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Ciao a Tutti

mi pare di capire che, relativamente alle affrancazioni, la capacità produttiva è di 9 rogiti/mese, è corretto?

Se così fosse potremmo stimare che in un anno si portino a compimento 90 rogiti (considerando 10 mesi lavorativi/anno, ovvero escludendo il periodo di ferie estivo e natalizio).

Leggo su questo forum che le domande di affrancazione in giacenza sono circa 2000. Secondo la stima sopra ipotizzata significa che chi ha presentato domanda ieri la vedrà evasa tra 22 anni.

Pensate che sia accettabile, visto che già da oltre 16 mesi è tutto bloccato?

Quindi ritengo che non sia più procrastinabile cercare un contatto con il Sindaco per presentare queste 3 semplici istanze.

1) Chi ha comprato a prezzo di libero mercato (ad esempio i secondi proprietari) DEVE essere automaticamente affrancato.

2) Attendere 22 anni non è possibile, anzi non è più possibile attendere, quindi è necessario trovare un accordo con qualche ordine di professionisti (architetti? notai?....?) ai quali delegare l'espletamento delle pratiche, a semplice richiesta dell'interessato oppure automaticamente in presenza di una compravendita: l'onorario del professionista sarà a carico del Comune e sarà un importo fisso (e non una percentuale dell'importo dell'affrancazione/trasformazione).

3) Occorre ripristinare le trasformazioni con le modalità ante maggio 2016.

Ringrazio sentitamente quanti avessero l'opportunità di far giungere la presente a chi ha il potere di incidere sulla vicenda.

1) Non può farlo, la legge è nazionale e il Comune può solo stabilire i valori venali, tra l'altro attenedosi a criteri fissati dalla Regione, e gli abattimenti nei limiti che la legge stessa consente.
Ma potrebbe sollecitare un intervento legislativo per sanare in modo equo il pregresso.

2) Potrebbe essere sensato ma vedo difficile che il Comune deliberi questa spesa, in un momento di tagli consulenze e convenzioni, fermorestando che la convenzione che ne scaturirebbe dovrebbe includere un eventuale conguaglio, oltre quello già contemplato per i valori venali definitivi delle aree, anche quello post verifica, con il risultato di scoraggiare ancora di più la compravendita.
Rimane comunque una via percorribile ma, dico io, basterebbe automatizzare la procedura per sveltire le pratiche, una volta inseriti i dati estratti dalle convenzioni ci vorrebbero poi 10 secondi per partica. Speriamo che si organizzino in tal senso, anche se mi sembra che l'atteggiamento sia di farsi scivolare tutto addosso.
C'è addirittura chi afferma che ci sia della malafede in questo ma, a prescindere, è un fatto che chi non compra da privati in peep, compra dai costruttori da altra parte.

3) Questa è la questione più controversa, dato che la sentenza del settembre 2015 invece di limitarsi a dirimere correttamente i dubbi interpretativi della legge riguardanti la causa in esame, ha espresso delle motivazioni di carattere generale, dando spazio a ulteriori interpretazioni, spazio preso al balzo dal Comune per fare cassa.
Generalizzando che le convenzioni peep si portino dietro il vincolo del prezzo massimo di cessione in modo indeterminato, senza una convenzione ad hoc che lo rimuova, ha rimesso in ballo tutto, compreso le convenzioni peep in proprietà.
Questa leggerezza nell'argomentare le motivazioni in modo interpretabile creerà più casini di quelli che voleva risolvere.
Seppure le convenzioni in proprietà dopo l'entrata in vigore della 179/1992 devono essere redatte ai sensi dell 10/77 e s.m.i (Bucalossi) e anche se le differenze, sotto l'aspetto dei vincoli, tra convenzioni peep e Bucalossi, non ci sono più, rimangono pur sempre delle convenzioni peep.
D'altro canto le convenzioni peep in proprietà, originarie o sostitutive, hanno una durata che invece di portare alla loro risoluzione, come quelle in diritto di superficie, consegnano la piena proprietà del bene a chi le ha stipulate, non si capisce quindi che senso abbia questa durata se al loro scadere invece non succede nulla e vincoli permangono. Questo dovrebbe togliere qualsiasi dubbio che la Corte si riferiva solo alle convenzioni peep in diritto di superficie, affermando che l'onere ha durata "indefinita", e lo schema pre delibera per la trasformazione, specie dopo l'aver portato le convenzioni Bucalossi ad una durata fissa di 20 anni, rimane validissimo e rispetta la legge.
Non si sa poi perchè le procedure di espropriazione portate a termine sono ferme al 2003 e sarebbe possibile, sottolineo sarebbe, sostituire la convenzione, secondo il comma 46 art.31 della 998/448, solo per 14 piani di zona dei 120 e passa.
 
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PeppeC.

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1) Non può farlo, la legge è nazionale e il Comune può solo stabilire i valori venali, tra l'altro attenedosi a criteri fissati dalla Regione, e gli abattimenti nei limiti che la legge stessa consente.
Ma potrebbe sollecitare un intervento legislativo per sanare in modo equo il pregresso.

2) Potrebbe essere sensato ma vedo difficile che il Comune deliberi questa spesa, in un momento di tagli consulenze e convenzioni, fermorestando che la convenzione che ne scaturirebbe dovrebbe includere un eventuale conguaglio, oltre quello già contemplato per i valori venali definitivi delle aree, anche quello post verifica, con il risultato di scoraggiare ancora di più la compravendita.
Rimane comunque una via percorribile ma, dico io, basterebbe automatizzare la procedura per sveltire le pratiche, una volta inseriti i dati estratti dalle convenzioni ci vorrebbero poi 10 secondi per partica. Speriamo che si organizzino in tal senso, anche se mi sembra che l'atteggiamento sia di farsi scivolare tutto addosso.
C'è addirittura chi afferma che ci sia della malafede in questo ma, a prescindere, è un fatto che chi non compra da privati in peep, compra dai costruttori da altra parte.

3) Questa è la questione più controversa, dato che la sentenza del settembre 2015 invece di limitarsi a dirimere correttamente i dubbi interpretativi della legge riguardanti la causa in esame, ha espresso delle motivazioni di carattere generale, dando spazio a ulteriori interpretazioni, spazio preso al balzo dal Comune per fare cassa.
Generalizzando che le convenzioni peep si portino dietro il vincolo del prezzo massimo di cessione in modo indeterminato, senza una convenzione ad hoc che lo rimuova, ha rimesso in ballo tutto, compreso le convenzioni peep in proprietà.
Questa leggerezza nell'argomentare le motivazioni in modo interpretabile creerà più casini di quelli che voleva risolvere.
Seppure le convenzioni in proprietà dopo l'entrata in vigore della 179/1992 devono essere redatte ai sensi dell 10/77 e s.m.i (Bucalossi) e anche se le differenze, sotto l'aspetto dei vincoli, tra convenzioni peep e Bucalossi, non ci sono più, rimangono pur sempre delle convenzioni peep.
D'altro canto le convenzioni peep in proprietà, originarie o sostitutive, hanno una durata che invece di portare alla loro risoluzione, come quelle in diritto di superficie, consegnano la piena proprietà del bene a chi le ha stipulate, non si capisce quindi che senso abbia questa durata se al loro scadere invece non succede nulla e vincoli permangono. Questo dovrebbe togliere qualsiasi dubbio che la Corte si riferiva solo alle convenzioni peep in diritto di superficie, affermando che l'onere ha durata "indefinita", e lo schema pre delibera per la trasformazione, specie dopo l'aver portato le convenzioni Bucalossi ad una durata fissa di 20 anni, rimane validissimo e rispetta la legge.
Non si sa poi perchè le procedure di espropriazione portate a termine sono ferme al 2003 e sarebbe possibile, sottolineo sarebbe, sostituire la convenzione, secondo il comma 46 art.31 della 998/448, solo per 14 piani di zona dei 120 e passa.
Giusto Mobil, però, forse mi sbaglio, ma io credo che se vogliono e ripeto se vogliono una sanatoria/soluzione chiamiamola come vogliamo, il Comune da solo o con l'aiuto del Governo la trovano, perché non si può veramente andare avanti così, non è più sostenibile. Le persone vanno veramente all'esaurimento per non dire altro.
 

Mobil

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Giusto Mobil, però, forse mi sbaglio, ma io credo che se vogliono e ripeto se vogliono una sanatoria/soluzione chiamiamola come vogliamo, il Comune da solo o con l'aiuto del Governo la trovano, perché non si può veramente andare avanti così, non è più sostenibile. Le persone vanno veramente all'esaurimento per non dire altro.
Per come stanno i rapporti politici tra governo e giunta ora, il buon senso si va a far benedire.
E poi bisognerebbe che prima ci fosse la volontà di farlo. Berdini, e mi vengono eritemi solo a pronunciare il nome, nelle farneticanti interviste che ha rilasciato, ha detto che il problema specifico lo avrebbe analizzato con l'avvocatura del comune, già evidenziando ignoranza in materia per quanto ho spiegato al punto 1, ossia che da solo il Comune non può trovare una soluzione per il pregresso.
Il quesito è....c'è questa volontà? Il modo e tempi con cui stanno trattando il problema rispondono da se.
 
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lupin3

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daccordo con il punto 3 di Fausto. DEVONO SBLOCCARE tutte le trasformazioni....... e semplicemente cosi' risolverebbero gran parte dei problemi...
 

Mobil

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Privato Cittadino
daccordo con il punto 3 di Fausto. DEVONO SBLOCCARE tutte le trasformazioni....... e semplicemente cosi' risolverebbero gran parte dei problemi...
Se sbloccano le trasformazioni e non annullano le delibere non risolvono un bel nulla. Oltre ad ad aspettare per l'iter della trasformazione, cosa che non mi è dato pensare sia più veloce di quello per affrancare, bisogna comunque affrancare ed aspettare anche per questo.
 
I

ilvetta

Ospite
Ma possibile il problema debba essere di noi cittadini qui si parla di notai e periti di banche che non hanno fatto a dovere il loro mestiere!!
Io mi sento ingannata e truffata prima da questi professionisti ciarlatani e poi dal Comune che, ripeto, ci sta chiedendo una tangente!!! Come risolvere il problema è compito degli uffici preposti del Comune ed è li che deve arrivare la ns indignazione!!!
 

lupin3

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Se sbloccano le trasformazioni e non annullano le delibere non risolvono un bel nulla. Oltre ad ad aspettare per l'iter della trasformazione, cosa che non mi è dato pensare sia più veloce di quello per affrancare, bisogna comunque affrancare ed aspettare anche per questo.
ovviamante intendevo questo ....
 

giannelmo

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Professionista
3) Questa è la questione più controversa, dato che la sentenza del settembre 2015 invece di limitarsi a dirimere correttamente i dubbi interpretativi della legge riguardanti la causa in esame, ha espresso delle motivazioni di carattere generale, dando spazio a ulteriori interpretazioni, spazio preso al balzo dal Comune per fare cassa.
Generalizzando che le convenzioni peep si portino dietro il vincolo del prezzo massimo di cessione in modo indeterminato, senza una convenzione ad hoc che lo rimuova, ha rimesso in ballo tutto, compreso le convenzioni peep in proprietà.
Questa leggerezza nell'argomentare le motivazioni in modo interpretabile creerà più casini di quelli che voleva risolvere.
Veramente la sentenza è abbastanza chiara, è il comune che l'ha interpretata a modo suo, tant'è vero che nella delibera di agosti (la prima della giunta Raggi sull'argomento) pur avvallando praticamentre l'intera delibera 40 di Tronca, si parla di convenzione di affrancazione e non più di convenzione ad hoc. Secondo me non è un caso (forse un lapsus, perché sanno benissimo che le due cose sono diverse...).
 

Mobil

Membro Attivo
Privato Cittadino
Ma, dal punto di vista oggettivo, sono diverse le convenzione Bucalossi pure, che la sentenza esclude, dalle peep fatte secondo gli stessi criteri della 10/77 e s.m.i che rimangon pur sempre di genesi peep, essendo, diversamente dalle prime, concesse su terreni di porpietà del comune. Piu sotto nell'usare il termine "indefinita" fa riferimento alle convenzioni peep in generale. Ed è qui il refuso.
Poi se uno la legge con buona fede si accorge che può essere semplicemente un refuso nelle motivazioni, per quanto già detto, le convenzioni in proprietà hanno una scadenza e i vincoli non possono sopravvivergli, pena il non senso del dargli una scadenza.
Infatti in tutte le convenzioni in proprietà che ho avuto modo di leggere, la scadenza dei vincoli ai 20 anni è riportata chiaramente, così come era riportata giustamente in quelle sostitutive.
 
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