topcasa

Membro Storico
Vi spiego ho una cliente che nel 2011 ha comprato un immobile di 142000,00 euro ricevendo un mutuo di 115000,00 a tasso variabile. Premesso che ha sempre pagato regolarmente, anche se ha perso il lavoro, può trasferire il mutuo su un altro immobile che vorrebbe acquistare il nuovo immobile lo acquisterebbe per 150000,00 vendendo il suo alla stessa cifra. purtroppo non ha reddito dimostrabile a parte che percepisce un mantenimento di 1000,00 euro dal suo convivente, che non vuole figurare i mille euro vengono versati puntualmente dal convivente dipendente statale, sullo stesso conto corrente dove viene addebitata la rata. Mutuo rimanente 110000,00 con 25 rate pagate puntualmente. La clliente non ha altri prestiti, e non ha mai avuto disguidi con banche, ultimo prestito pagato sempre puntualmente ed ormai estinto.
 

andrea boschini

Moderatore
Membro dello Staff
Agente Immobiliare
La traslazione d'ipoteca è possibile anche se difficile.
mai e dico mai visto una azione di questo tipo accettata da una banca..questa operazione che giuridicamente non trova alcun impedimento è in realtà di difficile attuazione per la mancanza di consenso da parte delle banche che non hanno alcun interesse ad realizzare una sostituzione della garanzia ipotecaria, vuoi per l’assenza di guadagni, vuoi perché simili manovre non sono di ordinaria operatività.
Il senso del mio intervento derivava dal fatto che le banche ti darebbero tale opportunita' se ti chiamassi Berlusconi o Agnelli o nomi simili...viceversa le tue possibilita' sono pari a zero
 

Manzoni Maurizio

Membro Assiduo
Agente Immobiliare
Non mi risulta sia così difficile o quasi impossibile come dice l'amico Andrea, alla banca cambia nulla avere in garanzia un immobile piuttosto che un altro magari di valore superiore.
La difficoltà stà nel fatto che al momento della vendita del primo immobile il mutuo rimarrebbe senza garanzia e solo all'acquisto del nuovo immobile (10 minuti dopo) tornerebbe ad averla con la nuova ipoteca.
Per superare il tutto bisogna fare vendita e acquisto in contemporanea e ci vuole un notaio sveglio.
 

topcasa

Membro Storico
Non mi risulta sia così difficile o quasi impossibile come dice l'amico Andrea, alla banca cambia nulla avere in garanzia un immobile piuttosto che un altro magari di valore superiore.
La difficoltà stà nel fatto che al momento della vendita del primo immobile il mutuo rimarrebbe senza garanzia e solo all'acquisto del nuovo immobile (10 minuti dopo) tornerebbe ad averla con la nuova ipoteca.
Per superare il tutto bisogna fare vendita e acquisto in contemporanea e ci vuole un notaio sveglio.
vorrei provare chissa che m i riesca guadagnerei quattro volte
 

andrea boschini

Moderatore
Membro dello Staff
Agente Immobiliare
Non mi risulta sia così difficile o quasi impossibile come dice l'amico Andrea, alla banca cambia nulla avere in garanzia un immobile piuttosto che un altro magari di valore superiore.
La difficoltà stà nel fatto che al momento della vendita del primo immobile il mutuo rimarrebbe senza garanzia e solo all'acquisto del nuovo immobile (10 minuti dopo) tornerebbe ad averla con la nuova ipoteca.
Per superare il tutto bisogna fare vendita e acquisto in contemporanea e ci vuole un notaio sveglio.
Bisogna solo provarci;)..e capire quanto non sia cosi' facile
 

Kurt

Membro Attivo
Professionista
leggendo le caratteristiche finanziarie mi pongo delle domande:
a) la signora percepisce solo 12.000 euro annui e paga rate per un mutuo da 115.000 euro;
b) venderebbe il suo a 150.000 comprandone un altro a pari valore;
c) il suo credito è in bonis;
d) nulla viene detto riguardo la sua situazione generale, se la signora presenta la dichiarazione dei redditi e con quali livelli di reddito.
Con queste caratteristiche l'accertamento sembrerebbe garantito

Ma a parte questo, seppure il codice non precluda questa operatività esiste un problema procedurale che interessa il processo di erogazione del credito.

Per la banca è come se erogasse un nuovo mutuo che servirebbe a estinguere il vecchio. Seppure la procedura sembri la stessa vi assicuro che non è così e deve passare attraverso apposite delibere. In aggiunta non è detto che la banca applichi i medesimi criteri che utilizzò all'erogazione del primo mutuo, quindi potrebbe accadere che rifiutino la nuova erogazione.

Inoltre, il funzionario che oggi predisporrebbe la pratica potrebbe non essere il medesimo che erogò nel 2011, quindi perché dovrebbe prendersi in carico un problema simile se le procedure lo "proteggono"?

Detto questo "tentar non nuoce" e un tentativo lo farei comunque anche se mi sorprenderei se fosse accolto positivamente
Kurt
 

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