agnesepapini

Membro Junior
Salve, morendo mio padre è stata fatta la successione come da testamento, senza che nessuno degli eredi contestasse nulla.
A distanza di un anno è deceduta la moglia di mio padre (moglie di secondo letto).
Ora il mio fratellastro erede universale della madre chiede azione di riduzione, la quota leggittima dovuta alla madre.
Lo può fare? visto che la madre aveva accettato ciò che era scritto nel testamento?
Cordiali saluti
agnese
 

vavy

Membro Attivo
direi di sì, può farlo, la madre in quanto moglie aveva diritto alla propria quota e dando il suo benestare a quanto previsto dal testamento ha, di fatto, rinunciato alla propria quota con conseguente diritto del figlio a succedere per rappresentazione.

Avrei però bisogno di qlch chiarimento, che potrebbe essere spiacevole e mi scuso già: lo chiami fratellastro nel senso che era figlio di tuo padre? perchè in questo caso avrebbe avuto diritto (e magari così è avvenuto, non lo dici) ad una quota anche dell'eredità di tuo (vostro) padre. E qs potrebbe - ma confesso che essendo la successione materia complessa dovrei appronfondire - cambiare anche la mia risposta data sopra...
 

geofin.service

Membro Attivo
Privato Cittadino
Dovresti chiarire meglio... La moglie non possedeva nulla? Per non essere eredi di nulla, quando realmente un'eredità spetta, bisogna rifiutarla ;) Il fratellastro è figlio di chi? Comunque il testamento è valido quando non lede le quote...
 

agnesepapini

Membro Junior
Lo chiamo fratellastro in quanto è figlio di mio padre, ma non di mia madre, in quanto i due si separarono e poi mia madre morì e mio padre di risposò una seconda volta.
La seconda moglie non possedeva nulla, erano separati, ma non divorziati.
La madre all'apertura del testamento, disse che quello che gli aveva lasciato il marito, cioè un appartamento per lei stava bene, il resto non aveva importanza.
Gli andava bene il testamento come era stato scritto dal pugno di mio padre.
Alla successione tramite notaio, lei non era presente, ma l'avvocato del figlio e della madre e non contestò nulla.
Quindi ora invece il figlio chiede la riduzione dell'eredità essendo stato nominato in un secondo tempo dalla madre erede universale di quello che gli sarebbe aspettato.
Premetto che mio padre, in vita, ha donato al figlio di seconde nozze due appartamenti, dato che era il più piccolo della famiglia e mio padre pensava di morire presto e ha voluto tutelare il figlio minore, così come ha tutelato un figlio di primo letto, in quanto handicappato, con una stessa donazione, tramite un giudice minorile.
Spero di essermi spiegata bene.agnese
 

vavy

Membro Attivo
Sì, ti sei spiegata bene.
Dunque, seppur è possibile che lui impugni il testamento, è pur vero che già in sede di divisione si è avvantaggiato della rinuncia all'eredità della madre avendo ereditato già in parte quello che sarebbe spettato alla madre quindi l'impatto economico per voi sarebbe minore.. (qs presupponendo che le quote tra i figli siano state uguali...)
Ed in ogni caso cmq anche le donazioni fatte in vita dal defunto in favore degli eredi sono assoggettabili a collazione... perchè possa uscire vittorioso dall'azione di riduzione occorre che l'appartamento giunto alla madre con la successione valesse meno della legittima spettante a sua madre (che dovrebbe essere il 25% del patrimonio).
A qs punto se vuole andare a ridiscutere del totale (di fatto impugna il testamento di vostro padre) deve cmq conferire immobili che ha ricevuto in donazione dal padre.
 

vavy

Membro Attivo
n testamento redatto in polonia e quindi redatto in polacco che importanza ha per l'Italia, vale come un testamento italiano?

Dunque, andrebbe approfondito meglio, ma ti direi che anche se redatto in lingua straniera se ha tutte le caratteristiche deve avere un testamento, sì credo sia valido. Qs se il testamento è olografo (scritto di pugno), potrebbe esser forse più problematico se la forma testamentaria utilizzata non trovasse un analogia italiana, anche se il ragionamento potrebbe esser lo stesso.
 

agnesepapini

Membro Junior
Ho domandato questo perchè il mio fratellastro è si nato in italia, ma di madre polacca e quando si separarono lei e mio padre, lei tornò con il figlio, in polonia.
Dato che il mio fratellastro che chiameremo R ha un fratello e una sorella (deceduta) che ha lasciato una figlia, come sua erede, la richiesta che lui fà a noi vale solamente per lui o entrano anche i fratelli, che poi la madre che chiameremo T li ha avuti da due precedenti matrimoni, quindi anche loro sono fratellastri da parte di madre, mentre lui R per noi lo è da parte di padre.
Una situazione ingarbugliata la nostra.
agnese
 

vavy

Membro Attivo
Hai ragione, è una bella gatta da pelare :)
Non ho idea di quale sia la legislazione polacca sulle successioni, però ragionando, tutto sommato non è problema che vi riguardi, mi spiego meglio.
R e i suoi fratelli polacchi hanno ugual diritto di agire per ottenere la quota legittima (25%) del patrimonio di vostro padre, spettante alla madre defunta T. L'idea è a fronte di un patrimonio di tuo padre del valore di 100, a T spettava 25, mentre ha avuto 10. Gli eredi di T (direi chiunque di loro) hanno diritto ad agire per ottenere il residuo 15, come possano poi dividerselo non è un vs problema.
probabilmente dirai, "già ma se R può agire solo x il suo 5 gli riconosceremo solo il suo 5". forse potrebbe essere una strada x mettervi d'accordo ed evitare una causa.. anche perchè se il patrimonio da dividere è alto i costi solo decine di migliaia di euro x ogni grado di giudizio... e alla fine potrebbe nn rimaner gran chè...
 

agnesepapini

Membro Junior
grazie infinite per questa risposta, vedremo il da farsi, è una bella gatta da pelare, e so che se andremo avanti avranno una pensione vitalizia solo gli avvocati
agnese
 

Gratis per sempre!

  • > Crea Discussioni e poni quesiti
  • > Trova Consigli e Suggerimenti
  • > Elimina la Pubblicità!
  • > Informarti sulle ultime Novità

Le Ultime Discussioni

Alto