davide777

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Privato Cittadino
ciao a tutti, sono intenzionato ad aprire un agenzia ma sono indeciso se aprirla da solo o in franchising. Aprirla da solo mi costerebbe meno, anche perchè ho già uno studio da adibire a sede dell'agenzia (piano terra, 70mq, sistemato. posizione non strategica, senza vetrina, in un piccolo centro ma non un paesino isolato per intenderci) e saprei già creare il sito web e fare annunci,logo,pubblicità da solo. Come esperienza nel settore sono da pochi mesi abilitato alla professione di architetto (laurea in urbanistica) e ho appena conseguito la licenza di agente immobiliare. Per formazione, professione e passate esperienze lavorative conosco gli immobili e le dinamiche del mercato immobiliare, marketing ma ho poca esperienza pratica sul campo, ovviamente (sto attualmente lavorando in un agenzia per fare esperienza). Tuttavia mi sento pronto per buttarmi nel mercato il prima possibile, pianificando una strategia di mercato da perseguire. Per il mio caso è meglio se comincio da solo o mi affido a un franchising (dispongo del capitale richiesto)
 
Soluzione
U
L'affitto non lo paghi perché è "roba già tua", forse puoi anche provare in autonomia, per poi eventualmente cambiare idea se vedi che "l'acqua è poca e la papera non galleggia".
In più scrivi di avere le competenze informatiche per gestire il sito web dell'agenzia.
Non hai il dono dell'ubiquità, quindi non potrai essere nello stesso momento segretario, agente, uomo delle pulizie, fotocopista esperto, web designer, investigatore privato, psicologo, e ricercatore nelle banche dati: questo tienilo a mente.
Appoggiarti in franchising ti dà la visibilità del brand, bisogna però vedere a quale prezzo e con quale margine di guadagno!
Il fatto che non starai in affitto è già una notevole spesa azzerata, nella tua condizione puoi provare in...

Formatore Agenti

Membro Attivo
Agente Immobiliare
Dal 01/02/2022 è entrata in vigore la L 238/2021, nella quale viene modificato nuovamente (già era stata modifica con la L. n. 37/2019 dal 26/05/19) l’art. 5 c. 3 legge 39/89 con la seguente:

« L'esercizio dell'attività di mediazione è incompatibile con l'esercizio di attività imprenditoriale di produzione, vendita, rappresentanza o promozione dei beni afferenti al medesimo settore merceologico per il quale si esercita l'attività di mediazione ovvero con la qualità di dipendente di tale imprenditore, nonché con l'attività svolta in qualità di dipendente di ente pubblico o di dipendente o collaboratore di imprese esercenti i servizi finanziari di cui all'articolo 4 del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59, o con l'esercizio di professioni intellettuali afferenti al medesimo settore merceologico per cui si esercita l'attività di mediazione e comunque in situazioni di conflitto di interessi».

Quindi ora il bar si può aprire perché non è lo stesso settore merceologico; l'architetto non lo puoi fare perché è attività intellettuale afferente al medesimo settore merceologico (anche se non hai ristrutturato la casa per la quale fai mediazione); il consulente immobiliare (anche se solo da una parte), la mediazione atipica o il "consigliere" o il procacciatori d’affari nel settore immobiliare devono essere iscritti al REA/RI di cui alla L.39/89 (cass. 8/07/2010 n°16147, Cassazione civile, SS.UU., sentenza 02/08/2017 n° 19161) con la conseguenza che la mancata iscrizione esclude al diritto alla provvigione e si applica l’art. 8 L.39/89 e succ. inerente l’esercizio abusivo.
 

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