Gianko Taurix

Membro Attivo
Privato Cittadino
Buona sera, nel condominio dove abito è successo che, in fase di costruzione il costruttore e il comune di Modena hanno stipulato un accordo che obbligava il costruttore a costruire un parcheggio pubblico che doveva essere parte integrante del condominio a sue spese, il parcheggio è stato costruito ma siccome nel frattempo il costruttore è fallito, e non è mai stato dato il fine lavori, il parcheggio non è stato integrato al condominio. Dal fallimento il tribunale ha venduto tutti gli immobili rimasti invenduti tranne il parcheggio perché era sotto accordo comunale e per questo problema il comune non rilascia l'agibilità a quelli che hanno comprato all'asta e abbiamo scoperto che anche le agibilità date precedentemente non sono definitive ma temporanee. Abbiamo avuto un incontro con i tecnici comunali i quali sostengono che per noi è un obbligo prendere il parcheggio altrimenti tutto il condominio risulterà non regolare ai fini di legge e ci saranno dei grossi problemi in futuro in caso di vendita di qualche immobile. Ora ci troviamo a dover pagare tutte le spese del caso e alcuni condomini non sono d'accordo a prendere in carico il parcheggio. In un caso del genere a livello di assemblea quale è la regola, ci vuole unanimità o basta la maggioranza, un'altro dubbio, un condomino vuole mettersi in regola con la legge, può un'altro condomino impedirglielo? se un condomino non è d'accordo deve comunque partecipare alle spese. Preciso che il parcheggio deve essere pubblico perché il condominio ha degli immobili commerciali, secondo voi c'è un'alternativa a questo obbligo?
Grazie Giancarlo
 

D3rivato

Membro Attivo
Mediatore Creditizio
Devi attenerti a quanto è stato detto dai tecnici, mi sembra ti sia stato chiarito già tutto. Ci sono dei soldi da spendere da tutti se volete mettere le cose in regola altrimenti non avrete l'agibilità. Giusto, non giusto, non credo siano questi i termini. Sta a voi fare quanto indicato
 

Mariuz

Membro Junior
Agente Immobiliare
hanno stipulato un accordo che obbligava il costruttore a costruire un parcheggio pubblico che doveva essere parte integrante del condominio a sue spese
oltre al problema attuale dell'agibilità, altre spese potrebbero presentarsi in futuro: chi paga la manutenzione ordinaria e straordinaria del parcheggio? Il Comune di Modena?
Dove lavoravo prima c'era una situazione analoga che si trascinava addirittura dagli anni Sessanta: supercondominio con viale interno di transito e parcheggio sul quale si affacciano negozi, area condominiale ad uso pubblico, con questioni annose e mai risolte ogni volta che si doveva sistemare la fontana rotta o spostare due panettoni
 

Gianko Taurix

Membro Attivo
Privato Cittadino
Grazie per le risposte, comunque non sono io il contrario, anzi penso che il condominio acquisti anche valore con un bel parcheggio, poi con il tempo sicuramente ci saranno della spese per la manutenzione. Ancora una cosa, se non ci fosse l'unanimità in assemblea, può l'amministratore andare comunque avanti con la procedura di acquisizione del parcheggio? quali rischi potrebbero esserci a suo carico?
 
U

Utente Cancellato 72152

Ospite
Ancora una cosa, se non ci fosse l'unanimità in assemblea, può l'amministratore andare comunque avanti con la procedura di acquisizione del parcheggio? quali rischi potrebbero esserci a suo carico?

Per queste cose serve necessariamente l'unanimità, in quanto è vero che aggiungi valore al condominio, ma è anche vero che aggiungi nuove spese e nuove responsabilità nei confronti di terzi, che altrimenti non ci sarebbero.

Io porterei in assemblea la questione, dando la possibilità ai dissenzienti di dissociarsi, nel senso che coloro che non sono d'accordo non verranno coinvolti né nella proprietà né nelle relative spese, chiaramente saranno interdetti dall'uso di tale parcheggio pena pesanti sanzioni da stabilire.
 

francesco62

Membro Attivo
Professionista
Buongiorno, secondo me nessun condomino può decidere con la sua opposizione di non far avere l'abitabilità al condominio, (indipendentemente che nel rogito sicuramente è stato scritto che c'erano delle pratiche edilizie da ultimare e quella descritta è una di queste).
Ognuno dei comproprietari del condominio non potendo avere l'abitabilità e quindi problemi di rivendibilità potrebbe chiedere i danni a coloro che hanno causato il danno con la loro opposizione
 

D3rivato

Membro Attivo
Mediatore Creditizio
In bocca al lupo, finché sono 10 condomini forse forse si trova un accordo. Con un supercondominio di 180 condomini dimentica un accordo. C'è gente che fa storie per 100 euro di spese all'anno. Si perché se vuoi l'agibilità poi fai causa a 80 persone. La situazione è nata male
 

francesca63

Moderatore
Membro dello Staff
Privato Cittadino
Ancora una cosa, se non ci fosse l'unanimità in assemblea, può l'amministratore andare comunque avanti con la procedura di acquisizione del parcheggio?
Forse bisognerebbe leggere attentamente l’accordo Comune/costruttore, e verificare se l’obbligo di acquisire il parcheggio come condominio sia inserito nei vari rogito di acquisto, o nei decreti di trasferimento dopo acquisto in asta.
Se così fosse , si tratterebbe di un’incombenza a cui i condomini non possono sottrarsi, visto che fa parte degli obblighi contrattuali assunti liberamente.
Cioè, penso che sia obbligo dei singoli acquirenti ( se riportato nei rogiti) , non solo del condominio e quindi dell’amministratore.
 

Jan80

Membro Senior
Professionista
Da quanto scritto, a me pare più un problema urbanistico dovuto al rilascio a un titolo edilizio condizionato, e nella stragrande maggioranza la condizione è inerente alla costruzione di aree private aperte al pubblico o nella costituzione di servitù.
Purtroppo chi si occupa di alienazione dei beni poco ci capisce di urbanistica e quindi un bene che è nato come "indivisibile" è stato alienato in parte!
Per chi ha acquistato all'asta si dovrebbe ricercare se nella perizia si sia tenuto conto dei costi dell'acquisto del suddetto parcheggio..... Per sbloccare la situazione si dovrebbe intanto capire quale fosse la condizione imposta dal comune per il rilascio del pdc (magari era dettata alle sole u. I. Commerciali).
 

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