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  1. silvialu

    silvialu Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    buonasera
    vorrei chiedere aiuto per capire le differenze tra certificato di conformita' e rispondenza di un impianto elettrico. mi spiego meglio, tra qualche giorno ho il rogito dell'appartamento che sto acquistando ma al posto di una dichiarazione di conformita' dell'impianto alle normative attualmente vigenti, come stabilito dal compromesso, pena differimento della data del rogito e penali per il venditore, mi e' stata rilasciato un certificato di rispondenza. vorrei cercare di capire le differenze, se l'impianto e' vecchio e risponde alle norme vigenti all'epoca, attualmente e' comunque sicuro o necessita di eventuali lavori per renderlo conforme. inoltre se rifiuto di rogitare in base agli accordi presi nel compromesso sono nel giusto o la rispondenza e' sufficiente per considerare l'impianto a norma? il problema e' che il venditore ha chiesto un prezzo alto per l'immobile, ma la convinzione era che almeno non ci fossero da fare lavori per un bel po'. grazie mille per l'aiuto
     
  2. Architetto

    Architetto Membro dello Staff

    Altro Professionista
    La dichiarazione di conformità viene redatta da un tecnico abilitato che accerta che l'impianto è realizzato in conformità alle norme in materia, ovviamente chi redige questo attestato, non risponde minimamente dell'impianto...
    Il certificato di conformità è redatto da tecnico abilitato (solitamente anche lo stesso l'elettricista) dove con tale dichiarazione attesta e assevera che l'impianto è stato realizzato (dallo stesso) in conformità alle norme vigenti è che per ogni eventuale difformità che dovesse riscontrarsi, ne risponde direttamente...mentre nel primo no...
    Per quanto riguarda tali dichiarazioni a livello di rogito, non sono obbligatorie, possono essere richieste, ma non condizione si ne qua non...
    A mio parere, ogni nuovo insediamento dovrebbe essere visionato ed accertato da un proprio tecnico di fiducia che mette in evidenza eventuali anomalie, ma questo non è adottato da molti...
    Per i lavori...difficile da dire, perchè sono del parere che ogni abitazione è realizzata sulle scelte e volontà di chi la vive e non sempre il nuovo insediato accetta i gusti del predecessore...
    spero esserti stato d'aiuto...:)
     
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  3. Laura C

    Laura C Membro Ordinario

    Altro Professionista
    La differenza è questa:
    - il certificato di conformità dell'impianto lo redige la ditta che ha eseguito o modificato l'impianto. Significa che per avere un impianto certificato al 2011, avrebbero dovuto essere eseguiti dei lavori nel 2011.
    - la dichiarazione di rispondenza dell'impianto alla regola d'arte è un documento redatto da un tecnico o artigiano abilitato (nel tuo caso l'elettricista) che dichiara 'sotto la propria personale responsabilità e per quanto materialmente verificabile, la rispondenza dell’impianto alla norma tecnica vigente all’epoca della costruzione', a cui deve allegare una relazione di verifica dell'impianto. Questo documento va bene per un immobile usato, su cui non sono stati fatti nuovi lavori. L'impianto ha le prestazioni dell'epoca in cui è stato eseguito e per tale viene dichiarata la rispondenza. Ovvio che la dicitura 'per quanto materialmente verificabile' significa che non sono stati controllate le parti incassate nelle pareti, perchè non visibili, ad esempio.
    La parte venditrice non potrebbe far produrre con data 2011 un certificato di conformità, perchè non ha eseguito nessuna modifica: però potrebbe allegare la dichiarazione di rispondenza con data 2011 e il certificato di conformità (se ce l'ha) alla data di costruzione dell'impianto.
     
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  4. silvialu

    silvialu Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    In pratica secondo voi un impianto con una dichiarazione del genere e' probabilmente da rifare a breve o potrebbe essere sicuro e durare anni? il mio dubbio e' se e' possibile dichiarare sul compromesso che verra' fornita una dico e dare poi una diri o se avendo dichiarato che e' a norma secondo le attuali disposizioni il venditore deve provvedere a metterlo a norma a sue spese. grazie
     
  5. Architetto

    Architetto Membro dello Staff

    Altro Professionista
    Dipende da ciò che vuoi ottenere...
    l'impianto, mai toccato dalla realizzazione, ante 90, pensi che sia conforme alle norme attuali?...penso di no...sarà conforme al momento della sua realizzazione...
    domandati: c'è un interruttore di protezione (salvavita) dopo il contatore?... SI l'impianto può essere dichiarato rispondente alle norme; NO, allora non è ne conforme ne dichiarabile...
    Ma da ciò che mi pare di capire e da ciò che vuoi ottenere è un impianto in piena conformità anche se risale agli anni 80...beh, non so chi lo possa dichiarare...perchè ciò che non è detto, non è visibile...e quello non visibile è il pericolo, ovvero le caverie (o fili) sono rigidi, flessibili, sono ancora plastici o sono secchi... queste stupide domande che mi sono posto sono il vero pericolo...
    A mio parere una volta che si è acqisito l'immobile sicuramente necessita un controllo degli impianti (dico degli e non dell'impianto) perchè solo così mi accerto che sono sicuro in casa...e se il tecnico mi dirà che sarà da sistemare si sistemerà...in fin dei conti la sicurezza sarà la tua e non del venditore... e poi se non sei saccordo con il mio dubbio, allora penso che la miglior cosa sia di chiedere al venditore di poter effettuare un accertamento degli impianti, verificarne lo stato di conservazione e poi concordare il prezzo (ovvero se ok, il prezzo rimane, ma se non è ok, credi che te lo metta a posto ex novo?)... un'ultima riflessione... nel preliminare o contratto c'è indicato che l'immobile viene preso così come si trova (che poi sarà la frase ripetuta nel rogito)...;)
     
  6. silvialu

    silvialu Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    in realta' nel compromesso c'e' scritto che il venditore dichiara che gli impianti sono conformi alla normativa vigente e che se non consegna le certificazioni la data del rogito verra' differita con addebito a carico del venditore. non mi e' stato detto esattamente a quando risaliva l'impianto per cui io non capendoci niente in buona fede ho pensato potesse essere conforme, poi quando mi sono vista arrivare questa diri ho saputo che risaliva a prima del 1990. il venditore non e' stato corretto ne su questo punto ne su altri (dia, docfa...) per cui sono esasperata e vorrei che almeno concorresse alle spese per metterlo a norma anche perche' il prezzo dell'immobile era alto e non ha scontato nulla. e' che avendomi fornito questa dichiarazione temo di non poter agire legalmente, ma di dover spendere io per qualcosa che pattuito nel prezzo doveva andare bene, cosi' come l'impianto a gas.
     
  7. Architetto

    Architetto Membro dello Staff

    Altro Professionista

    Questo basta per capire che l'impianto deve essere conforme e non rispondente...non capisco dia e catasto...se posso aiutarti contattami anche con mp...
     
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  8. silvialu

    silvialu Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    grazie mille per la risposta, e' quello che spero anche se non so come convincere il venditore...era per quello che nominavo la dia ed altro, dovevamo avere il rogito a brevissimo e ha presentato le pratiche in comune e catasto solo tre giorni fa. sostanzialmente si sta comportando in modo scorretto e perfino la certificazione del gas non ha l'allegato del tecnico che l'ha redatta. pero' trovandomi questa diri per l'elettricita' e non sapendo nulla della materia ho pensato che poi potesse dire che lui la certificazione l'ha fornita e sono io a fare troppi problemi.
     
  9. Laura C

    Laura C Membro Ordinario

    Altro Professionista
    Come già detto la dichiarazione di rispondenza non è il certificato di conformità. Quindi come scritto nel compromesso, dovrete spostare la data per effettuare i lavori (che saranno a carico esclusivamente della parte venditrice) necessari ad ottenere una conformità che ti verrà consegnata al rogito, perchè il venditore ha dichiarato che gli impianti sono a norma secondo la normativa 'attuale', non degli anni '90. Punta i piedi su questo fatto, non solo per l'impianto elettrico, ma per tutti gli impianti. Anche perchè il prezzo (come hai detto tu stessa) è stato determinato su questa 'regolarità' di impianti, non sulla necessità di fare nuovi lavori.

    Per quanto riguarda Dia e Docfa, immagino ci fossero delle difformità tra lo stato concessionato e la situazione reale. E' giusto che la parte venditrice risolva tutto in modo che le planimetrie che obbligatoriamente vanno allegate al rogito siano corrispondenti allo stato di fatto e tra di loro (cioè tra planimetria in Comune e planimetria catastale): in questo non ci vedo nulla di scorretto, anzi, visto che tu hai sottoscritto un compromesso per un immobile che hai visto nello stato di fatto e lui lo sta 'regolarizzando'.
     
  10. silvialu

    silvialu Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    l'unico dubbio e' che sul compromesso, modulo prestampato, c'e' scritto "dichiarazione di conformita' o suoi equipollenti"- sempre in riferimento alle normative vigenti. Quindi se questo non fosse un problema (e non significasse diri equipollente a dico) potrei chiedere riduzione del prezzo o fargli successivamente causa?
    per la dia volevo fare solo un esempio della scorrettezza di questa persona, perche' ha fatto fretta per rogitare dandomi 2 mesi dalla proposta d'acquisto pena il rifiuto della stessa, io ho venduto il mio appartamento restando fuori di casa e lui ha presentato in ritardo tutti documenti facendo slittare la data per questo atto. grazie ancora per la disponibilita'.
     

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