ludovica83

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Privato Cittadino
Se fa un regolare atto pubblico con quella modalità non è una frode.
Se il tuo problema è l'esclusione del terzo (= la sorella), il padre può benissimo fare testamento e destinare la quota di riserva alla sorella. Quando muore invece di fare 1/3 madre, figlio, figlia fa 1/4 madre, 1/4 figlio e 2/4 figlia (naturalmente con gli opportuni calcoli).
Naturalmente gli eredi sono liberissimi di impugnare tutta la faccenda se non sono soddisfatti. Al fisco una volta che fai la successione gli dovrebbe importare dei litigi familiari?
Se i soldi sono sul conto corrente si presume siano soldi provenienti da un lavoro su cui si sono pagate le imposte (se no non stanno certamente su un conto corrente in Italia). Al fisco interessa tracciare i passaggi di denaro, non che vuoi fare di casa tua.
 

Antonello

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@Antonello vieni e chiariscimi il dubbio

Grazie per l'invito @ingelman .
Hai ragione, ne avevamo parlato abbondantemente tempo fà.
E' un atto perfettamente lecito e non è portatore di alcuna frode ai danni dello Stato, come da qualcuno sussurrato.
Si tratta di una normalissima compravendita dietro prestazione.
In pratica il proprietario del bene può vendere un immobile a terzi, riservandosi il diritto dell'usufrutto vita natural durante, e gli acquirenti si obbligano per se stessi e per i loro successori a titolo universale, a provvedere, vita natural durante, all’assistenza morale e materiale della parte cedente ed in particolare a fornirle e prepararle con amorevolezza filiale il cibo, a prestarle le cure mediche e la necessaria assistenza diurna e notturna, ad effettuare le vacazioni necessarie al fine di reperirle i beni occorrenti per il soddisfacimento degli ordinari bisogni esistenziali, nonché alla pulizia della persona, del vestiario e della casa.
L’assistenza dovrà essere prestata, con piena efficacia liberatoria per la parte obbligata, anche mediante persona di loro fiducia, purchè gradita dalla parte creditrice.
Qualora l'acquirente non adempie all'obbligo assunto, la parte cedente potrà esercitare la risoluzione del contratto con richiesta di danni.
E' un atto di compravendita valido a tutti gli effetti di legge ed inattaccabile da chiunque.
Può essere risolto di fatto, ai sensi dell’articolo 1456 del Codice Civile, non appena la parte cedente manifesterà, anche in via stragiudiziale, la propria volontà di avvalersi della presente clausola risolutiva espressa, ma il diritto di chiedere la risoluzione sarà, in ogni caso, incedibile ed intrasmissibile agli eredi ed aventi causa a qualunque titolo.
L'atto di compravendita è soggetto alle imposte di legge.
 

andreafa

Membro Attivo
Privato Cittadino
Premetto che, effettivamente, il titolo è fuorviante in quanto, se si vuole, non si tratta di una finta vendita.

L'idea sarebbe quella di ricreare i passaggi effettuati da mio padre verso mia sorella per compensare la donazione ed utilizzare gli importi da me ricevuti per pagare a rate l'immobile.

Esempio:
1 maggio - mio padre mi bonifica 50 mila euro (ne rimangono 200 mila euro per bilanciare con mia sorella)
15 maggio - all'atto emetto assegno circolare di 50 mila euro a mio padre come caparra e 50 mila euro a mia sorella
1 giugno - mio padre dopo aver incassato l'assegno mi bonifica 50 mila euro (ne rimangono 150 mila euro per bilanciare con mia sorella)
15 giugno - effettuo un bonifico di 50 mila euro a copertura della seconda rata
1 luglio - mio padre mi bonifica 50 mila euro (ne rimangono 100 mila euro per bilanciare con mia sorella)
15 luglio - effettuo un bonifico di 50 mila euro a copertura della terza rata
1 agosto - mio padre mi bonifica 50 mila euro (ne rimangono 50 mila euro per bilanciare con mia sorella)
15 agosto - effettuo un bonifico di 50 mila euro a copertura della quarta ed ultima rata
1 settembre - mio padre mi bonifica 50 mila euro (salda lo sbilanciamneto con mia sorella e copre l'esborso mio diretto sempre verso mmia sorella).

La realtà sarebbe questa; da un lato mio padre inizia a ridrami, distinte di bonifici alla mano, gli stessi importi che sono stati corrisposti alla sorella ed io, con quegli importi, penso e spero, posso farci quello che più desidero.

Guarda caso, che coincidenza, quello che voglio fare è rilevare le quote del padre e sorella di un immobile del quale, io stesso, detengo una percentuale di proprietà.

Leggo, molte volte, di aiuti economici dati a figli per riacquistare immobili dei genitori. Figli che, deduco, oltre a non avere le disponibilità non sarebbero stati in grado di farvi fronte con i loro stipendi degli ultimi 5 anni.

Io non frodo nessuno, tantomeno il fisco al quale pago le tasse come seconda casa oppure mia sorella che riceverebbe la sua quota.

Mi apparirebbe una situazione non meno cristallina di tante altre...
La mia situazione è comunque trasparente.
 

andreafa

Membro Attivo
Privato Cittadino
La compravendita dietro prestazione, pur non volendo far mancare alcun supporto a mio padre negli anni che verranno, non mi apparirebbe poi tanto bilanciatoria nei confronti della sorella la quale non avrebbe doveri verso il padre...
 

Tobia

Membro Senior
Agente Immobiliare
La compravendita dietro prestazione, pur non volendo far mancare alcun supporto a mio padre negli anni che verranno, non mi apparirebbe poi tanto bilanciatoria nei confronti della sorella la quale non avrebbe doveri verso il padre...
Se l'intenzione è quella di vendere a terzi l'immobile allora intestate le quote derivanti dalla vendita contro prestazione ad entrambi i figli, così saranno ambedue obbligati verso il padre.

xx % dell'immobile alla figlia (pari ad euro xx.xxx di stima vendita)
yy% dell'immobile al figlio (pari ad euro yy.yyy di stima vendita)

potete vendere l'immobile senza problemi, intestare ciascuno la propria quota e restare entrambi debitori verso vostro padre.

nessuno scambio di soldi tra di voi, solo da terzi verso i figli.
 

CheCasa!

Moderatore
Membro dello Staff
Agente Immobiliare
Comunque, rimane una frode.

Ciao Umberto.
Una donazione è un atto che per un valore inferiore a 1.000.000 di euro risulta esente da imposta sulle donazioni se a favore di un figlio e paga esclusivamente le imposte ipotecare e catastali.

L'atto di compravendita è invece un atto che prevede SEMPRE il pagamento dell'imposta di registro oltre a quelle catastali ed ipotecarie.

E' quindi evidente che pagare più tasse non possa certamente configurarsi come evasione fiscale.

Potrebbe invece l'atto simulato risultare lesivo dei diritti di altri familiari, ad esempio fratelli e sorelle di colui che ci propone un quesito.

Ma partendo dalla buona fede di chi ci scrive, sembrerebbe che l'intestazione di questo appartamento sia stata controbilanciata da precedenti liberalità in favore dell'altra sorella.

Piuttosto devo ammettere che la soluzione prospettata "compravendita con obbligo di assistenza" mi lasci un po' perplesso. Non credo nè che da una parte salvaguardi lo scrivente (se la sorella ha ricevuto gratuitamente del denaro, perchè lui dovrebbe acquistare un immobile a fronte di un impegno al mantenimento che potrebbe essere un domani messo in discussione sia dal cedente che dagli eredi legittimari?) né che sia in grado di equilibrare la distribuzione del patrimonio, data proprio la sua aleatorietà.

Credo che la cosa migliore sia quella di recarsi da un notaio è stabilire un indirizzo generale che riguardi l'intero patrimonio tenendo conto anche degli altri beni, degli eredi e delle operazioni già compiute, per evitare di complicare ulteriormente la situazione.
 

Antonello

Nuovo Iscritto
Membro dello Staff
Agente Immobiliare
Potrebbe invece l'atto simulato risultare lesivo dei diritti di altri familiari, ad esempio fratelli e sorelle di colui che ci propone un quesito.

Ma partendo dalla buona fede di chi ci scrive, sembrerebbe che l'intestazione di questo appartamento sia stata controbilanciata da precedenti liberalità in favore dell'altra sorella.

Piuttosto devo ammettere che la soluzione prospettata "compravendita con obbligo di assistenza" mi lasci un po' perplesso. Non credo nè che da una parte salvaguardi lo scrivente (se la sorella ha ricevuto gratuitamente del denaro, perchè lui dovrebbe acquistare un immobile a fronte di un impegno al mantenimento che potrebbe essere un domani messo in discussione sia dal cedente che dagli eredi legittimari?) né che sia in grado di equilibrare la distribuzione del patrimonio, data proprio la sua aleatorietà.

Credo che la cosa migliore sia quella di recarsi da un notaio è stabilire un indirizzo generale che riguardi l'intero patrimonio tenendo conto anche degli altri beni, degli eredi e delle operazioni già compiute, per evitare di complicare ulteriormente la situazione.

Vorrei ricordare che in vita chiunque, non interdetto, può vendere a chicchessia il proprio patrimonio senza dover tener conto a nessuno.
Al contrario nella donazione va tenuta in massima considerazione la quota legittima.
Come ho scritto nel precedente post, il diritto di chiedere la risoluzione del contratto e demandata solo ed esclusivamente al cedente.
Non può essere impugnato da nessun'altro e, lo ripeto: ma il diritto di chiedere la risoluzione sarà, in ogni caso, incedibile ed intrasmissibile agli eredi ed aventi causa a qualunque titolo.
E' a tutti gli effetti un acquisto senza passaggio di denari.
Certo, le imposte vanno pagate, ma se prima casa, si equivalgono a quelle di una donazione.
E' una formula che viene adoperata per "bilanciare" precedenti "entusiasmi" da parte dei genitori nei confronti di un figlio o qualcuno di essi ed è una formula ampiamente suggerita da tutti i notai in presenza di sbilanciamenti effettuati sulla divisione dei patrimoni.
Questa particolare "prestazione" esula dal contenuto dell’obbligo alimentare di cui all’articolo 433 del Codice Civile, per il quale sono tenuti nella loro qualità di figli dei coniugi.
In questa maniera si evitano tutti i "falsi" passaggi di denaro che , stante la tracciabilità possono dare adito a donazione sommersa e quindi di facile impugnazione.

Credo che la cosa migliore sia quella di recarsi da un notaio è stabilire un indirizzo generale che riguardi l'intero patrimonio tenendo conto anche degli altri beni, degli eredi e delle operazioni già compiute, per evitare di complicare ulteriormente la situazione.

Concordo aggiungendo di prospettare al notaio anche questa compravendita con obbligo di prestazione.
 

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