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valore catastale

Il valore venale di un bene nei testi legislativi che disciplinano gli espropri, o il valore venale in comune commercio rintracciabile nei testi che disciplinano l'attività fiscale sono degenerazioni terminologiche del più probabile valore di mercato, uno degli aspetti economici della disciplina dell'Estimo. Il valore venale è il valore che un bene ha in un mercato di riferimento ideale ("comune"); si tratta perciò di un genere di dato costitutivamente teorico, in genere riferito concretamente ad un bene, ma può esserlo anche ad un diritto reale. È classicamente lo scopo di una perizia di stima.
A differenza del valore di mercato, il valore venale è quel tipo di valore riferito alla somma (eventualmente anche ponderata o corretta) dei valori dei componenti del bene, deprivata di qualsiasi riferimento ad eventuali fattori soggettivi che possano avere influenza nella determinazione della libera scelta del potenziale acquirente. Il procedimento di individuazione del valore venale (che è sempre un processo di stima) è dunque limitato alla considerazione di elementi di valutazione oggettivi e stabili, non comprende pertanto considerazioni eventualmente afferenti a circostanze momentanee o particolari, ed è ad esempio sempre al netto del valore d'affezione. Si differenzia anche dal valore intrinseco in quanto l'effetto dell'esitazione su un mercato di comune commercio prescinde dal costo di costruzione o realizzazione del bene (ed anche perché il valore venale è, come detto, individuabile anche per diritti reali).
Il carattere tendenzialmente oggettivo del dato è causa della sua preferenza in procedure pubbliche. Laddove si renda infatti necessario od opportuno stabilire un valore esente da condizionamenti estemporanei o ad alta soggettività, il riferimento ritenuto valido a fini legali, amministrativi e burocratici è in genere il valore venale in comune commercio.
Il valore venale in quanto oggetto di stima teorica, può rilevarsi in riferimento a qualunque tempo del mercato di riferimento: può pertanto parlarsi di un valore venale storico quando si ricostruisca ex post, estraendolo dalla storia del mercato di riferimento, quale preciso valore avrebbe avuto un bene se immesso nel mercato a una data del passato; oppure si parla di un valore venale presente, se l'utilizzo della stima del valore debba essere immediato, o di un valore venale futuro (o prospettivo), se si ipotizza di immettere il bene o il diritto in un mercato venturo.
Come per tutti i valori, il mercato di riferimento non è necessariamente o non è solo quello della compravendita, ma può individuarsi in qualunque mercato di scambio, quindi ad esempio, ma non solo, in quello delle compravendite, in quello delle locazioni, in quello dei noli, ed in genere in qualunque ambito di scambio economico di beni o diritti reali.
Il mercato di riferimento non richiede il requisito della "libertà", potendosi individuare il valore venale anche in mercati condizionati.

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