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giacoma

Nuovo Iscritto
Privato Cittadino
Salve a tutti, perdonatemi ma mi sono appena iscritta. Vorrei comprare un monolocale ma sto x separarmi. Io e mio marito siamo in comunione di beni ed il preliminare dovrei farlo a breve. Per ora siamo d'accordo su tutto. la casa la comprerei solo io anche grazie ad una eredità ricevuta. La stipula dell'atto definitivo la farei coincidere al momento post separazione sancita dal giudice in modo che lui non possa avere nulla a pretendere. Abbiamo due figli che amiamo smisuratmente e vorremmo cmq tutelare loro. In sintesi: non voglio che questa casa acquistata da me diventi anche una sua eredità in caso di mia morte ma solo dei figli. Come posso procedere?
 

francesca63

Membro Senior
Privato Cittadino
la casa la comprerei solo io anche grazie ad una eredità ricevuta
Premesso che devi valutare il tutto con il tuo avvocato, se acquisti con i soldi che hai ricevuto in eredità ( o ricavati vendendo un bene ereditato), puoi acquistare come bene personale, anche se attualmente sei coniugata in comunione dei beni.
Per ottenere questo, è necessario e sufficiente che la provenienza dei fondi sia dichiarata a rogito.
Quindi potresti acquistare anche subito, prima del divorzio.
non voglio che questa casa acquistata da me diventi anche una sua eredità in caso di mia morte ma solo dei figli. Come posso procedere?
Dopo il divorzio tuo marito non sarà più tuo erede ( ne tu sarai sua erede).
Quindi, se non ti risposi, tutti i tuoi beni andranno ai tuoi figli.
Prima del divorzio, non puoi evitare che tuo marito erediti da te; potresti però fare testamento, in cui lasci tutto ai figli , e tuo marito potrà rinunciare ad impugnare il testamento.
 

possessore

Membro Attivo
Privato Cittadino
FONTE: Gli acquisti fatti durante la causa di separazione entrano in comunione

Attenti agli acquisti che fate quando ancora pende la causa di separazione con l’ex coniuge: difatti, tutti tali beni continuano a ricadere nella comunione legale (sempre per chi abbia scelto tale regime e non, invece quello della separazione dei beni). Infatti, secondo una recente sentenza del Tribunale di Roma [1], la comunione legale tra i coniugi si scioglie solo nel momento in cui diventa definitiva (cosiddetto “passaggio in giudicato”) la sentenza di separazione (oppure, nel caso di separazione consensuale, dall’omologazione degli accordi di separazione da parte del Presidente del Tribunale). Per cui tutti gli acquisti fatti fino ad allora, benché la convivenza sia ormai cessata, rientrano comunque nella comunione.

Questo vuol dire, tanto per fare un esempio, che se l’uomo acquista un’automobile o un appartamento con “soldi propri”, ma la causa di separazione non è ancora finita o la sentenza non è divenuta definitiva perché non sono ancora scaduti i termini per impugnarla, la moglie potrà pretendere il 50% della proprietà di tali beni. Infatti, fino al passaggio in giudicato della sentenza i coniugi permangono in comunione legale, per cui l’acquisto, pure se compiuto da uno solo dei due, costituisce acquisto comune.

Il tribunale capitolino ricorda che, in sede di scioglimento della comunione legale, la legge [2] stabilisce che l’attivo e il passivo sono ripartiti in parti eguali indipendentemente dalla misura della partecipazione di ciascuno dei coniugi agli esborsi necessari per l’acquisto dei beni caduti in comunione [3].

Del resto, la divisione dei beni oggetto della comunione legale si effettua in parti eguali: non c’è quindi possibilità di provare di un diverso apporto economico dei coniugi all’acquisto del bene in comunione, che inevitabilmente finisce per essere sempre al 50% di entrambi. La possibilità di dimostrare quote diverse di proprietà vale solo per la comunione ordinaria: qui, infatti, la legge presume la presenza di quote uguali, ma si può sempre fornire la prova contraria [4].

Successivi aggiornamenti

Con la recente riforma, l’art. 191 Cod. Civ. è stato novellato con l’introduzione del seguente comma: “Nel caso di separazione personale, la comunione tra i coniugi si scioglie nel momento in cui il presidente del tribunale autorizza i coniugi a vivere separati, ovvero alla data di sottoscrizione del processo verbale di separazione consensuale dei coniugi dinanzi al presidente, purché omologato. L’ordinanza con la quale i coniugi sono autorizzati a vivere separati è comunicata all’ufficiale dello stato civile ai fini dell’annotazione dello scioglimento della comunione.”

note

[1]
Trib. Roma sent. n. 9124 del 27.04.2015.
[2] Art. 194 cod. civ.
[3] Cass. sent. n. 10896/05.
[4] Cass. sent. n. 11467/03.
Autore immagine: 123rf .com
 

possessore

Membro Attivo
Privato Cittadino
Premesso che devi valutare il tutto con il tuo avvocato, se acquisti con i soldi che hai ricevuto in eredità ( o ricavati vendendo un bene ereditato), puoi acquistare come bene personale, anche se attualmente sei coniugata in comunione dei beni.
Corretto quanto affermi.

Io comunque non mi sentirei al sicuro e aspetterei la sentenza di divorzio prima di compromettermi col compromesso (bel gioco di parole).

Giusto per evitare problemi.
 

francesca63

Membro Senior
Privato Cittadino
@possessore
Tutto quanto hai postato sopra vale in linea generale.
Ma i beni ereditati non entrano nella comunione coniugale, e quindi quanto riportato non vale in caso di acquisto da parte di uno dei coniugi con soldi frutto di eredità .
 

possessore

Membro Attivo
Privato Cittadino
Ma i beni ereditati non entrano nella comunione coniugale, e quindi quanto riportato non vale in caso di acquisto da parte di uno dei coniugi con soldi frutto di eredità .
Lo so, infatti ti ho dato ragione nel senso che quanto hai scritto è ASSOLUTAMENTE CORRETTO LEGALMENTE.

Capitasse però a me di dover divorziare, mi sentirei al sicuro solo DOPO la sentenza di divorzio. E' solo una paranoia personale.

Anche se la legge, sui beni ereditati, afferma che posso sentirmi al sicuro anche prima.
 

studiopci

Membro Storico
Agente Immobiliare
Essendoci passato da poco, confermo quanto già affermato da Francesca, i beni acquistati anche in costanza di matrimonio ( lo stesso vale per la sentenza definitiva ) con lasciti o donazione non rientrano nella comunione dei beni, logicamente deve essere dimostrabile ( testamento, bonifico o altro ) e riportato nell'atto di Rogito notarile salvo che non venga espressamente dichiarato che si vuole far rientrare tale acquisto in comunione. Per cui allergie a parte :risata:
puoi procedere a comprare il monolocale, devi solo premunirti di dimostrare che i fondi vengono dall'eredità.
 

Manzoni Maurizio

Membro Assiduo
Agente Immobiliare
All'atto d'acquisto se il coniuge firma che l'immobile è un tuo bene personale hai risolto il problema, chiaro che fino al divorzio il coniuge è erede.
 

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