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  1. svankmajer

    svankmajer Membro Junior

    Privato Cittadino
    Ciao a tutti,
    discutendo con l’agente immobiliare riguardo a una casa che sto acquistando a Udine, ho scoperto che il posto auto indicato nella proposta d’acquisto non è di proprietà, ma solo in assegnazione condominiale (non ve ne è traccia infatti a livello catastale).
    A quel punto, ho sottolineato che sarebbe stato corretto spiegare la natura del posto auto prima della proposta d’acquisto: io avevo chiesto più volte in merito (non vedendola sulla scheda catastale, a differenza del box che invece è presente) e non mi è mai stato accennato alla possibilità che fosse in assegnazione anziché di proprietà. Ho fatto anche notare che secondo il borsino immobiliare di Udine del 2011, un posto auto di proprietà in quella zona varrebbe 20.000 euro.
    L’agente ha provato a minimizzare, spiegando i vantaggi di questa soluzione: non mi trovo così a pagare tasse (né d’acquisto né di IMU) sul posto auto, che – visto che la casa possiede già un box – non sarebbe risultato (a livello di tassazione) come pertinenza di prima casa, ma come di seconda casa (con quindi maggiori tasse). Inoltre, sostiene l’agente, il valore di mercato reale di quel posto auto, se fosse di proprietà, sarebbe assai meno di 20.000 euro, visto il tipo di condominio (un piccolo stabile in cui tutti i condomini hanno già box più posto auto) e il fatto che essendoci nei dintorni solo scuole e villette, nessuno esterno al condominio potrebbe essere interessato ad un posto auto (ipotesi che mi pare assolutamente verosimile).
    In definitiva: secondo l’agente, a livello di tasse nell’arco di qualche anno (e io avrei intenzione di tenere, salvo imprevisti, la casa almeno per una ventina d’anni) se il posto auto fosse di proprietà mi troverei ad essere in perdita, rispetto al suo effettivo valore. Così, invece, avrei tutti i vantaggi di avere un posto auto assegnato, ma senza pagare tasse da seconda casa su di esso.
    Che ne pensate?
    Dovrei comunque “fare il mazzo” all’agenzia per il fatto di non aver specificato bene da principio la natura di quel posto auto? Dovrei/potrei puntare i piedi rispetto alla proposta già accettata e pretendere uno sconto dal venditore e/o dall’agenzia?
    Ogni consiglio sarà bene accetto, grazie in anticipo a tutti.
     
  2. jacopoge

    jacopoge Membro Attivo

    Agente Immobiliare
    E' un genio.
    Non entro nel merito di questi calcoli. Un posto auto in assegnazione può essere revocato da un'assemblea di condominio a meno che non sia stato dato un uso esclusivo perenne. Quindi risparmierai le imposte, ma potresti ritrovarti a non poterlo più usare.
     
    A svankmajer piace questo elemento.
  3. barox71

    barox71 Nuovo Iscritto

    Altro Professionista
    A fini ipotecari il posto auto assegnato non è neppure valutabile, è un bene comune indiviso, quindi in un eventuale richiesta di mutuo, dove fosse necessaria la verifica del valore del cespite, la presenza di questo posto auto sarebbe ininfluente e darebbe valore 0.
    Sullo sconto dipende tutto dalla descrizione che c'è sulla proposta. Se si specifica, appartamento di xx locali e accessori con posto auto di proprietà, la descrizione è palesemente errata, l'oggetto del contratto indeterminabile e forse pure illecito, quindi il compromesso nullo (art.1346 c.c.).
    PS. La proposta irrevocabile di acquisto è un contratto assimilabile al compromesso.
     
  4. svankmajer

    svankmajer Membro Junior

    Privato Cittadino
    No, fortunatamente non devo chiedere mutuo, quindi quel versante non m'interessa.
    Sulla proposta c'è scritto solo "posto auto": non è specificato "di proprietà", ma l'agenzia in effetti ha riconosciuto il proprio errore...
    Anzi, vi aggiorno sugli sviluppi: dopo aver presentato le nostre rimostranze all'agenzia, che appunto non ha esitato a riconoscere la propria colpa (dicendosi però in buona fede, si è trattato di una svista), ci siamo trovati a ragionarne.
    Morale: da un lato, il posto auto si è rivelato essere in assegnazione esclusiva perpetua; interpellati, il venditore e l'amministratore hanno acconsentito a stendere un documento nel quale l'amministratore lo riconosce come tale (ci ha girato il verbale dell'assemblea del 2004 in cui è stato assegnato) e afferma che resterà d'assegnazione dell'appartamento (e quindi il diritto di usarlo passerà a noi, come scriverà peraltro sul preliminare anche il venditore).
    Dal punto di vista economico, l'agenzia s'impegna a negoziare con il venditore per scontare almeno 5.000-10.000 euro rispetto alla proposta iniziale...

    Che dite? Vi pare una soluzione equa e accettabile?
     
  5. jacopoge

    jacopoge Membro Attivo

    Agente Immobiliare
     

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