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Roberto russo

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Privato Cittadino
Buongiorno.
Volevo un aiuto e soprattutto un consiglio per l'acquisto di una casa, adiacente e comunicante alla casa in cui vivo attualmente con mia moglie, per usufruire di qualche agevolazione.
Io ho 40 anni, mia moglie 33.
Faccio una premessa, la casa che acquisteremo, tra qualche anno (quando avremo le risorse economiche) diventerà un tutt'uno con la nostra, per cui diventerebbe poi un ampliamento della prima casa.
La casa dove viviamo attualmente è di mia moglie (abbiamo la separazione dei beni).
Dato che nella nuova casa che acquisteremo anche io verserò il 50% del mutuo, vorremmo prendere una decisione saggia a chi intestare la casa, per usufruire sia degli sgravi fiscali, ma anche per tutelare me (il marito) affinché anche a me risulti parte della proprietà.
Quali potrebbero essere le soluzioni?
1) intestare la casa a me (marito), sarebbe la mia prima casa, in modo da avere due prime case per poter usufruire degli sgravi fiscali?
2) intestare la nuova casa a mia moglie dichiarando che faremo lavori di ampliamento per avere sgravi fiscali (ci sarebbe poi un limite temporale entro cui fare i lavori e unire le case?). Così sarebbe un ampliamento della sua prima casa. Ma a me marito non risulterebbe niente intestato. Eventualmente mia moglie dovrebbe farmi una donazione del 50% passati i 5 anni dall'acquisto?
3) altre soluzioni?
P. S. Sotto è allegato l'esempio pratico e intuitivo della situazione delle case.
 

Allegati

francesca63

Membro storico (ex agente)
Privato Cittadino
Pare evidente che, se intesti la casa solo a te, tua moglie sarebbe penalizzata, visto che pagherebbe anche lei il mutuo.
Saresti penalizzato tu, se la intestaste solo a lei.
Per procedere ad una fusione in futuro, sarebbe più logico poi che le due proprietà appartenessero agli stessi titolari.

Forse una soluzione potrebbe essere che lei ti doni il 25% del suo immobile , e poi insieme acquistate quella nuova, lei per il 75%, tu per il 25%: entrambi potreste acquistare come prima casa, dichiarando a rogito che le due unità saranno fuse nei successivi tre anni. Poi però vanno fuse davvero.
Naturalmente bisognerebbe fare due conti, e tener presente che, con la donazione, nel coso decideste di vendere nei successivi 20 anni, potreste trovare difficoltà, perché l’acquirente dovrebbe sopportare i rischi relativi agli immobili di provenienza donativa.
Consiglierei di consultare un notaio, per valutare le varie opzioni.
 

CheCasa!

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Membro dello Staff
Agente Immobiliare
Buongiorno.
Volevo un aiuto e soprattutto un consiglio per l'acquisto di una casa, adiacente e comunicante alla casa in cui vivo attualmente con mia moglie, per usufruire di qualche agevolazione.
Io ho 40 anni, mia moglie 33.
Faccio una premessa, la casa che acquisteremo, tra qualche anno (quando avremo le risorse economiche) diventerà un tutt'uno con la nostra, per cui diventerebbe poi un ampliamento della prima casa.
La casa dove viviamo attualmente è di mia moglie (abbiamo la separazione dei beni).
Dato che nella nuova casa che acquisteremo anche io verserò il 50% del mutuo, vorremmo prendere una decisione saggia a chi intestare la casa, per usufruire sia degli sgravi fiscali, ma anche per tutelare me (il marito) affinché anche a me risulti parte della proprietà.
Quali potrebbero essere le soluzioni?
1) intestare la casa a me (marito), sarebbe la mia prima casa, in modo da avere due prime case per poter usufruire degli sgravi fiscali?
2) intestare la nuova casa a mia moglie dichiarando che faremo lavori di ampliamento per avere sgravi fiscali (ci sarebbe poi un limite temporale entro cui fare i lavori e unire le case?). Così sarebbe un ampliamento della sua prima casa. Ma a me marito non risulterebbe niente intestato. Eventualmente mia moglie dovrebbe farmi una donazione del 50% passati i 5 anni dall'acquisto?
3) altre soluzioni?
P. S. Sotto è allegato l'esempio pratico e intuitivo della situazione delle case.
Se state comprando da un privato è possibile che la cointestazione, in termini di costi di acquisto, comporti un maggior esborso, nella peggiore delle ipotesi, di qualche migliaio di euro. Non lo vedo un risparmio così importante da determinare la necessità di "rincorrere" le agevolazioni a tutti i costi piuttosto che assecondare la ripartizione che riterreste più equa.
 

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