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ugo56

Membro Attivo
Privato Cittadino
Situazione nuova, almeno per me. Quando al Comune non hanno in archivio un vecchio progetto di edificio anni 1955, pare che per la vendita venga considerata la piantina catastale. In questo caso se non combacia con la situazione reale (in pratica non risulta una parete realizzata, già un paio d'anni dopo il 1955, per ricavare una camera da un ingresso molto grande e con finestra) si potrebbe aggiornare la planimetria con una variazione catastale da parte di un tecnico, evitando sanatorie, non essendoci precedenti depositati al Comune ?
 

Jan80

Membro Assiduo
Professionista
Vale la planimetria d'impianto catastale, quindi la prima presentata. Se questa non combacia con lo stato di fatto si deve verificare se le modifiche apportate possano rientrare nelle tolleranze oppure no; se rientrano nelle tolleranze basterà aggiornare la planimetria catastale (sempre che sia dovuto farlo) mentre in caso contrario si dovrà provvedere a sanare se possibile o ripristnare lo stato legittimo dell'immobile.
non essendoci precedenti depositati al Comune ?
La planimetria catastale d'impianto ti equivale allo stato legittimo in questo caso (come se fosse un precedente edilizio).
 

cristian casabella

Membro Senior
Agente Immobiliare
Situazione nuova, almeno per me. Quando al Comune non hanno in archivio un vecchio progetto di edificio anni 1955, pare che per la vendita venga considerata la piantina catastale. In questo caso se non combacia con la situazione reale (in pratica non risulta una parete realizzata, già un paio d'anni dopo il 1955, per ricavare una camera da un ingresso molto grande e con finestra) si potrebbe aggiornare la planimetria con una variazione catastale da parte di un tecnico, evitando sanatorie, non essendoci precedenti depositati al Comune ?
Quindi dal 55 non sono mai state fatte altre pratiche in comune ? Se è così confermo quanto scritto dagli altri
 

ugo56

Membro Attivo
Privato Cittadino
Quindi dal 55 non sono mai state fatte altre pratiche in comune ? Se è così confermo quanto scritto dagli altri
Sì mai avuto occasioni per nuovi cambiamenti. Ma, mi chiedo, dovesse esserci bisogno di sanatoria al Comune, senza un precedente depositato, dal vecchio catasto si dovrebbe poi aggiornare la planimetria ?

Volevo ringraziarvi per le risposte.
 

Jan80

Membro Assiduo
Professionista
Prima si sana in Comune se possibile, e una volta definita la sanatoria si allega la variazione e catastale conforme con quanto riportato in sanatoria e presente sul posto.
 

ugo56

Membro Attivo
Privato Cittadino
Prima si sana in Comune se possibile, e una volta definita la sanatoria si allega la variazione e catastale conforme con quanto riportato in sanatoria e presente sul posto.
Quel "se possibile" mi lascia qualche dubbio. Si può dunque fare, ma al Comune si deve comunicare, come precedente, il vecchio catasto, oppure bisognerà proprio presentare un progettino con la vecchia situazione (quindi più spese per il geometra) aggiornando con le modifiche che, tra l'altro, sono avvenute ante 1960, come si potrebbe facilmente riscontrare sul posto, dai materiali utilizzati !? Un'ultima domanda viene spontanea. Ma se io apporto solo la modifica al catasto cosa succede ? Parliamo della realizzazione di una parete che ha scaturito una camera, a danno dell'ampio sprecato ingresso, non si parla di volume in più o cambio destinazione. Al momento della vendita, il notaio allega il catasto e scive che l'edificio di cui fa parte è ante 1967 ... può finire così ? Noo ! Grazie, eh ?! Insisto perchè tutti i costi burocratici non valgono nemmeno la pena sostenerli, anche perchè chi comprerà, se si troverà, dentro dovrà rifare tutto o quasi per cui ci penserà il neo acquirente a dare ufficialità a tutto. O no ?!
 

brina82

Membro Senior
Professionista
Quel "se possibile" mi lascia qualche dubbio. Si può dunque fare, ma al Comune si deve comunicare, come precedente, il vecchio catasto, oppure bisognerà proprio presentare un progettino con la vecchia situazione (quindi più spese per il geometra) aggiornando con le modifiche che, tra l'altro, sono avvenute ante 1960, come si potrebbe facilmente riscontrare sul posto, dai materiali utilizzati !? Un'ultima domanda viene spontanea. Ma se io apporto solo la modifica al catasto cosa succede ? Parliamo della realizzazione di una parete che ha scaturito una camera, a danno dell'ampio sprecato ingresso, non si parla di volume in più o cambio destinazione. Al momento della vendita, il notaio allega il catasto e scive che l'edificio di cui fa parte è ante 1967 ... può finire così ? Noo ! Grazie, eh ?! Insisto perchè tutti i costi burocratici non valgono nemmeno la pena sostenerli, anche perchè chi comprerà, se si troverà, dentro dovrà rifare tutto o quasi per cui ci penserà il neo acquirente a dare ufficialità a tutto. O no ?!
Innanzitutto è necessario capire il motivo per cui al Comune non si trova nulla: la licenza non si trova proprio, o non è mai esistita? I casi possono essere molteplici:

1) realizzazione nel 1955 al di fuori dei centri abitati (bisogna capire all'epoca cosa si intendeva per centro abitato) e senza regolamento edilizio, oppure con regolamento edilizio che non obbligava a presentare un progetto anche al di fuori dai centri abitati;

2) realizzazione nel 1955 al di fuori dei centri abitati, ma con regolamento edilizio che obbligava a presentare un progetto anche al di fuori dei centri abitati;

3) realizzazione nel 1955 all'interno dei centri abitati.

È chiaro che per capire il caso è necessario dialogare col tecnico comunale.

Nel caso 1 stai a posto; nel caso 2 e 3 c'è qualche problema poiché era necessaria la licenza edilizia, che appunto o non si trova poiché smarrita, o perché l'edificio è stato realizzato senza... Si spera che ci sia qualche traccia ovvero che esisteva ed è stata smarrita.

Essendo l'edificio del 1955 il Notaio potrà anche scrivere ante '67 e l'atto sarebbe comunque valido, ma occhio che potresti comunque vendere un immobile non legittimo ovvero difforme urbanisticamente (qualora non si faccia luce su questa benedetta licenza), e ne sarai solo tu responsabile in futuro.

PS occhio che c'è pure qualche tecnico comunale che sentenzia come ante '67 significa che l'immobile è a posto... SBAGLIATO!
 

ugo56

Membro Attivo
Privato Cittadino
Volevo, intanto, subito ringraziare per i vostri aiuti a capire come uscirmene. All'Urbanistica è stata fatta da me richiesta della planimetria tramite pec ricevendo la risposta che "all'epoca l'amm.ne prov.le, costruttrice delle proprie case popolari - di cui discutiamo - non depositava documentazione al locale Comune, in quanto loro non hanno nulla". Pertanto, secondo i stessi tecnici del Comune, resta come riferimento la planimetria catastale. Quindi, secondo Brina82, il caso 1 potrebbe essere l'ipotesi a cui mi avvicino maggiormente ?
 

brina82

Membro Senior
Professionista
Volevo, intanto, subito ringraziare per i vostri aiuti a capire come uscirmene. All'Urbanistica è stata fatta da me richiesta della planimetria tramite pec ricevendo la risposta che "all'epoca l'amm.ne prov.le, costruttrice delle proprie case popolari - di cui discutiamo - non depositava documentazione al locale Comune, in quanto loro non hanno nulla". Pertanto, secondo i stessi tecnici del Comune, resta come riferimento la planimetria catastale. Quindi, secondo Brina82, il caso 1 potrebbe essere l'ipotesi a cui mi avvicino maggiormente ?
Manderei un tecnico a discuterne di persona al Comune.
 

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