PierMarr

Nuovo Iscritto
Privato Cittadino
Salve a tutti. Da circa un anno mio padre con atto notarile mi ha donato una casa al mare. Premetto che siamo 3 fratelli ed ad ognuno di noi ha lasciato qualcosa. Ora la mia domanda è, poiché aveva lasciato testamento che dopo la sua morte abbiamo tutti e tre accettato, posso vendere l’immobile o ci sono dei vincoli temporali e di successione??? L’immobile mi è stato donato al 100% senza vincolo di usufrutto.
Grazie
 
U

Utente Cancellato 72152

Ospite
Su questo forum, e sul forum parallelo propit.it, si è sempre discusso della DONAZIONE, come atto notarile per spirito di liberalità, che però compromette fortemente la commerciabilità di un immobile.

La commerciabilità di tale immobile è compromessa perché le banche MOLTO DIFFICILMENTE concedono mutui su immobili che hanno, nel loro storico compravendite, almeno una DONAZIONE.

La donazione può infatti essere revocata in due casi:
a) 20 anni dalla data del rogito di donazione, se il donante è ancora in vita, oppure
b) 10 anni dalla morte del donante.

Tu sei nel secondo caso, quindi la donazione s'intenderà CONSOLIDATA e INOPPUGNABILE solo dopo 10 anni dalla data di morte di tuo padre (che implicitamente leggo essere già deceduto, meno di un anno fa).

Con in più l'aggravante che se in questi 10 anni qualche legittimario pretermesso esercita l'azione di riduzione, e la trascrive, l'immobile non avrà il consolidamento della donazione neanche dopo 10 anni dalla data di morte del donante.

Esistono oggi delle ASSICURAZIONI volte a tutelare gli acquirenti di immobili provenienti da donazioni (anni fa non c'erano proprio).

Potrai vendere facilmente solo se il tuo acquirente ha i soldi in contanti e non ha bisogno di chiedere un mutuo (che molto difficilmente gli verrà concesso su un immobile di provenienza donativa), con comunque l'aggravante che l'acquirente - se non stipula l'assicurazione - potrà vedersi revocare la proprietà se qualche avente diritto, leso dall'atto di donazione, pretende la sua quota ed esercita un'azione di riduzione nei tempi previsti.
 
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U

Utente Cancellato 72152

Ospite
Mal comune, mezzo gaudio: anche io ho una seconda casa che ha provenienza donativa, mio nonno è deceduto nel 2010, e fino a gennaio 2020 la donazione non è consolidata. Legittimaria pretermessa è mia madre (la donazione da nonno a nipote ha escluso la figlia di mio nonno, che è il donante), che ben si guarda dal chiedere la sua quota esercitando l'azione di riduzione, ma se io volessi vendere, gli acquirenti non lo sanno che mia madre per quieto vivere mai eserciterà l'azione di riduzione!

E' doveroso precisare che, per migliorare la commerciabilità dell'immobile, ed agevolarne la vendita, TUTTI i legittimari pretermessi (= persone aventi diritto a una quota dell'immobile, ma che di fatto ne sono state escluse dalla donazione) devono recarsi da un NOTAIO e redigere un atto di rinuncia all'azione di riduzione. E' un atto notarile a tutti gli effetti, quindi vanno fatti diversi preventivi prima di scegliere il notaio, perché occorre "cacciare i soldi".
Questo per evitare di aspettare 10 anni e poter vendere subito.
Rischio nascosto è che, seppure tutti i legittimari pretermessi CONOSCIUTI rinuncino all'azione di riduzione con atto notarile, spunti fuori qualche figlio non riconosciuto e rimasto nell'ombra sino ad oggi, chiedendo la sua quota.
 
Ultima modifica di un moderatore:

cristian casabella

Membro Senior
Agente Immobiliare
Salve a tutti. Da circa un anno mio padre con atto notarile mi ha donato una casa al mare. Premetto che siamo 3 fratelli ed ad ogniuno di noi ha lasciato qualcosa. Ora la mia domanda è, poiché aveva lasciato testamento che dopo la sua morte abbiamo tutti e tre accettato, posso vendere l’immobile o ci sono dei vincoli temporali e di successione??? L’immobile mi è stato donato al 100% senza vincolo di usufrutto.
Grazie
Mi sembra di capire che tuo padre sia ancora in vita (speriamo...altrimenti condoglianza)
non capisco il senso di fare una donazione, quando comunque come eredi eravate già tutti belli che tranquilli, visto il testamento....
La donazione, dal punto di vista della commerciabilità dell'immobile è sicuramente penalizzante rispetto alla successione
 
U

Utente Cancellato 72152

Ospite
dopo la sua morte abbiamo tutti e tre accettato

Il postante parla di "post mortem", ergo il padre non può essere ancora in vita.

Ha fatto la donazione circa 1 anno fa ed è deceduto meno di 1 anno fa.

Quando il papà è deceduto, hanno fatto valere il testamento che ripartiva altri beni mobili e denaro ancora indiviso, e hanno pubblicato il testamento accettando l'eredità e diventando quindi i 3 eredi.

Perlomeno, io ho capito così.
 
U

Utente Cancellato 72152

Ospite
non capisco il senso di fare una donazione, quando comunque come eredi eravate già tutti belli che tranquilli, visto il testamento....

Il padre voleva essere sicuro di dare l'appartamento X1 al figlio F1, l'appartamento X2 al figlio F2, l'appartamento X3 al figlio F3.

Però avrebbe dovuto fare tre compravendite, e non tre donazioni.

OVVIAMENTE il notaio si è guardato bene dallo sconsigliarlo vivamente di ricorrere alla donazione.

Come d'altro canto è accaduto a me con mio nonno nel 2008.

Un notaio eticamente corretto avvisa le parti sulla caratteristica della donazione di rendere gli immobili molto più difficilmente commerciabili.
 

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