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  1. Ifu44

    Ifu44 Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    buongiorno,
    un mesetto fa abbiamo fatto una proposta di acquisto per una casa che ci piace davvero tantissimo. Nella prima proposta avevamo offerto 215.000€, contro i 225.000 richiesti, cosa che secondo l'agente immobiliare poteva andare benissimo. Il problema di cui siamo venuti a conoscenza solo dopo, è che i venditori stanno divorziando e sono in brutti rapporti, passa tutto dagli avvocati. La proposta non è stata accettata, non perché non andava bene il prezzo, ma perché la moglie pretende dal marito altre concessioni e finché ha motivo di rifiutare la vendita, li usa per costringere il marito a cedere. Il marito invece aveva già firmato la nostra proposta. So che anche lei vuole vendere, perché vuole andare a vivere più vicino ai suoi genitori che le daranno una mano con i figli, ed economicamente da sola non riesce a tenere la casa, però un tutto un discorso di accordi da divorzio che avrebbero dovuto affrontare prima di mettere in vendita la casa.
    Lasciamo passare un paio di settimane e facciamo nuova proposta a 220.000, che sarebbe il nostro effettivo limite, salvo cambiare le condizioni del mutuo (per il quale abbiamo già un voucher unicredit). L'agente ci dice che il marito si sarebbe preso cura della cosa, che ora più che mai voleva concludere la vendita e di portar pazienza qualche giorno.
    Ora sembra che il marito si sta facendo nominar "venditore esecutivo" o qualcosa del genere, comunque gli avvocati stanno preparando dei documenti con cui il marito acquista a pieno titolo il diritto di vendere la casa in modo autonomo - sicuramente a fronte di certe concessioni alla moglie circa la divisione del ricavato etc. Fra pochi giorni dovrebbe ricevere dagli avvocati questa carta.
    Ora la mia domanda è: se effettivamente il marito acquista questa carta, e ci vende la casa, se necessario anche ai 225.000 ufficialmente richiesti, perché nel frattempo sono riuscita a recuperare i 5K mancanti), non rischiamo che poi in qualche modo la moglie a posteriori pretende comunque dei diritti sulla casa e fa annullare il tutto? Cioè, come posso assicurarmi che quella carta sia affidabile e definitiva?

    grazie per i vostri consigli!
     
  2. PyerSilvio

    PyerSilvio Membro Senior

    Agente Immobiliare
    A
    Abbiate pazienza.

    Se la casa risulta essere di vs gradimento attendere qualche settimana non sara' la fine del mondo.

    Quel documento di cui siete in attesa, probabilmente altro non e', che una semplice procura a vendere, che la miglie conferira' al marito.

    In forza di questo strumento, il marito potra' cedervi le quote di proprieta' della moglie, senza che questa partecipi fisicamente all'atto definitivo di compravendita.

    Il rogito, come una lapide su una tomba, custodira' il titolo del vs diritto di proprieta' su quel bene, che ora e' oggetto di vendita.

    Solo a voi sara' data la facolta' di rimuovere se lo vorrete, quella lapide a riesumare la vendita.

    Esattamente come sta' accadendo alla vs controparte.

    Senza il consenso di ogni avente titolo niente vendita.

    La sottoscrizione di questo strumento da parte della moglie, e' da questa usata come leva, per l'ottenimento di un accordo.

    Fusione degli accordi di cui la coppia, si sta' contendendo, che tramite gli avvocati, si sta' lavorando perche' cio' avvenga.


    Con tutta probabilita' tra lui e lei ci sara' pure di mezzo la loro banca creditrice.

    Che interverra' all'atto per riscuotere quanto all'epoca aveva erogato in mutuo.

    Quindi la battaglia in corso sara' riferita al residuo del loro capitale.

    Tutti "nodi" che e' corretto siogliere al verificarsi di un acquirente interessato, che come avete fatto voi, hanno avanzato una proposta.

    Avreste dovuto fin da subito, avere pazienza e sangue freddo, senza alzare la proposta iniziale.

    In questi casi la strategia "del maggior sconto" era d'obbligo.
     
    Ultima modifica: 21 Febbraio 2016
    A Bagudi e andrea b piace questo messaggio.

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