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  1. Lucyzar

    Lucyzar Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    Fra qualche giorno dovro' far installare la linea anticaduta per raddoppio impianto fotovoltaico.
    La spesa che dovro' affrontare e' la seguente: 1) spesa per materiali ed installazione (non e' stata fatta distinzione nel preventivo) euro 1069,14; spesa certificazione ingegnere abiltato euro 500.
    A tutto cio' si deve aggiungere l'IVA, ma nemmeno l'installatore e' sicuro se dovra' essere del 10% o del 21%.
    Mi aiutate?
    La linea anticaduta (obbligatoria, nel mio comune, per chi e' soggetto ai beni ambientali, ruscello a 130 metri da casa, o per il centro storico, per le altre abitazioni e' indispensabile solamente per la manutenzione del tetto, puo' usufruire della detrazione del 50%, sapreste spiegarmi in modo semplicissimo cosa devo fare.
    Grazie mille
     
  2. Bruno Sulis

    Bruno Sulis Membro Attivo

    Altro Professionista
    Secondo me basta una SCIA per opere di manutenzione straordinaria e quindi hai diritto all'IVA agevolata al 10%. L'ingegnere invece lo devi pagare con IVA al 21%
     
  3. Lucyzar

    Lucyzar Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    Grazie per la risposta; devo precisare alcune cose: il progetto prevedeva inizialmente solo il raddoppio dell'impianto fotovoltaico totalmente integrato e la documentazione per i beni ambientali; poi, dato l'obbligo della linea vita, sono stata costretta a richiedere l'intervento di uno studio di edilizia del mio paese per la progettazione della linea vita e l'inserimento dei pannelli fotovoltaici. Ho approfittato di tutto questo per presentare anche la richiesta dell'apertura di una griglia di aereazione e di una finestrella nelle 2 stanzette della soffitta. L'ufficio tecnico ha approvato tutto il progetto e l'ha inviato ai beni ambientali; fra 3 mesi, col silenzio assenso sapro' se anche i beni ambientali saranno favorevoli (mi e' stato detto che non dovrebbero esserci problemi). Poi lo studio di edilizia presentera' la SCIA, che sara' identica al progetto gia' presentato. Io vorrei fare la linea vita fra pochissimo, dato che ho quest'obbligo e senza aspettare la SCIA,sia perche' devo far preparare il tetto per l'installazione del nuovo fotovoltaico (nuova guaina, eliminazione abbaino in vetroresina e chiusura foro, asportazione tegole) in modo da accorciare i tempi anche per gli altri lavori esterni che ho richiesto. L'ufficio tecnico comunale mi ha detto che a loro interessa che venga installata la linea vita e che sia certificata, ovviamente non ho detto che lo farei prima. I lavori di preparazione del tetto saranno fatti da mio marito che ha esperienza in questo campo, ma vorrei che lavorasse in sicurezza.
    Quindi SCIA e bonifici avrebbero date diverse, potremo lo stesso richiedere la detrazione del 50% in 10 anni e come dovremo fare? Un geometra mi ha detto che l'agenzia delle entrate, nel caso della detrazione del 50%, richiedera' all'ULSS, se ha dato il proprio parere affermativo per la linea vita. E' cosi'?
     
  4. Bruno Sulis

    Bruno Sulis Membro Attivo

    Altro Professionista
    La pratica per i lavori di manutenzione del tetto e l'installazione di altri pannelli fotovoltaici dovrebbe essere stata presentata contestualmente al Comune ed all'Ufficio Tutela del paesaggio (da noi si presenta solo al Comune che poi provvede alla trasmissione all'Ufficio tutela).
    La SCIA la presenti e non ha bisogno di approvazioni ne di alcun tipo di attesa poichè si fa in caso di lavori che non necessitano di alcuna autorizzazione (fa parte delle cosiddette semplificazioni amministrative).
    Poichè la linea vita costituisce un'opera non rilevante che non apporta modifiche alla sagoma dell'edificio (e tra l'altro è amovibile), non necessita di autorizzazione paesaggistica.
    Per quanto riguarda poi l'Agenzia delle Entrate ti posso dire che in caso di controllo ti chiederà la documentazione di spesa e le autorizzazioni di cui disponi e non va a richieedere a nessun altro alcun tipo di documenti. La ASL non da pareri di questo genere che mi risulti: non hanno competenza se non all'eventuale controllo sull'applicazione delle misure di sicurezza in cantiere.
    Quindi fai la SCIA per la linea vita così puoi cominciare a fare i bonifici per la detrazione del 50% dell'IRPEF.
    Ciao
     
  5. Lucyzar

    Lucyzar Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    Ancora grazie mille per le risposte e per la cortesia.
    Lo studio di edilizia presentera' la scia completa, dato che ci sono lavori come finestrella, presa d'aria, rimozione abbaino e pannelli ftv che modificano l'estetica dell'abitazione, quando si ricevera' risposta o silenzio assenso dai beni ambientali. Altrimenti dovrei pagare lo studio per 2 SCIA: uno per linea vita ed uno per tutto il resto.
    Preciso una cosa: dato che sul tetto ci sono 2 file di pannelli che lo occupano longitudinalmente da est ad ovest fino alla grondaia sud, non sara' possibile inserire 1 solo gancio di tenuta in questo posto, un gancio verra' posizionato immediatamente sopra la seconda fila. Per prima fila, se necessario in caso di rotture o malfunzionamento, si dovra' forzatamente usare un'impalcatura. Il geometra dello studio ha dovuto richiedere, per la linea vita a norma, il parere dello Spisal, disegnando un'impalcatura attorno alla zona dei pannelli dato che ad essi si potra' accedere solamente dall'esterno, poi ganci e linea vita per tutto il resto del tetto a 2 falde. Lo spisal ha risposto, come quasi sempre, che la domanda non e' congrua per una risposta positiva. In sostanza, come mi e' stato detto, se ne lavano le mani, ma se dovessi richiedere la detrazione del 50%, l'agenzia delle entrate si rivolgerebbe allo spisal locale per conoscere se e' stato richiesto il parere per la linea vita e l'eventuale risposta. Cosi' mi sembra di aver capito dalle parole del geometra.
    Grazie, ciao
     
  6. m.barelli

    m.barelli Membro Attivo

    Altro Professionista
    Dove c’è un affidamento di lavori con il rischio di cadute dall’alto (altezza superiore a 2,00 ml) è obbligatoria da parte del Committente la Notifica preliminare alla ASL ai sensi dell’art. 99 del D.l.vo 81/08 coordinato con il D.L.vo 106/09 e tale comunicazione è un presupposto essenziale per la detrazione fiscale. Tale comunicazione va fatta tassativamente prima dell’inizio dei lavori sempre per la anzidetta normativa sulla sicurezza.

    Si possono rilevare quindi due aspetti

    -uno sostanziale, certamente la sola notifica preliminare non aumenta il livello di sicurezza e non è obbligatoria se il Proprietario di casa sale sul tetto; però se il Proprietario di casa è Committente di una o più Ditte per lavori in copertura sicuramente deve fare la notifica preliminare (da sola però questa non aumenta il livello di sicurezza) insieme agli altri obblighi sulla sicurezza riportati sul D.L.vo 81/08 (questi sì aumentano il livello della sicurezza) e da verificare meglio in quanto modulati secondo secondo le caratteristiche dei lavori anche per appalti privati (art. 90 D.l.vo 81/08).

    -uno formale e cioè l’Agenzia delle Entrate non bada tanto a dettagli e sottigliezze e per lavori sul tetto si aspetta comunque la notifica preliminare come sottolinea ampiamente nelle relative sue istruzioni. Cioè vale per essa il semplice ragionamento: se ci sono bonifici per lavori in copertura, ci sono affidamenti in appalto quindi deve esserci la notifica preliminare per lavori in quota superiore a 2,00 ml. Non entra però nel merito degli altri adempimenti sostanziali sulla sicurezza previsti dalla normativa.

    Un saluto
     
  7. m.barelli

    m.barelli Membro Attivo

    Altro Professionista
    Rispetto al precedente post, mi rimane da precisare meglio che l'obbligo della notifica preliminare ricorre solo se:
    -i lavori sono svolti da più di una Impresa, anche se non eseguiti contemporaneamente
    -i lavori sono svolti da una sola impresa, ma sono di entità superiore a 200 uomini/giorno (circa 100.000 euro).
    Ora non rilevando più, come era prima, il solo rischio dei lavori in quota, riguardo l'obbligo della formale notifica preliminare.
    Il discorso dell'eventuale controllo da parte dell'Agenzia delle Entrate, almeno in teoria, potrebbe in tal senso diventare: se ci sono bonifici per Imprese diverse, ci vuole anche la notifica preliminare.​
    Rimangono comunque al Committente gli obblighi sostanziali previsti dall’art. 90 comma 9 del D.L.vo 81/08 e s.m.e i. e cioè di verificare l’idoneità delle Imprese affidatarie di un lavoro con rischio di caduta dall’alto.
    Un saluto
     
  8. Lucyzar

    Lucyzar Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    Grazie, utilizzero' queste informazioni per procedere correttamente. Oggi sono andata allo studio edilizio ed ho saputo che il periodo d'attesa per presentare la scia e' ridotto a 30 giorni perche' i lavori sono considerati di lieve entita'. Poi con le sue informazioni ritornero' allo studio per conoscere meglio la situazione.
     
  9. Bruno Sulis

    Bruno Sulis Membro Attivo

    Altro Professionista
    Ok per la notifica preliminare che però di per se è una semplice comunicazione non una richiesta di autorizzazione.
    Quindi continuo a non capire quale sarebbe il parere che deve esprimere lo SPRESAL.
    PS1 per l'Ufficio tutela del paesaggio e la soprintendenza non vale il silenzio assenso.
    PS2 per la SCIA non occorre attendere un bel nulla, la presenti e dopodichè inizi i lavori il giorno dopo.
    Ciao
     
  10. Lucyzar

    Lucyzar Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    L'ufficio tecnico comunale, nel 1988 quando feci costruire casa mia, mando' il progetto ai beni ambientali e ritorno' con delle prescrizioni da seguire obbligatoriamente. Nel 2009 feci il primo impianto ftv ed anche allora il progetto venne inviato ai beni ambientali; questa volta ci fu il silenzio assenso. Con il potenziamento dell'impianto ftv entra in ballo l'obbligo della linea vita e con questa la scia dopo i 30 giorni di attesa (spero) senza prescrizioni, e con la scia si iniziano i lavori.
    Per quanto riguarda l'ulss e' vero che bisognerebbe inviare l'informativa dei lavori e con questa anche il piano di sicurezza con il responsabile, questo nuovo piano verrebbe a costarmi cifre aggiuntive: ne vale la pena?
    Un artigiano lavorera' da solo meno di 8 ore per la linea vita, perche' sara' molto semplice e senza bisogno di impalcatura o scale, ma usera' i suoi sistemi di sicurezza.
    Altri 2 operai, in giorni diversi, piazzeranno il fotovoltaico, agganciandosi alla linea vita.
    Ed io non voglio complicare ancor piu' la mia.
    Poco fa sono stato al telefono con l'agenzia delle entrate di Roma e per quanto riguarda l'IVA mi e' stato assicurato che essa e' del 10% per materiali ed installazione, mentre e' del 21% per il tecnico. Grazie a tutti, Lucy
     
  11. Bruno Sulis

    Bruno Sulis Membro Attivo

    Altro Professionista
    Alla ASL non devi mandare nessun Piano di sicurezza, semmai devi farti portare dall'impresa installatrice il suo POS (Piano Operativo di Sicurezza). Il Responsabile dei Lavori sei tu committente, secondo me non serve, in questo caso, nominare il Coordinatore per la Progettazione ne il Coordinatore per l'esecuzione.
    Dimenticavo: la Notifica preliminare devi mandarla anche alla Direzione Provinciale del Lavoro competente per la tua zona. Lo studio che ti ha seguito la pratica ti preparerà pure questa.
    Ciao
     
  12. Lucyzar

    Lucyzar Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    Ok, grazie mille a tutti ed io mi fermo qui, come diceva Battisti, altrimenti vado in esaurimento. Ciao, Lucy
     
  13. Tommaso Badano

    Tommaso Badano Membro Attivo

    Agente Immobiliare
    Ciao Lucy. Visto quanto scritto finora volevo solo aggiungere alcune considerazioni generali. Alcune regioni (es. da ma in Liguria) hanno sottoscritto con la Sovrintendenza un Protocollo di Intesa per cui il FV in determinate condizioni non è soggetto a parere preventivo della sovrintendenza stessa (solitamente se integrato). L'IVA al 10% del FV è un diritto in quanto si tratta di energie rinnovabili e ci sarebbe anche in caso di manutenzione ordinaria (senza pratica recupero IRPEF). Per la linea vita giustamente solo se in presenza di lavori di manutenzione straordinaria. Il FV non ha diritto al recupero IRPEF del 50% se già beneficia del conto energia (che non è cumulabile con altre agevolazioni). Se gli impianti FV sono oltre i 3kwp di potenza vanno accatastati autonomamente come opifici con una loro rendita (in categoria D1) a meno che siano integrati nel tetto o abbiano altre caratteristiche specifiche come da nota 31892 del 22/6/2012 dell'Agenzia del Territorio. Sono andato in parte fuori tema ma, visto che non avevo molto da fare (il lavoro langue) ... Saluti e buon lavoro.
     
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