di interpretare una legge che non appare chiara, almeno per me.
    infatti non è ben definito se sia solo la parola (sospensiva o risolutiva) a definire o no la mediazione in caso di accordo fra le parti oppure se ci sono categorie che si autoposizionano in esse (mutuo).
     
  5. bruno80

    bruno80 Membro Attivo

    Altro Professionista
    non so aiutarti :confuso:
     
  6. LucaPontellini

    LucaPontellini Membro Attivo

    Agente Immobiliare
     
  7. allberto

    allberto Nuovo Iscritto

    Agente Immobiliare
    Ci sono troppi vuoti legislativi che andrebbero sistemati, basta con le interpretazioni.
     
  8. Antonio Troise

    Antonio Troise Membro Storico

    Agente Immobiliare
    ma noi siamo agenti immobiliare, no magistrati no avvocati i vuoti li devono riempire loro.

    Contratto preliminare o atto norarile con Condizione sospensiva, niente mediazione!
    Contratto preliminare o atto notarile con Condizione risolutiva, si mediazione.
     
    A andrea boschini piace questo elemento.
  9. Francesca Cecchini

    Francesca Cecchini Nuovo Iscritto

    Altro Professionista
    Esatto!
    Comunque, al di là di questo, non mi pare ci sia un vuoto legislativo nella interpretazione della condizione, ma forse non mi è chiara la domanda a questo punto
     
  10. allberto

    allberto Nuovo Iscritto

    Agente Immobiliare
    Ciao Francesca, provo a semplificare la cosa perché estrapolare ciò che ho nella mente a volte non è facile.

    Mi sembra strano che qualche agente immobiliare furbo non abbia scritto nelle proposte di acquisto: la proposta è sottoposta alla condizione risolutiva del mutuo...in tal modo otterrebbe in ogni caso la mediazione.

    Nel libro da mediatore non c'è scritto nulla al riguardo e allora mi sono posto io il problema, tutto qua.
     
  11. Francesca Cecchini

    Francesca Cecchini Nuovo Iscritto

    Altro Professionista
    Forse perchè la concessione del mutuo, per la sua stessa natura, è condizione sospensiva.
    Mi spiego (provo): se io dico che l'acquisto è subordinato alla concessione del mutuo (che è più o meno la formula che usano tutti), già di per sè, senza specifiche, la condizione si evince essere sospensiva.
    Questo perchè lo stesso mutuo (ovvero, in soldoni, concessione del denaro per l'acquisto di un immobile, denaro senza il quale non posso acquistare l'immobile....per mancanza del denaro stesso!) è condizione necessaria per acquistare, in quanto si configura come corrispettivo (almeno parziale) del prezzo di acquisto. E senza il denaro per l'acquisto....l'acquisto stesso non si perfeziona, per cui non può essere una condizione risolutiva ma solo sospensiva.
    Ho fatto più confusione o mi spiego?
     
  12. allberto

    allberto Nuovo Iscritto

    Agente Immobiliare
    Tranquilla Fracesca, il concetto c'è, solo che a me piacciono le leggi chiare (in Italia è difficile) dove sia tutto palese e non "sospeso" o possibile a interpretazione, in tal modo l'utente finale è tutelato. Mentre mi trovo articoli che sono "aperti" e non definiscono il tutto.

    Ciao e grazie
     
  13. Francesca Cecchini

    Francesca Cecchini Nuovo Iscritto

    Altro Professionista
    Bè, se fossero chiare e semplici......dovrei cambiare mestiere! :risata:
    Ciao!!!
     
  14. credit

    credit Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    Come dice qualcuno sopra se nella proposta di acquisto poni una condizione sospensiva rispetto al mutuo e questo non viene concesso dalla banca non ti è dovuta la provvigione, mentre con la clausula risolutiva anche se non viene concesso il mutuo hai titolo comunque di chiedere la provvigione al cliente. Mi chiedo quale sia il "bandito" che può fare una cosa del genere ad un cliente.
     
  15. smoker

    smoker Membro Senior

    Privato Cittadino
    Caro Alberto,
    a mio modo di vedere l' inserimento della clausola "risolutiva", come da te descritta, rischierebbe di essere interpretata come vessatoria, quindi potenzialmente foriera di lite con il cliente.
    Il commento di Credit rende appieno l' idea.
    Saluti

    Smoker
     
  16. Oris

    Oris Ospite

    Io ho un principio.

    Sospensiva per evento futuro incerto su qualcosa che oggi non c'è.

    Risolutiva (se serve) su evento futuro incerto per qualcosa che oggi invece è presente.

    Il principio che seguo è: fino a quando l'evento non sarà certo, essendo presupposto irrinunciabile per l'accordo o per la conclusioen positiva dell'affare, sospendo gli effetti del contratto.

    Se invece i presupposti per la chiusura oggi ci sono ma domani potrebbero non esserci, lo risolvo, perchè gli eventi futuri non riguardano il mio lavoro, che è stato concluso nel modo corretto.
     
    A LucaPontellini e Umberto Granducato piace questo messaggio.
  17. Antonio Troise

    Antonio Troise Membro Storico

    Agente Immobiliare
    mai fatto un atto con condizione risolutiva!
     
  18. Oris

    Oris Ospite

    Infatti sono rarissimi (nemmeno io ne ho visti uno).
     
  19. nicola quintavalle

    nicola quintavalle Membro Attivo

    Agente Immobiliare
    CIAO A TUTTI sono nuovo del forum:

    La condizione consiste in un evento futuro e incerto dal quale si fanno dipendere gli effetti (condizione sospensiva) o la cessazione degli effetti di un negozio giuridico (condizione risolutiva).
    Condizione sospensiva: ti venderò l'appartamento se e quando ti sposerai.
    Condizione risolutiva: ti vendo l'appartamento, a patto che me lo restituisca, previo rimborso del prezzo, se mi sposerò nei prossimi tre anni.
    Nella fattispecie l'ottenimento del mutuo dovrebbe far dipendere gli effetti della compravendita quindi -condizione sospensiva-
    non credo che l'ottenimento del mutuo possa rientrare nella condizione risolutiva. Che ne pensate
     
  20. loggino

    loggino Membro Junior

    Agente Immobiliare
    Il quesito di Allberto è assai interessante e, a mio modesto avviso, non ha ancora trovato in questa discussione una soluzione, almeno per quanto concerne l'essenza della domanda originaria.
    Provando a ricapitolare, ho avuto la sensazione che Allberto volesse sapere se è sufficiente "definire" una clausola in un contratto come "risolutiva" per ottenerne gli effetti e la valenza giuridica, anche se quest'ultima, per sua natura, sia in realtà una clausola "sospensiva".
    Una delle motivazioni di un interrogativo del genere appare sin troppo chiaro; il nostro codice prevede l'obbligo di versare la mediazione di fronte alla clausola risolutiva, mentre lo esclude in presenza di clausola sospensiva (o meglio, non lo esclude ma lo sospende sino all'avveramento della condizione).
    Dunque, ci sono state un paio di risposte interessanti che, se non proprio hanno chiarito l'interrogativo, hanno aperto altri scenari che meriterebbe approfondire.
    L'esempio di Nicola Quintavalle è estremamente chiaro e infatti è il più tipico utilizzato nei corsi di Formazione o in quelli per l'iscrizione al ruolo per spiegare e per far capire bene la differenza tra le due clausole. Peccato però che sia estremamente teorico, dato che mi pare assai improbabile concludere contratti con clausole legate ad un eventuale matrimonio; pertanto, nonostante l'esempio sia comprensibile, trova difficile applicazione e/o confrontabilità con eventi più ricorrenti nel nostro lavoro quotidiano.
    Anche l'esempio del mutuo, quasi universalmente interpretato come clausola sospensiva, mi lascia qualche dubbio e non poche perplessità: se è vero, come è vero, che la condizione sospensiva deve necessariamente configurarsi in un evento futuro ed incerto, mi chiedo e vi giro la riflessione:
    - ma possiamo essere così certi che l'opportunità di ottenere un mutuo sia un evento futuro ed incerto per chi lo richiede? E dunque siamo così sicuri che possa configurarsi in una condizione sospensiva?
    Sembrerebbe pensarla in maniera esattamente contraria, una circolare redatta dall'agenzia delle Entrate che spiegava, a proposito dell'obbligo di registrazione del preliminare o meno, che il mutuo non può considerarsi clausola sospensiva. Perchè? Semplicemente perché, a loro avviso, chi chiede un mutuo deve conoscere perfettamente la propria condizione di solvibilità, la propria posizione reddituale, le proprie garanzie offribili, le regole interbancarie di rapporto rata/reddito e valore d'acquisto/valore mutuo richiesto.
    In sostanza, l'opportunità di ottenere un mutuo o meno, dipende più dalle condizione stesse del richedente (che non può non conoscerle) ed un eventuale diniego da parte della banca non può che avvenire nel caso in cui i parametri sopracitati siano stati "forzati". (Chiedo il mutuo pretendendo una cifra più alta del valore d'acquisto stesso dell'immobile, chiedo il mutuo anche se ho altri 3-4 finanziamenti aperti, chiedo il mutuo anche se ho un rapporto rata/reddito molto a rischio, chiedo un mutuo anche se in passato ho pagato in ritardo altri finanziamenti, chiedo un mutuo anche se sono stato protestato o iscritto in crif ecc., ecc.)

    Ecco, io oltre ad avere lo stesso dubbio di Allberto (che per me rimane irrisolto), ne ho molti altri riguardo la tematica e per questo mi piacerebbe approfondire la questione.

    Aspetto altre analisi o casistiche vissute.
     

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