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  1. skywalker

    skywalker Membro Assiduo

    Agente Immobiliare
    Oggi parliamo tutti della crisi, la percepiamo intorno a noi, la viviamo...nelle scelte...nelle motivazioni...nel programmare il futuro...
    ...ma non è sempre stato così.
    Ci sono stati giorni in cui tutti noi ci siamo svegliati contenti di andare a fare quello che sapevamo fare e credevamo giusto fare.
    Chi di voi si ricorda per quale sogno avete lasciato il vostro precedente lavoro o vi siete messi in proprio?
    Chi di voi lo rifarebbe sapendo quello che sa ora e nel caso... cosa fareste di diverso?
     
  2. Mil

    Mil Membro Senior

    Altro Professionista
    Io credo che davvero la colpa di questa crisi sia in alto, molto in alto. Quando un intero Paese è in ginocchio, quando chiudono i battenti centinaia di imprese, quando anche il nord, il ricco nord non è altro che una colonia di multinazionali allora vuol dire che c'è un problema. Non può essere. Non è possibile che si sia tutti, in tutti i settori un branco di incompetenti che non sanno aggiornarsi, non hanno aguzzato l'ingegno, non si sono orientati nei settori giusti, hanno trascurato l'eccellenza...balle. tutte balle.
    E' vero, in generale forse i tempi sono cambiati e su molte cose bisogna adattarsi.
    Esiste un limite, però, entro il quale inizi a capire che qui non c'entra l'abilità del singolo, ma si è stritolati da qualcosa di più grande, dal nord alle isole....i più bravi sopravvivono, per un po', ma dopo qualche tempo sono inevitabilmente presi dentro al tritacarne di cui non si capisce bene origine e ragione....
    Ci interroghiamo tutti su dove si sbaglia, su cosa migliorare, su cosa avremmo fatto se avessimo preso strade diverse...ed è giusto.
    La mia impressione però è che ci stiamo colpevolizzando per colpe in realtà non del tutto nostre, in tutti i settori...e lo dico io che sono il primo a criticare le storture palesi del settore edilizia e dintorni. Questa crisi affonda le radici nel 1992. Si dice che già da allora i destini dell'Italia erano segnati. Io inizio a crederci...vorrei tanto capire se altri hanno il mio stesso sentore o se è il mio solito catastrofismo, a farmi ragionare così cercando colpe anche all'esterno...
     
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  3. Damiameda

    Damiameda Membro Assiduo

    Agente Immobiliare
    Grande grande grande ,condivido in toto .
     
  4. sylvestro

    sylvestro Membro Assiduo

    Privato Cittadino

    Forse è vero che, in generale, ci si è persi per strada focalizzandosi su questo o quell'aspetto della crisi perdendo di vista la visione d'insieme.

    La crisi è globale, è in atto già da qualche anno ed anche i paesi che sembravano seguire una strada diversa alla fine stanno per rimanere coinvolti con un rallentamento della crescita.

    La crisi è figlia, oltre che di una inevitabile ricorrenza nei cicli economici, della passata globalizzazione. La globalizzazione (anch'essa inevitabile, al massimo rimandabile) ha obbligato a una violenta e repentina riconfigurazione degli assetti economico-sociali con ridistribuzione massiccia di risorse finanziarie, industriali e tecnologiche.

    Chi ha visto lungo si è preparato per tempo dismettendo la propria vecchia attività o ricollocandola o adeguandola. Chi pensava che fosse la solita crisi è rimasto incastrato.

    Il culmine si è avuto con la bolla del credito (prevista e prevedibile come insegnano Minsky e Kindlerberger) che inevitabilmente è sfociata nella bolla immobiliare.

    A livello MONDIALE.

    Noi, Italia, abbiamo fatto nel bene e nel male tutto quello che si poteva fare con il nostro ancestrale carico di inefficienze, deficienze, incompetenze e particolarismi.

    A mio parere siamo ancora lontani da un epilogo, la trasformazione continua ed il mondo che verrà sarà parecchio diverso da quello che abbiamo lasciato.

    Piangersi addosso non aiuta (se non a sfogarsi temporaneamente), urge prendere atto della situazione e valutare il da farsi individualmente (non esistono soluzioni universali)
     
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  5. skywalker

    skywalker Membro Assiduo

    Agente Immobiliare

    Ha un senso...anzi, ne ha fin troppo...
    Quello che manca però è una soluzione.
    Visto che il ragionamento fila, dimmi, secondo te il cambiamento epocale che mondo lascerà emergere alla conclusione del ciclo?
     
  6. andrea boschini

    andrea boschini Moderatore Membro dello Staff

    Agente Immobiliare
    La sola differenza fra noi e i paesi sviluppati nell'intermediazione immobiliare nell'affrontare questa " macellaia " di crisi? gli strumenti...NOI NON LI ABBIAMO...E QUEI POCHI NON LI VOGLIAMO USARE:disappunto:
     
  7. Mil

    Mil Membro Senior

    Altro Professionista
    Temo questa volta di non essere d'accordo pienamente.
    Qui non è questione di piangersi addosso, né credo affatto che davvero a livello individuale si possa risolvere il problema. Le dismissioni delle attività in Italia erano iniziate massicciamente già negli anni '90, anni dei primi dislocamenti all'estero delle produzioni....dal 2000 è stato un susseguirsi della stessa linea.
    Tu mi parli di globalizzazione...dimentichi che c'è una globalizzazione anche della protesta, ridimensionata da tutti i media mondiali. Nel 2001 avevo creduto anch'io alla stigmatizzazione del gruppo di rastoni drogati che protestavano. Ma ho idea di essermi sbagliato.. all'epoca era facile isolarli, non si conoscevano veramente le conseguenze del fenomeno. Ora la faccenda è più complicata, temo che non si possa dire a intere economie che bisogna cambiare direzione ed adeguarsi o pensare che il 3% di export della nicchia dei beni di lusso possa veramente convincere la gente che è così che deve funzionare, tutto il resto deve scomparire, welfare compreso...E' un'utopia di commercio senza regole tra oligarchi che sta paurosamente rischiando grosso, perché non si sta andando a toccare paesi ex soviet, ma economie che avevano già un sistema capitalistico, regolamentato però. Modificare le regole dall'alto può essere molto rischioso...le masse storicamente hanno reazioni tanto più gravi quanto più a lungo sono state "addomesticate". Ho l'impressione che siamo seduti su una polveriera.
     
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  8. Mil

    Mil Membro Senior

    Altro Professionista
    I cambiamenti epocali cambiano le cose quando sono insiti nella natura stessa, delle cose....le pestilenze le carestie...ci sono sempre state. Diverso è quando sono frutto delle idee di pochi (la restaurazione postnapoleonica è durata molto poco, come molti regimi..). E io credo che oggi sia di fronte a questo, che ci troviamo.
    La conclusione del ciclo avrà effetti molto deludenti per chi aveva pensato di iniziarlo, secondo me.
     
  9. sylvestro

    sylvestro Membro Assiduo

    Privato Cittadino
    Io credo di no, senza per questo voler sminuire crisi, disagio e sofferenze. Verranno sicuramente (e legittimamente) altre proteste ma non credo che assisteremo a rivoluzioni dal basso.

    Credo che il processo in atto sia inarrestabile, che il welfare sarà smontato, che gli apparati statali cederanno via via il passo alle nuove geometrie dettate dalle multinazionali e che la società (le società) saranno sempre più stratificate nei livelli di benessere e ricchezza.

    Il tutto nell'arco di pochi decenni.
     
  10. Ale.

    Ale. Membro Senior

    Altro Professionista
    parlami come fossi un bambino di 2 anni ........
     
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  11. Mil

    Mil Membro Senior

    Altro Professionista
    Lo so...ma vedi, c'è sempre la variabile impazzita....le dinastie degli zar pensavano che non sarebbe mai potuto accadere nulla di sconvolgente, come pure le aristocrazie francesi prima della rivoluzione. E pensa agli ebrei in Germania, a come erano sicuri detenendo il debito del Paese che le masse non avrebbero davvero ceduto alla stupidaggine dell'arianesimo...chi può mai veramente pensare l'inimmaginabile? Però la storia insegna molto secondo me..e gli errori si ripetono. Sempre.
     
  12. sylvestro

    sylvestro Membro Assiduo

    Privato Cittadino
    voglio dire che sarà difficile semplificare alla vecchia maniera tra ricchi, poveri e ceto medio (o "media borghesia", "bassa borghesia", ecc ...); avremo più classi di ricchi, più classi medie, più classi di poveri.

    Già oggi si può notare questo fenomeno con popstar e maghi dell'informatica che "capitalizzano" più di piccoli stati ed ex grandi aziende.[DOUBLEPOST=1373997554,1373997292][/DOUBLEPOST]
    Staremo a veder, Mil, la mia è solo una impressione. :)
     
  13. skywalker

    skywalker Membro Assiduo

    Agente Immobiliare
    Vorrei tu avessi ragione ma credo più possibile la tesi di sylvestro...e non mi rende Felice...
     
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  14. skywalker

    skywalker Membro Assiduo

    Agente Immobiliare
    Ho ricevuto ora un SMS da un caro amico che vive da vent'anni in californi a e che ha un'azienda informatica...non commento ma cito il testo come ricevuto: "in US l'immobiliare si stà riprendendo, i prezzi sono saliti ma in parte perché la gente stà comprando ora in previsione del rialzo dei mutui quando il tasso di interesse aumenterà. Quest'anno ho anche notato molti più cantieri. In california è già da due o tre anni che l'economia va bene, in silicon valley è da un po'che siamo addirittura in boom economico" ...
    Fate voi...
     
  15. Mil

    Mil Membro Senior

    Altro Professionista
    :shock: Non c'è niente da fare. E' un popolo addomesticato. E' vero, forse ha ragione Sylvestro.
     
  16. Mil

    Mil Membro Senior

    Altro Professionista
    Secondo me non c'è niente di particolarmente nuovo. Prima del '900 era così. C'erano i ricchi (pochi) e le masse. Non un numero maggiore di classi di ricchi, di medi e di poveri, semplicemente molti poveri e pochi ricchi. Ci potrebbe anche stare. Quello che sto tentando di dire però è che sarà difficile che si possa tornare a quel tipo di equilibrio, specie quando il disagio sociale comincia a toccare il ceto medio, quindi una massa.
    Quando la bilancia pende troppo da una parte storicamente si ribalta. E molti studiosi questa cosa la sanno.
    Uno che conosce bene la dinamica delle masse è Casaleggio. Infatti non parla mai di tagli ma di rinegoziazione del debito, reddito minimo garantito...etc. Perché secondo te questo linguaggio completamente diverso dall'altro che sentiamo, cioè che bisogna fare sacrifici, etc?
     
  17. sylvestro

    sylvestro Membro Assiduo

    Privato Cittadino
    Il disagio sociale c'è e ci sarà, ma sarà spalmato in diversi gradi di sofferenza, tanti quanto i livelli sociali. Non avremo, credo situazioni diffuse sotto il limite di sopravvivenza (che è la soglia certa per far scattare la rivoluzione dal basso) ma, a seconda dei casi, ci sarà difficoltà di accesso alla sanità, all'istruzione, ai servizi, ecc ... perchè sul piano statale avremo sempre meno risorse e sempre più gente bisognosa, quindi chi vorrà un minimo di qualità dovrà poter permettersi di pagare in qualsiasi settore, chi non potrà dovrà farsi bastare il minimo (e pessimo) sindacale che funzionerà da tappo e freno alla protesta violenta e di massa.


    Non credo esistano ricette miracolose o slogan eternamente vincenti; chi vuol farsi imbonire da nuovi pifferai magici e credere all'esistenza di scorciatoie è libero di farlo.

    Personalmente credo sia meglio preparasi "al peggio", cioè essere prudenti e previdenti e sperare di sbagliarsi nelle previsioni.
     
  18. Mil

    Mil Membro Senior

    Altro Professionista
    Ma la massa crede da sempre nei pifferai magici. E in questo momento non è l'Europa, le sue leggi sul mercato del lavoro, la rivisitazione del welfare...etc. Questo poteva essere l'eldorado per chi viveva negli ex regimi sovietici, ma perchè era unito alla povertà vera, si poteva solo migliorare. E le potenze hanno sfruttato questa insoddisfazione. Ma se la ricetta propone invece un ritorno alla povertà non funzionerà, quand'anche fosse giusta. Ecco perché anch'io credo al peggio, ma non nella stessa maniera in cui la vedi tu.
    Spero di sbagliarmi....ma in diverse nazioni la tensione è al limite, una di queste è la nostra, anche se non ce ne accorgiamo.[DOUBLEPOST=1374045689,1374045549][/DOUBLEPOST]
    In Grecia ci sono già...esistono strutture dove sono accolti i figli di persone che non riescono a mantenerli. Il terzo mondo, praticamente. Quanto pensi che durerà, davvero?
     
  19. skywalker

    skywalker Membro Assiduo

    Agente Immobiliare
    Io mi sarei aspettato una reazione più violenta dalla Grecia e invece...
    ...niente.
    La pressione nella pentola evidentemente deve alzarsi ancora...
     
  20. Mil

    Mil Membro Senior

    Altro Professionista
    ricorda che siamo comunque in epoca da grande fratello e che c'è interesse da parte delle potenze straniere a soffocare le rivolte. Non è l'Egitto, dove accade l'esatto contrario.
    però è solo questione di tempo, bisogna vedere fino a che punto riescono a tenere sotto controllo e ben pagate le forze armate e la stampa. Il rischio lo correranno quando seriamente l'equilibrio si romperà, nella ddr gli agenti della stasi a un certo punto sono passati dalla parte dei rivoltosi. Quando accadrà andranno in bancarotta e dopo non so dirti se gli scenari europei saranno veramente gli stessi...
     

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