1. immobilio.it è l'unico forum italiano interamente dedicato agli Agenti, alle Agenzie Immobiliari e ai Professionisti del mondo Casa.
    Su immobilio.it puoi approfondire le nuove leggi, leggere recensioni e consigli, scoprire nuovi strumenti, modulistica e servizi per il settore immobiliare e confrontarti con migliaia di Agenti Immobiliari e Professionisti del settore.

    Registrarsi è gratis ed elimina la pubblicità

  1. il Custode

    il Custode Custode del Forum Membro dello Staff

    Alla cortese attenzione del Dott. Giuseppe Tripoli
    Capo del Dipartimento per l’Impresa e l’internazionalizzazione
    Ministero dello Sviluppo Economico


    E,p.c.


    Ill.mo Dott. Gianfrancesco Romeo
    Dipartimento per l'impresa e l'internazionalizzazione
    Divisione III - Affari giuridici e normativi
    Ministero dello Sviluppo Economico


    Roma, 5 agosto 2011


    Prot. n. 1029-11/PR/VA/PB/rm


    OGGETTO : Regolamento di Attuazione ex art.80 del D.lgs. n.59/10


    Ill.mi


    dopo la riunione tenutasi il 22 luglio u.s., da Voi convocata abbiamo ritenuto di accogliere l’invito
    espresso in quella sede dal Dr. Gianfrancesco Romeo di presentare osservazioni alla bozza di testo del
    Regolamento di Attuazione da Voi presentato in quella sede.


    Ritenendo il compito proprio delle nostre Associazioni quello di collaborare attivamente con le Autorità
    competenti al fine di giungere ad accordi che creino valore all’intera comunità e non già quello di
    ottenere consenso mediante un’opposizione ai cambiamenti in atto nella nostra società, abbiamo
    deciso di elaborare un testo che fosse condiviso da tutte le Associazioni rappresentative degli agenti
    immobiliari.


    FIAIP, FIMAA e ANAMA hanno quindi elaborato un documento unitario, con la speranza che le nostre
    Osservazioni potranno essere la base di discussione per un prossimo incontro al fine definire al meglio il
    Regolamento di Attuazione.




    E’ doveroso premettere, al riguardo, che FIAIP, FIMAA e ANAMA sono associazioni pienamente
    rappresentative delle varie realtà mediatizie che operano sul mercato immobiliare nazionale .


    Ad esse fanno capo, infatti, tutte le tipologie di imprese impegnate nel mercato della mediazione,
    dalla piccola impresa, all’impresa individuale, alle società (anche di rilevante dimensione ) e, in seno a
    queste ultime, anche società con grandi network di agenzie, dirette o affiliate in franchising.


    Tra gli associati, d’altra parte, vi sono anche imprese che operano (o si apprestano a farlo) sui mercati
    esteri.
    E’ naturale, pertanto, che dovendo efficacemente rappresentare i propri associati, nel formulare le
    proprie osservazioni, le nostre associazioni debbano adottare, come criterio di analisi, le istanze
    provenienti da una realtà così variegata, ma coesa nel perseguire il fine ultimo di garantire
    un’adeguata professionalità nello svolgimento dell’attività e nel combattere il dilagare dell’abusivismo
    nel settore, avendo quale interesse preminente la tutela del consumatore.


    In ragione di quanto sopra, è nostro auspicio che, proprio perché provenienti da enti esponenziale di
    tutti i modelli organizzativi di impresa di mediazione operanti sul mercato, le nostre osservazioni possano
    essere apprezzate, in termini di completezza di indagine, anche quale contributo alla totale apertura
    dell’angolo visuale legislativo sui differenti approcci commerciali che le imprese utilizzano con i
    consumatori, che si traducono, naturalmente, in diverse modalità ed ampiezza del servizio offerto.


    Tanto premesso, le nostre Associazioni vengono chiamate ad esprimersi sul D.M. che dovrà essere
    emanato in attuazione di quanto previsto dall’art. 80 del D. Lgs. 59/2010 (decreto attuativo della
    direttiva Bolkenstein), per disciplinare le modalità di iscrizione nel registro delle imprese e nel REA delle
    imprese di mediazione, a seguito della soppressione del ruolo.


    In particolare, l’art. 73 del D. Lgs. 59/2010, nel sopprimere i ruoli di cui all’art. 2 della legge n. 39/89,
    prevede


    - l’iscrizione nel registro delle imprese se l’attività è svolta in forma di impresa;


    - l’iscrizione nel REA negli altri casi.




    Occorre, in questa sede, evidenziare che scopo della direttiva 2006/123/CE è promuovere la libertà di
    stabilimento dei prestatori di servizi negli Stati membri e la libertà di circolazione dei servizi stessi,
    mirando, nel contempo, ad assicurare “un elevato livello di qualità dei servizi” (Art.1 Disposizioni
    generali, Direttiva) al fine di tutelare i diritti dei consumatori.
    La semplificazione amministrativa prevista dal provvedimento sopra indicato non deve, cioè, in alcun
    modo compromettere i diritti degli utenti.
    Se da un lato, infatti, vengono introdotte misure volte ad agevolare radicalmente le procedure
    burocratiche necessarie ai prestatori di servizi per intraprendere le proprie attività, dall’altro viene
    ritenuto necessario garantire “un livello elevato di tutela degli obiettivi di interesse generale, in
    particolare la tutela dei consumatori, che è fondamentale per stabilire la fiducia reciproca tra Stati
    membri” (punto 7 “Considerando”, Direttiva).


    Il Decreto legislativo n.59/2010 con il quale il Governo italiano ha dato attuazione alla Direttiva
    2006/123/CE, ha recepito puntualmente le istanze espresse dall’Unione Europea e sopra indicate.
    Ad una razionalizzazione e semplificazione in materia di accesso e di esercizio dell’attività di servizi
    operata con il decreto attuativo deve, però, necessariamente corrispondere una forte tutela degli
    utenti finali.
    Proprio in virtù di tale proposito, l’intervento legislativo che ha investito la categoria degli agenti
    immobiliari, se, da un lato, ha soppresso il ruolo di cui all’art. 2 della Legge 3 febbraio 1989 n.39 con la
    trasformazione del titolo autorizzatorio in DIA - ora SCIA-, dall’altro ha inserito un riferimento normativo
    con il quale possa essere garantita la tutela della concorrenza e del consumatore.
    L’art. 73 del Decreto legislativo in oggetto, nel regolamentare le modalità di avvio dell’attività di
    mediatore richiama, infatti, espressamente la disciplina prevista dalla L.39/89, con particolare
    riferimento al mantenimento dei requisiti soggettivi, morali, professionali, tecnici e finanziari previsti dalla
    medesima.
    Si ritiene quindi necessario, attraverso il decreto ministeriale in oggetto, rendere effettiva tale
    disposizione .




    Le nostre precedenti riflessioni ci hanno pertanto indotto a suggerire a Codesto Ministero di prendere in
    considerazione alcune nostre proposte di emendamento del testo che ci è stato sottoposto, in
    coerenza con quanto di seguito osservato.




    In riferimento all’art. 1 (definizioni)


    Alla lettera L), si è ritenuto di integrare la disposizione con l’aggiunta “e successive modifiche e
    integrazioni”, in considerazione degli interventi legislativi successivi all’entrata in vigore delle L. n.
    39/1989.




    --------
    In riferimento all’art. 4 (svolgimento dell’attività presso più sedi o unità locali)


    Soffermiamo l’attenzione anche sulla formulazione dell’art. 4, nella parte in cui si esige la nomina da
    parte dell’impresa, presso ogni sede o unità locale, di un soggetto (in possesso dei requisiti di idoneità
    allo svolgimento dell’attività) qualificato necessariamente come “socio, amministratore o procuratore”.


    A nostro sommesso avviso, le necessarie finalità di tutela richiamate dalla relazione di
    accompagnamento allo schema di decreto apparirebbero in ogni caso pienamente soddisfatte
    attraverso la nomina di un soggetto, ovviamente in possesso dei requisiti di idoneità, che collabori, a
    qualsiasi titolo, con l’impresa.
    Si è, dunque, ritenuto doveroso mantenere la “ratio” di garanzia indicata, limitando, nel contempo,
    una possibile ingerenza nelle dinamiche organizzative aziendali.


    Da ultimo, si è inserito un riferimento anche alla frequente ipotesi di collaborazione tra imprese, senza
    trascurare, anche in tale eventualità, una doverosa forma di pubblicità attraverso l’obbligo di espressa
    menzione di tale collaborazione nella SCIA dell’impresa che operi per conto di un’altra.
    Tale articolo, andrebbe dunque riformulato nei seguenti termini:


    “1.L’impresa che esercita l’attività in più sedi o unità locali presenta una SCIA per ciascuna di esse.
    Presso ogni sede o unità locale in cui si svolge l’attività, l’impresa nomina almeno un soggetto in
    possesso dei requisiti di idoneità che, a qualsiasi titolo, eserciti l’attività di mediazione per conto o in
    collaborazione dell’impresa, certificati secondo le modalità definite all’art.3.
    Coloro i quali svolgono l’attività in forma di impresa individuale per conto di altre imprese dovranno
    farne espressa menzione nella SCIA; in tal caso i medesimi potranno essere indicati ai fini e per gli
    effetti di cui al precedente comma 1 del presente articolo.“




    Si potrebbe, altresì, introdurre all’interno del presente articolo l’obbligo di esporre, presso ogni sede o
    unità locale, un “mansionario” con l’indicazione delle specifiche mansioni di ogni
    dipendente/collaboratore a tutela del consumatore o, diversamente, individuare una diversa forma di
    pubblicità all’interno di ogni agenzia (eventualmente limitato a coloro che svolgono l’attività di
    mediazione attraverso, ad esempio, l’obbligo di esposizione del patentino e/o della SCIA).








    In riferimento all’art. 5 (accertamento e certificazione dei requisiti)


    In relazione alla suddetta previsione, con specifico riferimento al rilascio della tessera di
    riconoscimento, è apparso opportuno inserire il richiamo al REA per una maggiore aderenza alle
    diverse forme di esercizio dell’attività.




    La disposizione, a nostro avviso, andrebbe riformulata nel comma 2 con il seguente tenore:


    “1. L’ufficio del registro delle imprese, ricevute le dichiarazioni di cui agli articoli 3 e 4, provvede
    immediatamente ad assegnare la qualifica di intermediario per le diverse tipologie di attività e di
    mandatario a titolo oneroso, avviando contestualmente la verifica prevista dall’articolo 19, comma 3,
    della legge n. 241 del 1990.
    2. L’assegnazione della qualifica di cui al comma 1 è certificata, dopo la verifica del possesso dei
    requisiti di idoneità, nelle notizie REA relative alla posizione dell’impresa.
    3. L’ufficio del registro delle imprese o il REA rilascia la tessera personale di riconoscimento di cui
    all’articolo 26 del decreto del Presidente della Repubblica 6 novembre 1960, n. 1926, munita di
    fotografia, conforme al modello di cui all’allegato “C” del presente decreto.”


    Alla disposizione, così come riformulata, si dovrebbe poi affiancare un sistema di verifica dell’effettività
    dei controlli, con conseguenti provvedimenti sanzionatori a carico dei preposti funzionari delle
    C.C.I.A.A. che non vi provvedano, anche eventualmente attraverso il richiamo a quanto già previsto
    dalla legge in materia.
    Si riterrebbe, altresì, indispensabile scongiurare il fondato rischio che i controlli sulle SCIA presentate
    venissero effettuati solo “a campione”: risulta, infatti, che sulla base di alcuni regolamenti camerali,
    con determinazione dirigenziale vengano individuati, per ciascuna area organizzativa, i procedimenti
    rispetto ai quali i controlli possano essere svolti solo “a campione”.


    Un’ultima precisazione che riteniamo opportuno segnalare investe il mancato richiamo ai
    provvedimenti inibitori di cui all’art. 19 della L.n. 241/90: è, infatti, prevista nel presente articolo
    solo l’ipotesi in cui l’esito dei controlli in ordine al possesso dei requisiti di idoneità allo
    svolgimento dell’attività di mediazione sia positivo.




    In riferimento all’art. 6 (deposito dei moduli e formulari)
    Le scriventi associazioni si chiedono, e rivolgono la domanda anche al Ministero, se non sia opportuno,
    non potendosi considerare obiettivamente già compiuta la completa migrazione verso le modalità
    informatiche di iscrizioni e depositi vari richiesti dalla L. n. 39/1989, introdurre una norma transitoria in cui
    si preveda che la modalità di deposito cartaceo cesserà definitivamente entro una determinata data.




    In riferimento all’art. 7 (Verifica dinamica della permanenza dei requisiti )


    Relativamente a tale articolo, si propone di ridurre da quattro a due anni dalla presentazione della
    SCIA la scadenza entro la quale l’ufficio del Registro delle imprese debba verificare “la permanenza
    dei requisiti che consentono all’impresa lo svolgimento dell’attività, nonché di quelli previsti per i
    soggetti che svolgono l’attività per suo conto”: tale riduzione temporale è parsa coerente con lo
    snellimento burocratico conseguente all’informatizzazione delle procedure di iscrizione e controllo.


    L’articolo 7 risulterebbe, pertanto, così modificato:


    “1.L’ufficio Registro delle Imprese verifica, almeno una volta ogni due anni dalla presentazione della
    SCIA, la permanenza dei requisiti che consentono all’impresa lo svolgimento dell’attività, nonché di
    quelli previsti per i soggetti che svolgono l’attività per suo conto.
    2. Il Conservatore del registro delle imprese, che verifica la sopravvenuta mancanza di un requisito di
    legge, avvia il procedimento di inibizione alla continuazione dell’attività e adotta il conseguente
    provvedimento, salvo l’avvio di procedimenti disciplinari o l’accertamento di violazioni amministrative.
    3. Il provvedimento di inibizione allo svolgimento dell’attività, adottato ai sensi del comma 2, è iscritto
    d’ufficio nel REA e determina l’annotazione nello stesso REA della cessazione dell’attività medesima.”




    In riferimento all’art. 8 (iscrizione nella apposita sezione)


    E’ parso opportuno accompagnare al provvedimento di cancellazione d’ufficio dalla posizione REA, la
    revoca della tessera personale di riconoscimento, onde evitare la possibilità di un uso improprio della
    stessa.


    La parte conclusiva della disposizione di cui al comma 1, pertanto, andrebbe integrata con
    l’espressione “e la revoca della tessera personale di riconoscimento di cui al precedente art. 5, comma
    3”.




    Si propone, inoltre, di individuare un termine “decadenziale” (pari a dieci anni) allo scadere del quale il
    soggetto che non avesse ripreso l’attività fosse cancellato dal REA, con conseguente obbligo di
    intraprendere nuovamente il percorso formativo in caso di ripresa dell’attività in un periodo successivo
    a tale scadenza.


    Inoltre, coerentemente a quanto previsto dall’art. 7, si propone di abbreviare al termine di due anni il
    periodo di verifica dinamica del possesso dei requisiti.






    Conseguentemente l’art. 8 è riformulato nei seguenti termini:
    “1. I soggetti che cessano di svolgere l’attività all’interno di un’impresa devono richiedere, entro
    novanta giorni a pena di decadenza, di essere iscritti nella apposita sezione del REA tramite la
    compilazione e presentazione per via telematica della sezione “ISCRIZIONE NELL’APPOSITA SEZIONE (A
    REGIME)” del modello “MEDIATORI”. Tale richiesta comporta la cancellazione d’ufficio del soggetto
    dalla posizione REA dell’impresa e la revoca della tessera personale di riconoscimento di cui al
    precedente art. 5, comma 3. 1 BIS. La permanenza nell’apposita sezione di cui sopra è soggetta a
    decadenza qualora il soggetto non riprenda l’attività entro 10 anni dall’iscrizione della propria
    posizione nell’apposita sezione del REA di cui all’art. 73, comma 5, del Dlgs. n. 59/10.


    2. I soggetti iscritti nell’apposita sezione del REA che intendano riprendere l’attività, richiedono la
    cancellazione dalla medesima in caso di inizio dell’attività di impresa, contestualmente al deposito
    dell’apposita SCIA di cui all’art. 2, ripresentando la SCIA, compilando la sezione “REQUISITI” del modello
    “MEDIATORI”, ovvero il modello intercalare “REQUISITI”
    3. Le posizioni iscritte nell’apposita sezione del REA sono soggette alla verifica dinamica dei requisiti
    almeno una volta ogni due anni dalla data dell’iscrizione.”




    In riferimento all’art. 9 (provvedimenti sanzionatori)
    Nell’ultima parte del prima comma della suddetta disposizione si prevede che possano accedere ai
    provvedimenti amministrativi e penali di cui all’art. 3, comma 4, del D.M. n. 452/1990 gli uffici del
    registro delle imprese e gli altri interessati.


    A tal riguardo, si chiede a Codesto Ministero di fornire maggiori chiarimenti sulla figura
    dell’“interessato”, onde qualificarlo più agevolmente dal punto di vista soggettivo.




    In riferimento all’art. 10 (modifiche)


    In tema di modifiche, dal momento che l’espressione “personale” potrebbe risultare troppo vaga,
    finendo per estendere l’obbligo di comunicazione di variazioni inerenti l’impresa finanche al personale
    di segreteria, si è ritenuto di riformulare la suddetta disposizione con il seguente tenore


    “1. Le modifiche inerenti l’impresa e/o coloro che svolgono a qualsiasi titolo l’attività per conto
    dell’impresa sono comunicate all’ufficio del registro delle imprese della competente Camera
    di commercio entro 30 giorni dall’evento, mediante compilazione della sezione “MODIFICHE”
    del modello “MEDIATORI”, sottoscritto dal titolare dell’impresa individuale o dal legale
    rappresentante dell’impresa societaria.
    2. Le modifiche riguardanti l’avvio di ulteriori tipologie di attività rispetto a quelle già
    denunciate comportano la compilazione anche della sezione “SCIA” del modello
    “MEDIATORI” e la sua presentazione al predetto ufficio del registro delle imprese.”




    In riferimento all’art. 11 (norme transitorie)


    Nel condividere l’indicazione di un termine relativamente breve entro il quale debbano essere
    definite, nell’ambito del trasferimento dei nominativi dal soppresso ruolo al nuovo sistema di
    pubblicità, le posizioni inattive o comunque “ambigue”, si riterrebbe tuttavia opportuno
    estenderlo da sei a dodici mesi accompagnando tale onere di “denuncia” ad una efficace e
    capillare campagna di informazione in merito, ad opera delle singole Camere di Commercio
    provinciali, in quanto tale onere incombe proprio in capo a coloro che risultano , di fatto,
    “fuori dal mercato” perché non esercitanti l’attività: a tale scopo si potrebbe indirizzare alle
    CCIA una circolare/nota contenente dettagliate istruzioni.




    A tal riguardo, l’articolo andrebbe riformulato con una disposizione del seguente tenore:


    “1. Al fine dell’aggiornamento della propria posizione nel registro delle imprese e nel REA, le imprese
    attive ed iscritte nel ruolo alla data di acquisizione di efficacia del presente decreto compilano la
    sezione “AGGIORNAMENTO POSIZIONE RI/REA” del modello “MEDIATORI” per ciascuna sede o unità
    locale e la inoltrano per via telematica, entro un anno dalla predetta data, all’ufficio del registro delle
    imprese della Camera di commercio nel cui circondario hanno stabilito la sede principale, pena
    l’inibizione alla continuazione dell’attività mediante apposito provvedimento del Conservatore del
    registro delle imprese.
    2. Le persone fisiche iscritte nel ruolo, che non svolgono l’attività presso alcuna impresa alla data di
    acquisizione di efficacia del presente decreto, compilano la sezione “ISCRIZIONE APPOSITA SEZIONE
    (TRANSITORIO)” del modello “MEDIATORI” e la inoltrano per via telematica entro dodici mesi dalla
    predetta data.
    3. Trascorso inutilmente il termine di cui al comma 2, l’interessato decade dalla possibilità di iscrizione
    nell’apposita sezione del REA. Tuttavia l’iscrizione nel soppresso ruolo costituisce, nei quattro anni
    successivi all’entrata in vigore del presente decreto, requisito professionale abilitante per l’avvio
    dell’attività, secondo le modalità previste dall’articolo 2.”




    In riferimento all’art. 12 (mediazione occasionale)




    Nel condividere l’intenzione di “scoraggiare”, per il tramite di quanto previsto dall’art. 12 , l’esercizio
    dell’attività in forma occasionale, si suggerisce di limitare ulteriormente lo svolgimento di tale tipologia
    di attività, riducendo da 120 a 60 giorni il periodo di attività, da potersi effettuare, inoltre, una sola
    volta nell’arco di quattro anni.
    Conseguentemente l’articolo andrebbe riformulato nei seguenti termini:


    “1. Lo svolgimento dell’attività in modo occasionale o discontinuo è consentito per un periodo non
    superiore a 60 GIORNI ed è subordinato all’iscrizione nell’apposita sezione del REA della persona fisica
    che esercita detta attività, fermo restando la sussistenza in capo a questa dei requisiti di legge e del
    rispetto degli obblighi di legge sulla mediazione.
    2. La segnalazione dell’avvio dell’attività di cui al comma 1 è effettuata per via telematica mediante
    compilazione e sottoscrizione della sezione “SCIA - MOC” del modello “MEDIATORI”,
    nella quale è indicata, a pena di irricevibilità, la data di cessazione dell'attività.


    2BIS. Tale segnalazione non può essere presentata più di una volta nell’arco di quattro anni “




    In riferimento all’art. 13 (diritto di stabilimento)
    Ad avviso delle nostre Associazioni, lo stabilimento nel nostro paese, pur nell’ambito del principio di non
    discriminazione, andrebbe in ogni caso sottoposto alla verifica del rispetto dei requisiti, che previsti
    dalla L. n. 39/1989, rivestano carattere di preminente interesse generale.


    In questo senso, appare necessario che, conformemente a quanto previsto per le imprese italiane, sia
    verificato il requisito della prestazione di idonea garanzia assicurativa a copertura dei rischi
    professionali ed a tutela dei clienti (art. 5 bis, L. n. 39/1989).


    D’altra parte, la rilevanza degli adempimenti connessi all’esercizio dell’attività di mediazione (in
    particolare quella immobiliare, si pensi alla Legislazione Antiriciclaggio, oppure alla responsabilità
    solidale sull’imposta di registro, alle norme sulla necessaria indicazione negli atti di compravendita
    dell’impresa mediatrice), suggeriscono, più in generale, di prevedere modalità di stabilimento
    finalizzate alla verifica dell’effettiva conoscenza da parte delle imprese degli altri Stati di tali
    adempimenti.


    Si evidenzia inoltre che, al pari dell’art.14, appare necessario il riferimento alla verifica del rispetto di
    quanto previsto dal Dlgs. 206/07 per coloro che intendono aprire sedi o unità locali sul territorio
    nazionale per svolgere l’attività: a tal proposito si rammenta che la stesso Dlgs.n. 59/10 , all’art. 9
    (clausola di specialità), dispone “ In caso di contrasto con le disposizioni del presente decreto, si
    applicano le disposizioni di attuazione di altre norme comunitarie che disciplinano aspetti specifici
    dell’accesso ad un’attività di servizi o del suo esercizio per professioni o i settori specifici ivi incluse le
    disposizioni previste -……- dal decreto legislativo 9 novembre 2007 n.206 di attuazione della direttiva
    2005/36/CE”.)
    Senza pretesa di esaustività nella soluzione proposta, ma quale contributo ad una congiunta, più
    approfondita riflessione, proponiamo, dunque, un’ipotesi di riformulazione dell’art. art. 13:


    “1. Le imprese stabilite in uno Stato membro dell'Unione europea che intendono aprire sedi o
    unità locali sul territorio nazionale per svolgere l’attività di cui alla legge, hanno titolo
    all'iscrizione nel registro delle imprese e nel REA qualora sussistono i requisiti prescritti dalla
    normativa dello Stato di provenienza per lo svolgimento della stessa, previa verifica del rispetto
    delle disposizioni di cui al D. Lgs. 9 novembre 2007, n. 206. Dette imprese dovranno essere
    assoggettate all’osservanza degli obblighi di adeguata copertura assicurativa per
    responsabilità civile di cui all’art. 3, comma 5 bis, della Legge, nonché rispettare tutte le
    normative vigenti in materia di adempimenti previsti per l’esercizio dell’attività.”


    In alternativa, si potrebbe proporre l’obbligo della nomina di un preposto, avente i requisiti dì
    idoneità, in analogia con quanto previsto dall’art. 4.






    Alla luce delle considerazioni svolte, ci pregiamo, dunque, proporVi in allegato alla presente, per una
    migliore comprensione sistematica dei nostri suggerimenti, un nuovo testo di schema di decreto
    ministeriale, riformulato ed integrato in conformità alle precedenti osservazioni.




    Si suggeriscono, inoltre , alcune precisazioni da inserire nella modulistica relativa alla S.C.I.A. che ci è
    stata a suo tempo consegnata dal Vostro Spett.le Ministero:


    - Si propone di sostituire l’espressione “soggetti che concludono affari per conto dell’impresa”, (di
    cui all’allegato A , modello “mediatori”, sezione “aggiornamento posizione RI REA, nonché
    allegato B “modello intercalare requisiti”), nei seguenti termini : “soggetti che svolgono
    l’attività per conto dell’impresa” ;


    - Nell’allegato “A”, modello “mediatori”, sezione “Modifiche”, necessita qualche chiarimento il
    termine “eventuale” con riferimento al contratto di assicurazione professionale, essendo
    obbligatorio per tutti coloro che svolgono attività di mediazione;


    - Si segnala che nell’allegato A , modello “mediatori”, sezione “requisiti”, nonché all’allegato B,
    modello intercalare ”requisiti”, non vi è il riferimento ad un’eventuale intervenuta “riabilitazione”
    del soggetto, come previsto all’art. 2, comma 3, punto “f” della L.n.39/89;


    - Sempre nell’ allegato A , modello “mediatori”, sezione “requisiti”, nonché all’allegato B,
    modello intercalare ”requisiti”, occorrerebbe inserire un riferimento anche a coloro che, sono
    in possesso di un titolo di studio inferiore al diploma di scuola superiore di secondo grado ma
    che, in base alla normativa previgente, hanno conseguito l’iscrizione a ruolo, quale titolo
    abilitante alla professione




    Da ultimo, si intende sin da ora manifestare vivo apprezzamento per l’invito rivolto nel corso
    dell’incontro svoltosi il 22.07. u.s. in merito all’opportunità di discutere congiuntamente alcune
    proposte di emendamento alla L.n. 39/89.


    Nello specifico, si ritengono alquanto indifferibili le questioni attinenti all’abrogazione delle
    disposizioni relative alla figura del mediatore occasionale ed al praticantato quale criterio di
    accesso alla professione.




    Un’altra tematica da affrontare concerne la disciplina attualmente in vigore in materia di
    incompatibilità: l’art. 5, comma 3 della Legge n.39 /89 - come modificato dall’ art. 18, punto
    “c” , della L. 57/2001- nel vietare agli agenti immobiliari, tra l’altro, l’esercizio di attività
    imprenditoriali e professionali deve essere riformato alla luce dell’evoluzione che ha subìto la
    nostra attività, nonché delle esigenze manifestate dai clienti, i quali sempre più frequentemente
    richiedono alla nostra categoria servizi complementari all’ordinaria mediazione.
    A tal proposito, si richiama l’art. 12, punto “c”, del Dlgs. 23 maggio 2011 n. 79 (Codice della
    normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismo), in vigore dal 21.06. u.s., che
    prevede già la facoltà per gli agenti immobiliari che gestiscono, in qualità di mandatari o
    sublocatori, le unità immobiliari abitative ad uso turistico, di aprire agenzie di servizi o di
    gestione dedicate alla locazione.


    Ancor più urgente appare la necessità di combattere nel modo più efficace l’abusivismo nel
    settore: a tal proposito, si anticipa in questa sede, che è stato presentato un emendamento
    all’art. 8 della L.n.39/89 (attualmente all’esame della Commissione giustizia del Senato quale
    emendamento al ddl 2420 “Modifica all'articolo 348 del codice penale, in materia di
    inasprimento della pena per l'abusivo esercizio della professione”): questo non ci esime dal
    dovere di adottare ulteriori accorgimenti e/o proporre nuove soluzioni per combattere tale
    forma di concorrenza sleale.




    Senza entrare nel merito delle singole tematiche, confermiamo la volontà di approfondirle in
    modo completo ed esaustivo nelle sedi opportune, richiedendo un primo incontro presso il
    Ministero già nel mese di settembre.




    Nel ricordare nuovamente che le considerazioni svolte devono intendersi quali mere indicazioni
    o, meglio ancora, quali spunti di riflessione, si rinnova il ringraziamento per l’invito pervenutoci
    da Codesto Dipartimento e per l’attenzione che Vorrà prestare alle nostre osservazioni.


    Distinti saluti








    FIMAA FIAIP ANAMA
    Il Presidente Il Presidente Il Presidente
    Valerio Angeletti Paolo Righi Paolo Bellini
     
  2. il Custode

    il Custode Custode del Forum Membro dello Staff

    Art. 1
    (definizioni)


    1. Ai fini del presente decreto si intendono per:
    a) <<legge >>, la legge 3 febbraio 1989, n. 39 e successive modificazioni ed integrazioni;
    b) <<decreto legislativo >>, il decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59;
    c) <<SCIA>>, la segnalazione certificata di inizio attività di cui all’articolo 19 della legge 7
    agosto 1990, n. 241;
    d) <<SUAP>>, lo sportello unico per le attività produttive di cui all’articolo 38 della legge n. 133
    del 2008;
    e) <<registro delle imprese>>, il registro di cui agli articoli 2188 e seguenti del codice civile;
    f) <<REA>>, il repertorio delle notizie economiche ed amministrative di cui all’articolo 9 del
    decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre 1995, n. 581;
    g) <<apposita sezione del REA>>, la sezione prevista dall’articolo 73, comma 5, del decreto
    legislativo n. 59 del 2010;
    h) <<Camera di commercio>>, la Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura, di
    cui alla legge 29 dicembre 1993, n. 580;
    i) <<Comunicazione unica>>, la Comunicazione unica per la nascita dell’impresa di cui
    all’articolo 9 del decreto-legge n. 7 del 2007, convertito con modificazioni dalla legge n. 40 del
    2007;
    l) <<attività>>, l’attività regolamentata dalla legge 3 febbraio 1989, n. 39, e successive
    modifiche ed integrazioni;
    m) <<ruolo>>, il soppresso ruolo degli agenti di affari in mediazione di cui all’articolo 2 della
    legge 3 febbraio 1989, n. 39;
    n) <<modelli>>, il modello “MEDIATORI” e il modello intercalare “REQUISITI”, da utilizzarsi per gli
    adempimenti previsti dal presente decreto, presentati come file XML, secondo le specifiche
    tecniche da approvarsi ai sensi dell’articolo 11, comma 1, dell’ articolo 14, comma 1 e dell’
    articolo 18, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre 1995, n. 581,
    come allegati alla modulistica informatica registro imprese/REA, redatti secondo gli allegati
    “A” e “B”.


    Art. 2.


    (presentazione della SCIA)


    1. Ai sensi dell’articolo 25, comma 3, del decreto legislativo, le imprese presentano all’ufficio
    del registro delle imprese della Camera di commercio della provincia dove esercitano l’attività
    apposita SCIA, corredata delle certificazioni e delle dichiarazioni sostitutive previste dalla
    legge, compilando la sezione “SCIA” del modello “MEDIATORI”, sottoscritto digitalmente dal
    titolare dell’ impresa individuale, ovvero da un amministratore dell’ impresa societaria.
    2. L’impresa presenta le dichiarazioni di cui al comma 1, nonché quelle di cui ai successivi
    articoli 3, 4 e 10, contestualmente alle istanze relative agli adempimenti pubblicitari nei
    confronti del registro delle imprese, ovvero del REA, utilizzando la procedura della
    Comunicazione unica.








    Art. 3.


    (dichiarazione di possesso dei requisiti)
    1. Il possesso dei requisiti di idoneità previsti dalla legge per lo svolgimento dell’attività è
    attestato mediante compilazione della sezione “REQUISITI” del modello “MEDIATORI”.
    2. Sono tenuti alla compilazione della sezione di cui al comma 1 il titolare di impresa
    individuale, il legale rappresentante di impresa societaria, gli eventuali preposti e tutti coloro
    che svolgano a qualsiasi altro titolo l’attività per conto dell’impresa. I soggetti successivi al
    primo compilano ciascuno un modello intercalare “REQUISITI”.




    Art. 4.


    (svolgimento dell’attività presso più sedi o unità locali)


    1.L’impresa che esercita l’attività in più sedi o unità locali presenta una SCIA per ciascuna di esse.
    Presso ogni sede o unità locale in cui si svolge l’attività, l’impresa nomina almeno un soggetto in
    possesso dei requisiti di idoneità che, a qualsiasi titolo, eserciti l’attività di mediazione per conto o in
    collaborazione dell’impresa, certificati secondo le modalità definite all’art.3.
    Coloro i quali svolgono l’attività in forma di impresa individuale per conto di altre imprese dovranno
    farne espressa menzione nella SCIA; in tal caso i medesimi potranno essere indicati ai fini e per gli
    effetti di cui al precedente comma 1 del presente articolo.




    Art. 5.


    (accertamento e certificazione dei requisiti)




    1. L’ufficio del registro delle imprese, ricevute le dichiarazioni di cui agli articoli 3 e 4, provvede
    immediatamente ad assegnare la qualifica di intermediario per le diverse tipologie di attività e di
    mandatario a titolo oneroso, avviando contestualmente la verifica prevista dall’articolo 19, comma 3,
    della legge n. 241 del 1990.
    2. L’assegnazione della qualifica di cui al comma 1 è certificata, dopo la verifica del possesso dei
    requisiti di idoneità, nelle notizie REA relative alla posizione dell’impresa.
    3. L’ufficio del registro delle imprese o il REA rilascia la tessera personale di riconoscimento di cui
    all’articolo 26 del decreto del Presidente della Repubblica 6 novembre 1960, n. 1926, munita di
    fotografia, conforme al modello di cui all’allegato “C” del presente decreto.




    Art. 6.


    (deposito dei moduli e formulari)


    1. Il deposito dei moduli e formulari, di cui all’articolo 5, comma 4 della legge, utilizzati
    nell’esercizio dell’attività, è effettuato per via telematica mediante compilazione della sezione
    “FORMULARI” del modello “MEDIATORI”. La compilazione di tale sezione è contestuale a
    quella della sezione “SCIA”, nel caso in cui il deposito sia contestuale all’avvio dell’attività.
    Negli altri casi, la compilazione della sezione “FORMULARI” è effettuata preventivamente alla
    messa in utilizzo dei moduli e formulari oggetto di deposito. Il deposito determina
    l’archiviazione dei moduli e formulari nell’archivio degli atti e dei documenti di cui all’articolo 8
    del Decreto del Presidente della Repubblica n. 581 del 1995 e la possibilità per chiunque di
    ottenerne copia ai sensi dell’articolo 24, comma 2, del medesimo Decreto del Presidente della
    Repubblica. Sui moduli e formulari depositati deve essere indicato il numero Registro Imprese
    e/o REA e il codice fiscale. Tali indicazioni sostituiscono ogni altra in precedenza prevista.






    Art. 7.


    (verifica dinamica della permanenza dei requisiti)
    1.L’ufficio Registro delle Imprese verifica, almeno una volta ogni due anni dalla presentazione della
    SCIA, la permanenza dei requisiti che consentono all’impresa lo svolgimento dell’attività, nonché di
    quelli previsti per i soggetti che svolgono l’attività per suo conto.


    2. Il Conservatore del registro delle imprese, che verifica la sopravvenuta mancanza di un requisito di
    legge, avvia il procedimento di inibizione alla continuazione dell’attività e adotta il conseguente
    provvedimento, salvo l’avvio di procedimenti disciplinari o l’accertamento di violazioni amministrative.


    3. Il provvedimento di inibizione allo svolgimento dell’attività, adottato ai sensi del comma 2, è iscritto
    d’ufficio nel REA e determina l’annotazione nello stesso REA della cessazione dell’attività medesima.




    Art. 8.


    (iscrizione nell’apposita sezione)




    1. I soggetti che cessano di svolgere l’attività all’interno di un’impresa devono richiedere, entro
    novanta giorni a pena di decadenza, di essere iscritti nella apposita sezione del REA tramite la
    compilazione e presentazione per via telematica della sezione “ISCRIZIONE NELL’APPOSITA SEZIONE (A
    REGIME)” del modello “MEDIATORI”. Tale richiesta comporta la cancellazione d’ufficio del soggetto
    dalla posizione REA dell’impresa e la revoca della tessera personale di riconoscimento di cui al
    precedente art. 5, comma 3.
    1 BIS. La permanenza nell’apposita sezione di cui sopra è soggetta a decadenza qualora il soggetto
    non riprenda l’attività entro 10 anni dall’iscrizione della propria posizione nell’apposita sezione del REA
    di cui all’art. 73, comma 5, del Dlgs. n. 59/10.


    2. I soggetti iscritti nell’apposita sezione del REA che intendano riprendere l’attività, richiedono la
    cancellazione dalla medesima in caso di inizio dell’attività di impresa, contestualmente al deposito
    dell’apposita SCIA di cui all’art. 2, ripresentando la SCIA, compilando la sezione “REQUISITI” del modello
    “MEDIATORI”, ovvero il modello intercalare “REQUISITI”
    3. Le posizioni iscritte nell’apposita sezione del REA sono soggette alla verifica dinamica dei requisiti
    almeno una volta ogni due anni dalla data dell’iscrizione.




    Art. 9.


    (provvedimenti sanzionatori)


    1.I procedimenti disciplinari previsti dagli articoli 19 e 20 del D.M. 21 dicembre 1990, n. 452, che
    a norma dell’articolo 73, comma 6, del decreto legislativo si concludono con un
    provvedimento di sospensione, cancellazione o inibizione perpetua dell’attività, sono annotati
    ed iscritti per estratto nel REA. Sono altresì annotati ed iscritti per estratto nel REA i
    provvedimenti amministrativi e penali previsti dall’articolo 3, comma 4, del D.M. 21 dicembre
    1990, n. 452. A detti provvedimenti accedono gli uffici del registro delle imprese nonché, nel
    rispetto delle procedure previste dal capo V della legge 7 agosto 1990, n. 241, gli altri soggetti
    interessati.




    2. Avverso i provvedimenti inibitori di avvio o di prosecuzione dell’attività, adottati ai sensi del
    comma 1 nonché degli articoli 5 e 7, è ammesso ricorso gerarchico al Ministero dello sviluppo
    economico, in base al combinato disposto dell’articolo 73, comma 6, del decreto legislativo e
    dell’articolo 11, comma 2, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con
    modificazioni, dall’articolo 1 della legge 4 agosto 2006, n. 248.


    Art. 10.


    (modifiche)
    1. Le modifiche inerenti l’impresa e/o coloro che svolgono a qualsiasi titolo l’attività per conto
    dell’impresa sono comunicate all’ufficio del registro delle imprese della competente Camera
    di commercio entro 30 giorni dall’evento, mediante compilazione della sezione “MODIFICHE”
    del modello “MEDIATORI”, sottoscritto dal titolare dell’impresa individuale o dal legale
    rappresentante dell’impresa societaria”.
    2. Le modifiche riguardanti l’avvio di ulteriori tipologie di attività rispetto a quelle già
    denunciate comportano la compilazione anche della sezione “SCIA” del modello
    “MEDIATORI” e la sua presentazione al predetto ufficio del registro delle imprese.




    Art. 11.
    (norme transitorie)




    1. Al fine dell’aggiornamento della propria posizione nel registro delle imprese e nel REA, le imprese
    attive ed iscritte nel ruolo alla data di acquisizione di efficacia del presente decreto compilano la
    sezione “AGGIORNAMENTO POSIZIONE RI/REA” del modello “MEDIATORI” per ciascuna sede o unità
    locale e la inoltrano per via telematica, entro un anno dalla predetta data, all’ufficio del registro delle
    imprese della Camera di commercio nel cui circondario hanno stabilito la sede principale, pena
    l’inibizione alla continuazione dell’attività mediante apposito provvedimento del Conservatore del
    registro delle imprese.
    2. Le persone fisiche iscritte nel ruolo, che non svolgono l’attività presso alcuna impresa alla data di
    acquisizione di efficacia del presente decreto, compilano la sezione “ISCRIZIONE APPOSITA
    SEZIONE (TRANSITORIO)” del modello “MEDIATORI” e la inoltrano per via telematica entro
    dodici mesi dalla predetta data.
    3. Trascorso inutilmente il termine di cui al comma 2, l’interessato decade dalla possibilità di iscrizione
    nell’apposita sezione del REA. Tuttavia l’iscrizione nel soppresso ruolo costituisce, nei quattro anni
    successivi all’entrata in vigore del presente decreto, requisito professionale abilitante per l’avvio
    dell’attività, secondo le modalità previste dall’articolo 2.




    ART 12.


    (mediazione occasionale)


    1. Lo svolgimento dell’attività in modo occasionale o discontinuo è consentito per un periodo non
    superiore a 60 GIORNI ed è subordinato all’iscrizione nell’apposita sezione del REA della persona fisica
    che esercita detta attività, fermo restando la sussistenza in capo a questa dei requisiti di legge e del
    rispetto degli obblighi di legge sulla mediazione.
    2. La segnalazione dell’avvio dell’attività di cui al comma 1 è effettuata per via telematica mediante
    compilazione e sottoscrizione della sezione “SCIA - MOC” del modello “MEDIATORI”, nella quale è
    indicata, a pena di irricevibilità, la data di cessazione dell'attività.
    2BIS. Tale segnalazione non può essere presentata più di una volta nell’arco di quattro anni.




    Art. 13.


    (diritto di stabilimento)


    1. Le imprese stabilite in uno Stato membro dell'Unione europea che intendono aprire sedi o
    unità locali sul territorio nazionale per svolgere l’attività di cui alla legge, hanno titolo
    all'iscrizione nel registro delle imprese e nel REA qualora sussistono i requisiti prescritti dalla
    normativa dello Stato di provenienza per lo svolgimento della stessa, previa verifica del rispetto
    delle disposizioni di cui al D. Lgs. 9 novembre 2007, n. 206. Dette imprese dovranno essere
    assoggettate all’osservanza degli obblighi di adeguata copertura assicurativa per
    responsabilità civile di cui all’art. 3, comma 5 bis, della Legge, nonché rispettare tutte le
    normative vigenti in materia di adempimenti previsti per l’esercizio dell’attività.
    Art. 14.


    (libera prestazione di servizi)


    1. La prestazione temporanea e occasionale dell’attività è consentita alle imprese stabilite in
    uno Stato membro dell’Unione europea, nel rispetto delle disposizioni di cui al titolo II del
    decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206, di recepimento della direttiva 2005/36/CE, come
    previsto dall’articolo 20, comma 3, del decreto legislativo.
    2. Le disposizioni del presente decreto che prevedono l’obbligo di iscrizione nel registro delle
    imprese o nel REA, non trovano applicazione nei confronti delle imprese esercenti l’attività
    oggetto del medesimo decreto, stabilite in altro Stato membro dell'Unione europea e non
    aventi alcuna sede o unità locale sul territorio italiano.


    ART 15.


    (efficacia del provvedimento)


    1.Le disposizioni del presente decreto acquistano efficacia decorsi novanta giorni dalla sua
    pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, al fine di consentire gli
    adeguamenti tecnici dei sistemi informatici.


    Il presente decreto è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.


    IL MINISTRO


    Roma, lì
     
  3. Maurizio Zucchetti

    Maurizio Zucchetti Fondatore Membro dello Staff

    Agente Immobiliare
    Grazie per la puntuale informazione , nonostante il periodo estivo! :stretta_di_mano: :innamorato:

    ;)
     
  4. Luciano Passuti

    Luciano Passuti Nuovo Iscritto

    Agente Immobiliare
    Con la speranza che il Ministero accolga le proposte e integrazioni delle nostre 3 federazioni personalmente ritengo sia stato fatto un buon lavoro a tutela della nostra categoria.
    Un plauso al lavoro comune
     
  5. eragon

    eragon Membro Attivo

    Privato Cittadino
    Sapete per caso se l'art. 3 del decreto legge 138/2011 si riferisce anche ai mediatori?
     
  6. Luciano Passuti

    Luciano Passuti Nuovo Iscritto

    Agente Immobiliare
    Se non sbaglio l'articolo 3 del Decreto 138/2011, in corso di approvazione, riguarda la c.d. liberalizzazione delle professioni.
    A parte che non ha in realta' liberalizzato nulla perche' ha solo allentato alcuni vincoli di accesso, la norma riguarda solo le professioni regolamentate da Albi e Ordini professionali, e in particolare commercialisti e avvocati.
    Noi siano ausiliari del commercio, non professionisti ! !
    Anche le nuove norme sulla c.d. "liberta' d'impresa" non ci dovrebbe riguardare perche' siamo regolamentati da una legge speciale ( la 39/89 !) la quale vieta per legge la attivita' se non in possesso di certi requisiti, ma nello stesso tempo non condiziona la apertura della attivita' di mediatore con vincoli numerici, territoriali o per distanze.
     
  7. Limpida

    Limpida Membro Senior

    Agente Immobiliare
    ART 12.


    (mediazione occasionale)


    1. Lo svolgimento dell’attività in modo occasionale o discontinuo è consentito per un periodo non
    superiore a 60 GIORNI ed è subordinato all’iscrizione nell’apposita sezione del REA della persona fisica
    che esercita detta attività, fermo restando la sussistenza in capo a questa dei requisiti di legge e del
    rispetto degli obblighi di legge sulla mediazione.
    2. La segnalazione dell’avvio dell’attività di cui al comma 1 è effettuata per via telematica mediante
    compilazione e sottoscrizione della sezione “SCIA - MOC” del modello “MEDIATORI”, nella quale è
    indicata, a pena di irricevibilità, la data di cessazione dell'attività.
    2BIS. Tale segnalazione non può essere presentata più di una volta nell’arco di quattro anni.
    :rabbia:
     
  8. Luciano Passuti

    Luciano Passuti Nuovo Iscritto

    Agente Immobiliare
    Questo e' quanto contenuto nella bozza ministeriale !
    Ovviamente vale solo per coloro che sono iscritti al Ruolo e non sono attivi al R.I. !
     
  9. devil50

    devil50 Membro Junior

    Privato Cittadino
  10. Theodoro

    Theodoro Membro Ordinario

    Privato Cittadino
    Il Sig. Passuti ha pienamente raggione quando afferma che l'articolo 3 del Decreto 138/2011, riguarda la c.d. liberalizzazione delle professioni cioé solo le professioni regolamentate da Albi e Ordini professionali (in particolare commercialisti, avvocati, ecc.) noti come "professioni". Gli agenti immobiliari invece sono ausiliari del commercio, non professionisti! Anche questo é vero.
    Pero il sig. Passuti non sapeva ancora niente delle intenzioni del On. Sig. Monti.
    Fatto é, che il governo Monti vuole fare crescere l'Italia (benissimo) e punta tra l'altro alla liberalizzazione, facendo - a mio avviso - cadere l'incompattibilitá degli agenti immobiliari.
    Se non sbaglio e se non interpreto male la normativa, é l'art. 34, comma 3, lettera d) del D.L. 6-12-2011, n. 201, che toglie completamente l'incompatibilitá, prevvedendo alla lettera d) che sono abrogate le restrizioni disposte dalle norme vigenti (nel ns. caso la L.39/89) che limitano l'esercizio di una attività economica ad alcune categorie ....
    Che ne pensa di questo?
     
    A Limpida piace questo elemento.

Per rispondere Entra o Registrati è Gratis…

Perchè dovresti Registrarti?

  • Partecipare e Creare Discussioni
  • Trovare Consigli e Suggerimenti
  • Condividere i tuoi Interessi
  • Informarti sulle Novità

Condividi questa Pagina