Jesdol

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Buongiorno a tutti,
scrivo per avere un paio di chiarimenti circa le agevolazioni riguardanti l'acquisto di prima casa.
Io ed il mio compagno vorremmo acquistare un immobile.
Per quanto mi riguarda si tratterebbe di prima casa (attualmente sono in affitto), per quanto riguarda lui no.
Il mio compagno ha una casa cointestata con il fratello (in altro comune rispetto a quello in cui si trova l'immobile da acquistare) .
La sua intenzione sarebbe quella di staccarsi dalla abitazione cointestata.
Si era pensato, al momento dell'incontro con il notaio, di fare le opportune scritture.
Le domande sarebbero dunque:
- staccandosi dalla casa cointestata col fratello, riusciremmo ad avere le agevolazioni per acquisto prima casa?
- le carte dal notaio (per staccarsi dalla casa cointestata) possono essere fatte quando si farebbero quelle per l'acquisto del nuovo immobile o van fatte prima?
Vi ringrazio in anticipo e spero di essere stata chiara.
 

francesca63

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Il mio compagno ha una casa cointestata con il fratello (in altro comune rispetto a quello in cui si trova l'immobile da acquistare) .
Se la casa in comunione con il fratello è stata ereditata, o ricevuta per donazione, il tuo compagno potrà comunque usufruire delle agevolazioni prima casa anche per il nuovo acquisto.
La sua intenzione sarebbe quella di staccarsi dalla abitazione cointestata.
Per "staccarsi" dall'abitazione cointestata, deve sottoscrivere con il fratello un contratto di vendita ( se il fratello paga il valore della quota), o di donazione ( se il tuo compagno non riceverà soldi in cambio).
In entrambi i casi ci vuole un atto pubblico fatto dal notaio.
staccandosi dalla casa cointestata col fratello, riusciremmo ad avere le agevolazioni per acquisto prima casa?
Certo; ma, come detto sopra, se la casa è stata ereditata o frutto di donazione, può godere comunque delle agevolazioni anche se non la cede.
le carte dal notaio (per staccarsi dalla casa cointestata) possono essere fatte quando si farebbero quelle per l'acquisto del nuovo immobile o van fatte prima?
E' possibile farle il giorno stesso, ma anche entro un anno dal nuovo acquisto, dichiarandolo in atto.
 

Jesdol

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Ciao Francesca,
Ti ringrazio delle gentili delucidazioni.
Ora è sorta un'altra questione, questa mattina il mio compagno si è recato presso un istituto bancario per avere informazioni circa l'accensione di un mutuo.
L'immobile da acquistare è dei miei genitori, la casa sarebbe pagata per metà da me e metà dal mio compagno (di conseguenza cointestata).
Io non necessito di mutuo.
La banca ha spiegato che il mutuo non può essere concesso visto lo stretto legame di parentela.
Come mai?
Come ovviare al problema?
 

Jesdol

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Per "staccarsi" dall'abitazione cointestata, deve sottoscrivere con il fratello un contratto di vendita ( se il fratello paga il valore della quota), o di donazione ( se il tuo compagno non riceverà soldi in cambio).
In entrambi i casi ci vuole un atto pubblico fatto dal notaio.

Per quanto concerne la donazione si prevedono "solamente" costi notarili (€ 2000/3000 per quanto ne so) o ci sono ulteriori spese?

Ringrazio tutti per le info. sino ad ora fornite.
 

Jesdol

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Oltre al costo del notaio, c’è l’imposta per la donazione, che, tra fratelli, è del 6%, sul valore oltre i 100.000.
Sarebbe logico che i costi li sostenesse chi riceve la donazione.

La vedo dura che chi riceverà la donazione sarà disposto a pagare l'imposta.
Il mutuo della casa cointestata (ad oggi non ancora estinto) è stato acceso anni fa dai fratelli che mensilmente versavano la loro parte di rata.
Il mio compagno ha pagato le rate per qualche anno.
Per una serie di vicessitudini ha smesso ed ha continuato a pagare il fratello per l'intero ammontare della rata mensile.

Mi aspetto che il mio compagno dovrà pagare l'imposta (giusto o meno che sia).
Ora mi chiedo:
Il 6% sul valore (oltre i 100.000) si conteggia sull'intero valore o solo sul 50% di esso visto che l'immobile è per metà dell'altro frateĺlo?

Perché pagare per intero una tassa su un immobile di cui tu sei proprietario per metà ?

Provo a spiegarmi meglio con un esempio.

Valore immobile cointestato € 200.000
Imposta 6% (esclusa la franchigia) € 6000

Ma se l'immobile è del mio compagno per il 50% e non totalmente suo al 100% perché pagare limposta x l'intero valore e non per la propria quota del 50% (quindi il 6% di 50.000).
Spero di essermi spiegata.

Chiedo venia perle tante domande.
Sono totalmente inesperta in materia.
 

francesca63

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Privato Cittadino
Valore immobile cointestato € 200.000
Imposta 6% (esclusa la franchigia) € 6000
In questo caso non si pagherebbe nulla, poiché , come da te supposto, si paga sul valore donato, non sul valore dell'intera proprietà; e il valore donato è il 50 %, cioè 100.000, uguale alla franchigia.
Inoltre il valore da considerare è il valore catastale, che di solito è più basso, e non il valore commerciale.
Il mutuo della casa cointestata (ad oggi non ancora estinto) è stato acceso anni fa dai fratelli che mensilmente versavano la loro parte di rata.
Se c'è ancora in essere un mutuo cointestato, per poter vendere o donare serve l'assenso della banca che ha dato il mutuo, se volete "liberare" dal debito il tuo compagno; altrimenti lui , pur donando la casa, resterebbe titolare del mutuo, e difficilmente gliene farebbero uno nuovo.
Informatevi bene prima di impegnarvi in un acquisto.

Il mio consiglio spassionato è quello di fissare un appuntamento da un notaio, e capire bene come potervi muovere.
ci sono troppe variabili nella vostra situazione, e dovete analizzare bene pro e contro di ogni scelta.
 

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