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  1. lara80

    lara80 Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    Salve a tutti,
    alcuni giorni fa ho incassato un assegno superiore a 1.000 senza dicitura non trasferibile. Non mi sono accorta ed è stata una svista. La banca per certo ha dato la segnalazione. La sanzione minima prevista è di Euro 3.000. Volevo sapere se veramente è prevista tale sanzione e se c'é un modo di contrattarla visto che c'era da entrambe le parti la buona fede. Si trattava un carnet di assegni vecchi.
    Grazie!
     
  2. losy10

    losy10 Membro Junior

    Privato Cittadino
    anche se la norma e operati va dal 2011 normalmente viene concesso un periodo di tollerabilita di 30 giorni soprattutto se di fatto il titolo e' stato trattato come un nt (un solo giratario). x me puoi stare tranquilla
     
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  3. superpilu3000

    superpilu3000 Membro Ordinario

    Agente Immobiliare
    nessuna sanzione ancora le sanzioni sono dal 1 febbraio:ok:
     
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  4. lara80

    lara80 Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    Vi ringrazio per la vostra attenzione, mi sento più sollevata anche se il traente dell'assegno ha sentito il suo consulente bancario il quale ribadisce che la sanzione prevista va dal 1% al 40% con minimo 3.000. Ho provato a sentire anche altre persone che lavorano in banca ma c'é ancora troppa disinformazione sull'argomento. Speriamo bene. Grazie mille ancora :stretta_di_mano:
     
  5. superpilu3000

    superpilu3000 Membro Ordinario

    Agente Immobiliare
    Il divieto riguarda pagamenti di beni o servizi, donazioni e atti a titolo gratuito effettuati per contanti in misura pari o superiore ai mille euro (si veda «Il Sole 24 Ore» del 15 gennaio). Quindi, liberi i pagamenti nei negozi ovvero negli studi professionali, le donazioni e le liberalità in genere, fino a 999,99 euro. Oltre questo limite, tutto è possibile con strumenti di pagamento tracciabili, quindi nominativi, come gli assegni bancari e postali muniti di clausola di non trasferibilità, i bonifici, le carte di credito, i libretti di deposito nominativi. L'Economia ricorda che il limite non può essere aggirato nemmeno di pagamenti frazionati; in pratica la sanzione scatterà ugualmente se l'importo viene superato con più pagamenti in contanti singolarmente inferiori al limite, ma riferibili alla stessa operazione economica. Se la suddivisione dei mille euro riguarda contratti già stipulati che prevedano rateazioni o pagamenti periodici, questa non sarà sanzionata. Il limite si applica al singolo assegno per cui il cumulo non si calcolerà per assegni diversi utilizzati sulla medesima transazione.

    Per gli assegni «a me medesimo» il limite non è significativo in quanto non possono comunque essere girati da terzi, ma solo incassati dal traente. Gli assegni circolari potranno essere richiesti senza clausola di non trasferibilità se di importo inferiore a mille euro. I libretti di deposito al portatore con saldo pari o superiore a mille euro debbono essere estinti dal portatore stesso, oppure ridotti sotto soglia entro il 31 marzo.

    Il ministero ribadisce che la limitazione non riguarda prelievi e versamenti di contante da conti correnti o libretti nominativi.

    Le sanzioni alle violazioni sulle norme relative ai contanti sono solo amministrative, e consistono in pagamenti di somme all'Erario, con percentuali variabili dall'1 al 40% degli importi trasferiti. La sanzione minima è fissata in 3mila euro per le violazioni commesse dal 16 giugno 2010 in poi (prima il minimo non esisteva). Se l'importo trasferito in contanti o con titoli al portatore supera i 50.000 euro, il minimo sale dall'1 al 5% dell'importo stesso. Se l'ammontare dei pagamenti non supera i 250mila euro si ha sempre la possibilità di pagare in misura ridotta una sanzione del 2% (è il meccanismo dell'oblazione). Se non si rispetteranno le norme sui libretti al portatore (trasferimento e riduzione sotto la soglia dei mille euro) che presentino saldi inferiori a 3mila euro, la sanzione massima potrà equivalere all'intero saldo del libretto. Non sono invece sanzionabili del tutto le infrazioni al limite dei mille euro commesse dopo il 6 dicembre 2011 e fino al 31 gennaio 2012. La contestazione della sanzione può avvenire da parte del ministero o della guardia di Finanza nei 90 giorni dal ricevimento della comunicazione, da parte di banche o Poste, dell'infrazione rilevata.
     

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