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  1. Roberto65

    Roberto65 Membro Attivo

    Agente Immobiliare
    Cari colleghi, un dubbio mi perseguita.
    La consegna della certificazioen impianti ( idraulico e elettrico) e' obbligatoria che venga consegnata dal Conduttore al Locatore oppure e' facoltativa . Ed ancora : e' sufficente una autocertificazion edel Lcoatore che dichiari che tutto e' a norma secondo la normativa vigente ?
     
  2. topcasa

    topcasa Membro Storico

    Agente Immobiliare
    Alcune indicazioni per affrontare con consapevolezza il nuovo scenario
    E’ entrata in vigore da poche settimane, esattamente il 27 marzo, la disciplina sulla certificazione di conformità e sicurezza degli impianti all'interno delle unità immobiliari, introdotta dal Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico emanato in data 22 gennaio 2008 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 12 marzo scorso.Il nuovo decreto sostituisce tutte le norme fondamentali sulla sicurezza degli impianti. Abroga buona parte della legge 46/90 (di cui restano solo tre articoli), il suo regolamento di attuazione (DPR 447/91), tutte le regole sugli impianti contenute nel Testo unico dell'edilizia (DPR 380/01) queste ultime peraltro mai entrate pienamente in vigore.
    Riguarda tutti gli impianti:
    a) impianti di produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione, utilizzazione dell'energia elettrica, impianti di protezione contro le scariche atmosferiche, nonché gli impianti per l'automazione di porte, cancelli e barriere;
    b) impianti radiotelevisivi, le antenne e gli impianti elettronici in genere;
    c) impianti di riscaldamento, di climatizzazione, di condizionamento e di refrigerazione di qualsiasi natura o specie, comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e delle condense, e di ventilazione ed aerazione dei locali;
    d) impianti idrici e sanitari di qualsiasi natura o specie;
    e) impianti per la distribuzione e l'utilizzazione di gas di qualsiasi tipo, comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e ventilazione ed aerazione dei locali;
    f) impianti di sollevamento di persone o di cose per mezzo di ascensori, di montacarichi, di scale mobili e simili;
    g) impianti di protezione antincendio.
    Al decreto sono allegati i nuovi modelli di dichiarazione di conformità degli impianti, rilasciati dall'installatore, di cui fanno parte integrante la relazione contenente la tipologia dei materiali impiegati, nonché il progetto. Di per sé i due modelli (uno per l'impresa installatrice e uno per un tecnico esterno) non sono troppo differenti dall'unico precedente.
    Importanti novità:
    - il cittadino deve consegnare all'azienda del gas, dell'energia elettrica o dell'acqua copia della dichiarazione di conformità dell'impianto al momento dell'allacciamento (obbligo già attivo, ma solo per il metano, ai sensi dell'articolo 16 della delibera n. 40 del 2004 dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas).
    - per i vecchi impianti, in cui la dichiarazione di conformità prevista non sia stata prodotta o non sia più reperibile, anziché da un installatore la dichiarazione può essere compilata a posteriori da un professionista iscritto all'albo che abbia esercitato per almeno cinque anni nel settore di competenza. Tale documento sostitutivo diviene indispensabile in caso di compravendita dell'immobile, perché dovrebbe essere allegato dal venditore al rogito.
    - il decreto ministeriale però non innova (né potrebbe farlo) la disciplina del contratto di compravendita contenuta nel Codice civile e, in particolare, l’obbligo del venditore di dare al compratore la garanzia per vizi ma pure la facoltà del compratore di rinunciarvi. Di seguito il testo della norma.
    Art.13. Documentazione
    1. I soggetti destinatari delle prescrizioni previste dal presente decreto conservano la documentazione amministrativa e tecnica, nonche' il libretto di uso e manutenzione e, in caso di trasferimento dell'immobile, a qualsiasi titolo, la consegnano all'avente causa.
    L'atto di trasferimento riporta la garanzia del venditore in ordine alla conformita' degli impianti alla vigente normativa in materia di sicurezza e contiene in allegato, salvo espressi patti contrari, la dichiarazione di conformita' ovvero la dichiarazione di rispondenza di cui all'articolo 7, comma 6. Copia della stessa documentazione e' consegnata anche al soggetto che utilizza, a qualsiasi titolo, l'immobile.'
    In attesa di una circolare ministeriale esplicativa, l'ufficio legislativo del Ministero dello Sviluppo economico ha sottolineato che 'l’articolo 13 del decreto pone una prescrizione motivata da esigenze di pubblica incolumità e tutela di un diritto soggettivo fondamentale e quindi deve ritenersi inderogabile. Ne consegue che la mancata apposizione della garanzia nell’atto in compravendita potrà comportare una sanzione amministrativa per il venditore e una deontologica per il notaio, salvo la possibile rivalsa del venditore nei confronti del notaio'.
    Di conseguenza: i contratti di compravendita d’ora in poi non potranno più ignorare lo stato degli impianti.
    Diverso è il problema del contenuto della clausola di garanzia, poiché il decreto è un regolamento e il Codice civile è una legge che dà una disciplina generale nella responsabilità nella compravendita. 'È vero – così precisa espressamente il capo dell’ufficio legislativo del Ministero dello Sviluppo economico Raffaello Sestini – che la disciplina dell’articolo 1490 e seguenti del Codice civile prevede la possibilità per le parti di derogare al generale principio, che è quello della responsabilità del venditore. Però questa clausola di deroga non vale se il venditore tace i vizi con dolo o colpa grave. La deroga vale se il venditore mette il compratore al corrente dei vizi dell’impianto, in conformità a quanto prevede il Codice civile. Se invece si tratta di una clausola di stile o della semplice profferta di adeguamento da parte del compratore, tali clausole non sembrano idonee a invertire il principio della responsabilità del venditore, confermato dal decreto'.
    Di conseguenza: di norma il venditore è responsabile dei vizi degli impianti; se le parti si accordano possono invertire questa responsabilità, ma solo in quanto il venditore mette al corrente il compratore dei vizi o dei possibili vizi dell’impianto.
    Quanto alla conformità, questa va valutata in base alle norme vigenti al momento della realizzazione o dell’ultimo adeguamento dell’impianto: quindi nel caso di impianti esistenti non è previsto alcun obbligo generale di adeguamento né a carico del venditore né a carico del compratore.
    In conclusione:
    qualsiasi sia il tipo di fabbricato e qualunque sia l’epoca di sua costruzione, nei contratti di trasferimento di immobili (e, principalmente, nelle compravendite) lo stato degli impianti dovrà essere analizzato attentamente, e non con clausole di stile.
    Il progetto di impianto è necessario per tutti gli impianti, esclusi ascensori e montacarichi (perché se ne occupano altre norme apposite). Ne vengono varati due tipi: uno semplificato, che può essere redatto dal responsabile tecnico dell'impresa installatrice, e uno più complesso, sottoscritto da un professionista iscritto agli albi professionali secondo le specifiche competenze tecniche.
    Quello semplificato vede allegato un elaborato tecnico costituito almeno dallo schema dell'impianto da realizzare, eventualmente integrato dalla necessaria documentazione tecnica con le varianti introdotte in corso d'opera. Quello complesso è previsto per impianti di un certo rilievo. Per esempio quelli elettrici di potenza oltre i 6 Kw, quelli di riscaldamento con canne fumarie collettive ramificate, quelli con caldaie centralizzate che superano i 50 Kw di potenza (condomini medio-grandi), gli impianti antincendio inseriti in attività che necessitano del Cpi (certificato di prevenzione incendi), come i garage oltre i 9 posti auto o i locali che ospitano caldaie centralizzate a metano.
    I progetti vanno depositati presso lo sportello unico per l'edilizia del Comune (se non esiste, è probabile che lo sostituisca l'Ufficio tecnico).
    Per ottenere il certificato di agibilità di un immobile occorre sia la dichiarazione di conformità che il certificato di collaudo degli impianti installati.
    Il decreto prevede sanzioni amministrative specifiche: da cento a mille euro per mancata dichiarazione di conformità, da mille a diecimila 'con riferimento all'entità e complessità dell'impianto e al grado di pericolosità' per tutte le altre violazioni. Nulli i contratti stipulati da imprese non abilitate.
    Scenari possibili
    Acquisto di una casa nuova: il venditore deve garantire la conformità degli impianti. Se la conformità non c’è, il venditore si espone all’azione di risarcimento danni verso l’acquirente, di valore pari almeno ai costi sostenuti dall’acquirente per mettere a posto gli impianti promessi a norma ma non rivelatisi tali (salvo poi il caso che si siano verificati danni causati dalla mancata messa in sicurezza degli impianti).
    Fabbricato con impianti non a norma, perché di vecchia realizzazione o in quanto sottoposti a lavori di ampliamento o di manutenzione: o il venditore sistema gli impianti garantendoli a norma all’acquirente oppure il venditore sceglie di cedere gli impianti 'nello stato in cui si trovano'. In tal caso, se il compratore accetta, l’onere della messa a norma graverà su quest’ultimo soggetto, il quale, avendo rinunciato alla garanzia, non potrà poi lamentarsi con il venditore delle spese sostenute.
    Ricapitolando:
    per quanto concerne il trasferimento degli immobili, come abbiamo detto può essere effettuato anche in assenza di garanzia, con la possibilità di deroga prevista dal Codice civile. Deve però essere espressamente chiarito tra le parti lo stato degli impianti ed i notai devono assicurarsi che i venditori abbiano informato gli acquirenti dello stato di non conformità degli impianti stessi e che gli acquirenti abbiano effettivamente compreso e ne diano atto che acquistano un immobile che deve essere messo a norma;
    per quanto concerne la nozione di trasferimento la norma riguarda qualsiasi tipo di trasferimento, quindi tutti i diritti reali e anche gli atti a titolo gratuito, essendo la ratio della norma la tutela della sicurezza delle persone;
    per quanto concerne le locazioni a canone libero gli scenari possibili sono i seguenti:
    gli impianti dell’immobile sono tutti conformi alla legge vigente all’epoca in cui furono stati costruiti o modificati
    c’è la relativa certificazione, va rilasciata al conduttore contestualmente alla stipula del contratto. I documenti da consegnare sono solo quelli obbligatori secondo le norme applicabili all’epoca della costruzione e modifica dell’impianto, e cioè:
    la dichiarazione di conformità (già L. 46/90) per le civili abitazioni e per gli impianti elettrici degli altri edifici;
    il libretto di uso e manutenzione (obbligatorio solo per l’impianto di riscaldamento per le civili abitazioni);
    il progetto o il collaudo dell’impianto (se previsti all’epoca della realizzazione)
    non c’è la certificazione (perché, per esempio, è andata smarrita), il locatore deve consegnare una dichiarazione sostitutiva della certificazione ai sensi dell’art. 7 comma 6 del decreto (ovvero resa da un professionista abilitato e iscritto nei ruoli da 5 anni). Le parti possono derogare alla consegna della dichiarazione.
    gli impianti non sono conformi
    - le parti si accorderanno per escludere la dichiarazione di conformità e la consegna della relativa documentazione (per le locazioni di immobili ad uso diverso, vale la clausola con la quale il conduttore dichiara che provvederà alla ristrutturazione (integrale o parziale) dell’immobile per renderlo più idoneo all’uso dichiarato e pertanto provvederà egli stesso alla messa a norma).
    nessun chiarimento specifico in ordine ai contratti concordati; secondo alcuni operatori sarebbero nulli se non provvisti di patto con garanzia di conformità; potrebbe trattarsi di nullità parziale, che non travolge l'intero contratto e che tuttavia obbliga il locatore all'adeguamento; è comunque opportuno, in ipotesi di stipula di contratti di locazione concordati, rivolgersi all’associazione per avere consulenza.
    Obblighi in caso di compravendita, rogito e cessione di immobili

    La normativa, prima della modifica effettuata con il DL 112/08, prevedeva che ,al momento del trasferimento dell' immobile, fosse obbligatorio trasferire la documentazione relativa alla conformità degli impianti (o la dichiarazione di rispondenza) e il libretto di uso e manutenzione al nuovo proprietario. Inoltre andava prevista una "clausola di garanzia" con cui il vecchio proprietario assumeva su di sè la responsabilità in merito alla funzionalità ed alla sicurezza degli impianti.
    Attualmente questi obblighi (inseriti nell' articolo 13 del DM 37/08) sono stati abrogati con l'art. 35 del DL 112/08. Le disposizioni sono state valide per solo tre mesi dal 27/3/2008 al 25/6/2008.
    In sede di rogito il compratore ed il venditore non sono obbligati a dichiarare la conformità o la "non conformità" degli impianti e il certificato non va obbligatoriamente allegato. Tuttavia, al fine di evitare contestazioni da parte dell'acquirente è preferibile specificare nell'atto lo stato degli impianti e la loro rispondenza alle norme.
     
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  3. Irene1

    Irene1 Moderatore Membro dello Staff

    Agente Immobiliare
    Ok, chi mi fa un riassunto :p
     
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  4. topcasa

    topcasa Membro Storico

    Agente Immobiliare
    Non è da te.Obblighi in caso di compravendita, rogito e cessione di immobili

    La normativa, prima della modifica effettuata con il DL 112/08, prevedeva che ,al momento del trasferimento dell' immobile, fosse obbligatorio trasferire la documentazione relativa alla conformità degli impianti (o la dichiarazione di rispondenza) e il libretto di uso e manutenzione al nuovo proprietario. Inoltre andava prevista una "clausola di garanzia" con cui il vecchio proprietario assumeva su di sè la responsabilità in merito alla funzionalità ed alla sicurezza degli impianti.
    Attualmente questi obblighi (inseriti nell' articolo 13 del DM 37/08) sono stati abrogati con l'art. 35 del DL 112/08. Le disposizioni sono state valide per solo tre mesi dal 27/3/2008 al 25/6/2008.
    In sede di rogito il compratore ed il venditore non sono obbligati a dichiarare la conformità o la "non conformità" degli impianti e il certificato non va obbligatoriamente allegato. Tuttavia, al fine di evitare contestazioni da parte dell'acquirente è preferibile specificare nell'atto lo stato degli impianti e la loro rispondenza alle norme.
     
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  5. Irene1

    Irene1 Moderatore Membro dello Staff

    Agente Immobiliare
    .......sinceramente volevo un si o un no:p per le locazioni.......
     
  6. topcasa

    topcasa Membro Storico

    Agente Immobiliare
    no
     
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  7. Irene1

    Irene1 Moderatore Membro dello Staff

    Agente Immobiliare
    Grazie:amore:
     
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  8. topcasa

    topcasa Membro Storico

    Agente Immobiliare
    :fiore:
     
  9. adimecasa

    adimecasa Membro Senior

    Agente Immobiliare
    più che dal conduttore al locatore sarà dal locatore al conduttore,ed è buona norma consegnare copia delle certificazioni
     
  10. Roberto65

    Roberto65 Membro Attivo

    Agente Immobiliare
    Si certo, ho invertito . hai ragione
     
  11. Sim

    Sim Membro Senior

    Agente Immobiliare
    In contratto è bene menzionare la conformità o non conformità degli impianti e la eventuale relativa consegna della documentazione.
     
  12. adimecasa

    adimecasa Membro Senior

    Agente Immobiliare
    no problem, ciao
     
  13. topcasa

    topcasa Membro Storico

    Agente Immobiliare
    Il problema posto sta se obbligatorio o meno
     
  14. adimecasa

    adimecasa Membro Senior

    Agente Immobiliare
  15. topcasa

    topcasa Membro Storico

    Agente Immobiliare
    Quindi concordi con me
     
  16. pamela bersini

    pamela bersini Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    ciao a tutti mi chiamo Pamela e ho un grosso problema anzi tanti problemi ora vi spiego:ho preso in affitto questo appartamento trammite agenzia dove non ha voluto figurare ma che 300 euro a preso visionato l appartamento abbiamo visto vari buchi nei muri il box doccia rotto e i muri da ripitturare poi il resto andava bene cosi con il padrone di casa abbiamo stabilito che a nostre spese avremmo tappato i buchi e ritinteggiato ma che il box doccia era a carico suo.il 21 Ottobre abbiamo firmato il contratto con la possibilita di dagli la caparra di 1500 euro entro Dicembe,a fine ottobre abbiamo fatto il trasloco ma abbiamo incontrato problemi con il subentro delle utenze luce e metano i vecchi inquilini non hanno chiuso le utenze non si riusciva a rintracciare nessuno cosi dopo giorni e ore al telefono con la gds suez di milano ci siamo ritrovati un abbassamento di corrente da 3 a 1 kw per 20 giorni e x la voltura ci hanno dovuto staccare il contatore per una settimana nel mese di Dicembre con tre figli al freddo.il 23 dicembre abbiamo avuto la voltura il padrone di casa un 85enne con a figlia al telefono mi hanno risposto che loro non potevano fare niente cosi iniziamo la nostra quotidianità in questa casa un disastro termoconvettori che perdono acqua,tubo del gas che perde con l 'obbligo di tenere chiuso il rubinetto sotto il lavandino,tapparelle rotte e il citofono non funzionante fino a gennaio e la ciliegina sulla torta la revisione della caldaia che doveva essere fatta a Novembre ma rimandata x problemi riportati sopra non e a norma di legge e deve restare spenta..chiamo il padrone x discutere vedendo insieme i problemi e parlare x la caparra (cosa che lui pretende)io gli dissi che la caparra non le verra versata fino a quando l'appartamento non viene messo a norma e lui iniziò con i lavori trammite un pensionato ha cambiato il tubo del gas e tre tapparelle e io nel fratempo gli faccio un bonifico di 500 euro di caparra.oggi siamo ancora qui ad aspettare come mi devo comportare?grazie e scusatemi x la trafila.
     
  17. Architetto

    Architetto Membro dello Staff

    Altro Professionista
    Ciao, due sono le cose ... la prima metti in chiaro quanto indicato dall'art. 1575 aò 1588 del codice civile e potresti incappare nel 1583, come per il caso delle tapparelle (ad esempio)...
    Una domanda però mi è d'obbligo ... ma al momento della consegna, non avete fatto un verbale di consegna immobile, le tapparelle non si sono viste... oltre al bx doccia...
    Io metterei nero su bianco con raccomandata e dopodiché porrei fine a questa pena ... cambierei casa chiedendo le spese risarcitorie.

    ...
    Art. 1584 Diritti del conduttore in caso di riparazioni

    Se l'esecuzione delle riparazioni si protrae per oltre un sesto della durata della locazione e, in ogni caso, per oltre venti giorni, il conduttore ha diritto a una riduzione del corrispettivo, proporzionata all'intera durata delle riparazioni stesse e all'entità del mancato godimento.

    Indipendentemente dalla sua durata, se l'esecuzione delle riparazioni rende inabitabile quella parte della cosa che è necessaria per l'alloggio del conduttore e della sua famiglia, il conduttore può ottenere, secondo le circostanze, lo scioglimento del contratto.
    ...
     
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  18. dormiente

    dormiente Membro Assiduo

    Agente Immobiliare
    La voltura delle utenze non è una responsabilità del proprietario ma di chi subentra ed occorre organizzarsi per tempo, proprio per evitare di ritrovarsi nell'immobile al freddo o senza acqua. Mi sorprende che i gestori non abbiano saputo rintracciare le tue utenze anche dal semplice nome del conduttore precedente o dal numero del contatore.
    La caldaia che non è norma dove l'hai riscontrato? Perché un tubo del gas era rotto?
    Può succedere e può anche succedere purtroppo che si scopra la perdita solo all'accensione e ti dirò di più, se i precedenti conduttori avessero chiuso il contatore del gas, per la riapertura avresti aspettato ancora di più perché i gestori del gas, prima di riaprire, fanno le prove se ci sono delle fughe di gas e fanno rifare tutto l'impianto.
    Ti sei accordata tramite contratto di locazione che avresti versato un deposito cauzionale e non lo hai ancora versato e il proprietario ti ha fatto entrare lo stesso nell'immobile ?
    Mi sembra un bel pasticcio questo, o te ne vai e ti comporti come ha detto Architetto o se vuoi rimanere chiama l' agenzia se c' é stata, e non capisco dove non vuole figurare ( non vuole fare fattura?), e fatti aiutare a chiarire come risolvere i difetti presenti nell'immobile che non erano stati concordati a tuo carico.
     
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  19. pamela bersini

    pamela bersini Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    rispondo a Dormiente la voltura è una mia responsabilità e ci vogliono 7 giorni lavorativi e un fax x mandare i documenti dell'intestato alle utenze cosa che non abbiamo potuto fare xche i vecchi inquilini hanno lasciato 800 euro di insoluti e x questo la procedura e diventata cosi lunga ma chi ha avuto disagi e la mia famiglia.La caldaia non e a norma xche io di tasca mia ho pagato 122 euro x la revisione 8 Dicembre 2014 dove e stato rilasciato un bollettino Beretta che dice; ODORE DI GAS NELLA ZONA FORNELLO,I DIAMETRI DI VENTILAZIONE E ASIRAZIONE NON SONO A NORMA,FINESTRELLA SUL VETRO DELLA FINESTRA NON A NORMA E FORO IN BASSO DEL DIAMETRO DI 135 ADEGUARE. PRESCRIZIONE:in attesa di questi interventi l'impianto non puo essere messo in funzione caldaia non a norma.apparecchio lasciato spento.foro di ventilazione insufficente adeguarlo alla normativa 7129.X la caparra e stata un accordo da entrambe e comunque i primi 500 euro gli sono stati dati con la promessa che lui iniziasse i lavori dovuti per donarci di un appartamento a norma e giusto per quello che pago regolarmente.si l'agenzia e stata pagata in nero non voleva figurare facendomi fattura e quando lo interpellato lui mi ha risposto chee non e competenza sua verificare lo stato dell'appartamento e cosi[DOUBLEPOST=1408740913,1408740644][/DOUBLEPOST]Ora pondo una domanda all'architetto ma non devo dare un preavviso di 6 mesi?non me ne posso andare prima?e dovrei mandare una rccomandata scrivendo cosa?grazie
     
  20. Architetto

    Architetto Membro dello Staff

    Altro Professionista
    Scusami, ma questa è la tipica condizione che si verifica ogni volta che sento parlare di affitti e di vendite con AI che sono furbi... (ovviamente non voglio fare nessun riferimento a nessuno, e non aprire dibattiti fuori luogo, perchè non mi rivolgo a coloro che operano con professionalità e con diligenza di ciò che fanno professionalmente).
    La situazione che hai citato dal report del verbale tecnico la dice lunga...
    È vero la Norma UNI-Cig 7129/01 parla chiaro e tra questi problemi non ha descritto, ma ha lasciato intendere (per gli addetti ai lavori) che il rischio di intossicazione da CO o monossido di carbonio è netto.
    Ha fatto bene a chiudere i rubinetti, è la procedura e come tale ha rilevato che nemmeno il foro di areazione è sufficiente alla ventilazione del locale; non so se lo è di fatto, bisognerebbe accertare lo stato di fatto, ma penso che di certo abbia salvato voi da potenziale intossicazione.
    Scusa ma per capire cosa dico ho visto il tuo profilo e per quest, visto che scrivi da BG, ti invito a guardare il Regolamento Locale d'Igiene o quello regionale della

    [FONT=LucidaGrande, Lucida Grande, kedage, Sharjah, DejaVu Sans, Lucida Sans Unicode, serif, Arial, sans-serif]Lombardia, in modo che capisca cosa dico.

    Per la rescissione del contratto, visto che avevo percepito qualcosa, ti potevi rifare al secondo comma dell'art. 1584, con la quale l'immobile si rendeva inabitabile per problemi di sicurezza ... ma ora la vedo un po' dura ... e poi (per non ledere nessuno) è materia che dovevi affrontare con un legale (a mio parere puoi sempre affrontarla).
    Se la situazione a tutt'oggi non è ancora cambiata e le modifiche per rendere vivibile le hai affrontate di tasca tua, allora puoi chiedere il rimborso scalandoli dalla pigione e una volta messa in pari la situazione economica, proporrei i sei mesi e andrei altrove...
    In ogni caso, sempre a norma del cc, (1577 - 1578) sei sempre in luogo per chiedere danni, e chiudere prima del tempo il contratto.

    Cosa dice un detto "il lupo perde il pelo, ma non il vizio"... se non ha fatto nulla allora non lo farà in prossimo.
    [/FONT][DOUBLEPOST=1408747380,1408747211][/DOUBLEPOST]
    Scusa avevo lasciato un passaggio ...
    Per salvare la situazione delle pendenze potevi far apporre, come nuovo inquilino, i sigilli all'azienda erogatrice, a nome e per conto della proprietà ... e poi anche se pagavi la riapertura, con caparra, eri svincolata dall'onere degli insoluti.
     

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