LucaBar

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Buongiorno,

Sono nuovo nel forum e vi chiedo un parere su un problema che mi sta capitando dopo il rogito.
Circa due mesi fa ho venduto un appartamento che avevo ristrutturato nel 2018 ed in cui avevo fatto rifare gli impianti elettrici e di riscaldamento. Avevo ricevuto per entrambi la dichiarazione di conformità ma non mi erano stati forniti i disegni degli impianti (purtroppo non sapevo fossero necessari).
Nel rogito è stato indicato "la parte venditrice non garantisce la conformità degli impianti alle norme attualmente vigenti ma si impegna a fornire tutta la documentazione in proprio possesso".
Ho fornito i documenti con dichiarazione di conformità ed allegati in mio possesso prima del rogito.
Ora la parte acquirente mi ha chiesto i disegni degli impianti e dopo la mia risposta che non sono in mio possesso continua a dire che per legge glieli devo fornire.
Volevo chiedere il vostro parere se ho effettivamente degli obblighi oppure se corro dei rischi.

Grazie in anticipo
Buona serata

📌Modifiche di moderazione
19/09/2026 — Titolo riformulato per chiarezza e visibilità.
19/09/2026 — Spostata da “Compravendita, Professionisti, Aste e Pignoramenti” a “Catasto Edilizia Urbana Impianti e Certificazioni” per maggiore pertinenza.
 
Ultima modifica da un moderatore:
Ti sei impegnato a fornire tutto quanto in tuo possesso, e così è stato, consegnando tra l’altro le dichiarazioni di conformità del 2018.
Direi che il tuo l’hai fatto, come pattuito e null’altro l'acquirente può pretendere.
 
Ultima modifica:
Buongiorno,

Sono nuovo nel forum e vi chiedo un parere su un problema che mi sta capitando dopo il rogito.
Circa due mesi fa ho venduto un appartamento che avevo ristrutturato nel 2018 ed in cui avevo fatto rifare gli impianti elettrici e di riscaldamento. Avevo ricevuto per entrambi la dichiarazione di conformità ma non mi erano stati forniti i disegni degli impianti (purtroppo non sapevo fossero necessari).
Nel rogito è stato indicato "la parte venditrice non garantisce la conformità degli impianti alle norme attualmente vigenti ma si impegna a fornire tutta la documentazione in proprio possesso".
Ho fornito i documenti con dichiarazione di conformità ed allegati in mio possesso prima del rogito.
Ora la parte acquirente mi ha chiesto i disegni degli impianti e dopo la mia risposta che non sono in mio possesso continua a dire che per legge glieli devo fornire.
Volevo chiedere il vostro parere se ho effettivamente degli obblighi oppure se corro dei rischi.

Grazie in anticipo
Buona serata
Rispondigli che il progetto non esiste poiché non richiesto dalla normativa.

L'unica cosa richiesta è la dichiarazione di conformità dell'impianto, che gli hai fornito: la dichiarazione di solito ha uno schema di impianto (non un progetto dettagliato, ma appunto uno schema) e anzi, spesso neppure c'è, e comunque del contenuto della stessa ne è responsabile l'installatore.

Tu quello che dovevi fare, lo hai fatto.
 
Volevo chiedere il vostro parere se ho effettivamente degli obblighi oppure se corro dei rischi.

Dovete leggerli, i documenti che vi forniscono, i certificati degli impianti secondo l'Allegato I del 37/2008 devono essere accompagnati da:

2026-08-30 10 07 16.png


solitamente gli impiantisti da quell'orecchio non ci sentono e bisogna sempre richiederglieli una seconda volta e poi fargli i disegni (io)

Progetto dell’impianto
Obbligatorio sempre;
se l’impianto supera le soglie di legge deve essere redatto da professionista abilitato altrimenti può essere redatto dal responsabile tecnico dell’impresa e coincidere con lo “schema dell’impianto”.

Schema dell’impianto realizzato
Planimetrie/schemi funzionali che descrivono l’impianto “as built”

il problema sono le simpatiche "varianti in corso d’opera" che la sciura e l'impiantista decino all'impronta in cantiere -senza disturbarsi ad avvisare il DL- per cui non coincide mai con il disegno fornito dal progettista all'apertura del cantiere

Relazione con la tipologia dei materiali impiegati
Elenco dei materiali/componenti installati (cavi, tubazioni, apparecchi, ecc.), firmato dal responsabile tecnico dell'impresa.
E ci deve essere quella nomina, altrimenti la dico è carta morbida

Copia del certificato di riconoscimento dei requisiti tecnico‑professionali dell’impresa
La visura della CCIAA in cui risulta che la ditta è abilitata a fare quell'impianto
 

Allegati

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Visualizza allegato 21611

Progetto dell’impianto
Obbligatorio sempre;
se l’impianto supera le soglie di legge deve essere redatto da professionista abilitato altrimenti può essere redatto dal responsabile tecnico dell’impresa e coincidere con lo “schema dell’impianto”.
Mai visto progetto "as built" dettagliato, e richiederlo purtroppo quasi sempre non porta a nulla (mia esperienza; spero la tua sia diversa).

In fase di preventivo bisognerebbe chiedere di mostrare una certificazione impianto tipo...
 
Dovete leggerli, i documenti che vi forniscono, i certificati degli impianti secondo l'Allegato I del 37/2008 devono essere accompagnati da:

Visualizza allegato 21611

solitamente gli impiantisti da quell'orecchio non ci sentono e bisogna sempre richiederglieli una seconda volta e poi fargli i disegni (io)

Progetto dell’impianto
Obbligatorio sempre;
se l’impianto supera le soglie di legge deve essere redatto da professionista abilitato altrimenti può essere redatto dal responsabile tecnico dell’impresa e coincidere con lo “schema dell’impianto”.

Schema dell’impianto realizzato
Planimetrie/schemi funzionali che descrivono l’impianto “as built”

il problema sono le simpatiche "varianti in corso d’opera" che la sciura e l'impiantista decino all'impronta in cantiere -senza disturbarsi ad avvisare il DL- per cui non coincide mai con il disegno fornito dal progettista all'apertura del cantiere

Relazione con la tipologia dei materiali impiegati
Elenco dei materiali/componenti installati (cavi, tubazioni, apparecchi, ecc.), firmato dal responsabile tecnico dell'impresa.
E ci deve essere quella nomina, altrimenti la dico è carta morbida

Copia del certificato di riconoscimento dei requisiti tecnico‑professionali dell’impresa
La visura della CCIAA in cui risulta che la ditta è abilitata a fare quell'impianto
Stiamo parlando di un nuovo impianto o di un impianto a seguito di una ristrutturazione? O di entrambi?
 
la parte venditrice non garantisce la conformità degli impianti alle norme attualmente vigenti ma si impegna a fornire tutta la documentazione in proprio possesso".

per come è scritta @francesca63 ha ragione

Stiamo parlando di un nuovo impianto o di un impianto a seguito di una ristrutturazione? O di entrambi?

entrambi

Mai visto progetto "as built" dettagliato, e richiederlo purtroppo quasi sempre non porta a nulla (mia esperienza; spero la tua sia diversa).

Eh beh, ma dipende dal lavoro.

Se parliamo della classica ristrutturazione di un appartamento, è una battaglia che spesso si risolve solo in un modo: la parte grafica me la faccio io.

Perché puoi anche spiegare al cliente che varianti grafiche in corso d’opera, sopralluoghi aggiuntivi e restituzione degli as built sono attività extra, quindi da compensare separatamente…
ma è molto difficile che accetti volentieri e ha anche ragione

E allora, alla fine, glielo fai e basta, mettendolo a bilancio come “inevitabile rottura di p...e che mi cade in testa, però l’elettricista mi deve un favore”

Quando però cambia la scala, il discorso cambia parecchio.

Se facciamo una palestra e quei documenti servono poi per la SCIA commerciale, per l’accreditamento, per chiedere finanziamenti, ecc.
oppure un negozio, un ufficio, uno studio dentistico... una volta ho fatto un laboratorio dove fanno manutenzione di roba avionica...

quelle DiCo devono essere complete e senza discussioni

certo c'è anche in un altro tipo di budget

Il problema nasce a monte:
bisognerebbe fare in modo che il committente incaricasse solo impiantisti strutturati, che si appoggiano a un progettista di impianti
e non semplicemente quello che fa il preventivo più basso o può cominiciare domani.

il risparmio sul progetto degli impianti non può diventare un costo per noi

E questa è una cosa che, prima o poi, vorrei approfondire:
quanto dovrebbe essere considerata normale, nel nostro lavoro, la produzione della documentazione tecnica degli impianti e degli as built?
 
per come è scritta @francesca63 ha ragione



entrambi



Eh beh, ma dipende dal lavoro.

Se parliamo della classica ristrutturazione di un appartamento, è una battaglia che spesso si risolve solo in un modo: la parte grafica me la faccio io.

Perché puoi anche spiegare al cliente che varianti grafiche in corso d’opera, sopralluoghi aggiuntivi e restituzione degli as built sono attività extra, quindi da compensare separatamente…
ma è molto difficile che accetti volentieri e ha anche ragione

E allora, alla fine, glielo fai e basta, mettendolo a bilancio come “inevitabile rottura di p...e che mi cade in testa, però l’elettricista mi deve un favore”

Quando però cambia la scala, il discorso cambia parecchio.

Se facciamo una palestra e quei documenti servono poi per la SCIA commerciale, per l’accreditamento, per chiedere finanziamenti, ecc.
oppure un negozio, un ufficio, uno studio dentistico... una volta ho fatto un laboratorio dove fanno manutenzione di roba avionica...

quelle DiCo devono essere complete e senza discussioni

certo c'è anche in un altro tipo di budget

Il problema nasce a monte:
bisognerebbe fare in modo che il committente incaricasse solo impiantisti strutturati, che si appoggiano a un progettista di impianti
e non semplicemente quello che fa il preventivo più basso o può cominiciare domani.

il risparmio sul progetto degli impianti non può diventare un costo per noi

E questa è una cosa che, prima o poi, vorrei approfondire:
quanto dovrebbe essere considerata normale, nel nostro lavoro, la produzione della documentazione tecnica degli impianti e degli as built?
Però a che pro tu faresti as built di un impianto elettrico? Lo puoi anche fare, ma non è detto che il tuo elaborato sia congruente con la 37/08... a meno che poi tu non passi il tuo elaborato all'elettricista e lo stesso la alleghi alla sua 37/08 facendolo proprio.

In caso di locale commerciale ecc. per te/noi diventa più semplice, essendo obbligatoria la progettazione impiantistica, quindi ci sarà uno o più tecnici incaricati solo per gli impianti.
 
Lo puoi anche fare, ma non è detto che il tuo elaborato sia congruente con la 37/08... a meno che poi tu non passi il tuo elaborato all'elettricista e lo stesso la alleghi alla sua 37/08 facendolo proprio.

e non ti è mai capitato?


Che poi diventa un'hobby no?
  • tu passi giorni a disegnare l'impianto con frutti, prese, luci,
  • usi i coloretti per segnali-forza motore-antifurto-ecc (che è una perdita di tempo che chi non ha mai usato un CAD non ha idea);
  • prepari tavole in A0 che sennò i simboli non si vedono;
  • imponi dove mettere le scatole perchè siano comode da metterci le mani ma non nel bel mezzo del salotto o dietro il termosifone;
  • alleghi schede tecniche di scatole rasomuro;
  • alleghi foto e schede di bellissime lampade, gli rimedi anche i preventivi con lo sconto, fai anche i render, fai persino i disegni con le isocurve di luminanza;
  • spieghi tutto quanto per benino al cliente;
  • stampi, conti, fai computi metrici...
e poi la sequenza temporale è:
  1. l'elettricista si presenta in cantiere con la tavola stampata in A4 in bianco e nero (non si legge niente) e pretende che stai li a tenergli la mano per segnare i frutti;
  2. il cliente passa in cantiere coll'operaio di sabato mattina e spostano tutti i frutti, nessuno ti avvisa;
  3. a metà cantiere il cliente ha già fatto spostare 3 volte le prese in camera da letto, tu lo sai soltanto perchè l'operaio si lamenta, o al momento del SAL;
  4. comunque l'impianto della cucina è tutto da fare perchè perde tempo a spostare le prese invece di decidersi a fare l'ordine;
  5. alla fine del cantiere i frutti sono il doppio del previsto "tanto Giannicola non mi fa pagare le scatole"
  6. ma le pulsantiere si però;
  7. Discussioni sul saldo;
  8. Finalmente risolto, chiedi i Dico: mancano disegni, chiedi i disegni
  9. l'elettricista, si lamenta, abbiamo sempre fatto così, latita, si da per morto, chiede il saldo, alla fine ti manda quello che ha (i tuoi disegni, completamente differenti)
  10. il cliente CHE LO SA che è colpa sua che ha spostato tutte le prese, comincia a fare difficoltà;
  11. e la carota dove va a finire?

Non lo so se sono pronto al rientro al lavoro...
 
e lui le ha guardate dallo schermo di un nokia 3310, no?
col cavolo; tra tutti quelli che hanno lavorato messo piedi in cantiere sono stati, di gran lunga, quelli che hanno lavorato meglio.
gli errori che ci sono (un interruttore mancante e un corrugato per portare in soppalco il cavo di rete) sono stati esclusivamente miei.
 
Progetto dell’impianto
Obbligatorio sempre;
Non ho mai approfondito e non so se ci siano stati aggiornamenti. Ma a me sembra ricordare che il Progetto era necessario in locali adibiti ad usi commerciali o speciali. E forse c'era anche una soglia di potenza o roba simile: per le abitazioni al massimo era richiesto uno schema di massima e la lista dei materiali impiegati. Non è più così?
 
e non ti è mai capitato?


Che poi diventa un'hobby no?
  • tu passi giorni a disegnare l'impianto con frutti, prese, luci,
  • usi i coloretti per segnali-forza motore-antifurto-ecc (che è una perdita di tempo che chi non ha mai usato un CAD non ha idea);
  • prepari tavole in A0 che sennò i simboli non si vedono;
  • imponi dove mettere le scatole perchè siano comode da metterci le mani ma non nel bel mezzo del salotto o dietro il termosifone;
  • alleghi schede tecniche di scatole rasomuro;
  • alleghi foto e schede di bellissime lampade, gli rimedi anche i preventivi con lo sconto, fai anche i render, fai persino i disegni con le isocurve di luminanza;
  • spieghi tutto quanto per benino al cliente;
  • stampi, conti, fai computi metrici...
e poi la sequenza temporale è:
  1. l'elettricista si presenta in cantiere con la tavola stampata in A4 in bianco e nero (non si legge niente) e pretende che stai li a tenergli la mano per segnare i frutti;
  2. il cliente passa in cantiere coll'operaio di sabato mattina e spostano tutti i frutti, nessuno ti avvisa;
  3. a metà cantiere il cliente ha già fatto spostare 3 volte le prese in camera da letto, tu lo sai soltanto perchè l'operaio si lamenta, o al momento del SAL;
  4. comunque l'impianto della cucina è tutto da fare perchè perde tempo a spostare le prese invece di decidersi a fare l'ordine;
  5. alla fine del cantiere i frutti sono il doppio del previsto "tanto Giannicola non mi fa pagare le scatole"
  6. ma le pulsantiere si però;
  7. Discussioni sul saldo;
  8. Finalmente risolto, chiedi i Dico: mancano disegni, chiedi i disegni
  9. l'elettricista, si lamenta, abbiamo sempre fatto così, latita, si da per morto, chiede il saldo, alla fine ti manda quello che ha (i tuoi disegni, completamente differenti)
  10. il cliente CHE LO SA che è colpa sua che ha spostato tutte le prese, comincia a fare difficoltà;
  11. e la carota dove va a finire?

Non lo so se sono pronto al rientro al lavoro...
Scusa la cattiveria...ma vi sta solo bene! Parlo da ex Elettricista P.IVA ma ben prima ex Dipendente di altro Artigiano. Il cliente come detto chiede i Preventivi in base ad un Capitolato da lui fornito, spesso copiato pari pari e quindi NON corrispondente al reale. Tu fai presente che montare scatole vuote ovunque ha comunque un costo ...lui insiste. Alla fine tre solitamente sono i casi. Uno, il tuo Preventivo è troppo caro e quindi non prendi il lavoro (ma credimi, ci hai guadagnato!). Secondo caso...prendi tu il lavoro, il cliente pretende di aggiungere l'impossibile senza pagare aggiunte (aspetta e spera!) e quindi il cantiere si blocca. Terzo, fai quanto convenuto nel Capitolato, comprerse le innumerevoli "scatole vuote come predisposizione", ma sai già che appena uscito dalla porta il cugggino del cliente aggiungerà mille prese infilando cordine ad ****um nelle "predisposizioni". Come cautelarrsi? Semplicissimo. Fin dai Moduli per la Dichiarazione della vecchia "46/90" c'era un Modulo dove elencare per ogni singola stanza numero e tipologia di frutto installato. La successiva "37/08" ha solo implementato. Se per esempio nella stanza "x" risultano 6 prese in 4 scatole...queste devono esserci. La mia Di:Co queste elenca...se ne aggiungi anche SOLO UNA ecco che hai modificato l'impianto, e puoi farlo solo SE sei abilitato e SE rilasci una nuova Di.Co che comprenda le modifiche effettuate. Sennò sarebbe troppo comodo! Ti firmo Di.Co per 1 punto luce ed 1 punto presa..ed il giorno dopo diventano mille! Ed io dovrei essere responsabile penalmente per dieci anni per modifiche fatte da ammiocuggino??? Anche no, grazie! Questoi papiro per dire che il Preventivo realizzato in base a Capitolato è un Contratto ben preciso e va rispettato. Le modifiche le fai scritte, sennò ciccia!
 
Circa due mesi fa ho venduto un appartamento che avevo ristrutturato nel 2018 ed in cui avevo fatto rifare gli impianti elettrici e di riscaldamento.
Leggendo gli interventi precedenti ..... Fortuna cha hai fatto solo una ristrutturazione e non una nuova costruzione :)

Nel tuo caso nel rogito hai rilasciato una dichiarazione inoppugnabile che l'acquirente ha accettato, ovvero che non garantisci la conformità degli impianiti quindi puoi stare tranquillo in base a quello che hai descritto non rischi nulla e non hai l'obbligo di fornire i disegni.

gli errori che ci sono (un interruttore mancante e un corrugato per portare in soppalco il cavo di rete) sono stati esclusivamente miei.
Parlando di errori capitano sia ai tecnici che agli esecutori ... ovvio che l'elettricista esecutore preparato il tuo errore l'avrebbe immediatamente individuato e te lo avrebbe dovuto segnalare ancor prima di realizzare l'impianto.

Il problema che spesso per risparmiare si usa manovalanza a buon mercato.

Gli errori oltre gli elettricisti li commettono anche gli idraulici .... vi racconto questa, tratta da una storia vera

Mi avevano appena ultimato i lavori di casa, per far contento mio figlio che aveva il pallino della cucina messicana siamo andati ad un rinomato ristorante noto per la cucina di quell'etnia. Peperoncino anche sopra al dessert ..... anche il conto era piccante.

Rientro a casa di corsa perchè in macchina mi erano iniziate turbolenze di pancia incontenibili e decisamente proccupanti (soprattutto se non si possiede una macchina con il bagno incorporato)

Sudato entro in casa e il primo bagno che trovo è quello di servizio ... andava più che bene.

Finalmente mi libero con bruciori immensi .... resto per due o tre minuti per godermi quell'attimo di pace per il pericolo scampato ... tiro lo sciacquone e vedo tutto vapore uscire dalla tazza (pensai ad una possibile reazione duvuta all'eccesso di peperoncino)

La verità .... quel distratto idraulico che mi aveva realizzato il nuovo impianto aveva collegato il tubo dell'acqua calda sanitaria al Geberit .... praticamente scaricavo acqua bollente.

Inizialmente mi in****ai a morte poi mi prese a ridere e dopo ho chiesto scusa al peperoncino :non_voglio_vedere:

Storia vera senza un filo di bugia.
 

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