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  1. ginolam1

    ginolam1 Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    Circa 20 anni fa, mio padre delegò mia madre alla gestione del patrimonio
    famigliare con documento registrato.
    Siamo 5 figli ed entrambi i genitori, pur de anziani sono ancora in vita.
    Come verranno ripartite le quote di legittima.
    Per tradizioni di famiglia non si procede ad alcun testamento e il timore
    tra fratelli e sorelle è che all'insaputa degli altri mia madre possa elargire
    tutto il patrimonio ad un solo figlio.
    Se così fosse, quale ripartizione resta legale?
    Quale quota appartiene a mia madre pur essendo mio padre ancora in vita?
    So che i genitori ancora in vita possono disporre del patrimonio come meglio ritengono
    ma, fino a quale quota?
    Grazie in anticipo a coloro che mi daranno risposte soddisfacenti.
    Ginolam1
     
  2. SALVES

    SALVES Membro Senior

    Altro Professionista
    ciao girolam1
    Fino a che i genitori sono in vita possono disporre del loro patrimonio come meglio vogliono.
    E' poi penso consuetudine di tutti i genitori trattare allo stesso modo i propri figli nella divisione del patrimonio, ameno che non ci siano screzi tra le varie parti che contribuiscono a creare solo inasprimenti.
    Al decesso di uno dei due a seconda del regime patrimoniale se in comunione o in separazione gli eredi sono il coniuge superstite ed i figli in quote a seconda della situazione sopra e della quota di proprietà del de cuius.
    Di legittima se è vostra prassi non procedere a testamento non se ne può parlare perchè è un diritto che scaturisce solo quando chi fa testamento non salvaguarda tale quota agli aventi diritto per legge.
    Ciao salves
     
  3. ginolam1

    ginolam1 Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    Grazie Salves per la risposta repentina ma, non è tutto chiaro. Pur essendo in vita, possono disporre dell'intero patrimonio a favore di uno solo? Ho cercato di aggiornarmi e mi è parso di capire che nonostante tutto, mia madre può solo avvalersi della sua quota e farne ciò che ritiene opportuno. Cioè 1/3. Può quindi offrire la sua quota+la quota di legittima del figlio beneficiario. Le restanti quote (mi pare sempre di capire), non possono essere considerate proprie in quanto esistono altri figli legittimari. Mi sbaglio?
     
  4. frvanel

    frvanel Membro Attivo

    Altro Professionista
    vorrei dire che quando si eredita tra coniugi non centra niente il fatto di essere in comunione o in separazione dei beni

    il regime del matrimonio serve solo ad attribuire le proprietà acquistate durante il matrimonio=di entrambi i coniugi, se sono in comunione dei beni, oppure del solo coniuge intestatario del bene, se in separazione dei beni

    se nessun testamento verrà fatto, quando un coniuge muore 1/3 và al coniuge superstite, e 2/3 in parti uguali ai figli

    quando muore il secondo genitore, l'eredità si divide in parti uguali tra i figli

    in vita un genitore può fare tutto ciò che vuole del suo patrimonio, anche donarlo ad un solo figlio

    è solo dopo la morte del genitore che i figli danneggiati dalla donazione possono impugnarla per avere la loro quota legittima

    però esiste anche la quota disponibile, ossia quella quota che è libera, e che quindi si può donare a chi si vuole

    quando muore il primo genitore, la quota disponibile è del 25 %, quando muore il secondo è del 33,3%...i figli danneggiati da donazioni possono solo reclamare la loro quota legittima, e non certo quella disponibile, che rimarrà di proprietà di chi l'ha ricevuta
     
    A Bastimento piace questo elemento.
  5. Bastimento

    Bastimento Membro Storico

    Privato Cittadino
    Ciao carissimo: posso consigliarti di interpretare a volte le domande? Non tutti usano un linguaggio giuridico corretto, sia perchè non tutti siamo avvocati, sia perchè lo stesso linguaggio tecnico non aiuta...

    Purtroppo noi comuni mortali assimiliamo due cose distinte, ma che in fondo nascono da un solo principio: appunto la quota indisponibile, e la quota dovuta agli eredi legittimari. Spesso uusiamo chiamarle entrambe la legittima ;)
     
  6. SALVES

    SALVES Membro Senior

    Altro Professionista
    Bastimento mi pare che nella mia risposta abbia dato una spiegazione e cioè i genitori possono disporre come vogliono del loro attuale patrimonio, ho detto in generale, su come viene diviso, in caso di decesso senza testamento e a seconda della situazione patrimoniale in comunione o separazione e poi ho scritto in poche parole cosa si intende per legittima.


    Questo mi pare che non sia esatto mi spiego:
    1) Il sig A acquista prima del matrimonio un immobile nel 1960;
    2) lo stesso sig A acquista un'altro immobile dopo il matrimonio intervenendo da solo al rogito nel 1977;
    3) il sig A e la coniuge sono in comunione dei beni.
    4) il si A contrae matrimonio nel 1966

    al decesso del sig. A;
    il bene al punto 1) va in successione 1/1;
    il bene al punto 2) va in successione 1/2;
    Il tutto si ripartisce 1/3 al coniuge e 2/3 in parti uguali ai figli

    Se invece sono in separazione sia il bene al punto 1) e 2) vanno 1/1, rimanendo invariata la ripartizione.;)
    Ciao salves
     
  7. Bastimento

    Bastimento Membro Storico

    Privato Cittadino
    Certo, ed era sicuramente corretta. Credo di doverti una spiegazione.

    Mi permettevo solo di sorridere, ricordando che non sempre una risposta puntualmente corretta diventa chiara per chi non è esperto a priori, come possiamo dirci io ed il ns interlocutore: la tua precisazione che di legittima non se ne può parlare se non esiste testamento, sarà tecnicamente corretta, ma credo che il ns interlocutore volesse richiamare i diritti riservati agli eredi legittimari (con o senza testamento) ed in presenza di successioni legittime. Almeno così mi è parso.
    Credevo di chiarire ulteriormente, non complicare le cose: forse non sempre si riesce.

    Però è interessante constatare come in una comunicazione per forza di cose monodirezionale (almeno temporalmente) la percezione può essere diversa dalle intenzioni di chi trasmette, e generare in qualche misura degli equivoci e malintesi.
     
  8. Alessandraa

    Alessandraa Membro Ordinario

    Agente Immobiliare
    Salves ciao ma anch'io dissento da questa differenza tra comunione o meno...Una volta morto il coniuge si apre la successione in favore di coniuge e figli(sempre se esistenti come categoria) senza distinzione di sorta alcuna.
    Quello che importa è qualora vi sia uno scioglimento della comunione in vita o qualora vi siano da compiere atti di amministrazione in vita...ma alla morte il coniuge superstite eredita sempre pro-quota con i restanti legittimari...tutto quanto presente nel patrimonio del de cuius.
    La comunione legale a differenza di quella ordinaria è una comunione per quote ideali...
     
  9. Bastimento

    Bastimento Membro Storico

    Privato Cittadino
    .. vedo che salves non è in linea per risponderti. Credo ci sia un particolare che a volte sfugge.

    Questo è certamente vero, e salves non mi pare abbia detto il contrario.

    Il punto è proprio la definizione del patrimonio del de cuius: ci dimentichiamo spesso, o non ci è stato sufficientemente spiegato, che una volta dichiarata la comunione dei beni, anche se un coniuge compra successivamente da solo un immobile senza specificazioni ed esplicita dichiarazione del coniuge, automaticamente la proprietà viene considerata al 50% anche del coniuge in comunione; a volte in prima battuta ciò pare non sia esplicitato a catasto, salvo l'annotazione che l'acquisto è avvenuto in regime di comunione, che tradotto significa che la metà appartiene fin dal momento del rogito al coniuge.

    Sinteticamente l'esempio finale di salves illustra proprio questa situazione. Ti darà sicuramente spiegazioni più chiare, ma credo in sostanza sia come ho detto.

    ps: te lo spiega meglio il link sottostante
    Acquisto di un immobile da parte di un coniuge in regime di comunione legale: non è sufficiente la partecipazione all’atto dell’altro coniuge ad escludere il bene dalla comunione « Blog Consulenza legale
     
  10. Alessandraa

    Alessandraa Membro Ordinario

    Agente Immobiliare
    Ciao bastimento il discorso non fa una grinza e già ero a conoscenza di ciò.
    Il punto è solo uno. Ai fini successori non cè distinzione di regime di comunione o meno.Il coniuge eredita nella sua quota l'intero patrimonio del de cuius, sia o meno in regime di c.l. o separazione dei beni!
     
  11. frvanel

    frvanel Membro Attivo

    Altro Professionista
    approvo la risposta di Alessandra, in quanto inserire in una risposta per una domanda su quote di legittima la frase =

    '' Al decesso di uno dei due a seconda del regime patrimoniale se in comunione o in separazione gli eredi sono il coniuge superstite ed i figli ecc. ecc. ''
    ingenera confusione in chi non conosce l'argomento, facendo presupporre che la divisione dell'eredità sia diversa a seconda del regime di matrimonio

    non è così, ma non tutti lo sanno...a volte è meglio rispondere usando poche semplici parole, piuttosto che usare termini tecnici, che molti non riescono a comprendere del tutto
     
  12. Alessandraa

    Alessandraa Membro Ordinario

    Agente Immobiliare
    deformazione in certi casi!
     
  13. Bastimento

    Bastimento Membro Storico

    Privato Cittadino
    Se è per questo approvo anch'io quanto dite ....: di fatti per poco nasceva uno screzio, per aver detto in precedenza la stessa cosa sulla questione della cosiddetta legittima...

    Cose che capitano: a volte senza volerlo il meglio è fonte di guasti del bene. :ok:
     
  14. SALVES

    SALVES Membro Senior

    Altro Professionista
    Ragazzi il fatto della comunione o separazione c'entra e mi spiego.
    Tornando all'esempio mio di prima.
    Il sig A acquista un'immobile dopo il matrimonio intervenendo da solo al rogito nel 1977;
    In comunione dei beni rientra come ho gia detto prima al decesso di A 1/2 di tale immobile in quanto per effetto della legge di riforma sulla famiglia automaticamente 1/2 è dell'altro coniuge e quindi alla fine della presentazione della successione il coniuge superstite avra come sua quota in questo caso poiche 1/3 di 1/2 va al coniuge superstite e 2/3 in parti uguali ai 5 figli, alla fine si avra che il coniuge superstite avrà complessivamente la quota di 40/60 al conuìiuge superstite e 4/60 ad ogni figlio.
    Se invece in seperazione dei beni deceduto A in successione va la quota di 1/1 di cui sempre 1/3 va al coniuge superstite e 2/3 in parti uguali ai 5 figli e cioè in definitiva 10/30 al coniuge e 4/30 ad ogni figlio.
    Ora appare evidente che c'e differenza di quota a seconda del regime di comunione o separazione per gli eredi ed è per questo che tale regime c'entra, ora non so se ho ben spiegato ciò.
    Ciao salves
     
  15. Bastimento

    Bastimento Membro Storico

    Privato Cittadino
    Ciao Salves: la tua precisazione in conclusione era nota e non contestata nel contenuto. Bisognava solo accordarsi sulle modalità di comunicazione.
    In sostanza alcuni preferivano tenere logicamente separate le regole successorie, dalle regole di determinazione del patrimonio del de-cuius.
    Il regime patrimoniale coniugale va ad incidere direttamente solo sulle seconde: le prime (regole) rimangono invariate: ovviamente non è uguale il risultato del "combinato disposto" delle due.

    A questo punto dovremmo esserci riallineati tutti: e proporrei di rifocalizzarci a rispondere alle domande di ginolam1: il quale mi ha aggiunto questo quesito:

    Io ho dato risposta all'mp in modo parziale, riferendomi alla tematica sintetizzata dagli art. 553÷560 e in particolare il 563.
    A voi viene in mente altro? In ogni caso potete dare il vostro parere a ginolam1 ?
     
  16. SALVES

    SALVES Membro Senior

    Altro Professionista
    Ciao Bastimento hai indicato bene ginolam1.
    Ciao a alla prossima ovviamente estendo il saluto anche a ginolam1, frvanel, Alesandraa.

    P.s. quando preciso una cosa non prendetela come inizio di uno screzio, forse nella forma faccio capire ciò? se è così non è nelle mie intenzioni, le mie intenzioni nelle precisazioni e di fare capire quello che volevo dire.
     
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