josephca

Membro Junior
Privato Cittadino
Salve a tutti finalmente sembra che ho trovato un sito per le mie risposte,vengo subito al punto: i miei nonni materni ora defunti il nonno da 30 e la nonna da 20 erano proprietari di 2 case 2 appezzamenti di terreno di proprietà ed un appezzamento avuto in concessione dall'allora ente di riforma fondiaria negli anni 50 gli eredi originali erano quattro figli di cui solo uno ancora in vita.
nella successione di morte fatta a marzo scorso manca il terreno dell'ente di riforma allora abbiamo iniziato ad indagare ed abbiamo scoperto che dopo 20 anni dalla morte del nonno il figlio che coltivava questo terreno a fatto l'atto di assenzo a nome del nonno, diventando così il nonno legittimo proprietario del terreno( premetto che tutte le le spese cartelle varie e quant'altro riguardavanole tasse dei beni il figlio li ha pagati con la nota il figlio .......... in questi venti anni ha pagato anche le tasse degli altri terreni e case in quanto era quello che usufruiva del bene maggiore ,gli altri eredi erano tranquilli quando faremo la divisione faremo tutto insieme nel frattempo e mancato uno degli eredi poi ancora un'altro ed ancora non si parlava di sistemare le cose col passare del tempo anche questo figlio che gestiva il terreno dell'ente di riforma si ammala e le cartelle esattoriali delle case e dei piccoli appezzamenti di terreno non vengono più pagati dopo la sua morte si cercato di fare chiarezza e siamo ai fatti di oggi) dopo 2 anni dall'atto di assenzo, il figlio che gestiva questo terreno fa un atto di donazione verso il proprio figlio. A questo punto l'unico erede rimasto in vita ha impugnato l'atto di donazione prima che scadono i dieci anni dalla registrazione dell'atto stesso.Gli altri eredi che sono nipoti non prendono parte ad impugnare latto di donazione perchè secondo loro stando alla successione di morte si evince che i figli del defunto gestore del terreno sono coeredi del resto del patrimonio mentre loro e l'ultimo erede diretto rimasto non hanno diritto alla parte del terreno dell'ente di riforma . SO che la cosa è un pò ingarbugliata ma spero di avere espresso bene il concetto cioè e ancora possibile dividere i parti uguali ho si sono persi i diritti.Spero qualcuno mi aiuti a far luce grazie
 

noelferra

Nuovo Iscritto
Agente Immobiliare
Non si capisce bene cio' che vuoi dire. Chi sono gli eredi diretti? Nipoti di chi? L'unico erdede rimasto in vita chi sarebbe? se tre fratelli sono morti ed uno e' il donante? chi altro e' erede?
Spiegati meglio forsse ci riptroveremo.
Comunque se non e' avvenuta divisione e7o successione registrata e trascritta per la quale siano trascorsi i terminio di impugnazione, si deve ridividere tutto in parti eguali.
Non capisco pero' come uno dei figli abbia potutto donare un bene al proprio figlio se non ne risultava la sua propriet'.
CERCA DI CHIARIRE RIPROVEREMO
CORDIALMENTE
NOEL
 

josephca

Membro Junior
Privato Cittadino
Grazie dell'attenzione cerco di essere più chiaro: i miei nonni avevano quattro figli di cui oggi uno ancora in vita hanno lasciato in eredità 2 case di circa 50 mq più due appezzamenti di terreno in totale di 10.000 mq di proprietà le due case ed un appezzamento erano della nonna ,ed un appezzamento era del nonno,in più era ( possessore per acquisto dall'ente di sviluppo in puglia e lucania,venditore con patto di riservato dominio) di 70.000 mq di terreno dal 1958 per diventare proprietario a tutti gli effetti di questo terreno dovevano passare 30 anni e versare tutte la annualità del prezzo di assegnazione "cito quanto riportato sull'atto di assenzo". il nonno e deceduto nel 1978 quindi non sono ancora passati i 30 anni , questo terreno rimane in mano a un dei figli il primo genito per essere precisi ,che lo gestisce a suo piacimento e ne ricava i suoi guadagni e continua a pagare le tasse tutto il resto in virtù del fatto che gestiva la maggior parte della l'ereditla. IL figlio primo genito che seguiva le pratiche burocratiche fa la successione di morte dichiarando solo il piccolo appezzamento di proprietà del nonno , omettendo i 70.000 mq che a suo dire non andava dichiarato perchè non era del nonno a tutti gli effetti. Passano gli anni ma di sistemare il tutto non se ne sente parlare,solo uno degli altri eredi l'ultimo genito chiede di mettere a posto le cose prima che venisse a manchare anche la nonna se non che sua madre, ma non se ne fa nulla. Arriviamo nel 1990 muore anche nonna ,sempre il primo genito fa la successione di morte dichiarando le 2 case ed i due appezzamenti di terreno omettendo ancora una volta 70.000 mq,intato le case e i piccoli appezzamenti di terreno sono in stato di quasi abbandono visto che nessuno ne usufruisce tranne un pò di pulizia di tanto in tanto da parte di chi spera che un giorno questa proprietà sarà divisa in parti uguali.Passa ancora qualche anno muore uno degli eredi 'l'ultimo genito, e da qui in poi non si parla più ne divisione ne di successione passa ancora qualche anno e tutto tace nessuno affronta l'argomento . In tanto siamo arrivati nel 1998 sono passati 40 anni dal possesso per acquisto e 20 dalla morte del nonno ,il primo genito che continua a gestire questo terreno e ne raccoglie i suoi frutti ha continuato a pagare tutto cio che c'era da pagare sia sul terreno che gestiva che sulle case e gli altri due terreni,chiede a nome del nonno la cancellazione di riservato dominio sui terreni a lui assegnati il quale conseguentemente ne è divenuto proprietario( anche se defunto) il tutto senza fare parola con nessuno degli altri eredi.Passano ancora 2 anni il primo genito va da un notaio di sua fiducia e fa un atto di donazione al proprio figlio dichiarando (cito quanto scritto nell'atto di donazione) IL donante dichiara di essere pieno ed assoluto proprietario dell'immobile donato per averlo posseduto pacificamente ed ininterrottamente "animo domini" da oltre venti anni e che per tanto in suo favore si è verificata la relativa prescrizione acqiusitiva al suo danta causa. Qualche anno più tardi il primo genito si è ammalato gravemente ed il tutto lo gestisce il figlio che a sua volta è diventato proprietariop dei 70.000 mq e non ha più pagato le tasse su gli altri immobili. Nel frattempo e morto un'altro dei 4 figli dei miei nonni e 2 anni fà e morto anche il primo genito,a desso e rimasto in vita solo un degli eredi diretti cioè i secondo figlio. All'inizio del 2010 finalmente qualcuno ha affrontato l'argomento ,si è iniziato col fare la successione di morte delle case e dei terreni scoprendo così che i 70.000 mq di terreno non ci sono , e da qui si è scoperto il tutto. L'ultimo erede diretto ha chiesto l'annullamento dell'atto di donazione dietro consiglio di un avvocato di fiducia prima del compimento dei 10 anni ,mi hanno detto che non si può fare più niente perchè nel 2000 questo tipo di atto si poteva fare e bastavano 4 anni per renderlo effettivo . Si è cercato di arrivare ad un accordo con chi ha avuto il terreno in donazione rispondendo faremo quello che dirà il giudice. La mia domanda adesso è questa : visto che non sono passati 10 anni (per il rotto della cuffia)
1° C'è la possibilità che venga annullato quest'atto se si quanti anni ci vogliono per venirne a capo,
2° Si può ricorrere al giudice di pace
3° Può un solo erede opporsi o devono partecipare anche gli altri
Ringrazio in anticipo
 

noelferra

Nuovo Iscritto
Agente Immobiliare
Si puo' essere annullato l'atto
Per venorne a capo siamo nelle mani della giustizia italiana , potrebbero essere sufficienti un paio di anni o piu' secondo le difficolta' del Giudice e l'opposizione piu' o meno forte del possessore.
Non e' sufficiente il giudice di pace per controversie di successione e di immobili.
Si puo' opporre anche solo un erede.
Anche se i tempi sono lunghi comunque intanto si impediscde all'erede (attuale possessore) di poter alienare a terzi il bene in oggetto.
Comunque io ci proverei
Cordialmente
Noel
 

josephca

Membro Junior
Privato Cittadino
Salve ancora un chiarimento a riguardo l'eredità in questione,( mi è venuto leggendo un altro post ),
1° un erede può fare l'usucapione di un bene che fa parte dell'eredità?
2° è vero che una proprietà con riservato dominio da parte dell'ente non va messa in successione?
grazie
 

noelferra

Nuovo Iscritto
Agente Immobiliare
Per poter fare usucapione deve avvertire gli altri eredi mediante notifica giudiziale, per cui non credo che gli altri eredi confermino che la proprieta' non sia anche loro.
Potrebbe essere , ma se e' "proprieta' " a qualsiasi titolo va inserita in successione, se e' un diritto diverso dalla proprieta' potrebbe non esservi posta, come detto va visto il titolo del POSSESSO.
Cordialmente
Noel
 

josephca

Membro Junior
Privato Cittadino
Grazie ancora dela tua attenzione e cortesia ,ma come avevo gia detto l'erede (diciamo un pò furbetto ) fece la donazione con usucapione senza dire niente a nessuno dopo due anni dell'eminazione del riservato dominio anome del padre anche se morto da venti anni.Quello che mi chiedo e se il notaio poteva fare l'atto senza avvisare gli altri eredi


P.S. ci sono dei precedenti in cui è stato annullato grazie
 

noelferra

Nuovo Iscritto
Agente Immobiliare
Non poteva esserci usucapione, in quanto questo diritt9o non lo costituisce il Notaio , ma il tribunale.
potete andare a vedere a quale titolo il Notaio a scritto quella dicitura e se c'e' stata una sentenza del tribunale che attesti l'Usucapione, questo lo potete vedere anche con una visura storica presso la conservatoria dei registri immobiliari, fate fare una visura sulla persona in questione e vedrete che se esiste verra' fuori, ma non credo esista.
Gli atti possono sempre essere annullati se errati, o fraudolenti per dichiarazioni mendaci.
Credo dovreste rivolgervi ad un tecnico 0 meglio ad un legale o meglio ancora ad un Notaio se ne conoscete uno.
Per rivedere tutta la questione nei suoi passaggi essenziali.
Cordialmente
Noel
Cordialmente
Noel
 

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