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  1. EnCa78

    EnCa78 Ospite

    Dall'aggravarsi delle condizioni macro-economiche generali (luglio 2011) ad oggi, il mercato immobiliare vede accentuarsi la crisi iniziata nell'ormai lontano 2007. Tuttavia, la situazione varia da regione a regione (in alcuni contesti pare che il mercato abbia un dinamismo maggiore rispetto ad altri, pur restando difficili le opportunità di ricorso al credito bancario sia per problemi legati al lavoro che in molti casi è venuto meno :disappunto:, sia per la ritrosìa degli istituti di credito nell'erogazione di mutui).
    Confrontando molte opinioni di colleghi operatori immobiliari, ho riscontrato che entro certi limiti di prezzo (€ 300.000) il mercato resiste (benchè siamo lontani anni-luce dalla corsa all'acquisto di qualche tempo fa), diversamente oltre questi target c'è molta sofferenza e tempi di vendita iper-dilatati (dai 6 agli 8 mesi per "piazzare" un immobile).
    Lasciando in disparte il mercato top-level (quello dal milione a salire che, al di là di operazioni-spot :soldi:, non rappresenta l'ordinarietà del mercato immobiliare), mi rivolgo a Voi colleghi di questo splendido forum: potete confermare quanto detto o...cosa?
    Scambiarsi opinioni e confrontarsi, credo sia la migliore cosa.
    A voi la palla!
     
  2. immpittaro

    immpittaro Ospite

    leggo questo link sotto il tuo post.....questo è uno dei problemi più grandi che vuol dire calo demografico, posti di lavoro precari e sottopagati e comunque una certa mancanza del " Bisogno casa " da parte di molti giuovani che comunque in un mercato dove ormai quasi tutti in Italia hanno una casa, possono usufuire delle case ereditate da nonni o genitori
    MA SENZA GIOVANI non esiste la catena immobiliare che innesca il meccanismo di vendite, perchè anche il borghese benestante deve in questi periodi ( la tassazione pesa ) vendere per acquistare una casa nuova o più grande....ma se manca la base, cioè i giovani ( o gli stranieri ormai tagliati fuori ) come inizia il MERCATO ???
    a mio parere resisterà solo chi, investendo tanti soldi riuscirà a specializzarsi in vari mercati e paesi, come ha detto Boschini.......per gli altri, legati al paese, al quartiere alla zona imposta ..sarà la lenta agonia.
    Ma lo dico da 4 anni e allora mi rompevate le .... tacciandomi di pessimista :risata::risata::risata:
    O sono stato solo realista ? ;)
    Ed il vostro ottimismo dov'è ora ?? :^^:

    Ovviamnente nn è riferito all'iniziatore della discussione nella fattispecie....mi sono solo tolto un sassolino :D:D:fico::fico:
     
    A Mil e scioltino piace questo messaggio.
  3. EnCa78

    EnCa78 Ospite

    Concordo con quanto dici, infatti ne ho tenuto conto nella discussione iniziata. Proprio per questo sono molto curioso di conoscere le categorie di acquirenti con cui hanno a che fare i miei colleghi. E' vero, comunque, che i "prima casa" intesi come giovani che si avvicinano all'idea di acquistare il primo immobile sono ormai una rarità.
     
  4. er4clito

    er4clito Membro Attivo

    Agente Immobiliare
    Bha, io in ufficio vedo entrare gente tutti i giorni con la voglia di comprare. Peccato che nel passato ci sia stata una bolla grazie alla quale molti si sono arricchiti.
    E coloro che hanno comprato con prezzi esagerati, pur di non abbassare il prezzo e non perderci, tengono fermo l'immobile.

    E così considerando gli stipendi, le disponibilità economiche e l'apertura a dare i mutui, una giovane coppia che vuole comprare la sua prima casa, magari con un secondo stanzino per un eventuale bimbo, senza:
    A- un lauto anticipo
    B- due stipendi medio alti

    non riuscirà mai a comprare, anche se vorrebbe.

    Morale: gli acquirenti ci sono, ma i prezzi sono e restano troppo alti, rispetto alle disponibilità finanziarie, ed essendo nella maggior parte dei casi, i proprietari di casa "non bisognosi di vendere", i prezzi si mantengono.

    I prezzi calano, e vistosamente, in quelle fasce di mercato "basse" (zone già poco appetibili, immobili acquistati a poco, venduti ancor meno) dove i proprietari sono COSTRETTI a vendere, perchè con situazione lavorativa mutata, magari, non riescono piu' a pagare il mutuo. E così, a perderci, al solito, sono sempre i piu' poveri.

    Bisogna fare capire a chi vende per ricomprare, che quello che lascia nella vendita, lo guadagnerà nell'acquisti, una volta con la liquidità disponibile. Ma la gente è alquanto testarda, per direndellina!
     
  5. EnCa78

    EnCa78 Ospite

    Concordo in toto.
     
  6. bonats

    bonats Membro Attivo

    Agente Immobiliare
    Concordo in pieno...

    aggiungo anche che mentre 4 anni fa, con gli istituti di credito che erogavano finanziamenti ad occhi chiusi a destra e manca, le coppie avevano un potere di acquisto maggiore (si acquistavano immobili da 300 mila euro), ora si vedono costrette a ridiensionare le proprie aspettative sia in termini di finanziamento sia in termini di qualità dell'immobilie vedendosi costrette ad acquistare una tipologia di immobile non consona alle loro esigenze.

    La somma di tutti questi fattori sta facendo collassare tutto il sistema economico legato agli immobili e non ci sono purtroppo buone aspettative. I costi quotidiani aumentano, le paghe sono sempre le stesse, ci sono sempre più tasse da pagare (mascherate tra IMU, accise benzina, nelle bollette luce acqua gas ecc ecc).
     
  7. andrea b

    andrea b Membro Assiduo

    Privato Cittadino
    Vi posso dare qualche spunto di riflessione raccontandovi la mia situazione:
    siamo una coppia giovane, con due figli piccoli e pensiamo ad un terzo a breve, viviamo in un ampio bilocale di proprietà a Milano in una discreta zona semicentrale. Abbiamo chiaramente esigenza di allargarci, avere almeno due, magari tre, camere da letto, una bella cucina abitabile (almeno 10-12 mq, ad esempio non vogliamo sala con angolo cottura, ne cucinino adiacente alla sala da pranzo), almeno due bagni di metratura seria, se possibile finestrati, una sala ampia, anche se non per forza una piazza d'armi, un ripostiglio di almeno 2 mq. Diciamo che guardo fra 140 e 180 mq. Fondamentale almeno un box ampio, non sarebbe male un terrazzo (anche qui non 50 mq, basterebbero 10-15), un piano tendenzialmente intermedio, fra 3 e 6 per capirci, zona analoga all'attuale, ben servita come negozi-scuole-trasporti (fondamentale a Milano essere vicini alla metropolitana). Non abbiamo fretta di entrare, ma nemmeno anni a disposizione: diciamo al massimo due, meglio prima.
    In quanto a reddito e accesso al credito, non mi lamento: pur non avendo la possibilità di mettere sul piatto un anticipo enorme, penso di essere attualmente fra i pochi che potrebbe ottenere un mutuo, se non al 100%, abbastanza alto. Però sto girando la città e vedo spesso appartamenti disastrati o in palazzi fatiscenti o zonacce a prezzi folli. Non mi sogno nemmeno di imbarcarmi in un mutuo che mi legherà per la vita per una casa carissima, sopravvalutata e che magari non mi soddisfa nemmeno. Del resto il nuovo, se in zona discreta della città, ha prezzi improponibili, diciamo in media su 4500-5000 Euro/mq. E spesso, soprattutto, cercano di propinarti appartamenti con stanze dove si fatica a girarsi se si è in due.
    Io capisco che se uno ha comprato 5 anni fa a 600000 Euro, magari pagando un mutuo, anzi sicuramente, non vuole vendere a 500000, perchè, anche non volendoci guadagnare, non vuole perderci. Ma credo che a breve la realtà gli farà sbattere la faccia. Non credo ci siano alternative ad abbassare drasticamente i prezzi, del 30-40%, se si vuole ricominciare a vendere case, vecchie o nuove che siano. Per lavoro conosco parecchi costruttori medio piccoli della bergamasca e da mesi sono tutti fermi, si arrabattano con le ristrutturazioni e con lavoretti che fino a poco fa snobbavano e schifavano.
    Io penso che anche il nuovo dovrà calare di prezzo: tenere un appartamento invenduto per 4-5 anni di 200 mq (mi è capitato anche questo!) costa al costruttore qualche migliaio di Euro all'anno (spese condominiali, ad esempio, ma anche "deterioramento" dovuto al fatto di non essere abitato e invecchiare).
    In un palazzo recente in zona semicentrale hanno ancora 5-6 appartamenti del genere fermi da 6 anni: calcolando circa 4000 Euro/anno di spese, significa circa 100000 Euro spesi a fondo perduto. Contando che a circa 6-700 metri di distanza, andando verso la periferia, ma stessa zona, stanno costruendo un bel palazzo in classe A (questo è in B) che sarà venduto alla stessa cifra/mq, non credo che riuscirà a sbolognarli rapidamente, a meno di calare con i prezzi in maniera significativa (cioè da renderli appetibili, non saprei quantificare quanto dovrebbe scendere).
    Questi sono i comportamenti che fatico a comprendere.
    Oppure quelli dei proprietari che, visto che il nuovo classe A in zona viene venduto a 5000/mq, mettono sul mercato il loro appartamento in palazzo anni '60, con manutenzione evidente da fare, spese condominiali folli per il riscaldamento, appartamento diroccato da rifare completamente, a 4000/mq. Cercando di convincerti che gli infissi originali in douglas con vetro singolo siano un pregio che nelle case nuove non riesci a trovare, o il riscaldamento a pannelli dell'epoca sia un lusso, nonostante in casa ci siano stanze a 35°C e altre a 12°C perchè i tubi hanno kg di calcare e ci passa un flusso delle dimensioni di un capello. Certo, dalla loro hanno dei pregi, come soffitti alti 290 cm (che però ho notato stanno tornando in auge nelle case di un certo livello), stanze ampie e vivibili, ripostiglio, magari lavanderia dietro alla cucina e canna della spazzatura sul balconcino o pianerottolo, bagni ampi e finestrati.
    Insomma, in parole povere, non c'è l'incontro fra la domanda, che attualmente è poca, e l'offerta, che invece è moltissima e di tutti i livelli, ma a prezzi stratosferici. In qualunque mercato normale queste condizioni porterebbero ad un crollo dei prezzi della materia da vendere, in quello immobiliare, non capisco perchè, questo ancora non è successo.
     
  8. EnCa78

    EnCa78 Ospite

    Grazie Andrea b per le tue preziose considerazioni.
    Personalmente, sto notando una maggiore rigidità circa il prezzo richiesto da parte dei proprietari del Centro-Nord rispetto a quelli del Sud.
    Come ho più volte ripetuto, qui a Napoli sto assistendo ad una netta presa di coscienza da parte dei venditori i quali hanno capito che tira una brutta aria e, in alcuni casi e quando le circostanze delle loro vite glielo consentono, stanno ragionando come i broker di Borsa: meglio perderci un 20-30% oggi (rispetto al prezzo di acquisto, intendo) che un 50-60% domani.
    Anche io noto che, in fondo, una domanda esiste ancora (come la tua, che ritengo sia molto razionale e motivata). Oggi bisogna che gli AI selezionino il venditore (evitando i perditempo, per intenderci, ossia coloro che :-"O così o pomì", non so se rendo l'idea :disappunto::disappunto:), piuttosto che l'acquirente (il quale, si presume, è già conosciuto dal bravo agente imm.re).
    In bocca al lupo per la tua ricerca e la tua famiglia. :ok:
     
  9. Manuele84

    Manuele84 Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    Confermo il pessimo momento nella mia zona, in tutta la zona tra Siena e Perugia il mercato è ormai completamente fermo, dozzine di case in vendita e che nessuno prende.
    I giovani non hanno i soldi c'è poco da fare, lo vedo direttamente nel mio gruppo di amici, me compreso, nessuno riesce a farsi una casa dove andare a vivere con un lavoro da 800-1000 euro per giunta precario, senza considerare quelli che il lavoro l'hanno perso ovviamente. Nel mio gruppo 3 hanno perso il lavoro, 4 siamo precari con stipendio come detto sopra, 1 studia. Secondo voi quanti di noi possono comprarsi casa? Ad occhio e croce nessuno direi. E questo è il risultato.
     
    A Umberto Granducato, immpittaro e scioltino piace questo elemento.
  10. bonats

    bonats Membro Attivo

    Agente Immobiliare
    E' una situazione disastrosa!!! non aggiungerei altro...

    Stipendi da fame, spese e tasse che aumentano quotidianamente, incertezza, paura... Invce di salvare le banche dovrebbero salvare i cittadini...

    Trovo assurdo mandare in rovina un paese con i propri cittadini stringendo la popolazione in una morsa fiscale che inesorabilmente si stringe giorno dopo giorno..

    i piccoli aumenti sommati in pochi anni hanno azzerato il poco potere di acquisto di cui l'italiano medio godeva fino a 3-4 anni fa. mi vien da ridere quando calcolano risparmi per famiglia fino a 900 euro liberalizzando notai, farmacie, avvocati ed architetti. immagino che tutti gli italiani abbiano bisogna almeno una volta l'anno di un notaio, di un archietetto e di un avvocato :^^:
     
  11. Manuele84

    Manuele84 Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    Concordo...
    secondo me il vero volere dei politici odierni e di chi con loro è di diffondere nei prossimi anni una povertà assoluta generale del paese, accompagnata necessariamente da una forte dose di impoverimento culturale che stanno cercando (e riuscendo) di innescare; così da manovrare la massa ancora più facilmente da quanto oggi già lo è.
    Tornando al capitolo immobili, e ripensando ai famosi bamboccioni che qualcuno ha tirato in ballo qualche tempo fa, dico che già da quando avevo 20 anni stavo sondando il terreno per andare a vivere da solo; adesso ne ho 27 e purtroppo non ho ancora potuto realizzare questo passo. Ma il peggio è che la cosa non è neanche in programma e di certo non prenderò casa finchè lo stipendio non me lo permetterà; inoltre sto notando tra i miei conoscenti coetanei che siamo sempre di più a fare questo tipo di ragionamento. Tra la casa nuova e il pane sotto a denti.... beh....
     
  12. Manuele84

    Manuele84 Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    Ho fatto un commento più di un'ora fa, ma dove è? Il messaggio diceva che sarebbe stato disponibile non appena il moderatore l'avesse letto e accettato. Dove è?
     
  13. Mil

    Mil Membro Senior

    Altro Professionista
    Vero. Diciamo che contrariamente a quel che si pensa io ho idea che in molte cose al sud la gente sia molto più flessibile mentalmente che al nord. Non a caso molti meridionali che conosco occupano a Milano un ruolo di estrema rilevanza professionale. Fuori da queste considerazioni diciamo che il proprietario medio milanese ha di solito il "braccino corto" e la convinzione che Milàn l'è Milàn...difficile fargli capire che i tempi sono cambiati dal boom degli anni che furono. Ho notato che in altre zone del Paese la gente ragiona un po' di più, anche se non sa assolutamente nulla del settore. E' questione di buon senso.
    Quanto al nostro amico Andrea b credo che le sue siano riflessioni che tutti gli A.I milanesi condividono pienamente. Però non è facile far ragionare la gente. Si può solo aspettare che l'evidenza faccia capire a molti l'insostenibilità di pretese ogni ragionevole misura. A volte è stancante.
     
    A eraora piace questo elemento.
  14. silfy

    silfy Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    Salve....,sono dipendente statale ed a breve avrei intenzione di chiedere mutuo all'inpdap per l'acquisto della mia prima casa, mi sono rivolta ad un'agenzia, ho spiegato la mia situazione e come anche lei può ben sapere l'inpdap offre dei tassi agevolati ma ha come neo le tempistiche......che le posso assicurare snervono anche i richiedenti.......ho detto all'agente che le mie tempistiche sono purtroppo lunghe e che quindi il rogito dovrei fissarlo con 6/8 mesi dal preliminare.
    Lei dice che i tempi di vendita in seguito alla crisi sono super dilati....allora mi chiedo: come mai suo collega sta cercando in tutti i modi di convincermi ad accellerare i tempi d'acquisto attraverso un mutuo bancario
    ( pena rifiuto da parte sua ad accettare la mia proposta d'acquisto)adducendo che se una casa resta così tanto sul mercato significa che è un "PACCO"?
    Ha ragione lei o il suo collega? E' vero che c'è crisi ma se si fa ostruzionismo anche con chi vorrebbe comprare....... mi può dire se esiste una spiegazione alle due versioni?grazie.....
     

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