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domedago63

Membro Junior
Privato Cittadino
Salve,
avrei due domande da porre. La prima : Mia moglie viene a mancare aveva acquistato una casa nella quale abitavamo. A me come erede supersite spetta il diritto di abitazione (ex art.540). Se io in sede di aperta successione quindi non definita vendo i 2/3 della casa che a me spetterebbero per legge.Vorrei saper se ho perso il "diritto di abitazione " in quanto ho venduto. Seconda domanda :La mia ex suocera applica il retratto successorio" in qaunto coerede non è stata avvisata con raccomandata della vendita in quanto avrebbe avuto diritto di prelazione.Chi ha comprato restituisce i 2/3 allamia ex suocera la quale diventerebbe proprietaria 100% della casa della mia ex moglie purtroppo defunta.In sede di mediazione raggiungo un accordo con la mia ex suocera e la casa torna in mio possesso e dono ad una parente la " nuda proprieta" riservandomi il "diritto di abitazione.La parte della mia ex suocera rientra in mio possesso quindi con la mediazione.Vorrei sapere se in sede di non avvenuta divisone la parte spettante a lei sarebbe comune e indivisa. quindi su quella parte (quella spettante a suo tempo alla mia ex suocera) io avrei diritto per legge ai 2/3 del "diritto di abitazione" ?Un pò complicato vero ? Grazie per l'aiuto
 

francesca63

Membro Senior
Privato Cittadino
Vorrei saper se ho perso il "diritto di abitazione " in quanto ho venduto.
Se hai venduto 2/3 di piena proprietà, hai ceduto anche il tuo diritto di abitazione su quella quota di immobile.
Sei tu che devi sapere cosa hai venduto .
In sede di mediazione raggiungo un accordo con la mia ex suocera e la casa torna in mio possesso e dono ad una parente la " nuda proprieta" riservandomi il "diritto di abitazione.
Se lei è diventata proprietaria del 100%, mediazione per cosa, per il 33% di diritto di abitazione “residuo” ?
Vorrei sapere se in sede di non avvenuta divisone la parte spettante a lei sarebbe comune e indivisa
Ma ormai questa fase non è superata ?
Che razza di domande ti, e ci, fai ? Cosa cambia ?
quindi su quella parte (quella spettante a suo tempo alla mia ex suocera) io avrei diritto per legge ai 2/3 del "diritto di abitazione" ?
Come già detto, dipende da cosa avevi impropriamente venduto a terzi: se hai venduto i 2/3 di piena proprietà, evidentemente è quello che ora è diventato di tua suocera (insieme al terzo di nuda proprietà già suo).

Se ti spieghi meglio, senza troppi “se” forse ti, e ci, farai capire .
 

domedago63

Membro Junior
Privato Cittadino
Buongiorno e grazie per avermi risposto.
L a questione è molto più complicata di quello che sembra ed io forse mi sono spiegato male.
Io non potevo tenere la casa a nome mio per problemi di mio padre adesso defunto con un fallimento che si è anche riversato purtroppo su noi eredi io e le mie sorelle.
Finchè mia moglie era viva aveva tutto intestato a suo nome ed io non rischavo nulla.Purtroppo alla sua morte per un male incurabile dopo 8 mesi di matrimonio le cose sono cambiate.Poi non bastasse anche la mia ex suocera si è messa di mezzo e ho dovuto affrontare una causa civile durata 10 anni per la divisione dei beni in eredità.
Quindi io ho " venduto " i 2/3 a me spettanti della piena proprietà ma in realtà avrei dovuto vendere i 2/3 della " nuda proprietà".Non ero molto esperto allora quindi mi hanno portato "alla tomba". Poi la mia es suocera come già spiegato si è ripresa i 2/3 della casa pagandoli all'acquirente.Io ho sempre e comunque continuato ad abitare la casa.Il mio nuovo legale mi ha detto che io in sede di comunione dei beni non avrei potuto vendere una cosa al momento non mia, ma che forse in futuro mi sarebbe stata assegnata da un Giudice dato che eravamo in causa.
Quindi diamo per scaontato che il " diritto di abitazione" è veenuto a cadere con la vendita dei 2/3.
La terza parte che per legge andrebbe alla mai ex suocera,comunque fino alla divisione consensuale o meno resterebbe comune e indivisa. Io sostengo che su questa parte io avrei tuttora i 2/3 del " diritto di abitazione" cosi mi è stato spiegato da alcuni avvocati da me contattati.Io volevo sapere se voi siete d'accordo su questa mia teoria sopsata da molti legali.
Successivamente ad Agosto 2017 raggiungo un'accordo con la mia ex suocera e finalmente procediamo alla divisione dei beni della povera mia moglie.
La casa torna a me ed io con un cotratto a favore di un terzo la dono ad una mia parente riservandomi il " diritto di abitazione".Cira un anno dopo i creditori del fallimento attaccano la casa della mia parente ed eseguono pignoramento sul bene e speravano di metterla all'asta entro un anno per recuperare i soldi art.2929 bis.Fortunatamente non ci sono riusciti per decadenza dei termini nei quali avrebbero dovuto organizazare la vendita.
La domanda era se eravate d'accordo sul fatto che sulla restante parte "comune ed indivisa" io avevo lo stesso mantenuto il " diritto di abitazione" nonostante la vendita dei miei 2/3 a me spettanti.Grazie
 

domedago63

Membro Junior
Privato Cittadino
Adesso la mia parente sta facendo una trattativa con il fallimento per ricomprarsi la casa che hanno pignorato.Il quesito era se era possibile far valere ed opporre a terzi il " diritto di abitazione " tenendo presente quella terza parte che era comune e indivisa.Forse dovrei procedere a far correggere in conservatoria l'errore da loro commesso nella trascrizione dei vari atti susseguitisi.
 

Giuseppe Di Massa

Membro Assiduo
Agente Immobiliare
Buongiorno e grazie per avermi risposto.
L a questione è molto più complicata di quello che sembra ed io forse mi sono spiegato male.
Io non potevo tenere la casa a nome mio per problemi di mio padre adesso defunto con un fallimento che si è anche riversato purtroppo su noi eredi io e le mie sorelle.
Finchè mia moglie era viva aveva tutto intestato a suo nome ed io non rischavo nulla.Purtroppo alla sua morte per un male incurabile dopo 8 mesi di matrimonio le cose sono cambiate.Poi non bastasse anche la mia ex suocera si è messa di mezzo e ho dovuto affrontare una causa civile durata 10 anni per la divisione dei beni in eredità.
Quindi io ho " venduto " i 2/3 a me spettanti della piena proprietà ma in realtà avrei dovuto vendere i 2/3 della " nuda proprietà".Non ero molto esperto allora quindi mi hanno portato "alla tomba". Poi la mia es suocera come già spiegato si è ripresa i 2/3 della casa pagandoli all'acquirente.Io ho sempre e comunque continuato ad abitare la casa.Il mio nuovo legale mi ha detto che io in sede di comunione dei beni non avrei potuto vendere una cosa al momento non mia, ma che forse in futuro mi sarebbe stata assegnata da un Giudice dato che eravamo in causa.
Quindi diamo per scaontato che il " diritto di abitazione" è veenuto a cadere con la vendita dei 2/3.
La terza parte che per legge andrebbe alla mai ex suocera,comunque fino alla divisione consensuale o meno resterebbe comune e indivisa. Io sostengo che su questa parte io avrei tuttora i 2/3 del " diritto di abitazione" cosi mi è stato spiegato da alcuni avvocati da me contattati.Io volevo sapere se voi siete d'accordo su questa mia teoria sopsata da molti legali.
Successivamente ad Agosto 2017 raggiungo un'accordo con la mia ex suocera e finalmente procediamo alla divisione dei beni della povera mia moglie.
La casa torna a me ed io con un cotratto a favore di un terzo la dono ad una mia parente riservandomi il " diritto di abitazione".Cira un anno dopo i creditori del fallimento attaccano la casa della mia parente ed eseguono pignoramento sul bene e speravano di metterla all'asta entro un anno per recuperare i soldi art.2929 bis.Fortunatamente non ci sono riusciti per decadenza dei termini nei quali avrebbero dovuto organizazare la vendita.
La domanda era se eravate d'accordo sul fatto che sulla restante parte "comune ed indivisa" io avevo lo stesso mantenuto il " diritto di abitazione" nonostante la vendita dei miei 2/3 a me spettanti.Grazie
E' una questione intricatissima, hai già dei legali e più di loro certamente noi non sapremmo consigliarti, credo che il tuo caso ecceda le competenze e persino la possibilità di dare opinioni di un forum immobiliare, in bocca al lupo per tutto.
 

francesca63

Membro Senior
Privato Cittadino
Io sostengo che su questa parte io avrei tuttora i 2/3 del " diritto di abitazione" cosi mi è stato spiegato da alcuni avvocati da me contattati.Io volevo sapere se voi siete d'accordo su questa mia teoria sopsata da molti legali.
Al massimo avevi ancora il diritto di abitazione su 1/3 della casa, cioè sulla parte ereditata da tua suocera. Ma senza conoscere i dettagli e i documenti , restano parole poco utili...
 

plutarco

Membro Attivo
Privato Cittadino
Purtroppo non è possibile dare consigli in merito. Consulta un legale.

Per quale motivo non hai rinunciato all'eredità di tuo padre.
 

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